lunedì 29 dicembre 2008

Tanabe: la città natia di O' Sensei


Come ogni lunedì, ecco che puntuali annunciamo un'altra novità.
Questa volta il mantenimento di una delle promesse fatte ancora prima del viaggio in Giappone della scorsa estate: pur con le nostre tempistiche e superando qualche problemino tecnico, siamo finalmente stati in grado di pubblicare sul Web il video (suddiviso in tre filmati) relativo ai luoghi natii di O' Sensei, Tanabe, nella prefettura di Wakayama.

Il montaggio è stato eseguito utilizzando quasi 1 Gb di foto e filmati fatti in quei magici luoghi con una vecchia fotocamera digitale, cosa che di per sé non ha favorito un'eccelsa qualità dell'immagine, poi l'editing e le specifiche richieste di YouTube per l'upload dei filmati, hanno richiesto un'ulteriore elaborazione che ha ridotto le dimensioni dei files e quindi anche la definizione dei video...

...ma ci auguriamo che possiate comunque cogliere qualche caratteristica atmosfera rimasta in quella terra, noi almeno lo speriamo ed abbiamo lavorato con questa convinzione.

Come si diceva... il video, di una quindicina di minuti è stato suddiviso per praticità in 3 filmati, che sono stati archiviati in modo stabile nella colonna di destra di Aikime e sono stati pubblicati sul Web con il nome di "Tanabe - Morihei Ueshiba Hometown";

ve li presentiamo di seguito:

Il primo mostra la geo-localizzazione di Tanabe in Giappone, l'arrivo nella cittadina alla stazione ferroviaria Japan Rail, il luogo dove sorgeva la casa natia del Fondatore (purtroppo distrutta un paio di anni orsono!) e la spiaggia di Tanabe.



Il secondo riguarda la veduta esterna ed interna del Budokan di Tanabe, ossia il luogo in cui si tengono le manifestazioni sportive e le cerimonie legate all'ambito marziale ed il parco di Ogigahama adiacente alla spiaggia, luogo dedicato ad O' Sensei e sul quale sorge la sua famosa statua di bronzo.



Il terzo mostra il tempio buddista Kozanji, vero gioiello incastonato nella collina adiacente la cittadina e nel quale si trova il luogo in cui riposano le spoglie mortali di Morihei Ueshiba. Per l'esattezza precisiamo che questo è uno dei luoghi in cui è possibile rinvenire una tomba del Fondatore (il più famoso), poiché, dato il politeismo religioso, accade che i luoghi di venerazione di una sepoltura si moltiplichino; ad esempio O' Sensei possiede una lapide anche ad Ayabe, nei pressi del quartier generale della "setta" Omoto Kyo, ancora attualmente florida ed operante sul territorio nipponico.



In qualche modo ci auguriamo che il nostro lavoro vi piaccia e che perlomeno possa avvicinare l'immagine di quelle terre a coloro che non hanno ancora avuto occasione di visitarle di persona.

Il viaggio in Giappone ha lasciato in noi una profonda traccia, e la consapevolezza che non pare purtroppo essere in questo momento apprezzato a dovere il ricordo dell'antica tradizione che le atmosfere invece ricordano, almeno a chi viene da fuori.

Tanabe ci è parsa un luogo che reca solo un pallido ricordo delle grandi personalità che generò e che in lei vissero (anche altre importanti, oltre a Ueshiba Sensei). Il Fondatore viene ricordato comunque con rispetto e riconoscenza da chiunque la abiti attualmente.

Il nostro contributo piccolo e umile è rivolto ancora una volta a non far dimenticare l'inestimabile grandezza del suo passato e l'impatto diretto che ha avuto nelle vite di tutti noi che pratichiamo Aikido.

lunedì 22 dicembre 2008

Aikime su Facebook!


Approfittiamo della tecnologia, soprattutto se questa è gratuita e funzionale!

Il fenomeno Facebook è sicuramente in crescita iperbolica ultimamente: questa rete, pensata inizialmente per non perdere i contatti con i vecchi amici dell'università o con i compagni delle superiori... oggi è diventato una vera e propria comunità virtuale che collega fra loro tutti gli utenti del Web!

Ma cosa centriamo noi?! Anche l'Aikido è già approdato da tempo su Facebook in modo massiccio, quindi noi siamo andati ad indagare sulle comunità virtuali che si sono formate spontaneamente.

... e abbiamo pensato di creare a nostra volta un gruppo "Aikime" su Facebook, al quale tutti gli utenti di questa rete (alla quale è gratuito partecipare) possono iscriversi per condividere a volto scoperto, pensieri, opinioni e contenuti multimediali.

Sono infatti appena state caricate 50 foto scattate in Giappone ad Iwama la scorsa estate... riguardanti l'Aiki Jinja, la casa di Morihei Ueshiba, gli alloggi degli uchideshi, l'Ibaraki Shibu Dojo di O' Sensei, le cascate Aiki...

Correte ad iscrivervi, quindi... e gustatevele!

Pur con l'intenzione di far rimanere queste pagine la principale fonte on-line sulla quale far comparire aggiornamenti, ricerche e approfondimenti sull'Aikido... vediamo cosa succede a creare una cerchia dei "fedeli" di Aikime, interessati anche a scambi di idee, commenti ed altro, in modo diretto e personale.

domenica 14 dicembre 2008

Auguri a 125 dalla nascita di un mito


Iniziava oggi, 125 anni fa, in un piccolo villaggio di pescatori del Giappone, la tua incredibile storia…

In una giornata come un’altra nascevi tu, uomo talvolta mitizzato, talvolta realmente mitico, iniziava con te un’avventura destinata a durare 86 anni, ma anche a lasciare poi una visibilissima traccia a livello mondiale, ai tuoi tempi, come nelle generazioni future.

Nascevi tu, O’ Sensei.

La maggioranza di noi non ha avuto occasione di conoscerti personalmente, ma ha contattato e frequentato moltissimi tuoi allievi diretti, cercando di scorgere in essi le tracce del loro Grande Maestro. Abbiamo incominciato a ricomporre il puzzle… sentendo le testimonianze dirette di chi ti ha conosciuto, leggendo i libri che narrano le tue incredibili gesta, sentendo la registrazione della tua particolarissima voce… guardando attentamente i tuoi video, forse col desiderio di rubare tecniche e principi dell’Arte che ora pratichiamo… proprio come hai fatto tu prima di noi.



Ci siamo fatti un’idea insomma su quale tipo di uomo hai saputo essere, talvolta perdendoci nelle informazioni contrastanti fra loro, talvolta fantasticando ed immaginandoti come a noi più piace.

Un punto in comune a tutte le testimonianze dirette: la descrizione dei tuoi occhi, azzurri ed intensi… che comunicavano qualcosa di profondo a chiunque in essi si specchiava, Aikidoka o no che fosse.

Non siamo tutti d’accordo su quale dovrebbe essere oggi la missione di tutti quelli provano a seguire le tue orme… alcuni dicono “diventare bravi come te”, altri “portare la pace con la pratica”… va a sapere qual è la cosa giusta!

Una cosa è certa: se ciascuno praticando portasse in sé un po’ di pace in più, potremmo comunque avere un impatto diretto sulla società, almeno quella che ci contatta direttamente.
Anche Madre Teresa di Calcutta, incalzata da un giornalista in una conferenza stampa che le chiese come fare a rendere il mondo più pacifico… rispose: "Vede, se dopo questa serata anche solo io e lei riuscissimo ad essere migliori, il mondo avrebbe guadagnato due persone su cui contare maggiormente in futuro!".

Lasciamo quindi che l’Aikido faccia il suo lavoro, dal di dentro o da fuori che sia: siamo certi che l’Arte che ci hai donato serva a qualcosa, qualcosa di importante, profondo e prezioso.
Ci auguriamo che sempre più si riesca a festeggiare il giorno della tua nascita
non solo come amarcord dei grandi del passato che ora non ci sono più, ma cogliendo attivamente i fiori che dall’Aikido nasceranno anche grazie al nostro lavoro personale. Questo troviamo essere il modo più concreto e bello di festeggiarti e celebrare il tanto che hai saputo dare.
Ci proviamo quindi: lo facciamo innanzi tutto perché ci appassiona e ci sembra importante, ma anche perché il valorizzare maggiormente la nostra Arte sarà il segno più tangibile e diretto della gratitudine e l’affetto che proviamo per te, che sappiamo forse di poter considerare per eccellenza il “nostro primo” Grande Maestro, per quanto in modo indiretto.

La tua creatura, l’Aikido, è viva, sta crescendo ed è in mani volonterose: proveremo ad allenarci come se tu fossi sempre sul nostro tatami… per alcuni, non sei mai realmente andato via…



Può darsi che nell’intento di studiare e di crescere si possa intraprendere di tanto in tanto qualche strada improduttiva o dannosa: tu hai corso prima di noi questo rischio, prima di noi ti sei assunto le tue responsabilità, quindi pensiamo capirai in modo comprensivo chi è disposto ai nostri giorni ad assumersi le proprie, a correre i propri rischi in nome di ciò che ha di caro, proprio come tu hai fatto e ci hai mostrato essere importante fare.
Dopotutto chi cammina continua a sbilanciarsi e a riacquistare l’equilibrio, passo dopo passo… solo chi è morto non può più sbagliare, o chi è fermo su se stesso. Ma noi siamo in cammino e quindi per definizione evolveremo.

Queste righe sono per esprimere il nostro grazie sentito a chi ha saputo indicarci in modo altruistico, amorevole e gratuito una Via, che ora spetta a noi percorrere, con perseveranza, passione ed ottimismo.

Grazie O’ Sensei e buon compleanno!
otanjobi omedeto gozaimasu
お誕生日おめでとうございます

lunedì 8 dicembre 2008

La bibliografia italiana sull'Aikido


Da oggi Aikime vi offre un nuovo servizio on-line permanente, ossia i link diretti a tutti le pubblicazioni italiane sull’Aikido.

Grazie alla preziosa opera svolta da Anobii, una sorta di Wikipedia dei libri, è possibile gratuitamente accedere ad una libreria virtuale in cui si trovano tutte le informazioni utili su ciascun testo (autore, editore, anno di pubblicazione, numero pagine, prezzo, recensione, punti vendita on-line per acquistarlo…).

Noi abbiamo creato un vero e proprio reparto virtuale legato all’Aikido, radunando tutti i volumi pubblicati nel nostro paese fino a dicembre ’08 e che verrà progressivamente aggiornato con il trascorrere del tempo.

Troverete i link diretti alle opere al fondo della colonna destra di Aikime.

Per ora quasi cinquanta scritti recensiti, ancora attualmente in vendita, provenienti da ogni scuola.
Ciascuno potrà accedere ad ogni informazione e addirittura migliorarla, implementarla o cambiarla. E’ possibile creare legami con altri lettori interessati allo stesso volume (in questo caso, come una sorta di Facebook dei libri..), scambiarsi informazioni o semplicemente avvicinarsi più facilmente a quanto è attualmente disponibile sul mercato in fatto di libri sull’Aikido in italiano.

Le risorse on-line rappresentano oggi un ausilio enorme all’approfondimento ed alla ricerca personale, perciò ci è sembrato fondamentale interessarci alla carta stampata, oltre a Video o siti Web.

Scrivere sull’Aikido non è un compito da poco, lo diciamo alla luce della nostra timida esperienza editoriale, ed in generale non è saggio pensare che dai libri sull’Aikido si possa apprendere come in un Dojo.
Esistono tuttavia importanti nozioni, di carattere storico, filosofico e tecnico che possono ben essere resi dalla carta stampata
, che offre a ciascun Aiki-nauta la possibilità di leggere ciò che non c’è sempre tempo di dire a lezione, così come di fissare un importante punto tecnico in una foto di un grande insegnante che esegue le tecniche in modo chiaro ed efficace.

Paradossalmente, chi ha un po’ di esperienza sa anche che non è spesso agevole imparare da una sequenza fotografica se prima non si è avuta occasione di esaminare una tecnica in modo più diretto e pratico, così come sa che molte dissertazioni storiografiche o filosofiche possono rischiare di rimanere nozioni infruttuose stampate solo su un foglio, ma tuttavia crediamo fermamente che la passione per la lettura porti realmente un valore aggiunto alla nostra Arte, in termini di cultura, condivisione di esperienze e di idee, stimoli alla ricerca personale.

L’Aikido è forse una realtà per sua natura così dinamica, che ogni parola scritta nero su bianco rischia di essere giudicata sempre un po’ sorpassata, parziale o discutibile, per suo stesso limite… ma i libri sanno anche essere gli amici più preziosi nei momenti di relax, solitudine, approfondimento.

Un invito quindi a sfogliare la prima Aiki-pagina, dopo aver cercato il testo che fa per voi fra le opere scritte da molti Autori prestigiosi, italiani e non, che hanno fatto dell’Aikido il ticchettio che scandisce/ha scandito il loro tempo fra noi.

(nelle foto la libreria presente nelle stranze della casa di Morihei Ueshiba, O' Sensei)

lunedì 1 dicembre 2008

神道 Shinto 3: Aikido ed i portali dei templi


Ci occupiamo quest'oggi di approfondire un aspetto tradizionale della tradizione shintoista, quello dei cancelli o portali che si trovano all’ingresso dei templi o dei luoghi sacri: i torii.

Sono formati da due colonne di supporto verticali e due pali orizzontali sulla cima e frequentemente dipinti in colore vermiglio, che sarebbe in grado secondo la tradizione di mettere in fuga gli spiriti malvagi.

Sui pali orizzontali di alcuni torii si può trovare posizionata una tavoletta che reca alcuni scritte in kanji. Tradizionalmente sono fatti di pietra o legno. In tempi recenti i costruttori hanno iniziato ad usare anche l’acciaio o l’acciaio inossidabile.

Come suggerito dai kanji (tori = “uccello”, i = “luogo”), queste strutture probabilmente furono pensate per far posare gli uccelli, poiché secondo lo shintoismo essi sono messaggeri degli dei.
Una versione dei miti religiosi nipponici vuole che Amaterasu Omikami, la dea del sole già incontrata quando abbiamo esaminato le radici del panteon shintoista, fu costretta a rifugiarsi in una caverna per sfuggire al dispettoso fratello Susanoo.

Questi infatti ingaggiò una sfida con la sorella, ma per attribuirsi la vittoria finale fu disposto ad intraprendere atti violenti e dissacratori nei confronti della rivale, che culminarono gettando un pony scorticato (animale che era consacrato alla dea del sole) in una sala del palazzo reale, causando la morte di una delle ancelle della divinità.

Amaterasu fuggì, e si nascose nella grotta di Iwayado. Ma poiché l'incarnazione stessa del sole si nascose, il mondo venne interamente avvolto in modo duraturo dall’oscurità.

Si dice che vennero intraprese dagli abitanti del regno terrestre e dagli altri dei una serie di piani strategici per convincere Amaterasu ad uscire dal suo nascondiglio, riportando nuovamente con sé la luce sulla terra.

Molti di essi fallirono, fino a quando non venne piazzato un grosso trespolo di legno dinnanzi all’entrata della caverna, sul quale vennero posati tutti i galli della città.

Il loro continuo canto la incuriosì e le fece fare capolino all’antro della caverna. Approfittando del varco aperto, un grande lottatore di Sumo aprì completamente l’ingresso, spingendo via la roccia e permettendo alla luce del sole di illuminare ancora la terra.

Quel trespolo divenne il primo torii.
Da allora essi vennero considerati simboli di prosperità e buona fortuna e si diffusero in tutto il Giappone.

Quella appena narrata è uno dei miti che introducono l’utilizzo storico dei torii, ma non è come si diceva, l’unico a riguardo della scomparsa e del ritrovamento della luce sulla terra.
A titolo di completezza riportiamo anche il seguente, benché in esso non venga fatta menzione dei tradizionali portali che ora stiamo analizzando.

Dopo l’ingresso di Amaterasu nella grotta (di cui sopra), e che tutti gli dei e le dee cercarono, a turno, di convincerla inutilmente ad uscire dal suo nascondiglio, il Kami dell'ilarità, Ama-no-Uzume, ebbe un piano.

Piazzò un largo specchio di bronzo su un albero, dirimpetto alla caverna di Amaterasu.

Quindi Uzume si ricoprì di fiori e foglie, capovolse una tinozza e prese a ballarvici sopra, tamburellando la superficie con i suoi piedi. Alfine, Uzume si spogliò delle foglie e dei fiori e danzò nuda.

Tutte le divinità maschili esplosero in fragorose risate, e Amaterasu, sentendole, s'incuriosì. Quando la dea sbirciò fuori dalla caverna, ove a tanto a lungo era stata, ne dipartì un raggio di luce, chiamato "alba", e la dea rimase abbagliata dal suo riflesso sullo specchio.

Il dio Ameno-Tajikarawo la trasse a sé dalla grotta, che fu sigillata con una roccia sacra detta shirukume. Circondata di risate, la depressione di Amaterasu scomparve e accettò di restituire la sua luce al mondo.

Ama-no-Uzume fu da allora conosciuta come Kami dell'alba e dell'ilarità.

All'Aikido, in profondo legame con la tradizione shintoista, è stato dedicato un tempio ad Iwama, l'Aiki Jinja (raffigurato accanto l'orologio di Aikime sulla colonna di destra). O' Sensei stesso volle che venisse costruito il portale che sta innanzi ad esso (nella foto a fianco, durante l'inaugurazione, prima ancora che l'edificio secondario del tempio venisse costruito).

Il torii ha tradizionalmente la funzione di dividere lo spazio profano da quello sacro, ed ha la caratteristica di non venire mai posizionato in modo simmetrico rispetto all'ingresso principale del tempio, ma sempre in modo tale che la strada che lo divide dall'edificio sia curva. E' possibile che prima di giungere ad un luogo sacro si debba attraversare diversi portali, anche alcune decine (o anche di più).

E' stato in precedenza esposto il mito che lega l'apparizione di questa struttura all'avvenimento che coinvolse la dea del sole.

Nel nostro approfondire gli aspetti maggiormente connessi all'Aikido, ricordiamo che le preghiere quotidiane più accorate del Fondatore venivano appunto rivolte ad Amaterasu, considerata nella mitologia "la dea delle dei"... mediante il kotodama "Amaterasu Omikami".