domenica 7 febbraio 2010

L'Aikido va in orbita 2


Pronti ad aggiornarvi sugli sviluppi di un originale progetto: il primo astronauta Aikidoka in orbita!

Poco meno di un anno fa, avevamo trovato la curiosa notizia di un team della NASA di cui faceva parte il nostro Aiki-fratello intenzionato a portare con sé il kagemono del Dojo [la scritta giapponese che solitamente è posta sul luogo più importante del locale], da srotolare in assenza di gravità... troverete a questo link l'introduzione a questo bizzarro ed ambizioso progetto.

Si vociferava di una possibile dimostrazione in assenza di gravità, che sarebbe poi stata caricata su YouTube per mostrarla a tutta la comunità "terrestre" dell'Aikido...

Purtroppo ancora non ci sono conferme che ciò sia avvenuto, né è possibile avere alcun filmato dell'evento.

Per fortuna però è arrivata qualche prima scarna fotografia che mostra i primi kanji della nostra Amata Arte ripresi in assenza di gravità!

Il Blog che le riporta è rigorosamente in giapponese (link alla fonte): in sostanza viene ribadito che il progetto ambizioso è stato realizzato, ma che al momento non è disponibile altro materiale in rete [un grazie a Mitchy Ogata per la traduzione!].

La foto mostra un saluto ed un augurio inviato a Yasuo Kobayashi Sensei dalla Stazione Spaziale Internazionale e firmata dal Dott. Michael Barratt.

Noi avevamo giocosamente al tempo affermato:

"è un piccolo tsuji-ashi per un uomo, ma un grande tai-sabaki per l'umanità"!

Sotto il punto di vista filosofico, in effetti, è particolarmente significativo da parte nostra porci il problema "dell'universalità" dei principi dell'Aikido. Spesso si afferma... il Fondatore ha affermato... che esso ha radici nella struttura natur
ale delle cose, così come esse sono.

In realtà, questa natura ultima delle cose per come esse sono, viene osservata da noi sempre in un ottica piuttosto limitata, ossia da quella di esseri vincolati dalla legge di gravità, dallo spazio e dal tempo... cioè dalle nostre ordinarie condizioni di vita.
Una vista parziale che tenta di decifrare una realtà ultima...

Se l'Aikido ha principi universali, significa ovviamente che non può essere stato "inventato" (passateci il termine!) da Morihei Ueshiba, poiché
preesisteva a chiunque ed è vecchio quanto l'universo che ci circonda.

In quest'ottica il Fondatore è stato "solo" il tramite attraverso il quale questi principi si sono manifestati in una disciplina che ha i suoi nomi e le sue forme e che, nella nostra società, chiamiamo Aikido.

Invece, paradossalmente, se O' Sensei fosse il vero padre dell'Aiki, creatore di qualcosa che prima non esisteva, allora i principi della sua creatura pa
rrebbero non poter essere così universali, poiché vincolati ad un tempo e ad un luogo storico...
Tranquilli: non abbiamo alcuna intenzione di risolvere qui ed ora la questione!
Ci sentiamo solo di affrontarla da Aikidoka, cioè prendendola in considerazione, stando in sua presenza e non schierandoci da nessuna delle due parti, ma ipotizzando una sorta di "terzo punto di vista" dal quale entrambe i primi due possono rivelarsi almeno in parte veritieri.

E mentre attendiamo di incontrare gli alieni e di chiedere loro se sui loro pianeti natii esista qualcosa imparentato alla lontana con l'Aikido... continuiamo a tendere le antenne in attesa di un video che ci mostri per la prima volta qualche proiezione in assenza di gravità!

Ci chiediamo come possa essere proiettare qualcuno e a nostra volta essere proiettati nella direzione opposta dalla stessa nostra azione per mancanza di punti di riferimento e di attrito con quanto c'è intorno: un'esperienza veramente interessante!

domenica 31 gennaio 2010

Quanto costa allenarsi e diventare cinture nere


Abbiamo fatto una rapida ricerca per capire quali fossero le cifre medie pagate da un Aikidoka per allenarsi nel nostro Paese. Guardate cosa è emerso…

È possibile praticare presso Associazioni Sportive Dilettantistiche (A.S.D), solitamente affiliate a qualche Federazione Nazionale/Ente di Promozione Sportiva (FIJLKAM, ACLI, CSEN, UISP), che di norma utilizza locali pubblici a basso costo orario come Dojo… o in Palestre private polifunzionali.

Il costo mensile della frequenza in una Palestra di quest'ultimo tipo in cui si tengono anche corsi di Arti Marziali varia dai 60 € ai 110 € al mese circa.

Facendo i “conti della serva”, 11 mesi di allenamento possono richiedere quindi una spesa che va dai 660 € ai 1210 € annui.
Per un corso medio in cui sono previste due lezioni settimanali da un ora e mezza/ due ore l’una (la maggioranza dei corsi sono di questo tipo), ogni keiko viene a costare all’Aikidoka dai 7,5 € ai 13,75 €.

Presso un’Associazione sportiva dilettantistica le cifre risultano molto più contenute.
Ogni iscritto paga annualmente una tassa d’iscrizione ed assicurazione che all’incirca è 30 ÷ 40 €, e un contributo mensile di altri 30 ÷ 40 €. Nel peggiore dei casi, quindi, ogni anno sostiene la spesa di circa 480 €. Ogni lezione gli costerà circa 5,50 €.

In Giappone le cose appaiono alquanto differenti.
All’Aikikai Hombu Dojo di Tokyo, fatto salvo il caso in cui una persona in viaggio si trovi a frequentare per un numero limitato di giorni, ogni mese spenderà 11.550 Yen, cioè 92 € circa se desidera potersi allenare 7 giorni su 7, di cui 6 giorni per almeno 5 ore al giorno (132 ore al mese).
Ogni lezione così scende al costo di 0,70 €! Non è ovviamente possibile frequentare tutto: si decide di andare quando si può/vuole, sfruttando più o meno a fondo la propria possibilità di stare sul tatami.

All’Ibaraki Shibu Dojo di Iwama 7 allenamenti settimanali da un’ora ciascuno costano 5.000 Yen al mese, ossia circa 39,80 €… ovvero 1,42 € l’uno. Per gli uchideshi le lezioni raddoppiano, quindi 14 keiko alla settimana vengono a costare 0,71 € ciascuno.

Diventa subito lampante che la vera voce di costo è €tatami/ora!

In una Palestra privata circa 5 ÷ 9 €/h nel caso di lezioni da un ora e mezza, e 3,75 ÷ 4,5 €/h nel caso di lezioni da due ore.

In un’Associazione Sportiva Dilettantistica, un allievo mediamente spende 3,7 €/h per lezioni da 1,5 h e 2,75 €/h per lezioni da 2 h.

In Giappone invece i dati che abbiamo citato sono già per unità di tempo, giacché le lezioni solitamente solo sono di un’ora l’una (se fossero più lunghe non ci sarebbero superstiti!)
Tokyo quindi 0,70 €/h, mentre Iwama 1,42 €/h per sotodeshi e 0,71 €/h per uchideshi.

In Italia quindi si spende molto di più per praticare Aikido rispetto a quanto occorre fare nella terra natia di quest'Arte.
Diventa interessante però fare un’analisi critica del costo del frequentare un corso di Aikido anche se si comparano mensilmente le ore di pratica.

Purtroppo, pratichiamo molto poco in genere.
Un corso da due lezioni settimanali, ogni mese trascorre sul tatami circa 12 ÷ 16 ore. In Giappone, nei Dojo su citati si va dalle 56 ÷ 132 ore/mese.
Volendo ora dimenticare molta filosofia e volendo capire quale può essere l’investimento economico di un praticante che studia fino al grado Shodan (cintura nera), che alle nostre latitudini si raggiunge mediamente in 5 ÷ 6 ÷ 7 anni, mentre in Giappone in circa 1 ÷ 2 anni… questo è quanto risulta:

Tokyo Aikikai Shodan:
2 anni (ipotesi più sfavorevole) x 92 €/mese x 12 mesi di pratica (i Dojo fanno alcune pause, ma non chiudono per un’intera mensilità) = 2.208 €.

Iwama Aikikai Shodan:
2 anni (ipotesi più sfavorevole) x 39,80 €/mese x 12 mesi di pratica = 955,2 €

Associazione Dilettantistica Shodan:
- caso più fortunato… 5 anni x 480 €/anno (per 11 mesi di pratica) = 2.400 €
- caso peggiore… 7 anni x 480 €/anno (per 11 mesi di pratica) = 3.360 €

Palestra privata Shodan:
- caso più fortunato… 5 anni x 60 €/mese x 11 mesi di pratica = 3.300 €
- caso peggiore… 7 anni x 110 €/mese x 11 mesi di pratica = 8.470 €

A casa nostra per diventare cinture nere di Aikido quindi si può spendere all’incirca dai 2.400 € agli 8.500 €, mentre in Giappone dai 955,2 € ai 2.208 €.

Sono cifre che in alcuni casi risultano maggiorate del 250 ÷ 385%, veramente una cosa non da poco!

Volutamente abbiamo all’inizio dichiarato questi essere solo “conti della serva”, poiché molte sottigliezze sono state tralasciate per fornire un ordine di grandezza sul quale riflettere.

Ogni Aikidoka spende danaro per le visite mediche che lo abilitano alla pratica, per forme di assicurazioni supplementari (molte volte i praticanti delle Palestre private NON risultano assicurati per le pratiche marziali, ma solo coperti da polizze generiche molto vaghe), per stage, spostamenti, tasse d’esame, costi del diploma cartaceo…

Non tutti i luoghi sono uguali per praticare, anche sotto l’aspetto economico, come abbiamo avuto modo di vedere.
Non crediamo ovviamente che il risparmio in questo campo debba per forza essere il criterio "bussola" con il quale orientarci, ma sappiamo anche come l’aspetto economico delle nostre attività abbia un impatto importantissimo sulle vite di ciascuno.

Il nostro Dojo per il momento è un'isola felice nella quale a fronte di un alto numero di ore settimanali di pratica, la spesa di ogni deshi è notevolmente al disotto dei dati riportati in precedenza per le A.S.D., sia in valore assoluto, sia in termini di €/h.
Ma crediamo che in altri luoghi sia diverso, da ciò il motivo di questo breve excursus nel portafogli degli Aikidoka nelle loro varie possibilità di frequentare il tatami.

Il Fondatore, nei suoi preziosi insegnamenti verbali affermava:

"Non c'è bisogno di edifici, potere, status sociale o soldi per praticare Aikido. Il cielo si trova proprio dove voi vi trovate, e quello è il luogo dove praticare".

Filosoficamente aderiamo, praticamente per ora ci sentiamo di dissentire... ma speriamo presto di poter realizzare il suo insegnamento, in modo da non mettere più in chiave articolare le nostre finanze per allenarci!

P.S.: frequentare Aikime non è come stare su un tatami, ce ne rendiamo conto, ma nel nostro piccolo abbiamo trovato una dimensione nella quale è gratis per noi scrivere e per voi leggere... daijobu desu!

domenica 24 gennaio 2010

部正阿 Tadashi Abe: Aikido import


Nato il 1º gennaio (?) 1926, Tadashi Abe iniziò lo studio dell'Aikido ad Osaka nell'agosto del 1942 sotto la diretta supervisione di Morihei Ueshiba Sensei.

Il suo apprendimento con il Fondatore continuò per nove anni, nei quali egli trascorse anche alcuni periodi come Uchideshi nel Dojo di Iwama, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Si laureò in legge all'università di Waseda e quindi si trasferì in Francia nel 1952, per proseguire i suoi studi all'università Sorbona.

In questo periodo iniziò ad insegnare stabilmente Aikido in questo Paese come 6º Dan rappresentante ufficiale dell'Hombu Dojo di Tokyo, nel Dojo di Judo del Maestro Mikinosuke Kawaishi. Egli divenne così uno dei pionieri della divulgazione dell'Aikido in Francia, essendo il primo Maestro a vivere stabilmente in Europa e uno dei primi ad insegnare al di fuori del territorio giapponese.

L'Aikido era stato ufficialmente introdotto in Francia l'anno precedente durante un viaggio di Minoru Mochizuki Sensei, ma il lavoro di Tadashi Abe gli conferì un carattere stabile e popolare.

Abe Sensei pubblicò in francese due dei primi libri sull'Aikido, contenenti centinaia di foto tecniche, più simili e vicine allo stile dell'Aiki Budo, che all'Aikido moderno.

Dimorò perlopiù a Parigi e fece in quel periodo numerosi viaggi in Gran Bretagna con Kenshiro Abbe Sensei, nei quali diede dimostrazioni e tenne lezioni di Aikido.
La sua tecnica veniva considerata particolarmente dura, veloce ed efficace.

Proprio a causa di ciò, si dice che egli mosse aspre critiche all'Aikikai al momento del suo ritorno in Giappone, nel 1959, poiché trovò a suo dire una situazione notevolmente cambiata... nella quale le tecniche si erano tramutate, a suo dire, in uno sport effeminato che aveva perso la maggio parte del suo spirito Samurai.
Egli affermò che l'Aikido aveva smarrito la sua strada e che non possedeva più dello spirito del Budo che egli aveva praticato sotto la direzione di O'Sensei.

Egli si fece carico anche di scrivere e distribuire liberamente una pungente risposta alla lettera di Koichi Tohei del maggio del 1974, nella quale quest'ultimo rassegnava le sue dimissioni dall'Aikikai [si è già parlato su Aikime di ciò, troverete le informazioni al link precedente]. Tadashi lo criticò per una supposta mancanza di gratitudine ed originalità nel compiere un simile atto.

Abe Sensei si è spento il 23 novembre del 1984.


La storia di questo Maestro, al solito ci può aiutare ad inquadrare meglio i primi passi dell'Aikido al di fuori della sua terra d'origine, insieme alle dinamiche che in Giappone nel frattempo si vivevano.
Cambiamenti, di tecnica, di prospettive e metodi legati all'Arte in quegli anni si moltiplicavano, specie dopo la scomparsa del Fondatore, nel 1969.

Tuttavia, nello specifico anche un'ulteriore campo di indagine si fa largo: l'introduzione e l'inizio della pratica dell'Aikido nel nostro Paese.

Ci sono fonti contrastanti rispetto a come l'Aikido sia approdato in Italia, ma alcune di esse citano senza dubbio il contributo di Tadashi Abe Sensei, tant'è che numerosi Dojo al nord portano il suo nome...

Non tutti sanno che, in ogni caso, l'Aikido fu introdotto grazie all'attività dei numerosi Club di Judo, fiorenti a quell'epoca, nei quali venne pubblicizzata e promossa la pratica di questa "nuova" Arte giapponese.

I Judo Club, fecero in sostanza da rete preesistente alla quale la comunità dell'Aikido nascente si appoggiò. Non vi era al tempo un'enorme consapevolezza tecnica, né molti Insegnanti locali che potessero direttamente affrontare un viaggio in Giappone per andare ad apprendere queste Arti nella loro terra natia.

C'è stato sicuramente un tempo in cui Judo e Aikido venivano più o meno indistintamente poercepiti dagli occidentali come una sorta di "lotta" giapponese.

A partire dal 1946, pare che la pratica in Italia sia ruotata essenzialmente attorno alla figura del Prof. Salvatore Mergè, dopo un suo soggiorno in Giappone di numerosi anni per lavoro... durante i quali aveva praticato come sotodeshi all'Hombu Dojo di Tokyo, ed in cui conobbe direttamente il Fondatore.

Negli anni '50 quindi, quando
Minoru Mochizuki Sensei e Tadashi Abe Sensei ebbero i primi contatti con gli ambienti Judoistici italiani interessati ad apprendere l'Aikido, trovarono un terreno molto fertile anche grazie all'opera precedentemente svolta da Salvatore Mergè.

Ma fu solamente a partire dal 1959, in occasione di uno stage che il Tadashi Abe Sensei tenne a Sanremo, che si accese in Italia un più vasto interesse per l'Aikido, grazie anche alla preziosa azione di divulgazione operata dalla scultrice giapponese Haru Onoda che in quegli anni stava frequentando l'Accademia di Belle Arti di Roma e collaborava con il Prof. Mergè nella presentazione dell'Arte di Ueshiba Sensei nel nostro Paese.

La Signora Haru Onoda era stata in Giappone un'allieva diretta di O' Sensei che le conferì personalmente il grado di shodan e può a tutti gli effetti essere considerata un pioniere giapponese dell'Aikido italiano [fonte Wikipedia]

Come si diceva però, dal 28 settembre al 4 ottobre del 1959 i Maestri Tadashi Abe e Kenshiro Abbe, durante lo Stage Nazionale di Sanremo, presentavano ufficialmente l'Aikido agli Judoisti italiani.
Vi parteciparono sette Cinture Nere della Polizia di Stato: Giuseppe Camerano, Romano Polverari, Pietro Persichino, Romolo Golino, Giuseppe Loffredo, Salvatore Rao, Arturo Di Tommaso e molti altri Judoisti provenienti da tutta Italia.

Non va scartata l'ipotesi che Mochizuki Sensei sia approdato in Europa per affermare il metodo Yoseikan Aikido, e che l'arrivo di Tadashi Abe Sensei fu la risposta a tale azione della sede centrale dell'Aikikai di Tokyo, che intendeva riaffermare la scuola originaria del Fondatore in una terra in cui lo Yoseikan Aikido non avrebbe altrimenti avuto contraddittorio.

Più ci addentriamo nello studio della storia della nostra Amata Arte e delle sue vicende, più diventiamo coscienti delle complicate dinamiche che in quegli anni cercavano ancora un loro equilibrio. Minoru Mochizuki, Tadashi Abe, Koichi Tohei... tre giganti dell'Aikido, tre pionieri della sua pratica e divulgazione, si dimostrano indissolubilmente uniti pur avendo preso ciascuno una diversa strada personale.

Pare che fosse stato scelto a tavolino che Torino diventasse il fulcro e base d'appoggio per gli eventi legate alle Arti Marziali giapponesi in tutta Europa, tramite l'International Bu Toku Kai", con sede presso il Judo Kodokan Club di Torino.

Torneremo presto sull'interessante argomento della nascita ed evoluzione dell'Aikido nel nostro Paese, per il momento fermandoci all'importante contributo che Tadashi Abe Sensei deve avere offerto agli albori di questo processo.

domenica 17 gennaio 2010

Le regole dell'Aiki-gioco


Ci fermiamo un attimo ad esaminare un fenomeno veramente interessante a nostro dire: cioè il sistema delle regole, codici e buone abitudini di cui ogni scuola di Aikido fa uso.

Perché questo?

Perché questo sistema di norme e prassi partono sempre da un lavoro di meditazione, sperimentazione ed attuazione degli elementi che vengono considerati importanti nella pratica: la distanza, il timing, la fluidità, il ritmo, la scioltezza...

... ma accade che questo lavoro valga molto spesso solo all'interno del contesto in cui viene elaborato ed affinato, così che quando un Aikidoka proveniente da altra estrazione si "mescola" a questo contesto, da subito avverte le differenze rispetto al proprio metodo di lavoro, alle proprie buone prassi, sovente affinate per anni; avverte una sorta di incompatibilità, almeno apparente, con quello che gli viene proposto e ciò che già possiede nel suo bagaglio.

I due "codici" non sono identici, spesso non si somigliano neppure... diventa difficile il "dialogo" sul tatami mediante le azioni del corpo.
Questo fattore crediamo sia uno dei più grandi deterrenti dei praticanti ad andare a sperimentare qualcosa di "diverso" dalla propria scuola di provenienza, dove appunto si ha avuto molto tempo per studiare e comprendere tutti i punti ritenuti importanti da quel particolare tipo di approccio all'Aikido, ovvero di quel particolare punto di vista rispetto ad esso.

Se si "gira un po' per Dojo e Seminari" diversi da quelli a cui si è soliti, ci si sentirà sempre un po' principianti, a meno di non voler scioccamente far valere le regole del proprio Aiki-gioco anche in trasferta. In quel caso si genererà tensione con i partner, poiché per essi sarà impossibile "leggere" i perché del nostro comportamento... sempre per quella differenza di linguaggio di cui si parlava.

Ci sono scuole in cui è considerato veramente disdicevole toccare il partner con il proprio atemi, luoghi dove è importantissimo farlo, Dojo dove è essenziale parare questo atemi a cura di Uke... altri tatami in cui non è considerata necessaria quest'usanza.

Dove si predilige la statica, il codice di pratica raccomanda ad Uke di stare fermo nella posizione provocata dal movimento di Tori... mentre dove è prioritario un lavoro dinamico, si richiede che Uke si attivi eventualmente ad uscire da una tecnica non eseguita correttamente dal compagno per proseguire il suo attacco o per applicare una contro-tecnica.

Così, se un praticante proveniente dal "codice statico" (chiamiamolo così per comodità...) attacca un Aikidoka che sta di casa al "codice dinamico", quest'ultimo noterà subito una certa passività del partner dopo che il suo attacco è avvenuto, poiché è così che si usa in "casa del codice statico".
Se non ci si accorge subito che si sta interpretando lo stesso gioco con regole diverse, inizierà un confronto più o meno belligerante del tipo: "Ma cosa fai?! Non reagisci? Così non riesco a lavorare!".

La situazione opposta invece vedrebbe le lamentele dell'Aikidoka del codice statico che accusa il suo partner di muoversi quando invece, da quanto rimanda la sua esperienza, dovrebbe stare fermo.

Ci sono due sistemi di interpretazione di una stessa tecnica che rischiano di non riuscire a parlarsi, poiché sono impliciti in ciascuno.

Solitamente l'Aikidoka che fa visita ad un luogo "non suo", cioè nuovo per lui, si trova nella situazione di imbarazzo di vedersi apparentemente infranti tutti i suoi sacri dogmi, che siccome avevano tutti un più che ragionevole motivo d'essere nel suo luogo di provenienza, lo inducono al 95% delle volte a concludere che le persone che ha dinnanzi "non capiscono niente".
E' più o meno lo stesso problema di incomunicabilità che si avrebbe se ci si recasse in Giappone pretendendo di parlare italiano!

Anche in Giappone mangiano le mele, è coerente chiederne una, ma bisogna chiamarla 苹果 ... "ringo", non "mela"!
Poi, oltre a questo dovuto tentativo di mettersi nella pelle degli altri, si dovrebbe conoscere il codice implicito del Giappone rispetto alle mele. Ce ne sono poche, quasi tutte di importazione, quindi sono mooooolto care!

Se il viaggiatore, dopo aver fatto la sua fatica ad imparare il nome locale di ciò che desidera, ignora la grande differenza di disponibilità e di prezzo di ciò che si propone di avere, potrebbe concludere di essere stato "fregato" dai giapponesi, per avere pagato tantissimo... solamente una mela!

Si comprende crediamo bene la differenza di abitudini, linguaggio e regole del gioco che divide il mercato ortofrutticolo di Roma ed di Tokyo... così come accade su un tatami di praticanti di Ki Aikido, visitanti da un Aikidoka di Iwama... e, più in generale, qualsiasi tipo di viaggio trasversale alle proprie convinzioni in luoghi (fortunatamente o sfortunatamente) in cui esse non sono presenti e ce ne sono altre.

La cosa realmente interessante è possedere la chiave interpretativa del codice che si incontra, quando è diverso dal proprio, in modo tale da non incominciare a fare la guerra ad un'altra persona che come noi desidera la pace, ma esprime in una lingua differente questa sua esigenza.

Un praticante agli albori vuole sapere cos'è giusto e cos'è sbagliato in modo da imparare a distinguere tra i due. Quindi, a questo livello è logico pensare che o "fa giusto" Saito Sensei, o Tissier Sensei... poiché i due modi di fare hanno diversi ed evidenti punti di distanza e differenza.

Guardate quanto è diverso l'Aikido rappresentato nei seguenti video:


























Tutti insegnanti internazionali, accreditati, molti allievi diretti del Fondatore, grazie
ai quali migliaia di Aikidoka procedono lungo il loro percorso personale. Alcuni derivano da un passato affine, altri sono più voci "fuori dal coro".
Noi abbiamo avuto il privilegio (e la costanza!) di studiare per un tempo più o meno lungo con ciascuno di essi, e vi assicuriamo che l'unica cosa certa è che a volte le cose pare che non quadrino proprio!

Il punto focale su cui un Maestro pone un enorme enfasi può venire completamente disatteso/ignorato/dato per errato da un altro Maestro, che lavora e insegna un Aikido basato su "altre regole del gioco".

Diventare "poliglotti" risulta indispensabile!

Tuttavia, se si è disposti a questo sforzo, a lasciare a casa qualche certezza, a tornare principianti in continuazione... pian piano ciascun "codice" di comportamento, di pratica, di atteggiamento acquista un SUO senso, quello appunto interno al contesto in cui viene vissuto.

Si diventa così capaci di apprendere le primizie che ogni scuola ha da offrire ai propri studenti ed anche agli studenti degli altri, disposti a "cambiare pelle" ed assumere un punto di vista sconosciuto, ma comunque ricco e sicuramente complementare al proprio.

Ci sono quindi luoghi dove apprendere la dinamica, altri in cui sviluppare potenza, la precisione altri in cui sperimentare la relazionalità dell'incontro sul tatami... etc, etc, etc.

E' un'operazione lunga.

Abbiamo voluto scrivere questo Post in virtù della nostra sempre crescente sensazione che OGNI codice, ogni punto di vista dal quale si osserva l'Aikido sia interessante, se supportato da un lavoro serio di anni. Da ogni situazione si può ampliare un'esperienza che oggi di solito è di gran lunga inferiore a quella che poteva farsi chi si dedicava full-time all'apprendimento dell'Arte, ai tempi di O' Sensei.

Sono le famosissime "ore di volo" richieste ad ogni pilota che prende un patentino per guidare un aereo/elicottero. Servono ore di volo.
All'inizio può risultare più semplice spenderle in un unico Dojo, sotto un'unica figura che supervisiona il nostro lavoro. Poi diventa fondamentale andare nel mondo a comprendere, spesso per differenza e contrasto, la bontà del nostro lavoro e la relatività delle certezze che nel frattempo abbiamo radicato in noi.

Mediante un'operazione paziente è possibile talvolta accorgerci che si gioca al medesimo gioco, solo interpretando in modo differente le situazioni e le dinamiche dello stesso. Qualche rara ma significativa volta ci è riuscito... e questo ci sprona a continuare la ricerca di una nuova relatività più grande, fuggendo dalla frequenza di un solo metodo di apprendimento che, negli anni, può tendere a rappresentare più una gabbia che un supporto alla propria crescita ed evoluzione in Aikido.

Concludiamo con un ultimo "modo" di stare sul tatami, un codice che generalmente è accettato di buon grado da quasi tutti i praticanti della nostra Arte. Parliamo di quello del Fondatore, la cui anziana immagine riecheggia nei nostri Dojo. Un'ipotesi di lavoro ed una provocazione può essere la seguente: forse noi tutti ammiriamo queste gesta proprio perché appartengono al passato e quindi è solo possibile avere da un video alcune sensazioni, fare congetture mentali.

Forse, se fosse attualmente vivo, qualcuno metterebbe in grande discussione le sue regole del gioco, proprio come è avvenuto in passato... a quanto pare senza riuscirci. La capacità critica è una componente fondamentale dell'essere umano, da coltivare a meno che non venga usata male e confusa da un "lost in translation".


"Le parole dette sono impregnate di cose sottintese - e non dette".
[Ludwig Wittgenstein]

domenica 10 gennaio 2010

Aikido e sessualità


Riportiamo di seguito la traduzione di un interessante articolo comparso su un Blog greco, chiamato Aikikosmos.

Interessante può essere l'articolo, ma a nostro avviso ancora di più la domanda aperta che in esso si lancia: se l'Aikido è costituito da principi universali che si manifestano nella vita quotidiana di ciascuno, che legame può esserci fra tali suoi principi e la sessualità?

"Ho sentito a proposito dell'Aikido nella vita quotidiana. Ho letto in merito all'Aikido e come esso aiuti a vivere meglio. Ho seguito tutti questi libri ed articoli su quest'Arte ed a volte ho avuto l'impressione di ricevere una propaganda politica o un insegnamento religioso...

Tutto rispetto all'
Aikido è perfetto, ma talvolta nulla sembra essere pratico/praticabile. La vita di tutti i giorni contiene il sesso?
La sessualità rende la vostra vita più bella?
A parte Tohei, Yoshigasaki, Amdur e pochi altri, da nessuna altra parte ho sentito nulla rispetto a ciò [...la sessualità & l'Aikido n.d.T.].
Alcuni di voi saranno insegnanti di persone giovani. Credete veramente che all'età di 16 o 17 anni torneranno a casa e rifletteranno come l'Universo o il Ki unisce la natura? Per piacere... Ormoni, Sensei attempati...

Ok, forse il sesso è un tabù per voi e non ho ragione di insultarvi [mettervi in imbarazzo], ma non vorreste includere l'educazione sessuale nei vostri contesti personali e culturali?
Perché i bulli a scuola, le riviste sciocche, i programmi televisivi di bassa qualità, e le persone che reputano loro stesse guru del sesso dovrebbero insegnare ai giovani la sessualità?
Perché non voi: genitori, insegnati, consiglieri della salute [figura non esistente in Italia, al momento n.d.T.]?

Perché non proteggiamo i giovani dall'essere vittime sessuali delle persone che vogliono approfittarsi di loro? Qualsiasi tipo di approfittamento...

Una volta, una donna molto graziosa mi ha chiesto che cosa mi stessi
preparando a fare quella sera. Ho risposto onestamente.. "l'amore con la mia ragazza". E' rimasta scioccata.
Perchè rimaniamo scioccati da questo? Il significato stesso
del sesso è stato violentato, ecco perché. Abbiamo "fottuto" il sesso.

Stiamo vivendo in un mondo materialistico. Questo non significa soltanto che ci preoccupiamo dei soldi, automobili e case... ma semplicemente indica che abbiamo inserito principi materiali anche per la spiritualità. Infatti, cerchiamo Dio negli esperimenti e nelle equazioni matematiche.

Cerchiamo di controllare la nostra vita sessuale, e ci dimentichiamo di percepirla.

Cerchiamo amore nella cioccolata...

Stiamo approcciando l'argomento con principi materialistici e la domanda è: stiamo parlando di sesso o di fare l'amore?
Bene... qual'è la differenza e ne dovrebbe esistere una?

Infatti questa è un'invenzione degli uomini con l'intento di scusare loro stessi.
Voi "fottete" il vostro amante, ma fate l'amore con vostra moglie. Ok, studiando la psicofisiologia maschile potrete trovare alcune cose che s
tabilizzano questa tesi, ma il punto è ancora quando vi sentite meglio? Alcune donne oggi si dicono anche concordi.

Definiamo la qualità di una relazione amorosa con la prospettiva di un matrimonio e non della felicità. Significa che se finisse con il vostro partner dopo molti anni di convivenza, questa relazione non sarebbe stata seria, perché non vi siete mai sposati. Certamente sto esagerando... e un matrimonio felice significa soldi, bellezza, status sociale, carriera. No?

Ok, aspettate che vostra figlia vi porti un ragazzo brutto, senza un buon lavoro, basso status e niente macchina, e vi dica che è felice con lui, ed ha intenzione di sposarlo... HHmmmm..

Sensazioni, emozioni, passione, amore, sesso. Cosa sono tutte queste cose? Avrete le vostre idee personali ed io ho le mie. Ma nuovamente. Ho questo problema con i concetti e gli insegnamenti dell'Aikido. Questa unificazione talvolta mi da i nervi.

Non dovremmo vivere secondo passione o emozioni o amore o sesso. Dovremmo unificare la nostra percezione, unificare qualsiasi cosa ed agire in base ad una percezione globale o un corpo ed una mente unificati.

So che sbaglio, ma se si riesce a realizzare questa condizione sembra che il migliore partner erotico per lui sia a Budda in persona. Intendo tu uomo/donna che vuole passione, un po' di gelosia, talvolta sesso come gli animali...

Yeap... so la vostra risposta, ma di nuovo...

Aikido nella vita di tutti i giorni. Quanto Aikido facciamo durante il sesso?

Siamo in grado di armonizzare il nostro corp
o con i movimenti del partner ed ancora percepire entrambi in modo assolutamente grandioso?

Controlliamo la nostra respirazione in modo tale da acutizzare tutti i nostri sensi (possibilmente anche il sesto senso)?

E' permessa la passione?


Siamo capaci di riscoprire il nostro partner anche dopo una relazi
one lunga?
Estendiamo la nostra mente ed il nostro corpo verso l'altro?

Il nostro orgasmo è una fine o un principio?

Ed in ultimo ci è permesso diventare pazzi per amore, passione ed emozioni?...

Il sesso è una comunicazione. Una conversazione di corpi... Solo di corpi? Questo è il più comune errore nella definizione di sesso e di fare l'amore. Molti di noi pensano che la sessualità sia solo fisica, mentre fare l'amore richieda mente e corpo... perciò chi desidera essere "fottuto" e perché noi scegliamo solo la fisicità quando sappiamo che la mente ed il corpo soddisfano di più?

La verità è che l'amante migliore è la persona che ci conosce di più.
Cosa significa comprendere ciò allora? Quoto le opinioni di Yoshigasaki dal libro: "In
ner Voyage of a Stranger"... ["Viaggio interiore di uno straniero" nella versione italiana n.d.T.] “Comprendere è un insegnamento in merito alla relazione”.

La sessualità è piena di relazione. Voi e il vostro corpo... Voi ed il vostro umore... Voi e la rotazione ["il momento" n.d.T]... Voi e la posizione... Voi ed il vostro partner... Entrambi gli umori... Entrambe le rotazioni... Potreste proseguire con la lista.

Ho un giovane amico che mi dice che nella sua vita, talvolta, vuole solo sesso e talvolta chiede di più... una buona comunicazione. Credo veramente che senza una buona sessualità non ci sia una reale comunicazione, a meno che voi siate solo amici e non amanti. E senza una buona comunicazione non ci possa essere un buon sesso, a meno che voi non desideriate solo poter affermare di fare sesso.

In altre parole l'esperienza di una notte è veramente grande solo per fantasticarlo, accettare che gli altri conoscono bene il vostro sapore o se volete solo fare l'esperienza. Non ho
mai sperimentato o sentito di una reale soddisfazione durante l'esperienza di una [sola] notte e qualcuno che abbia detto che è stata perfetta, non possono rispondere ad una semplice domanda per comprendere quanto buoni siano i loro standard: Avete usato la gravità?...

Aikido e gravità. Gravità e sesso. L'Aikido ha diverse similitudini con l'attività sessuale. Anche il randori suona bene... :-).

Stiamo estendendo il nostro intero essere e allo stesso tempo stiamo ricevendo l'intero essere di qualcun altro. Il nostro respiro... La nostra focalizzazione sul centro ma nuovamente percependo tutto... Rilassamento... Rilassati ma nuovamente tutti i muscoli contratti... Resistenza adeguata...

Non rilassamento morto e nemmeno contrasto... andate a vanti, perché non potrei concludere con ulteriori esperienze.
Si, la terza opzione della calma vigorosa. Yin unito al Yang e creatori della terza esistenza. Datele un nome.

Un nuovo corpo composto di due differenti corpi. Unificazione assoluta... Anche un nuovo essere umano... un neonato. Così niente dualismo. Anche nelle religioni pagane la sessualità è inclusa in tutti i misteri sacri.

Noi oggi le chiamiamo orge e conferiamo ad esse un cattivo significato. Bene... questo era uno degli ultimi e talvolta veramente l'ultimo livello del mistero. E' considerato l'unificazione con il divino.

Probabilmente le persone hanno notato che durante l'orgasmo il respiro (Kokyu), il corpo e la mente sono assolutamente unificate e la natura degli esseri umani viene elevata.

In effetti durante quel momento, possediamo Mushin (nessun pensiero), Reiseishin (stato di unificazione), Zanshin e tutti gli altri concetti che noi conosciamo nel Budo... lo avevate notato?

Il sesso non è qualcosa di materialistico e non esclusivamente spirituale. E' entrambi... qualcos'altro. Ed adesso il mio simpatico amico dirà "E cosa stai ancora a fare nel Dojo? Basta con l'Aikido e corri dalla tua ragazza".

Bene... vogliamo realizzare queste cose in tutti i momenti ed azioni quotidiane.
Ho sentito che alcune scuole di Yoga ti portano in uno stato di orgasmo costante.


Bene... l'illuminazione è necessaria prima di tutto, gente, ma se trovo queste scuole
ve lo farò sapere...EVVIVAAAAAA.

Esattamente perché l'allenamento in Aikido possiede questa natura, l'abuso sessuale può apparire più facilmente. Non so se i radicati sistemi di lotta marziale siano più o meno pericolosi per tali cattivi comportamenti.
Mi auguro di non dire di più sull'argomento fino a quando tutti possano aver letto il libro di Ellis Amdur:
Dueling with O-Sensei. La sola cosa che voglio dirvi se accadrà è: fatene rapporto.

Fidatevi del vostro Ki o percezione - comunque voi chiamiate questo senso - e se qualcosa sembrasse non essere ok, NON CI ANDATE CONTRO. Se non siete sicuri, chiedete a qualcuno che conosce l'Aikido, perché ciò POTREBBE NON ESSERE AIKIDO.

La sessualità è un tabù ed oggi, anche se viviamo in un contesto relativamente sensuale, siamo stati sviati. Non è per caso che siamo nel mezzo di una crisi economica planetaria, il business sul sesso sta aumentando di continuo.

Siamo arrabbiati con esso, non necessariamente perché non ne abbiamo abbastanza, ma perché non ne abbiamo di qualità.

Viviamo senza un reale appagamento e non intendo solo sessualmente. L'Aikido è un apprendistato alla vita ed la sessualità è una parte di questa vita".

[Giorgos Sardelis]

domenica 3 gennaio 2010

L'errore di Ueshiba ed il potere dell'irraggiungibilità

Guardate questo video...



Sapete, quello vestito di bianco è Morihei Ueshiba! Il grande ed unico O' Sensei!

Ora riguardate il video...
Prestate attenzione al 53-esimo secondo...

Cosa? Non può essere... sembra che il Fondatore incespichi... e cada!
Gli uke rimangono tutti con i loro jo aggrovigliati... non ne approfittano per colpirlo... fanno finta di niente.

Lui cade, forse si è inciampato... poi rapidamente si tira su. Tutto riprende come se niente fosse accaduto.
Una tecnica segreta, forse? Un movimento che sembra una caduta accidentale per sbilanciare i suoi aggressori?

Morihei Ueshiba era ripreso da una telecamera in quel momento: un tempo queste apparecchiature da sole avranno occupato un quarto del già piccolo tatami, non stavano nel palmo di un osservatore qualsiasi. Erano cose che si dovevano organizzare con anticipo.

Eppure cade. Cade vero?

Chi vuole difendere a priori la sua infallibilità, argomenterà che dall'angolazione dalla quale veniva ripreso ci deve essere qualcosa che sfugge, perché lui NON PUO' INCIAMPARSI, è il Fondatore dell'Aikido! A quegli anni al massimo delle sue consapevolezze ed affinamenti della sua e nostra Amata Arte!

Invece a noi pare proprio che sia caduto ed anche abbastanza accidentalmente, rimanendo per qualche secondo in preda a 5 aggressori, che avrebbero potuto approfittarne per infierire nuovamente.

Perché vi abbiamo descritto questo fatto insignificante? Perché a nostro dire è tutt'altro che insignificante.

La prova video di un errore del Fondatore dell'Aikido in persona!!!
"Io sono invincibile"... e poi si inciampa! E gli allievi forse avrebbero voluto aiutare il povero vecchietto ad alzarsi... chi può dire.

Certo, abbiamo intenzionalmente usato toni ironici e dissacranti nei confronti di questo grandissimo Personaggio... ma abbiamo le nostre ragioni, che ora proveremo ad argomentare.

Spesso si sente lodare il grande e geniale lavoro che Morihei Ueshiba fece nel coniare l'Aikido, frequentemente vengono citate dai grandi Maestri le sue gesta invincibili, la sua tecnica strabiliante, le sue doti fuori dal comune.... come praticante marziale, filosofo, poeta, mistico...

... tutte cose sicuramente vere sotto il punto di vista storico: il guaio è quando ad esse ci si rivolge con lo stigma dell'inarrivabilità. "Se Lui è arrivato a certi livelli, figuriamoci come dobbiamo volare basso noi, che non siamo nemmeno una briciola dinnanzi a tanta magnificenza!".

Sembra che ci sia molta umiltà dietro a queste parole, non nascondiamo che talvolta sia autentico senso di umiltà, volto a spronarsi e fare sempre meglio, impegnandosi a testa bassa a superare se stessi... senza voler immaturamente imitare chi è giunto ad un livello di consapevolezza tanto elevato, tanto diverso dal nostro..

Talvolta è così, ma talvolta ci può essere un altro fine... più subdolo e manipolatorio: mantenere il potere sulle persone alle quali ci si rivolge!

Lo abbiamo visto fare parecchie volte: i Maestri vengono divinizzati, O' Sensei in testa a tutti, fino ai capi scuola ed ai loro referenti nazionali, regionali, cittadini, di quartiere... Agli allievi viene detto: "chi sei tu per dire/fare una cosa"... "rispetto a quanto è infinitamente più bravo/esperto quest'altra persona!". "Fai come ti viene detto".

Così inizia un "meta linguaggio", piuttosto manipolatorio, che sprona i meno esperti a mettersi su un piano infinitamente più basso rispetto ai "mostri sacri" di cui si parla. Vedendoli come montagne, vette irraggiungibili dinnanzi ad un qualsiasi Aikidoka, si inizia a divinizzarne la provenienza, a teorizzarne l'irraggiungibilità.

Gli errori vengono giudicati come la dimostrazione della propria inferiorità, a fronte della perfezione del Sensei X, dello Shihan Y... così viene di conseguenza la dipendenza da questi, per essere messi sulla retta via, per correggere tanta inesperienza.

Ovviamente Sensei X e Shihan Y ringraziano sentitamente i nuovi proseliti, promettendo che illumineranno i loro passi: il patto tra briganti è fatto!

Gli allievi si saranno assicurati chi per loro dovrà decidere se/come progredire e quale livello possedere, gli Insegnanti invece avranno nuovi corsi, stage da tenere... preziosi consigli da dispensare!
Certo che un Insegnante insegna ed un allievo impara... ci mancherebbe! Vogliamo però sottolineare come la Via del Budo, e dell'Aikido quindi, NON sia certo questa!

Tolto i primi mesi di allenamento, in cui non si è ancora nemmeno potuto focalizzare cosa si stia facendo, saranno i propri errori i più importanti maestri. Il Sensei all'inizio li farà notare, per poterli esaminare in modo consapevole e poterli eventualmente correggere, ma poi il suo ruolo è quello di rendere l'allievo in grado di fare da solo questa procedura.

Errore su errore si diventerà più esperti, senza tarparsi le ali da subito per il divario che ci separa dal Maestro Tissier o da Tamura Shihan... o qualsiasi altro nome internazionalmente stimato.

I Tissier ed i Tamura di domani potrebbero avere iniziato oggi a frequentare un Dojo e se si dovesse ragionare con il mito dell'inarrivabilità, ci assicureremmo solo un Aikido più povero in futuro!

Invece no, non è mai stato così, né fortunatamente lo dovrà essere: tutti hanno sbagliato, tutti hanno perseverato, ciascuno ha osato andare oltre a ciò che il suo stesso Insegnante mostrava... e giorno dopo giorno sono nati i grandi Aikidoka che tutti stimiamo, Morihei Ueshiba in testa.

Certo, non tutti hanno il talento per arrivare a certe vette, ma l'importante che i pochi che ce l'hanno non si facciano frenare da inutili discorsi sull'infallibilità o l'inarrivabilità di tizio o caio.

O' Sensei sbagliava... anche da anziano sbagliava, lo abbiamo visto... ma poi si rialzava ed andava avanti, la volta dopo cercando forse di tenere conto di quanto accaduto per non cadere più.
Così si impara, così si diventa bravi. Un Insegnante serve per indicare la Via, non la percorre per noi... è un riferimento importantissimo, ma relativo: egli cercherà di svezzare da sè i suoi allievi, non di sicuro a renderli dipendenti. In questo si vede un buon Maestro: egli non ha bisogno degli allievi, sa di essere tale anche se nessuno lo chiama così.

Un bravo Maestro insegna la libertà: gli allievi stanno con lui perché in ciò riconoscono la sua grandezza, non perché tramite lui diverranno bravi!

Diverranno bravi tramite loro stessi, assumendosi la piena responsabilità delle proprie azioni, dei piedi messi male, delle tecniche sbagliate, così anche dei momenti di vera armonia creati sul tatami con il proprio impegno.

Così poco a poco anche le montagne più alte vengono rese accessibili e dietro ai grandi nomi della storia si riconoscono innanzi tutto degli uomini, con talenti e limiti, proprio come ciascuno di noi possiede.

Grazie Ueshiba Sensei di non aver creduto a chi forse ti suggeriva che Sokaku Takeda fosse ineguagliabile, così hai potuto lavorare fino a poterti confrontare con la sua fama e... a nostro dire, superarlo in gesta ed intenti!

Grazie di essere stato anche "solo" un uomo, così hai reso la Via praticabile da chiunque, se fossi stato "dio" non ci sarebbe nemmeno venuta voglia di provare a fare nemmeno un passo, poiché persi in partenza! No invece, forse non diventeremo come te, ma l'Aikido può fare tanto per noi, anche al nostro livello.

Grazie O' Sensei di aver continuato a sbagliare anche al tuo altissimo livello, grazie di essere caduto davanti ad una telecamera, perché noi potessimo ricordare: sei stato un uomo che non si arrendeva... basta considerarti un "dio" per permetterci di dormire sugli allori, per scaricare la responsabilità di provare ad uguagliarti e, perché no, a superarti. Crediamo saresti felice se qualcuno ce la facesse, non di certo geloso. Ma proprio questo ti fa ineguagliabile, il fatto che cederesti forse volentieri il testimone in nome dell'amore per l'Arte.

Grazie di averci mostrato come, anche quando inciampavi davanti ai tuoi allievi, ti difendevi da un loro nuovo attacco con il rispetto che loro avevano per te: arma molto sottile, regale ed efficace quanto una tecnica.

Un anno nuovo è alle porte, e vogliamo che inizi con meno "manipolazione" per chi percorre già una strada ardua ed affascinante come l'Aikido: continuiamo a considerare il Fondatore un grande, continuiamo ad ammirare le sue gesta, ma non perdiamo troppo tempo a valutare chi si potrà raggiungere e chi no... diamoci sotto con gli allenamenti, con le occasioni di fare nuovi errori.

Buone cadute e buone "rialzate" a tutti!

domenica 27 dicembre 2009

Aikido e business


Se i principi dell'Aikido hanno una valenza universale ed olistica, così come viene detto, ci siamo oggi chiesti quale rapporto possa esserci tra la nostra Amata Arte ed il business...
proprio oggi, in un momento delicato di economia mondiale.

Abbiamo trovato un curioso documento on-line, scritto da Mark Walsh Brighton (qui il link al suo Blog Integration Training Journal) nel quale sono stati intervistati numerosi uomini di affari & Aikidoka, fra essi alcuni principiani ed alcuni Insegnanti di alto grado, ai quali è stato chiesto se e quale impatto avesse avuto l'Aikido sul business nella loro vita.

Segue il testo tradotto.

"l'Aikido ha avuto un'influenza prioritaria sulla mia vita e la mia attività commerciale. Ho lavorato in tutto il mondo per un'Organizzazione no-profit chiamata Aiki Extensions, che usa i principi e le pratiche dell'Aikido per applicazioni "off-mat" ["fuori dal tatami" n.d.T.], con i giovani, per la costruzione della pace, e con il mondo del business. Tre anni fa mi sono stabilito nuovamente nel Regno Unito ed ho iniziato un allenamento aziendale per lo stress manageriale, costruzione e direzione di squadra, usando cosa avevo appreso nel tempo trascorso con Aiki Extensions.

Qui [troverete] cosa un certo numero di imprenditori e Aikidoka [provenienti] del Regno Unito, dagli U.S.A., della Polonia e dei Paesi Bassi rimandano a riguardo del collegamento fra Aikido ed il commercio/buniness.

Richard Strozzi-Heckler, PhD
(6º Dan Mitsugi Saotome Shihan, California Aikido Association - Petaluma, CA, USA)
Presidente dell'Istituto Strozzi - Center for Leadership and Mastery
Consultazione ed addestramento in leadership integrata, coaching somatico e spirito somatico.

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

L'Aikido essenzialmente informa in tutto ciò che faccio nella vita. L'Aikido è una sensibilità nella quale uno impara a relazionarsi agli altri in un modo più profondo e ricco di contatto. Portare questi principi nelle Organizzazioni rende le persone più soddisfatte e più produttive. I miei programmi di coaching e training nelle Organizzazioni prevedono che la gente si muova insieme, ci sia contatto fra loro e si ingaggino in conversazioni profonde; tutte queste attività sono permeate dai principi Aiki.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Come rendere dignitose tutte le relazioni [umane], in modo che ci sia un incremento di equità sociale, un decremento di aggressività e violenza, ed una modalità di trattare la Terra in modo più sostenibile. Come mettersi in contatto con lo spirito della vita negli altri e relazionarsi ad esso da questa prospettiva.

C' è altro che ha piacere di condividere in merito all'Aikido e business?

Ho inserito i "Leadership Dojo" in numerose Organizzazioni aziendali, non-profit, O.N.G. (Organizzazioni Non Governative), e nell'esercito.
Sono Dojo in cui gli individui ed i team possono esercitarsi nel comprendere la saggezza pragmatica, la compassione radicata e l'azione efficace. Tutto ciò è influenzato (tra le altre discipline) dai principi Aiki.

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Paul Linden, PhD
(6th dan, USAF - Columbus, OH, USA)
Columbus Centre for Movement Studies (risveglio corporeo come fondazione per tutto, da un ricovero fisico per trauma all'ergonomia dei computers)

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

L'addestramento in Aikido mi indicato la possibilità di diventare informato/cosciente del mio corpo e mi ha dato l'occasione di sperimentare diverse metodologie messe a punto per fare ciò.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Molto poco, semplicemente perché l'Aikido necessita di troppo tempo per essere appreso. La comunità allargata del business troverebbe di più nell'addestramento all'autoconsapevolezza del corpo derivata dall'Aikido. In altre parole, l'Aikido potrebbe servire nel controllo dello stress e nell'allenamento all'etica.

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Lance Giroux
(Shodan, CAA - CA, USA)
Allied Ronin Leadership Training & Consulting

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

L'Aikido influenza direttamente il mio lavoro, l'ascolto l'armonizzazione, somatizzazione per l'incorporamento dei principi costruttivi ed il mantenimento dell'integrità.
Essi sono rilevanti nella vita di tutti i giorni - privata, pubblica, nel commercio, nel comportamento organizzativo.
In un mondo, al contrario, dedicato ad imparare intellettualmente le direzioni di leadership e le pratiche di management, questo metodo (cioè usando il movimenti dell'Aikido tradotti nel linguaggio di ogni giorno ed in termini di affari) ha realmente presa sulla gente.
Si aprono ad un intero nuovo modo di apprezzare loro stessi, i loro soci, le loro famiglie e chi precedentemente hanno considerato essere avversari e concorrenti.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Per lo più:
1) la necessità profonda di diventare presenti a che cosa sta accadendo intorno (essere presenti adesso);
2) rimanere in contatto con se stessi e gli altri;
3) essere consci in tutte le proprie azioni e comportamenti;
4) nel quotidiano sforzarsi di servire altri, non importa in che modo;
5) ogni giorno è un'opportunità di aumentare la propria capacità di rilassarsi sotto pressione;
6) ogni giorno presenta l'occasione esercitarsi - di fare pratica - di praticare cosa è importante nella vita.
Questi sono elementi particolarmente cruciali durante questi periodi di crisi economica e politica globale (sulla scala a macro) e nella vita familiare o nell'essere un buon allievo (sulla scala micro).

C' è altro che ha piacere di condividere in merito all'Aikido e business?

[...] Da un certo punto in poi l'Arte:
a) mi ha fornito un fondamento per gestire con garbo le pressioni e lo stress di essere nel commercio in un mondo di cambiamento altamente dinamico per me;
b) si è trasformata nella maggior parte dei modi efficaci di comunicare i principi fondamentali che sono importanti nel commercio nei rapporti personali - fondamenti che hanno bisogno di un rinforzo giornaliero fuori dal tatami, non importa quanto uno è o diventerà di successo;
c) fornisce la prova dinamica ed innegabile della comprensione di gruppo e dell'individuo (o la mancanza di ciò) di che cosa occorre per essere efficace nel mondo - come singola persona, una persona inserita nelle relazioni, un papà, una mamma, un compagno di squadra, un responsabile, un esecutivo, ecc.;
d) fornisce una strada (anche se soltanto raramente esercitata) per aumentare la capacità costruttive, indipendentemente dal percorso della carriera di ciascuno.

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Quentin Cooke
(5º Dan International Yuishinkai Aikido/ Aikido for Daily Life - Cambs, Regno Unito)
Independent Financial Sollutions

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

L'Aikido è una filosofia ed un sistema di valori che governa/influenza tutto ciò che faccio.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Se ognuno realmente rispettasse ciascun altro, includendo il campo del commercio, il mondo sarebbe un posto molto più felice.

C' è altro che ha piacere di condividere in merito all'Aikido e business?

Basta dire che l'Aikido può essere usato per fornire principi di consulenza aziendale e che essi funzionano.

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Christiaan Zandt
(3º Dan Aikikai - Paesi Bassi)
Bisho (Sorriso) - facilita la gente e le loro organizzazioni nell'ammorbidire ciò che è rigido, per diventare sempre più in grado di comportarsi e comunicare basandosi sulla compassione.

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

Mi ha aiutato a sperimentare fisicamente un alternativa psicofisica interessante alla lotta, al volo ed "al freddo"... e poiché utilizzo spesso l'Aikido negli allenamenti in comunicazione che organizzo, la mia personale comprensione dell'Aikido (che è, credo, solo coltivato mediante l'addestramento) aumenta la qualità del servizio che fornisco.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Inter-coerenza, è possibile prendersi cura della propria personale sicurezza & quella degli altri; è un metodo non sostenibile, a lungo termine, pensare e preoccuparsi soltanto per se stessi - tutte le crisi principali del mondo mostrano come siano fra loro collegati i fenomeni che viviamo; la presa della cura degli altri è il miglior investimento sul senso di cura di sé. L'Aikido è, in un certo senso, una pratica all'inter-coerenza.

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Pawel Olesiak
(4º Dan Aikikai - Cracovia, Polonia)
Aiki Management - soluzioni per le persone e le organizzazioni basate per principi Aiki.

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

Per me personalmente questa domanda si applica in due sensi: così la prima parte è "come ha influenzato il suo commercio l'addestramento in Aikido?", e la seconda parte è "come il commercio ha influenzato il mio addestramento nell'Aikido?".
Così la mia risposta per entrambi gli interrogativi è che molti principi dell'Aikido sono applicabili, secondo me, al mondo di affari. Mi concentrerò sul mio favorito che è quello che insegna come ottenere effetti massimi con sforzi minimi, che nel commercio è stato chiamato La Regola di Pareto 80/20.
Capisco questa dichiarazione nel senso che ciò che facciamo, durante una lezione di Aikido, così come nei business workshop, deve funzionare.
Poiché se facessimo sforzi massimi con effetti minimi nessuno vorrebbe pagare per questo, nessuno vorrebbe perdere il suo tempo, nessuno vorrebbe perdere il contatto con il suo partner o il cliente a causa di una domanda inopportuna nella parte finale di una negoziazione difficile.
Dalla mia posizione personale come insegnante di Aikido spesso ciò significa dare risposte che aiutino la gente crescere nel dojo e fuori da esso. Rendere le persone più sicure di sé.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Per primo l'armonia (AI). Può essere fatto con gli attacchi, le situazioni, lo stress, il boss, i colleghi ecc. e per fare questo, per trovare questa armonia, il primo punto che si ha bisogno di sviluppare è la capacità di identificare un attacco come un regalo. Allora è possibile armonizzarsi con esso. Chi non ama ricevere regali?
Il secondo è il potere denominato KI. Da dove viene? Come possiamo trovarlo? Come dimostrarlo? Come proteggersi da esso? Il migliore modo è la consapevolezza, la concentrazione, il respirare e tenente il centro a livelli differenti... individuale, di squadra, di organizzazione. E quindi nuove domande sopraggiungono: Che cos'è il centro dell'organizzazione e chi è responsabile di mantenerlo? Come farlo? O possiamo fare a meno di esso? Non c'è modo diverso che praticare. La pratica è il migliore metodo per generare il flusso nell'organizzazione e per essere sicuri che stiamo andando in una buona direzione abbiamo bisogno di una visione ecologica libera, che è il compito di ciascuno nell'organizzazione.
Il terzo è la Via (DO) o atteggiamento (Zanshin). Ed ora le domande sono: che genere di atteggiamento vogliamo mostrare al mondo come azienda, come team ed anche come individui? Essere positivi, prendere provvedimenti positivi, essere d'aiuto/utile, basare le proprie azioni su regole come onore, dignità, responsabilità, veridicità. Per ciascuna di queste domande è possibile trovare alcune risposte all'interno di una lezione di Aikido, ma per trovarle dobbiamo farci delle domande prima e durante l'allenamento. Essere concentrati in modo totale, non solo sulla parte fisica delle tecniche. Per scoprire le risposte dobbiamo porci la domanda prima, durante e dopo ogni tecnica e quindi essere consci di cosa accade. Così tramite il fisico si crea il contatto reale fra le persone. [...] E che genere di messaggio trasmetto al mio partner? Qual è la reazione del mio corpo ad un attacco intenso e potente? Come posso relazionarmi con il rifiuto, il conflitto, l'esplorazione o il gioco? C'è una lezione da apprendere?

C' è altro che ha piacere di condividere in merito all'Aikido e business?

Una delle cose più importante è creare un ponte fra loro. Per invitare le persone e mostrare loro i benefici reali e le opportunità di utilizzare l'Aikido nel mondo, giusto per fare meno sforzo e per avere risultati migliori. Risparmiare il loro tempo, essere più sani. Avere un rapporto migliore con gli altri. Essere più sicuri di sé, più congruenti e felici.

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Trevor Schrotz
(1º Kyu, Aikido in Fredericksburg - VA, USA)
Home Music - Formazione Musicale (anche amministratore di beni immobili & di sviluppatore di affari e analisi di mercato)

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

In molti vasti modi, ma specificamente nella capacità di occuparsi dei conflitti, di controllarsi, sviluppare fiducia in me stesso ed agire positivamente con gli altri.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Lavorare insieme positivamente, pensare ai bisogni della comunità in aggiunta ai propri.

C' è altro che ha piacere di condividere in merito all'Aikido e business?

Ho compreso che l'unica cosa che è possibile controllare (dopo un po' di tempo) è se stessi ed occuparsi di sé aiuta immensamente a relazionarsi con gli altri e con le situazioni complicate.

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Aviv Goldsmith
(5º Dan Aikikai,Takemusu Aikido Association - VA, USA)
Renewable Energy Project Development

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

La gente mi chiede se io abbia mai utilizzato l'Aikido. Io rispondo "ogni giorno". In ogni incontro, cerco di comprendere la posizione della controparte e lavoro con esse per trovare soluzioni.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Capacità di centrarsi, calma, abilità di soluzione dei problemi.

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Tom Hume
(1º Kyu, Airenjuku - Brighton, UK)
Future Platforms - Software per telefonia mobile

Come ha influenzato il suo business l'allenamento in Aikido?

Finisco alle 6 di pomeriggio al martedì e giovedì. Ritengono che le riunioni difficili siano come le lezioni. [In quel contesto] Mi sento meno intimidito fisicamente rispetto ad un tempo.

Che cosa pensa la comunità allargata del business possa imparare dall'Aikido?

Una mentalità fluida

C' è altro che ha piacere di condividere in merito all'Aikido e business?

Tutto sta nelle basi."

[Mark Walsh Brighton]