lunedì 30 gennaio 2023

L'Aikido tecnico in video, disponibile per tutti

Da circa un anno a questa parte, sia io che i mie allievi ci siamo preparati a questo giorno, nel quale debutta una grossa novità per il nostro Blog: parliamo cioè di trasformare queste pagine in Vlog, ovvero in "Video Blog", oltre che al formato nel quale siete stati abituati a leggerle in tutti questi anni.

Un Vlog offre grandi possibilità... dalle quali mi ero volontariamente tenuto lontano per ragioni molto specifiche, ma che ora non hanno più grosse ragione d'essere.

Per questioni di comodità, da tempo ho deciso di archiviare sul canale YouTube del nostro Dojo diversi video tecnici, da prima solo di buki waza, recentemente anche di taijutsu... che potessero essere di ausilio ai miei allievi, ossia a coloro che mi hanno personalmente scelto per compiere insieme un percorso con l'Aikido.

Essi apprezzano cosa faccio ed anche come lo faccio, e per fortuna mia stanno crescendo di numero sempre di più... andando ben al di là di tutte quelle persone che vedo 3 o anche 4 volte alla settimana di presenza in Dojo.

Ho ormai allievi sparsi in tutta Italia e qualcuno anche all'estero, quindi risultava piuttosto comodo per essi avere un database video che ricordassero loro ciò che abbiamo studiato insieme sul tatami.

Non ho mai avuto la presunzione di fare dei veri e propri tutorial, anche perché penso che i video siano poco utili se PRIMA non vi è stata un'esperienza diretta, pratica, concreta e personale di ciò che si vede rappresento, sia pur fossero dettagliati, curatissimi ed in 4k.

Tuttavia questo gioco ha poi preso piede e mi sono sempre più interessato alla creazione di una sorta di "mappa" tecnica dell'Aikido, soprattutto per dare supporto all'operazione di conoscenza ed integrazione che siamo favorendo ora in Federazione fra le diverse realtà esistenti.

Naturalmente, non appena si parla di "tecnica" c'è da litigare, poiché essa tende ad essere divisiva fra chi fa le cose in un modo, secondo una Scuola o una didattica e chi le fa in un altro... e gli approcci sono veramente tantissimi e molto differenti fra loro, quindi pure differenti dal mio.

Questa è una delle principali ragioni per le quali nei primi quasi 15 anni di questo Blog, raramente ho parlato di tecnica oppure ho usato dei video per farlo... giusto un po' durante il lockdown era successo con il buki waza.

Nel maturare mio e della disciplina, tuttavia, si scopre che certi limiti erano tali solo per via di una loro consapevolezza modesta: c'è e ci sarà sempre chi ha voglia di giocare tutto sul piano della critica distruttiva, ma ciò non significa che le persone che sono già capaci di andare oltre devono tenersi in scacco da sole per via dei primi.

Ho quindi creato una classica tabella - tipo quelle della battaglia navale -, ed ho provato a scriverci sopra le tecniche e gli attacchi principali dell'Aikido: ovviamente in questa operazione sono molto stato influenzato dall'Iwama Ryu, la Scuola dalla quale provengo, ma credo di avere fatto una buona operazione di sintesi di quanto mediamente si vede in giro.

Ho po passato circa 11 mesi al Dojo con i miei ragazzi, in almeno 3 lezioni alla settimana, a filmare il curriculum tecnico che ci consente di riempire quello schema riassuntivo tra righe e colonne.

Ed ho pure forse compreso perché non mi risulti che ciò non fosse stato mai fatto da nessun altro prima: perché è un lavoro immenso, che mi ha richiesto (e mi richiederà) diverse ore AL GIORNO di post-produzione e di messa a punto ed organizzazione del materiale filmato.

Ma se, dopo il tempo ed il mazzo che sarò necessario, riuscissi a sistematizzare gran parte del programma tecnico dell'Aikido... CHIUNQUE potrebbe utilizzare un enorme database pubblico, per vedere in qualsiasi momento qualsiasi cosa di cui potesse sentire necessità.

Di sicuro, come dicevo in precedenza, questo è un lavoro che faccio molto volentieri per me stesso e per i miei allievi in primis... ma attraverso questo Blog sarà possibile discutere insieme di parte di esso, proprio perché ci sarà qualcosa di "oggettivo" da commentare insieme.

Ovvio che questo progetto ha anche diversi limiti: il primo è la consapevolezza con cui io stesso pratico, che credo sia significativamente più grande di quella di molti, ma che tuttavia non è di certo tutta quella esistente in materia tecnica e di Aikido.

Pazienza, per fare un lavoro perfetto mi toccherebbe aspettare di diventare bravo quanto O' Sensei, solo che poi - anche nelle più rosee aspettative - sarei un vecchio bacucco e non avrei credo più voglia di sbattermi come un materasso per la causa.

Il secondo limite è ancora quello dovuto ai differenti approcci possibili alla tecnica: ho provato a creare un format inclusivo delle varie forme e modalità pratica... ma sicuro che viene richiesto a chi osserva i video una considerevole capacità di adattarli a quella che è la sua didattica abituale, che quindi può essere anche MOLTO differente dalla mia.

Avendo però all'incirca tutti 2 gambe e 2 braccia il numero di cose che si possono fare è molto grande, ma NON illimitato, se ci pensiamo un attimo.

Se affermo che ushiro ryotedori koshinage si può eseguire in 3 forme distinte... e qualcuno ne sa una 4º non imparentata con le mie 2 è ottimo: ma indicativamente le mani ed i piedi dovranno stare in posizioni analoghe durante l'azione... statica o dinamica che sia... con accento italiano, francese o giapponese che sia.

Anche per questa ragione, prima delle scorse ferie estive, ho puntato tanto sulla costruzione di una nomenclatura comune: così da poterci intendere meglio anche fra Scuole e didattiche ed evitare di correre il rischio di fare la stessa cosa, chiamandola in modi differenti... aumentando quindi la sensazione di divergere, anziché convergere.
Ecco qui i Post dedicati a ciò per chi se li fosse persi: parte 1 (Taijutsu A), parte 2 (Taijutsu B), parte 3 (Aiki ken), parte 4 (Aiki jo).

Lo so, ci va un po' di impegno da parte di tutti per creare un "alfabeto comune"... ma è così che di solito si creano delle buone basi di traduzione nelle diverse lingue: ho utilizzato i termini giapponesi in modo specifico sia per amor di tradizione, sia per non avvantaggiare nessuno rispetto ad un altro.

Così torniamo a scuola tutti e ci acculturiamo... che un gran male non fa mai!

È stato possibile ricreare virtualmente la griglia sulla quale ho scritto l'intero programma tecnico grazie a 2 importanti strumenti offerti da YouTube: i tag e le playlist.

Ogni video è quindi stato caratterizzato da diversi tag, che gli consentono l'incorporamento in playlist differenti... così da agevolare la ricerca da parte dell'Aikidoka internauta. Facciamo un paio di esempi...

La tecnica "suwari waza yokomenuchi dai sankyo ura", è stata caratterizzata secondo i seguenti parametri:

- POSIZIONE RECIPROCA: "suwari waza", entrambi i praticanti sono seduti;

- TIPO DI TECNICA: "katame waza", finisce con un'immobilizzazione;

- NOME TECNICA: "sankyo", 3º principio;

- TIPO DI ATTACCO: "yokomenuchi", fendente laterale;

- MODALITÀ DI ESECUZIONE: "ura", viene chiusa posteriormente ad uke.


Mentre la tecnica "katatedori shihonage omote" è stata caratterizzata secondo i seguenti parametri:

- POSIZIONE RECIPROCA"tachi waza", perché non è specificato nulla di differente (tipo suwari o hanmi handachi);

- TIPO DI TECNICA"nage waza", finisce con un'immobilizzazione, ma preceduta da una proiezione;

- NOME TECNICA"shihonage", proiezione nelle 4 direzioni;

- TIPO DI ATTACCO"katatedori", presa ad un polso (aihanmi);

- MODALITÀ DI ESECUZIONE"omote", viene eseguita di fronte a tori.

Così facendo è sufficiente andare o sulla playlist del nome della tecnica, o del tipo di attacco, o della posizione reciproca fra i praticanti... per vedere CONTEMPORANEAMENTE tutte le tecniche caratterizzate dagli stessi tag.

Nella creazione delle playlist abbiamo dovuto fare delle scelte logistiche, ad esempio quella di mettere prima gli attacchi e poi le tecniche in ORDINE ALFABETICO, ma all'interno di questo ordine alfabetico, inserire un ulteriore ordine di categoria:

1 - KATAME WAZA, quindi 2 - NAGE WAZA, poi 3 - BUKI DORI e 4 - VARIANTI TECNICHE (henka waza, oyo waza, kaeshi waza)

A - se si sceglie quindi la playlist "ikkyo", al suo interno si troveranno i video di questo principio, disposti in ordine alfabetico rispetto al nome dell'attacco (katadori → katatedori → kosadori → ryotedori → shomenuchi → yokomenuchi).

B - se si sceglie la playlist "shomenuchi", al suo interno si troveranno i video accomunati da questo attacco, disposti in ordine sia alfabetico rispetto al nome della tecnica, sia rispetto all'ordine di categoria enunciato poc'anzi (ikkyo, nikyo, sankyo, yonkyo, gokyo → iriminage, jujinage, kaiten nage, kokyunage, koshinage, shihonage, sumiotoshi → tachidori, tankendori → henka, kaeshi, oyo).

Certo, il progetto di mettere on-line tutto quanto esiste in materia di "Aikido tecnico" non sembra essere qualcosa di molto semplice da realizzare, ma in pochi mesi di duro lavoro abbiamo per ora già capitalizzato qualcosa come 680 video, suddivisi in:

- 410 video di TAI JUTSU

- 170 video di BUKI WAZA


Per TIPOLOGIA di tecnica abbiamo per il momento 301 video, che però mostrano 435 varianti tecniche, perché in molti video sono presenti più versioni diverse della stessa tecnica:

- KATAME WAZA: 268 tecniche, mostrate in 144 video

- NAGE WAZA: 305 tecniche, mostrate in 230 video

- Jodori: 8 tecniche

- Tachidori: 24 tecniche

- Tankendori: 18 tecniche


Per POSIZIONE RECIPROCA abbiamo 546 tecniche differenti, suddivise in 6 sotto-categorie:

- Tachi waza: 351 video, ma ben 548 tecniche

- Suwari waza: 38 tecniche

- Hanmihandachi waza: 12 tecniche

- Omote waza: 75 video e 111 tecniche mostrate

- Ura waza: 81 video e 131 tecniche mostrate

- Ushiro waza: 64 video e 104 tecniche mostrate


Per NOME DELLA TECNICA abbiamo 237 video, ma circa 356 varianti tecniche differenti, suddivide in 16 sotto-categorie:

- Ikkyo: 20 video con 30 tipologie differenti di tecnica

- Nikyo: 20 video con 35 varianti

- Sankyo: 24 vide, ma ben 44 forme differenti

- Yonkyo: 22 video e 36 varianti tecniche

- Gokyo: 4 video

- Rokkyo: 6 video e 10 forme diverse

- Aikiotoshi: 3 video

- Iriminage: 12 video, ma che mostrano 25 modalità di esecuzione diverse

- Jujinage: 6 video

- Kaiten nage: 17 video con 21 varianti diverse

- Kokyunage: ben 73 tipi differenti

- Koshinage: 4 video con 9 varianti

- Kotegaeshi: 8 video, con 18 versioni tecniche

- Shihonage: 22 varianti tecniche

- Sumiotoshi: 2 video

- Tenchinage: 5 varianti tecniche, mostrate in 1 solo video

- Udekimenage: 5 video

- Ushiro kiriotoshi: 5 video


Per TIPO DI ATTACCO ci sono al momento 246 video e 341 versioni tecniche diverse, suddivide in 11 sotto-categorie:

- Katadori: 17 video e 23 varianti tecniche

- Katadori menuchi: 4 video

- Katatedori: 44 video, ma bem 82 varianti tecniche

- Kosadori: 23 video

- Morotedori: 8 video

- Ninindori: 5 video, ma oltre 10 varianti

- Ryotedori: 35 video, con circa 60 tipologie tecniche differenti

- Shomenuchi: 40 video

- Ushiro eridori: 27 video

- Ushiro ryokatadori: 24 video

- Ushiro ryotedori: 14 video

- Tsuki: 19 video

- Ushiro ryotedori: 13 video, che mostrano però 25 varianti tecniche

- Yokomenuchi: 38 video, per 45 varianti tecniche


C'è poi già caricato quasi per intero il programma di buki waza suddiviso in:

AIKI KEN: 49 video

Ken suburi (7), Happo giri (2), Ken awase (5), Ken no riai (8), Kumitachi (6), Henka no tachi (2), Ken tai jo (19)


AIKI JO: 80 video

Jo suburi (20), Jo suburi GROUPS (5), Jo suburi CONNECTION (24), Jo kata (4), Happo tsuki (2), Jo awase (3), Jo no riai (4), Kumijo (11), Kumijo CONNECTION (4), Henka no jo (3)

Sul canale sono anche pubbliche le playlist del programma tecnico d'esame utilizzato nel mio Dojo , dal 5º kyu al 5º dan, ma credo che per la maggioranza dei nostri visitatori questo possa non interessare più di tanto, giacché si rifaranno a liste tecniche necessariamente differenti.

Al momento i video coprono interamente il programma fino a 1º kyu, per completare le altre playlist ci servirà ancora parecchio tempo di riprese e di montaggio.

Ora alcune precisazioni doverose: per girare questi video (con 2 telefonini ai due campi d'angolo opposti del Dojo) NON sono state create delle apposite sessioni, bensì tutto il materiale che vedete è stato realizzato live DURANTE le lezioni regolari.

Semplicemente mi faccio riprendere mentre eseguo 6 volte la stessa tecnica (destra e sinistra in 3 direzioni differenti) e poi in post-produzione utilizzo il materiale riuscito meglio, quello più comprensibile o quello in cui la visibilità di ciò che faccio mi sembra migliore.

Per questa ragione, i numeri accanto a ciascun link rappresentano ciò che era caricato sul canale al momento in cui scrivo queste righe (14 gennaio 2022): se volete essere aggiornati sui nuovi caricamenti (in media circa da 10 a 15 video alla settimana) dovete iscrivervi al canale e cliccare sulla campanella delle notifiche in alto a destra.

Ho utilizzato sempre e solo l'aiuto del miei allievi presenti, dal 5º kyu al 5º dan, fregandomene di imperfezioni sia mie, che loro nei movimenti: il mio intento NON è mai stato quello di apparire perfetto, bensì CHIARO il più possibile... così che LORO poi potessero trovare utile ripassare con un video ciò che avevano già praticato con me dal vivo sul tatami.

Ci sono sul canale diverse cose che continueranno per il momento ad essere riservate SOLO ai miei allievi diretti, ma il fatto che io condivida parte di questo lavoro è per lo spirito "copyleft" di condivisone che ha da sempre caratterizzato queste pagine, sperando di poter essere di supporto a qualcuno.

Non ho alcun fine di far crescere i follower del canale o di renderlo monetizzatile: se vi iscriverete ad esso è solo per rimanere aggiornati sui suoi video che vengono costantemente caricati, e/o perché apprezzate l'utilità di questo progetto, ma NON per fare un favore personale a me, sia chiaro.

Altro punto importante: questo Post nasce per mettervi al corrente del progetto e spiegare come districarvi in un mare di materiale video, ma questa pagina verrà sotterrata, dai Social come dal Blog stesso, perciò aggiorneremo al più presto la sezione VIDEO che trovate in alto sulla HOME (a destra di "CHI SIAMO"), così che il tutto sia di più facile e costante consultazione.

Il progetto stesso però NON nasce per far si che Aikime sia il portale per cercare i video: è più agevole farlo direttamente da YouTube, capendo prima bene come sono stati organizzati i tag e le playlist.

Un ultima cosa: se per qualche ragione l'dea che ho avuto vi piace, ma non altrettanto i video o la modalità con la quale essi sono realizzati... PROVATECI VOI a farli meglio; avete tutta la mia stima pregressa e benedizione solenne.

La community dell'Aikido on-line è ora che diventi un pelino più proattiva di quanto è stato fino ad ora... quindi se una cosa è migliorabile, ciò sarà a beneficio di tutti; non c'è da essere timidi, ma nemmeno da limitarsi solo a criticare ciò che fanno gli altri.

Perciò sarò piuttosto intransigente con le critiche esclusivamente svalutative al lavoro che vi ho presentato oggi, sappiatelo: per ora questo credo resti comunque il più vasto database video pubblico esistente nel nostro Paese (come minimo), quindi è necessario imparare a rispettare ciò che non si è in grado al momento di eguagliare, altrimenti si diventa parte del problema stesso che si cerca di arginare.

In ogni caso, mi auguro veramente di cuore che progetti come questo possano aiutare sempre più tutti coloro che stanno in una sorta di limbo Aikidoistico... mostrando loro che la disciplina che hanno scelto possiede veramente un enorme valore tecnico, storico, etico, filosofico e coscienziale.

Buona visione a tutti!


Marco Rubatto





lunedì 23 gennaio 2023

L'infondatezza degli "stili" di Aikido

Inimichiamoci il 95% dei nostri lettori... forza!

Vi parlo oggi di un argomento delicato e controverso, che ho sempre sentito un gran bisogno di approfondire negli anni passati, ma che forse solo ora ho la maturità Aikidoistica per affrontare.. ovvero quello degli "stili" di Aikido, che sembrano tanti, variegati e molto differenti fra loro...

... ma che, a ben vedere, mi pare sempre più che perdano il loro senso divisivo, se osservati in un'ottica appropriata.

Quando nel 2007 ho iniziato a scrivere queste pagine, mi guardavo bene da menzionare qualsiasi cosa che si potesse rifare a questa o quella Scuola o didattica legata all'Aikido: cercavo una sorta di "zona franca" nella quale pubblicare contenuti che potessero risultare utili a tutti i diversi "campanili" (per non dire "fazioni") all'ombra dei quali la ns. disciplina veniva e viene praticata.

La tecnica e la didattica mi parevano essere un'importante fonte di divisione e spesso di "scontro" fra gli Aikidoka... quindi me ne tenevo scientemente alla larga.

Iwama Ryu, Kobayashi Ryu, Aikikai Honbu, Aikikai d'Italia (che è parecchio differente dalla suo omologo giapponese), Aikikai Tissier, Ki Aikido (delle varie correnti nelle quali anch'esso si è nel tempo ramificato), Yoshinkan Aikido, Yoseikan, Tomiki, etc... Quanto sembra essersi "speciata" la ns. disciplina in poco più di 50 anni dalla scomparsa del suo Fondatore, non è vero?!

Non è forse così... o meglio: ci sono attualmente molte visioni differenti della stessa cosa, una moltitudine di didattiche e di approcci che un tempo non esistevano, ma questo NON vuole necessariamente dire che gli "stili" siano così importanti. Provo a spiegarmi...

L'Aikido si è diffuso in tutto il mondo, passando così per le mani di tante persone, che di certo hanno messo qualcosa di proprio nell'interpretare ciò che è giunto loro e far proseguire ciò che ritenevano opportuno, facendosi pure ispirare da traguardi inediti che nel frattempo l'umanità ha raggiunto.

Spesso - ad esempio - mi trovo ad utilizzare l'analisi transazionale, la grammatica trasformazionale o elementi di PNL per spiegare ai miei allievi come viene percepita la pratica fra persone diverse... ma ciò non significa che stia fondando il "Rubatto PNL Ryu", ma solo che al tempo di O' Sensei le neuroscience non si erano sviluppate tanto quanto lo sono oggi.

Quindi non creo uno stile: utilizzo degli strumenti nuovi per agevolare la comprensione di qualcosa che in passato veniva spiegato semplicemente in altro modo (spesso più criptico e meno immediato per l'uomo della strada), oppure che non veniva spiegato affatto... non sempre con conseguenze positive però. Tuttavia, qualcuno che non ha mai visto una lezione impostata in questo modo, potrebbe appiccicarmi etichetta di un "nuovo stile" o una "nuova didattica"... e si sbaglierebbe un tot.

Sia l'Iwama Ryu, che il Kobayashi Ryu, che l'Aikikai d'Italia fanno essenzialmente studiare tutti IKKYO ai loro rispettivi praticanti: secondo parametri (leggermente o sostanzialmente) differenti... ma sempre sul gomito e polso... ma mai su gluteo e orecchia, come mai?

Se l'Aikido fosse una Scuola di cucina, quindi, ogni studente partirebbe dai rudimenti per preparare un pasto ritenuto sano, sostanzioso e gradevole al palato.

Ci sono scuole che partono dal soffritto, altre da come tagliare le verdure, altre da come cuocere pasta o riso... ma TUTTE le scuole di cucina si occupano - prima o poi - di tempi di cottura di pasta e riso, di taglio di verdure e di soffritti. Per forza.

Le questioni "stilistiche" vengono quindi DOPO: una volta che ci si è impadroniti degli elementi di base (che sono tanti, in Aikido come in cucina), allora dopo possiamo dedicarci a dare quell'inclinazione particolare alle nostre tecniche ed ai nostri piatti, secondo lo Chef Tissier, o secondo il Sensei Cracco.

Ecco: di solito invece si occupano di "stili" quei praticanti (la maggioranza), che stanno ancora apprendendo le basi del soffritto di nikyo o del taglio delle verdure con il bokken... capite come ciò faccia perdere di senso a questa apparente notevole divisione?

Che sia un 3º kyu a sostenere che l'Iwama Ryu sia meglio o peggio che il Kobayashi Ryu è ridicolo, al di là che stia o meno semplicemente ripetendo a pappagallo cosa sente dire dal suo Maestro di riferimento, che sarà pure l'unico che ha mai sentito esprimersi a riguardo. Ossia, cercare di imparare uno "stile" da 3º kyu è un po' come credersi sommelier dopo aver bevuto il primo bicchiere di Tavernello.

Infatti a livelli molto più alti della disciplina - paradossalmente - ci si apprezza e rispetta molto di più nelle differenze e nelle peculiarità, a confronto di quando si è "principianti".

Solo che questo essere "principianti" mi pare qualcosa che cambia forma man mano che io stesso percorro la mia strada: per me ora un 3º dan è abbastanza un esperto principiante... quindi, quando gli sento proferire parola sugli "stili", mi vien da dirgli: "Pratica ancora serio per una quindicina di ore alla settimana, che poi fa qualche anno nel riparliamo".

Un 3º dan in media quanti Maestri ha frequentato?

A quanti stage ha partecipato?

Non quanto tempo fa ha iniziato, ma quanto è piena la sua settimana tipo di Aikido?

Si più essere 3º dan perché ci si dedica mente e corpo all'Aikido, si è giovani e attivi o perché si è parcheggiati su qualche tatami polveroso da 30 anni e qualcuno, impietosito, ci vuole dare un "premio alla carriera": capite che non è proprio la stesa cosa se si esprime una persona consapevole o una che ha un pezzo di carta appeso ad un muro?

Nuovamente: di solito quelli consapevoli NON litigano un granché per questioni "stilistiche", sono più i pataccari a farlo, non ci avete mai fatto caso?!

I principi della biomeccanica del movimento sono sempre gli stessi, se applicati ad esseri viventi che hanno 2 gambe e 2 braccia, quindi potranno essere metodi migliori per sottolineare un aspetto del movimento, dell'interazione fra tori ed uke, dell'utilizzo delle armi, del timing, del ma-ai... ma i principi della biomeccanica del movimento rimarranno sempre, comunque e per forza gli stessi in TUTTI i cosiddetti "stili".

Il che non significa che non si abbia il diritto di ambientare la pratica nel luogo e secondo i dettami che sentiamo più nostri, ma parlare di "superiorità" di uno stile rispetto ad un altro è come dichiarare che le pizzerie sono meglio delle trattorie, o che il sushi sia più buono del cous cous...

De gustibus, si direbbe rispetto al cibo, non è vero?

Giocano su di noi le origini, il proprio vissuto ed il proprio sistema di credenze, le necessità che si hanno in un certo momento dell'esistenza (che magari sono opposte in un altro).

Vi faccio un esempio: quando ho iniziato a praticare, ritenevo che l'Iwama Ryu fosse il luogo migliore nel quale potessi essere capitato... e sentivo dire questa cosa anche da molti miei senpai e Sensei. Non pareva avessi quindi motivo per dubitare di ciò.

Sentivo dire che "eravamo i migliori", quelli più tecnici, più marziali, più tradizionali... PIÙ insomma, e questo non faceva che confermare il mio sistema di credenze di allora.

Poi - per mia fortuna - sono sempre stato curioso come una scimmia, quindi sono andato a mischiarmi più che occasionalmente con altri "stili" di Aikido, dove sulla carta sarebbe dovuto essere tutto molto banale e facile per me. Peccato che non fu così per niente! Avevano tutti un "ikkyo" da farmi fare, diverso da quello che già conoscevo, ma non ero poi così sempre bravo a farlo.

In alcuni ambienti il ritmo della pratica era molto più intenso, i movimenti erano molto più dinamici, ed io non riuscivo ad eseguirli in modo soddisfacente, abituato ad un allenamento quasi esclusivamente statico (come al tempo e forse ancora oggi viene riservato ai kyu): perché mi trovavo in quelle forme di imbarazzo, se noi fossimo stati veramente "i PIÙ" in tutto?

Notavo molte imprecisioni tecniche, cose che a mio dire "noi facevamo meglio"... ma c'erano anche un sacco di cose nuove, che "noi non facevamo affatto"... e che per me risultavano un enorme problema da affrontare.

Quindi ho compreso sulla pelle che l'Iwama Ryu non è lo "stile" migliore in assoluto: è la didattica migliore per fare emergere determinate cose, ma non altre... non tutte perlomeno.

Mi sono reso conto poi con il tempo che le cose stavano così pure per tutti gli altri cosiddetti "stili" più blasonati... quindi diventava evidente come il Kobayashi Ryu avesse studiato un sacco l'essenzialità, ma mancasse loro una buona e solida base dal quale esercitarla, che il Ki Aikido aveva studiato profondamente la percezione energetica ed alcuni principi, ma che peccava anch'esso delle basi storiche dalle quali quello studio si era poi evoluto.

Insomma, che in tutti c'era qualcosa di buono, ma in nessuno "stile" era possibile trovare in un colpo solo tutto ciò che mi pareva importante studiare in Aikido.

Erano diventati tutti buoni ristoranti: uno di sushi, una di pasta fresca, uno di pizza, uno di cous cous... ma nessuno era capace di cucinare OGNI tipo di cibo con lo stesso grado di competenza e consapevolezza.

Questo è perché Saito Sensei non avesse un Aikido "completo", o non ce lo avesse Kobayashi Sensei, o Koichi Tohei Sensei?

Ma manco per niente, erano tutti e 3 alquanto capaci a tirarti per terra che lo volessi oppure no: sono stati piuttosto coloro che hanno seguito questi Maestri a diventare iper-specializzati in UNO dei campi nei quali i loro Insegnanti erano competenti... ma loro avevano studiato TUTTO, ed all'epoca di O' Senseiquando erano tutti insieme a sudare sullo stesso tatami - non aveva alcun senso parlare di "stili" diversi... c'era la pratica e STOP.

Ed ora non è che invece abbia più senso parlarne, semplicemente si è ABBASSATO tantissimo il livello della pratica, tanto da far focalizzare i praticanti più su cosa differenzia un altro chef da un altro, piuttosto di rendersi conto di quando poco sappiano della cucina in generale!

Saito, Kobayashi e Tohei invece avevano tutti buone basi, grande capacità sia statiche, che dinamiche... grande capacità sia di eseguire movimenti ampi (per renderli visibili e comprensibili agli allievi), sia di farne di piccoli ed essenziali, come un livello più maturo consente, sia di percepire la propria energia, sia quelli del proprio uke. Si potrebbe dire che "tutti avevano tutto", pur avendo poi scelto di sviluppare qualcosa di particolare, secondo una visione ed un sistema di priorità altamente personali.

Ora quindi spesso manca quel  TUTTO "generico", quella "completezza" da avere prima di sviluppare un nostro SPECIFICO.

- Sei capace di praticare sia in modo STATICO, che DINAMICO una tecnica?

- Quanto è grande il BAGAGLI TECNICO che destreggi?

- Quale competenze hai con la pratica con le ARMI?

- Quanto è INTEGRATO il tuo sistema di armi con le tecniche a mani nude?

- Quando investi sulla ricerca dei PRINCIPI della biomechanics del movimento e dell'interazione fra corpi nel tuo allenamento personale?

- Che rapporto c'è fra la DIDATTICA e la PRATICA, ovvero dallo strumento di apprendimento che utilizzi e ciò che poi effettivamente impari?

- Che rapporto c'è fra gli SCHEMI che utilizzi per apprendere e la capacità di affrancartene quando ciò risulta utile per imparare qualcosa di nuovo ed ulteriore?

- Quanto fai le cose come le fai perché ti hanno detto di farle così... o quanto le fai come le fai perché hai compreso dal di dentro che quello è il modo (temporaneamente) migliore di farle?

Se ciascuno rispondesse a queste domande anziché guardare quanto la sua "parrocchia" sia più statica, dinamica, marziale, spirituale, relazionale, percettiva, efficace rispetto ad un altra... la questione degli "stili" sparirebbe in un secondo, e le persone cercherebbero molto di più in giro ciò che manca loro, anziché mostrare una sorta di fedeltà cieca ad una visione molto specifica (e quindi per forza limitativa) della parola "Aikido".

Penso ancora che ci siano sostanziali differenze nel crescere alla corte di Patricia Hendricks Sensei o accanto all'hakama di Endo Sensei: una è tutta uno spigolo e l'altro è tutto morbido e tondeggiante... ma vi assicuro che la prima è capace di una fluidità notevole, ed il secondo è capace di prenderti a calci nel culo come desidera (con me, ad esempio, lo ha tatto!).

Ma essi fanno INNANZI TUTTO entrambi Aikido... ecco, ricordatelo pure tu "che prima di tutto fai Aikido", così anziché investire su ciò che ti distingue dagli altri, avrai modo di andare ad imparare tutte le cose che gli altri sanno già sull'Aikido, e che tu ignori ancora proprio che esistano.

Questo è allenarsi in grande STILE, altroché!


Marco Rubatto




lunedì 16 gennaio 2023

Il modus operandi di Aikime

Oggi leggerete un Post un po' particolare... poiché è il caso di rendervi partecipi della modalità stessa che aiuta me - e coloro che collaborano con Aikime - a comprendere cosa sia da pubblicare e cosa no.

Di settimana in settimana accadono eventi, sia a livello personale, sia comunitario, che talvolta vale la pena di specchiare su queste pagine, ma ci sono anche numerosi progetti nostri ed altrui dei quali parlare e sui quali riflettere e stimolare ulteriori riflessioni altrui.

Ci sono però anche cose delle quali non fare menzione e stili editoriali che preferisco tralasciare.

È accaduto molte volte di essere contattato per farmi presente l'interesse o la necessità che Aikime punti i riflettori su questo o quell'altro argomento specifico.

La maggior parte delle volte non ho obiezioni a che ciò avvenga, ma qualche volta ho anche rifiutato di dare retta a queste richieste, perché non soddisfacevano alle 3 REGOLE che mi sono dato sin dal giorno in cui il Blog è andato on-line.

Quest'oggi le esamineremo insieme, così da darvi modo di comprendere alcune scelte editoriali, così come potenziali direzioni da intraprendere in futuro.


1 - È VERO?

Per rispondere a questa prima domanda, è necessario che io (in solido ai miei collaboratori) mi chieda che informazioni posseggo su ciò che pubblico: sono info relative ad un'esperienza personale diretta, sono state ottenute sentendo racconti di terzi, sono state reperite sul Web?

Le opinioni sono opinioni è sono qualcosa molto differente dalla realtà, poiché sono più legate a come si interpreta quest'ultima, quindi so bene di poter avere un sacco di opinioni viziate da una parziale lacuna di comprensione della realtà... che cerco di colmare, ma che comunque sono destinate a rimanere sempre opinioni soggettive. Chi fa sbaglia, è solo chi non fa nulla ad essere certo di non sbagliare mai!

Quindi pure ciò che oggi considero "vero", potrebbe rivelarsi "parzialmente vero", se non addirittura "falso" alla luce dell'esperienza di domani. Però se attendo/attendiamo di avere la certezza matematica su ogni passo che facciamo, siamo destinati a non andare mai da nessuna parte.

La prima domanda, quindi, serve ad assicurarmi che io faccia il possibile per passare a voi tutti SOLO informazioni o riflessioni che hanno passato il momentaneo vaglio di autenticità che riesco ad avere nel momento nel quale i Post vengono pubblicati.


2 - È UTILE?

La seconda domanda serve a comprendere meglio i fini che stanno dietro ad ogni pubblicazione. Il mondo dell'Aikido non possiede molte persone dedicate h24 a fare divulgazione sulla disciplina, e quelle poche che ci sono da cosa sono mosse?

- Dal fatto di diventare "famose" nell'ambiente?

- Dal fatto di fornire supporti e buoni spunti di riflessione alla community?

- Dal desiderio di guadagnare soldi?

- Dal piacere di condividere le proprie ricerche personali?

- Da più di questi fattori, variegatamente intrecciati fra loro, o da altri ancora che non ho espresso?

Ecco: con la seconda domanda mi pongo il quesito di cosa voglio ottenere con ciò che pubblico, e cerco di quindi di dare priorità agli aspetti che mi paiono di supporto alla disciplina.

Ci stanno quindi Post informativi, post dal tono riflessivo, anche critico/polemico talvolta... a patto che questa "critica" possa avere una sua qualche forma di utilità nello stimolare ragionamenti e cambiamenti di prospettiva. Sono convinto di essere letto da persone intelligenti, in possesso di un sano spirito critico personale, quindi mi auguro che questo aspetto/fine sia ben compreso.


3 - È INEDITO?

Sin dai suoi esordi, su Aikime viene pubblicato SOLO materiale inedito, perché lo scrivo/filmo io, chi collabora con me... oppure lo hanno fatto fonti terze, ma - ad esempio - non è disponibile in italiano. Ci deve insomma essere qualcosa in più di un "copia incolla", ovvero deve avere in sé qualcosa di inedito.

Il mondo dell'Aikido è molto "copia incolla" di suo, purtroppo, poiché il metodo di apprendimento della disciplina si è sempre basato SOLO su questo aspetto: "il Maestro mostra, l'allevo COPIA (come riesce)".

Quando poi un allievo diventa Maestro, inizia lui a credere di avere il diritto di mostrare cose e che gli altri abbiano il dovere di copiarle... in un infinito telefono senza file, che ha il problema di una perdita di informazioni pressoché certa ed inevitabile ad ogni passaggio successivo.

Questo è limitante, perché ognuno parla dell'esperienza propria, come se fosse "oggettiva"... ma in realtà è solo "soggettiva" (cfr. domanda 1).

Allora nell'INEDITO c'è un pezzo nuovo, ovvero qualcosa che mi pareva mancasse o non fosse stato ancora esplicitato in una modalità specifica: facendo così siamo molto vicini alla "fonte" e quindi c'è meno dispersione di segnale, rispetto al telefono senza fili reiterato 1000 volte, del quale facevo menzione prima.

Poi in Aikido ci sono veramente tanti aspetti sui quali mi pare che non si sia ancora fatto sufficientemente luce, pure se quelli già noti non risultino né pochi, né poco importanti: diciamo che di carne al fuoco ce n'è già tanta così... ma che talvolta non è male metterne su un altro po'.

E poi pensare, ad esempio, anche a cibo adatto ai vegetariani.

Perché se c'è una cosa che ho compreso è che la ns. disciplina mette una "e" ogni dove prima c'era una "o"... ed il mondo dell'Aikido - come di tutte le arti marziali tradizionali - per molto tempo è stato dominato solo dalle O!

Aikime nasce per mettere qualche "e" in più invece... e si cura di continuare così di settimana in settimana.


Ecco spero chiariti quali sono i 3 cardini irrinunciabili di queste pagine, ed il motivo per il quale viene pubblicato materiale di un certo tipo ed utilizzato uno stile editoriale di un certo tipo... piuttosto che un altro.

Poi Aikime è cambiato molto negli anni, così come lo sono io stesso, e credo che potrebbe ancora farlo in modo ancora più sostanziale in un immediato futuro: resteranno però invariate le 3 REGOLE di fondo che abbiamo dettagliato quest'oggi.


Proprio per la 1º di queste norme, Aikime NON vi ha parlato, né vi parlerà di Yoshimitsu Yamada Sensei, che è scomparso proprio ieri: è stato un personaggio storico sicuramente molto importante per la divulgazione della disciplina, per il suo seguito, per essere stato il più giovane uchideshi dell'Honbu Dojo ai tempi del Fondatore... ma del quale ho contemporaneamente sentito parlare un gran bene ed un gran male.

Ma i "sentito dire" non sono sufficienti, né purtroppo ho avuto con lui esperienze personali dirette che mi permettano di vederci un po' più chiaro, quindi mi limito a ringraziarlo per il buono che certamente avrà compiuto ed curargli di riposare in pace.


Marco Rubatto