Non si tratta di una sequenza particolarmente complicata, ma racchiude alcuni punti importanti da esaminare, che la dicono lunga sulla differenza che passa dalla didattica giapponese a quelle che spesso utilizziamo dalle nostre parti.
Innanzi tutto, la sinossi dei movimenti...
1A - uchi jo: prende l'iniziativa ed esegue uno gyaku yokomen uchi gedan (fendente sul lato opposto, a livello basso, in altri contesti anche chiamato "hiza giri") a partire dalla guardia di tsuki sinistra verso il ginocchio sinistro di uke jo;
1B - uke jo: esegue una parata gedan, facendo un passo indietro sul sei chu sen (la linea dell'attacco del compagno).
2A - uchi jo: attacca con uno tsuki chudan (colpo diretto di punta, a livello medio) a partire dalla guardia destra, verso l'addome di uke jo;
2B - uke jo: esegue una parata, che la forma codificata prevede venga fatta con un leggero avvicinamento (tsugi ashi in avanti), con la guardia destra.
3A - uchi jo: attacca con uno gyaku yokomenuchi jodan (fendente sul lato opposto, a livello alto), assumendo la guardia sinistra;
3B - uke jo: esegue un avanzamento molto ampio, che gli consente di agganciare il ginocchio destro del partner e di proiettarlo a terra.
Ecco il video che riproduce la sequenza...
Secondo punto importante: dopo avere eseguito 2A, uchijo ha bisogno di una distanza minima per poter sferrare l'attacco 3A alla tempia destra del suo compagno; se ukejo compie un avvicinamento troppo grande durante il movimento 2B... il 3A diventa insensato.
Per questa ragione, nonostante la forma preveda che ukejo accorci il maai durante il movimento 2B, è consentito lasciarlo inalterato (parare sul posto), o - addirittura - aumentare la distanza (parare arretrando)... purché il movimento 3A possa essere ancora eseguibile con un senso compiuto, anche se quel colpo non arriverà mai sulla tempia destra di ukejo.
Questo ci porta alla prima delle considerazioni importanti: la forma codificata va studiata in un modo prestabilito, ed il katageiko è proprio questo modo di stabilire come i movimenti vadano eseguiti... tuttavia essi devono - anche e soprattutto - risultare viatico di alcuni principi, senza i quali ha poco senso muoversi secondo il katageiko.Ogni esercizio, alla fine, risulta situazionale: se ukejo entra un botto sia nel movimento 1A, che nel movimento 2A... facilmente ukejo NON riuscirà ad avvicinarsi ad esso nel movimento 2B (come sarebbe previsto), ma dovrà AGGIUSTARE la distanza, così che il rapporto fra i due praticanti continui a risultare interessante e sensato.
Il katageiko quindi è quello schema da seguire fino a quando ha un senso farlo, ed è proprio qui che entra in gioco l'esperienza di un praticante: un principiante esegue i movimenti che gli vengono mostrati ma NON ha gli strumenti adatti per comprendere se essi sono sensati in TUTTI i contesti che si andranno a vivere sul tatami.
Non può che ripetere e fidarsi del proprio Sensei: questi invece sta giocando una partita differente... ovvero sta modificando in continuazione la forma alla situazione che vive, il che vuol, dire non farà mai un kumijo esattamente uguale al precedente o al successivo, e tutti loro avranno valore e significato proprio per QUESTO!
Il "copia & incolla", in Aikido funziona poco (e talvolta male): bisogna partire magari da questo, ma è necessario al più presto comprendere cosa sta DIETRO la ripetizione di una forma, che non è mai qualcosa di fisso o stabilito una volta per tutte.Ultima considerazione, a mio avviso molto importante: ora vi riporto 2 video con l'esecuzione di Saito Sensei del 7º kumijo. Il primo si riferisce ad uno stage in Francia del 1989...
Il Secondo, invece, è un vecchio filmato girato nel Dojo di Iwama nel 1972...
Avete notato nulla di strano?
Stesso Insegnante, stesso esercizio... 2 finali completamente differenti: il primo (come ho spiegato poco sopra) con una proiezione al ginocchio, il secondo con una proiezione eseguita sulle braccia di uchijo.
Come mai? A che cosa è dovuta questa differenza?
Non so rispondervi, ma è palese come la forma del 7º kumijo sia cambiata negli anni!
E non è qualcosa di accaduto SOLO a questo esercizio: negli anni abbiamo avuto modifiche al 2º, al 3º, al 7º kumijo... ed anche al 6º ed al 7º ken tai jo.
Quasi mai qualcuno è venuto a spiegarci COME MAI queste variazioni siano avvenute, tranne nei casi in cui esplicitamente è stato dichiarato che esse fossero dovute all'attenzione a ridurre gli incidenti durante la pratica (poiché la forma precedente a quanto pare ne era riuscita a causare tanti da cercare una forma alternativa più sicura).
E Saito Sensei è famoso in tutto il mondo per essere colui che ha preservato forse con più cura il repertorio tecnico del Fondatore: ma quindi uno che si era ripromesso di non cambiare nemmeno una virgola invece poi lo ha fatto?!
I cambiamenti sono innegabili, e dirò di più: attualmente suo figlio Hitoira Saito Sensei, che dichiara anche con il nome della sua Associazione (Iwama Shin Shi Aiki Shuren Kai) di voler ricercare proprio quella tradizione già tenuta cara da suo padre Morihiro... ha fatto a sua volta un botto di cambiamenti anche rispetto a quest'ultimo, questo è proprio più che evidente. Ho praticato alcuni anni con lui e mi sono accorto di persona di parecchie differenze tecniche.
Ma allora sti cambiamenti possono avvenire, oppure no?
AVVENGONO, punto... ma il motivo è differente rispetto a quello che può balzare nella mente di un occidentale poco impegnato nella disciplina. Io non insegno Aikido come lo insegnavo 10 anni fa... e 10 anni fa non lo insegnavo come lo avrei fatto 10 anni prima ancora: ogni Insegnante cerca in continuazione nuove strategie per migliorare sia ciò che propone, sia per facilitare la comprensione di chi ha davanti.
Se in un Seminar di Aikido capito in un gruppo che non ha mai tenuto il jo in mano... mi accontenterò forse di presentare loro i primi 5 suburi, in modo lento, più chiaro possibile. Al gruppo degli adolescenti talvolta "semplifico" i suburi stessi, pretendendo una forma molto meno dettagliata e precisa rispetto a quella che richiedo agli adulti. Ma non sto cambiando proprio niente, sto contestualizzando ciò che faccio!Se ai miei ragazzi faccio una Special Class riservata agli yudansha (cinture nere), magari mostro 15 variazioni del 7º kumijo, e che comprendono sia la versione del 1972, sia quella del 1989... ed anche altre 13 che non compaiono in nessun video di Saito Sensei, ma che possono tranquillamente avere un senso per loro.
Ciò che quindi un principiante (o un Aikidoka disimpegnato) percepisce come "variazione" in realtà non è altro che uno degli innumerevoli modi che si hanno per fare una certa cosa, che però dipende anche dalla "bravura" o dalle capacità ricettive di chi ha di fronte il Sensei che spiega. Se ogni forma adottata contiene un principio, allora è degna di esistere... altrimenti è solo fuffa per allungare la brodaglia da propinare agli allievi, per avere ancora qualcosa da dare loro, prorogando la loro dipendenza dal proprio Insegnante.
Dal mio punto di vista, quindi, non è assolutamente scandaloso che Saito Morihiro Sensei o Saito Hitoira Sensei - ad un certo punto - abbiano deciso di insegnare versioni differenti dei loro esercizi, rispetto a quelli che avevano adottato fino ad un certo tempo: tutti contengono principi più che validi, quindi esistono tutte quelle differenti forme, hanno senso tutte, bisognerebbe studiarle e conoscere tutte... poi se ti alleni 3 volte al mese è già tanto che ti ricordi una cosa e che non fai tu un minestrone senza senso con tutto il resto.
La didattica è un'evoluzione continua, quindi se capitate da quelli che ti dicono che fanno SOLO ciò che faceva O' Sensei sappiate che si potrebbe trattare di qualcuno vi sta prendendo in giro (e prima ancora sta prendendo in giro se stesso), poiché il Fondatore è evoluto in continuazione per tutta la sua carriera marziale, ed è più che normale quindi che a chiunque di noi accada più o meno la stesa cosa!A questo proposito, vi elenco nel prossimo video ALCUNE delle variazioni possibili al 7º kumijo, senza avere alcuna pretesa di essere esaustivo (ma se già uno si studiasse queste, sarebbe ben al di sopra della preparazione media delle persone che normalmente incontro!)
Marco Rubatto


























































