lunedì 23 novembre 2020

Aikido SOLO practice: l'allenamento con il partner più difficile

Che al momento non si possa ancora tornare a ruzzolarci al Dojo è qualcosa di risaputo... che questo sia un momento nel quale non sia possibile praticare Aikido invece è qualcosa di falso (e tendenzioso)!

L'Aikido è - per definizione - una disciplina che affonda i suoi principi nella RELAZIONE... ed ora che gli altri non possiamo toccarli?

Josh Gold Sensei, attuale patron di aikidojournal.com, nel suo editoriale di novembre scrive:

"I venti del cambiamento incombono su di noi. Gli Stati Uniti stanno per passare a una nuova leadership politica e gran parte del mondo sta entrando nell'inverno e si appresta ad affrontare la fase più pericolosa della pandemia. Abbiamo perso molti dojo di Aikido in tutto il mondo e quasi tutti i dojo hanno perso membri. La vera anima della nostra arte è la connessione umana, da cui ci siamo ampiamente allontanati per il bene comune" (potete leggere tutto leditoriale su Aikido Italia Network, che ringraziamo per la traduzione).

Ci sono aspetti nei quali si può concordare, ma per alcuni ci sentiamo di dissentire in modo piuttosto netto: non ci siamo allontanati dalla connessione umana, ma SOLO da quella fisica... e se 6 mesi di mancanza di contatto cinestesico tra le persone raffreddano gli animi di circa 3 di generazioni di Aikidoka, significa che il contatto UMANO doveva essere mal messo pure prima del Covid, o no?


Quest'oggi vogliamo quindi dedicarci proprio a tutto quell'Aikido di RELAZIONE che sembrerebbe esserci al momento interdetto... quando invece così NON è.

L'Aikido si pratica per attualizzare un continuo KAIZEN (miglioramento) con se stessi, il che vuol dire una pratica PERSONALE, che si realizza ANCHE attraverso l'interazione con gli altri (uke, partners, Sensei, etc).

Tuttavia nell'interazione con noi stessi e con gli altri una parte non piccola della relazione viene giocata dall'inconscio... ovvero quella parte di coscienza che ci appartiene, ma che non percepiamo (ancora) che esista.

Ne segue che quando ci relazioniamo con qualcuno per un esercizio, per dare o ricevere un insegnamento... alcune elementi saranno consapevoli, altri no, proprio perché agiti a livello inconscio: quando un esercizio NON ci viene, ad esempio... è perché sbagliamo qualcosa della quale non ci accorgiamo?

Oppure è il nostro partner a commettere qualche errore del quale né noi, né lui è consapevole?

Bella domanda: è una risposta che potremmo non avere mai, almeno fino a quando UNO dei due (almeno uno dei due!) non inizia a conoscersi un po' più a fondo.

Quando interagiamo è quindi come se gettassimo due pietre nell'acqua di un lago: si vedono due cerchi e le figure di interferenza fra di essi, nelle quali non è facile capire se un'increspatura è dovuta più alla pietra lanciata da noi o a quella lanciata dal nostro compagno: le due energie, le due intenzioni, le due consapevolezze e le due INCONSAPEVOLEZZE interagiscono, mischiandosi e diventando una cosa sola.

Anche ciascuno di noi però è una "comunità": la gamba destra e la scapola sinistra, così come la respirazione ed il piegamento della terza falange del quarto dito possono essere in armonia durante un movimento... o in dissonanza fra loro, o alcuni in assonanza, ed altri in dissonanza.

Le parti che ci costituiscono a livello fisico sono veramente molte: 206 ossa, 68 articolazioni, dai 400 ai 600 muscoli volontari... non è facile far muovere armonicamente tutti questi "pezzi"!

Poi ci sono gli stati d'animo, le emozioni, i pensieri e tutta la parte mentale/emotiva... che è in qualche modo da connettere ed armonizzare con la componente fisica: insomma un bel sistema di N equazioni in M incognite... nulla che si risolva con 3 operazioni da prima elementare.

Ed in ogni tentativo che facciamo per coordinare ed integrare tutti questi nostri layers ci sono cose che percepiamo consciamente... ed altre che ci passano bellamente sotto il naso senza accorgercene, poiché subconsce o inconscio del tutto.

Quando siamo SOLI e pratichiamo un esercizio la consapevolezza (e l'inconsapevolezza) in gioco sono "solo" le nostre: se un esercizio non viene non potremo dare la responsabilità ad un errore (inconsapevole o meno(del nostro compagno... nel bene o nel male TUTTO dipende da noi e nello stagno ci cade UNA pietra alla volta, quindi è più semplice osservare le onde concentriche che essa genera!

In questo momento storico abbiamo la stupenda opportunità di OSSERVARE la nostra pratica individuale e comprendere quale sua il nostro attuale livello di coordinazione/integrazione fra tutte le parti che ci costituiscono (sia a livello fisico, che mentale). Possiamo quindi lavorare un sacco sulla qualità di RELAZIONE che abbiamo con noi stessi... altro che non c'è possibilità di fare Aikido!!!


Forse non ce n'è mai stata così tanta!

Avete mai provato a fare un fendente col bokken chiedendovi di scendere diritto?

Ne venisse uno bene: prima si spancia a destra, poi sinistra, poi un piccolo zig zag... poi uno viene bene, ma quando cerchiamo di rifarlo già non ci viene nuovamente più...

Questa è la qualità media di relazione che abbiamo con noi stessi, che ci fa così paura e ci da così frustrazione che andiamo a stemperare con gli altri... ai quali poter dare la responsabilità di quando le cose non ci tornano a dovere...

Anche un po' paraculi sti Aikidoka, vero?!

Ora NON possiamo interagire con gli altri: l'energia in campo può essere SOLO la nostra, se facciamo o meno gli esercizi NON è grazie alle aspettative dei compagni che non vogliamo tradire... perché essi non ci sono, o almeno non fisicamente accanto a noi.

Se facciamo una cavolata coi tai sabaki o con il jo NON ci sarà nella maggior parte dei casi alcun Sensei che ci fa notare i nostri sbagli: dobbiamo imparare a rendercene conto e correggerli da SOLI, oppure rassegnarci a non poter crescere più!

Capite che occasione unica che ha chi è veramente motivato a fare la differenza con se stesso?

Capite che occasione unica che abbiamo di sbarazzarci in un colpo solo di tutti quelli che praticavano SOLO perché era la relazione con gli altri a "tenerli in vita", ma non c'era nulla di autoctono in quella relazione?

Sta morendo si l'Aikido... ma solo quello che era fatto di zombi, ovvero di gente già morta che però si muoveva grazie all'energia che apportavano i loro compagni più sani e realmente appassionati da ciò che fanno.

 

Per l'ennesima volta ribadiamo l'impressione di vivere in tempi nei quali chi desidera trova soluzioni utili a sé ed al prossimo, e chi non lo desidera invita scuse per fare la vittima.

La pratica solitaria in Aikido non è solo utile, ma piuttosto FONDAMENTALE... e forse solo chi ne riesce a comprendere la portata ed il valore è in grado di fare una certa differenza con se stesso.

Ora abbiamo tutti la grande occasione di comprenderlo, esperienzialmente... diamoci sotto di suburi!


PS: i video "self-Aikido" riportati sono un esperimento che Marco ha fatto con il green-screen, ma crediamo possano rendere bene l'idea di "combattere contro se stessi".

lunedì 16 novembre 2020

Le attitudini del principiante ed il loro paradosso

In Aikido un principiante è tenuto ad un certo numero di atteggiamenti mirati, in grado di fargli assaporare appieno l'esperienza nella disciplina: esaminiamone alcuni insieme!

In ordine piuttosto sparso, uno "shoshinsha" [初心者], ovvero un principiante dovrebbe...

- ESSERE PRIVO DI ASPETTATIVE, così facendo è in grado di non farsi condizionare nell'apprendimento dalle proprie esperienze precedenti... mantenendosi completamente aperto e presente all'esperienza che sta vivendo;

- ESSERE UMILE, virtù grazie alla quale ciascuno è in grado di riconosce i propri limiti, rifuggendo da inutili forme d'orgoglio, di superbia, di emulazione o sopraffazione;

- ESSERE MOTIVATO, ovvero non farsi mai mancare quella passione in grado di muovere i propri passi e riempire di significato i propri gesti... pur nella consapevolezza della propria mancanza di esperienza o di quanto essa sia solo parziale ed incompleta;

- ESSERE RESILIENTE, cioè avere la capacità di affrontare e superare un evento stressante o un periodo di difficoltà... "piegarsi, ma non spezzarsi" di fronte alle forti sollecitazioni, fisiche, mentali o emotive che siano;

- ESSERE FIDUCIOSO, nei confronti delle proprie capacità, ma anche verso il proprio mentore ed i compagni di pratica; la capacità di fiducia nei confronti del prossimo è infatti proporzionale alla strutturazione del proprio carattere ed all'immagine interna che si ha di se stessi; più si è in grado di sviluppare fiducia nei confronti del prossimo, migliore è la confidenza e la fiducia in sé;

- ESSERE CURIOSO, perché questa è la miglior propensione all'apprendimento e all'evoluzione personale; risulta la più rapida e proficua prospettiva da mantenere nella pratica;

- ESSERE GIOIOSO e volersi divertire, in quanto non esiste una disciplina o un'attività sana che vale la pena di frequentare che debba richiedere di rinunciare ad un costante e diretto ritorno in termini di soddisfazione e piacevolezza nello svolgerla;

- ESSERE PRUDENTE, nel senso di non esagerare nemmeno con ciò che si ama e si percepisce sano da svolgere;

- ESSERE INGAGGIATO al massimo delle proprie capacità, così da distillare il massimo da ogni propria esperienza sul tatami;

- ESSERE PERCETTIVO, aperto... così da non apprendere solo da quanto gli viene insegnato in modo diretto ed esplicito, ma essere in grado di apprendere da ogni esperienza, anche quelle che fanno coloro che lo affiancano negli allenamenti, senpai o kohai che siano;

- ESSERE DETERMINATO, cioè avere ben chiari i propri obbiettivi, anche quando non si ha idea alcuna di come è possibile poterli raggiungere;

- ESSERE PAZIENTE, poiché l'apprendimento ha una sua tempistica e non tutto l'avanzamento nella disciplina può essere fatto alla velocità che si desidera; ci saranno delle frenate, degli stop e delle accelerate nel proprio percorso... è qualcosa di naturale ed è così per chiunque, quindi è necessario sviluppare la pazienza come buon alleato al proprio fianco;

- ESSERE RAZIONALE, ossia non si deve scordare che grandi risultati si possono ottenere solo sommando piccoli ed importanti passi consecutivi, la cui qualità è alla lunga più determinate che la quantità;

- ESSERE METODICO, cioè sviluppare la capacità di apprendere secondo una didattica congeniale a sé, ma che assicuri al contempo una progressione chiara e verificabile del proprio percorso;

- ESSERE AUTOIRONICO, poiché talvolta l'apprendimento è possibile solo attraverso lo scoprire se stessi in errore, ed in questo caso risulta del tutto improficuo colpevolizzarsi per i propri evidenti limiti... anzi, una buone dose di auto-ironia concede a chiunque di ripartire con slancio, utilizzando le proprie defiance come trampolini di lancio verso il miglioramento;

- ESSERE CONCRETO, visto che uno dei rischi nei quali incorrerà è proprio quello di raccontarsi scuse o storie che lo distolgono dall'aderenza al proprio percorso di crescita; il proprio miglioramento deve essere qualcosa di verificabile sul tatami, non solo manifestabile in una filosofia di ripiego, nella quale rifugiarsi per non guardare in faccia la realtà e le difficoltà che in essa si incontrano;

- ESSERE MAGNANIMO, ossia manifestare una certa nobiltà d'animo, una generosità disinteressata nel condividere con chiunque dei propri compagni le nozioni acquisite, così da divenire un moltiplicatore naturale naturale di quel senso di armonia che la disciplina reputa così importante;

- ESSERE FLESSIBILE, avere una buona propensione al cambio di forma e di prospettiva, così da crescere con solidità, ma non con rigidità... ciò implica anche essere disposti a mettere in discussione gli aspetti della disciplina che ci piacciono di più, per vedere altrove come essi vengono trattati ed affrontati;

- ESSERE PERSPICACE, ovvero sviluppare un intuito acuto e sottile che permette di vedere e percepire anche ciò che è meno esplicito; questo nella tradizione popolare può essere tradotto con "rubare il mestiere con gli occhi"... cosa che ha a che fare con l'essere percettivi di cui parlavamo prima, ma ora si tratta di una percettività voluta e mirata a non lasciarsi sfuggire nulla che potrebbe essere utile alla propri crescita nella disciplina;

- ESSERE SERIO, non serioso... cioè un individuo che ha piena coscienza dei propri doveri e dei propri compiti, che si distingue per preparazione, competenza e senso di responsabilità;

- ESSERE AFFIDABILE, in altre parole, dare prova di poter contare su di sé; questa è una qualità fondamentale che bisogna essere in grado di "barattare" con la serietà che si pretende la proprio docente e dai propri compagni di pratica; l'apprendimento è infatti uno scambio, non un esclusivo prendere a scapito di qualcuno che si impoverisce a fronte dell'aver dato;

- ESSERE COERENTE con ciò che apprende, ovvero non concedersi comode deroghe alla messa in pratica degli aspetti che ama maggiormente della disciplina che pratica;

- ESSERE AMBIZIOSO, cioè non accontentarsi di ciò che gli riesce facile o subito; è necessario sviluppare la capacità di non accontentarsi facilmente delle proprie piccole conquiste, così da mantenere una buona tensione ed ingaggio verso ciò che non si padroneggia ancora; ciò porta al kaizen, ovvero una capacità di miglioramento continua;

- ESSERE DOCILE all'insegnamento, visto che la possibilità di apprendere, crescere e migliorare è direttamente proporzionale alla disponibilità di lasciarsi plasmare, mettersi in continua discussione... mentre viene prontamente ostacolata dalla falsa impressione di essere già addivenuto ad una qualche forma di certezza, che si è tentati a credere che non debba più mutare; l'acquisizione di sicurezze fa sviluppare un'arroganza che - per quanto inconsapevole - rischia di minare anche il percorso più fruttuoso;

- ESSERE AUTENTICO, non lasciarsi cioè stereotipare da maschere che non sente proprie, a meno che esse non siano un sistema di norme che possono temporaneamente essere seguite... poiché percepite utili al proprio percorso; l'Aikido è tuttavia un percorso che avvicina il praticante alla sua essenza più vera, perciò risulta deviante da questo qualsiasi atteggiamento che obbliga a qualche forma di mancanza di autenticità nei confronti di se stessi e delle persone che camminano al nostro fianco sul tatami, Sensei compreso.

Ci fermiamo a 25, non perché le attitudini importanti di un principiante siano terminate qui... ma in quanto ci sembra sufficiente per fare insieme una piccola riflessione...

Delineando un atteggiamento che assicura profitto nell'apprendimento dell'Aikido (così come di qualsiasi altra disciplina, fra l'altro!), ci rendiamo conto che NON è per nulla facile incarnare sempre e di continuo anche solo questi 25 precetti.

Tuttavia, nel caso raro e fortuito che un principiante ce la dovesse fare in modo pieno, la cosa interessante è che questi potrebbe con ogni merito definirsi un ESPERTO!

Ovvero, che differenza passa fra un PRINCIPIANTE ed un ESPERTO?

MOLTE... oppure anche NESSUNA: nel senso che un esperto non è altro che un PRINCIPIANTE CONSAPEVOLE delle ragioni di quei precetti, che invece un novizio prende per buoni perché gli dicono che si deve fare così.

Da qui deduciamo almeno due differenti aspetti:


- che un ESPERTO è ancora un PRINCIPIANTE, che però si rende conto di essere tale... non perché non sa niente, ma perché nonostante tutto ciò che già sa, si rende conto di non sapere ancora nulla rispetto a ciò che si potrebbe sapere;

- che un PRINCIPIANTE ed un ESPERTO sono governati dalle stesse "leggi" e precetti, che però per un principiante sono ESTERNI, mentre che per un esperto sono diventati INTERNI, coscienziali... quindi parte integrante di sé.

Alla luce di ciò, buon principio al principiante, così come a tutti gli altri che lo sono almeno altrettanto, anche se forse non sono più abituati a farsi chiamare così!



lunedì 9 novembre 2020

Aikido e Podcast: nuovi modi di comunicare contenuti

Aikime è, per sua natura, sempre attento agli sviluppi che la nostra disciplina prende nel mondo del Web e della comunicazione più in generale...

... quindi oggi vi parliamo di "Aikido e Podcast": una nuova tendenza che inizia a diffondersi nella nostra community.

Innanzi tutto: che cos'è un podcast?

Si tratta di una trasmissione radio diffusa via Internet, scaricabile e archiviabile in un lettore Mp3. Il fenomeno ha già una ventina d'anni, ma solo di recente (l'ultimo decennio circa) ha assunto una portata socialmente non trascurabile.

Il principio è semplice: un video va guardato ed ascoltato... mentre un Podcast può essere SOLO ascoltato e quando uno lo desidera, quindi - ad esempio - anche quando è manualmente impegnato a fare altro.

Esso quindi può divenire la "colonna sonora" dei nostri momenti di relax o di svago (almeno mentale)... così come invece può essere usato per acquisire più informazioni su un argomento... mentre facciamo altro, facendoci quindi risparmiare tempo prezioso!

In Aikido abbiamo divulgato scrivendo, facendo video tutoria, video discorsivi... ma fino a qualche tempo fa non eravamo ancora giunti ad elaborare un contenuto esclusivamente AUDIO.

La comodità dei podcast è che essi posso essere un modo smart di utilizzare il sonoro di un video: la pubblicità lo fa da anni: si realizza un video promozionale per la TV... ma fatto in modo tale che il suo audio - scorporato - possa fungere da spot promozionale nelle radio.

Ci riferiamo quindi a questo, ma non solo: anche e soprattutto ai prodotti che nascono già per essere SOLO degli audio, che raccontano storie, spiegano le caratteristiche della disciplina, spingono a riflessioni tematiche su di essa, etc...

Nel mondo questa cosa esiste già da un po', e sono già numerosi i contributi podcast sulla nostra disciplina: eccovi a questo LINK un luogo dove trovare molti di essi. Solo che NON sono in ITALIANO!

E con l'audio la lingua è piuttosto importante: in un video possiamo provare a comprendere il senso dei movimenti anche se non capiamo il parlato... ma in un podcast ciò diventa una barriera poco superabile.

Anche in Italia però c'è qualcuno che da un po' si è lanciato in questa sperimentazione, e siamo lieti di farvi giungere la "loro voce" (è proprio il caso di dire) attraverso le nostre righe...

C'è il Maestro Fabio Ramazzin (Lombardia), del quale spesso condividiamo contenuti, che lo scorso agosto ha aperto un canale podcast su Spreaker: ecco il LINK ad esso ed ecco i titoli dei suoi contenuti audio sino ad ora pubblicati:

- Padri e Figli da tatami | #Mindset_del_Maestro [06 nov, 08:04]

- Maestri "FUFFAROLI" in AIKIDO | La truffa di corsi e seminar [22 ott, 15:56]

- Attaccati al... braccio, caro COVID [17 ott, 06:13]

- Genesi di un Uke di Aikido [08 ott, 07:44]

- In Aikido non si Boccia [21set, 08:25]

- Lezioni on-line, perché farle pagare? [15 set, 04:54]

- La coda Aikidoistica [02 set, 05:21]

- Intro! Ecco come nasce questo PODCAST [13 ago, 06:23]

C'è poi Carlo Caprino, un caro amico della Puglia, nonché storico ed affezionato lettore del nostro Blog: Carlo ha sapientemente trasformato un suo momento di fermo personale dalle attività fisiche per cavalcare l'onda e trasformare i problemi in opportunità... sperimentando anch'egli nuove forme di comunicazione delle tematiche marziali a lui care (é praticante e un'insegnante di Tai Chi Quan, Pa Sua Chang e Daito Ryu, oltre che di Aikido).

La sua raccolta podcast, che egli definisce "Pensieri, riflessioni, citazioni e commenti raccolti da un marzialista curioso" contiene al momento i seguenti contenuti:

- Presentazione podcast [01 nov, 28:01]

- Ringraziamenti - la Via [01 nov, 27:33]

- Premessa - illusione della realtà [01 nov, 18:05]

- Guerra e pace [01 nov. 42:42]

- Me myself and I [07 nov, 20:51

Vi invitiamo a prendere contatto con le loro produzioni, precisando che abbiamo citato Fabio e Carlo poiché siamo venuti a sapere di questi loro nuovi progetti, ma NON perché Aikime sia stato in alcun modo sovvenzionato o spinto a dare supporto e visibilità a questi due marzialisti a discapito di altri.

Il podcast potrà essere un nuovo efficace metodo di divulgazione delle tematiche inerenti l'Aikido?

Ce lo auguriamo, poiché crediamo che sia importante trovare nuove strade per veicolare messaggi importanti... ma al momento nessuno può saperlo con certezza: sarà il tempo a decretare il successo o l'oblio di iniziative simili.

Ovviamente ci auspichiamo che i contenuti di questo tipo aumentino e che siano sempre più i marzialisti ed i docenti inclini a mettersi in gioco e sperimentare per condividere la loro preziosa esperienza!

E chissà che questo momento di nuovo fermo delle attività non possa esserci di ispirazione anche in tal senso...

lunedì 2 novembre 2020

Aikido R.I.P.: una community che sta morendo?

L'Aikido è in profonda crisi: nel giorno della ricorrenza dei defunti... ci sembrava opportuno quindi chiederci se stia quindi MORENDO!

Pure prima del Covid non è che i corsi prosperassero, specie di nuove leve...

La nostra disciplina sembra non interessare più molto: il Krav Maga ed il BJJ hanno preso la piazza ad una disciplina che non è mai stata - più di tanto - conosciuta a livello sociale, compresa ed amata per le sue straordinarie peculiarità.

Ora il Coronavirus rischia di darci il colpo di grazia: le palestre sono nuovamente ferme, gli sport da contatto vietati (e fra essi ovviamente l'Aikido)... e con i contagi in continuo aumento, ed è più che verosimile che questo stop NON si limiti solo fino al prossimo 24 novembre.

Un nuovo lockdown, oltre che per l'economia globale, risulterebbe un vero e proprio disastro per i gestori delle discipline come la nostra... che si trovano a dovere pagare le spese di affitti, utenze, ma senza avere incassi di alcun tipo.

In più i gruppi storici ed affiatati si disfano: c'è preoccupazione nella gente, quindi - anche se nuovamente si potesse praticare a contatto - quanti si fiderebbero poi a tornare a rotolarsi insieme su un tatami, rischiando di prendersi qualcosa da portare a casa... che nel migliore delle ipotesi costringa ad assentarsi dal lavoro per settimane, o quanti rischieranno di portare da casa qualcosa ai propri compagni di pratica?

A nessuno piace fare da untore, quindi i sensi di colpa e di precauzione spingono molti ad optare per qualcosa che viene percepito come meno rischioso per sé e per gli altri.

Come finirà? Non lo sappiamo, ma è un gran facile che possa finire con un bel funerale a quanto eravamo abituati a vivere...

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Ok, basta così: quanti di voi si sono riconosciuti nelle righe precedenti?

Noi ogni giorno riceviamo messaggi, e-mail e telefonate di Aikidoka, specie insegnanti, che portano alla nostra attenzione cose analoghe a quelle scritte sopra: OGNI GIORNOmainichi [毎日]!!!

Pure più di una volta al giorno, a dire la verità...

Molti ci contattano per sapere cosa fare, come poter sopravvivere, quali siano le posizioni che ha preso la Federazione rispetto ai poco leggibili e molto interpretabili DPCM che si susseguono a ritmo serrato: noi rispondiamo pure volentieri, ma non possiamo fare a meno di notare una community spaventata dall'idea della propria morte; questo è un dato di fatto piuttosto evidente!

C'è paura, preoccupazione, vittimismo... oltre che alla normale attenzione a comprendere quale momento si stia vivendo.

Non che le cose scritte sopra non siano vere o che non si stia correndo dei rischi - sia a livello personale che comunitario - (e sia in Aikido, come in generale nella società)... solo che i praticanti di Arti Marziali, e di Aikido nello specifico dovrebbero:

- vivere il qui ed ora, con una mente, un cuore ed uno spirito presenti, liberi ed inamovibili (zanshin, mushin, fudoshin);

- imparare ad accettare la paura, e ad affrontarla, non sfuggirne;

- sapere che ogni azione che fanno potrebbe essere l'ultima della propria esistenza, quindi si dovrebbe essere più pronti alla morte rispetto ad una persona che non si allena;

- imparare ad AGIRE anziché limitarsi sotto stress a REAGIRE;

- saper accettare l'ignoto e non paralizzarsi da una situazione inedita... d'altronde quale scontro reale avviene secondo un kata preordinato e conosciuto, al quale abbiamo avuto modo di allenarci per anni?

Ma qui manco per il kakkyo (27º principio): la teoria la sanno tutti, ma poi in pratica ce la facciamo tanto sotto che nessun pannolone a mandorla riuscirebbe ed essere sufficiente contenitivo, altroché!

Esattamente come se non avessimo mai praticato: cioè sono forse gli Aikidoka i primi a non aver mai fatto Aikido?!

Non si tratta di essere sprovveduti e schiattare come idioti mentre cerchiamo di fare i supereroi - intendiamoci - ma manco vivere tutto come Superman quando siamo sul tatami e come Fantozzi nella nostra vita personale!

Passiamo quindi ad alcune considerazioni che ci sgorgano dal CUORE...

- perché molti di noi hanno scelto una disciplina grazia alla quale imparare ad essere tanto INCOERENTI?

- perché se l'Aikido Federale fa tanto "nagare" e si fa di tutto pur di non fare un percorso chiaro al suo interno... poi ci si preoccupa così tanto di interpellare le istituzioni per sapere COSA FARE? Chiedetelo ai vostri Enti/Associazioni cosa fare in tempi di Covid: non ve gusta, non vi sanno rispondere in modo esauriente?

Le istituzioni NON sono qualcosa che si può interpellare SOLO quando vi è una forma di convenienza: forse è proprio questa una delle ragioni per le quali in Italia mediamente esse funzionano malissimo; alle istituzioni è necessario chiedere almeno in proporzione a quanto ad esse si OFFRE; il resto è opportunismo, manipolazione, incoerenza e immaturità (ma in Aikido, come nella vita di ogni giorno).

- perché oltre a preoccuparsi tanto, le persone che sbattono la testa ovunque per trovare delle quadre di sopravvivenza, non si fanno promotrici di idee ed iniziative volte a far respirare un po' di ossigeno alla nostra community? PERCHÈ???

Ricordiamocele certe cose sagge che arrivano dal nostro passato...


Quindi si tratta di FARE, non perché siamo certi di trovare le soluzioni migliori e di metterle in atto... quanto perché se nessuno prova a trovarne qualcuna sarebbe idiota credere che esse scendano dal cielo per magia.




Vi portiamo il nostro esempio, non per farci pubblicità o perché ci consideriamo "bravi" - sia chiaro -, ma solo perché è quello che conosciamo meglio ed in modo diretto... perché è il NOSTRO tentativo di trovare una quarta in questi tempi ostici; il nostro è un Dojo nel quale IN TEMPI ORDINARI è possibile fare Aikido ogni giorno, con lezioni dedicate a bambini, ragazzi ed adulti.

Ora esaminiamo insieme come è cambiato il nostro programma settimanale in questi tempi di DPCM...

LUNEDÌ
7:30 - 8:30 buki waza al parco, esercizi singoli di Aiki ken ed Aiki jo
8:30 - 9:30 colazione insieme 

MARTEDÌ
17:00 - 18:00 Aikido kids, in diretta con il Sensei dal ns. Dojo, tramite Zoom
18:00 - 19:00 Aikido ragazzi, in diretta con il Sensei dal ns. Dojo, tramite Zoom
20:00 - 22:00 condivisione di Aiki-esperienze, tramite Zoom da casa propria *

MERCOLEDÌ
21:00-22:30 meditazione, tramite Zoom da casa propria

GIOVEDÌ
17:00 - 18:00 Aikido kids, in diretta con il Sensei dal ns. Dojo, tramite Zoom
18:00 - 19:00 Aikido ragazzi, in diretta con il Sensei dal ns. Dojo, tramite Zoom
20:00 - 22:00 Aikido adulti, tai jutsu, tramite Zoom da casa propria

VENERDÌ
7:30 - 8:30 buki waza al parco, esercizi singoli di Aiki ken ed Aiki jo
8:30 - 9:30 colazione insieme 

SABATO
10:00 - 12:00 buki waza al parco, esercizi singoli di Aiki ken ed Aiki jo

* si tratta di call nelle quali trattiamo argomenti inerenti la pratica, la storia e la filosofia della disciplina, nelle quali ci raccontiamo cos'è per noi l'Aikido e cos'è per alcuni insegnanti ospiti che intervistiamo (al momento abbiamo già amabilmente conversato con Patrick Cassidy, 6º dan Aikikai, Evolutionary Aikido Community; Federico Planeta, professionista esperto in sicurezza personale; Fabio Ramazzin, 5º dan FIJLKAM, Wa no Michi Italia; Davide Barchi, insegnante di Yoga ed Aikido presso ConTatto; Angelo Armano, 6º dan Aikikai, Banner Aikido; Max Gandossi, insegnante di Yoga e  5º dan Aikido Tendo Ryu Italia... ed altri docenti, provenienti da scuole ed esperienze molto differenti fra loro).

Si tratta di una settimana che propone attività 6 giorni su 7 e che mediamente conta:

- 2 ore per l'Aikido bambini;

- 2 ore per l'Aikido ragazzi;

- quasi 10 ore per l'Aikido adulti, con 3 lezioni in presenza al parco e 3 on-line.

Ora... Sta funzionando? SI... ogni settimana una trentina di persone partecipano a queste attività, evitando così di mettere in soffitta il proprio Aikido.

Ci soddisfa questa la quadra che abbiamo trovato?

Si e no: SI perché ci permette di continuare a vederci e crescere insieme, NO perché se potessimo scegliere preferiremmo vederci crescere insieme al Dojo, così come abbiamo sempre fatto negli anni passati.

Però questo è un momento nel quale non ci è concesso questo lusso... ma ci è dato di scegliere se vittimizzarci, deprimerci ed attendere che il nostro precedente lavoro vada allo sfascio... o fare al meglio QUELLO CHE POSSIAMO FARE, ben consapevoli che, quando O' Sensei era intento creare la disciplina, difficilmente lo avrà fatto pensando un suo futuro su Zoom!


E se il DPCM che esce questa sera dovesse vietare la pratica nei parchi?

Se dovesse imporre un coprifuoco che limita chiunque in casa propria?

Se non dovesse essere più possibile trovarsi in presenza per un bel po'?

Beh, ci dispiaceremmo sicuramente... ma dopodiché trasferiremmo TUTTE le attività on-line, e per quanto sarebbe scomodo, continueremmo la nostra pratica, perché la pratica NON può essere arrestata da niente: la pratica è appunto COME si affronta ciò che si vive!

Le difficoltà sono spesso lo spartiacque fra chi cerca SCUSE e chi cerca SOLUZIONI ai problemi che si incontrano: la ricetta vincente e preconfezionata non ce l'ha nessuno, lo ripetiamo, ma di solito chi si abbatte di fronte ad essi ha caratteristiche ricorrenti piuttosto determinate:

- è in grado solo di ripetere solo ciò che è già stato fatto in passato;

- vede ogni innovazione rispetto ad esso come un problema che infangherà irrimediabilmente la disciplina;

- attende che qualcuno gli dica cosa deve fare;

- non è inserito in una rete di confronto e scambio "alla pari", ma è parte solo di sistemi piramidali; se ne è alla cima, cerca di non mutarne la struttura, se è altrove pensa di non avere la forza per farla cambiare;

- ha una visione molto ristretta, sovente solo tecnica, della disciplina che pratica (e insegna).;

- protesta, si lagna, si deprime... ma non propone nulla di costruttivo.

Beh... se grazie al Covid questo genere di praticante/insegnante è in forte crisi e teme che il suo gruppo si disfi.... non c'è forse da dispiacersi troppo se dovesse avere ragione: l'Aikido NON ha proprio più bisogno di simili impaccianti zavorre.


Proviamo quindi adesso a rispondere alla domanda del titolo  del post:  la community dell'Aikido sta morendo?

Forse si, ma solo in parte: solo quella che ormai aveva fatto il suo tempo, il resto sopravvive invece, se non addirittura prospera.


C'è infatti chi rammenta che "Se non puoi fare ciò che ami (cosa che adesso è parecchio probabile), puoi almeno AMARE ciò che fai"... predisposizione che può far avere dannatamente successo anche alle iniziative meno geniali, poiché innondate di passione e prive di qualsiasi aspettativa.

C'è infatti chi FA per avere un risultato tangibile in cambio, e chi FA per manifestare la propria essenza: beh, costoro nascono e muoiono un po' ogni giorno... quindi non si possono spaventare più di tanto dai tempi complicati che stiamo tutti vivendo.





lunedì 26 ottobre 2020

Aikido e QUIZ: promossi, rimandati o bocciati?

Un paio di settimane fa vi abbiamo proposto un paio di semplici QUIZ sull'Aikido, uno per gli allievi ed uno per gli insegnanti.

La vostra partecipazione è stata molto importante, ed ora abbiamo oltre 130 risposte sulle quali commentare i risultati e comprendere in quale aree gli Aikidoka sono più preparati... e quali quelle in cui fanno ancora un po' cilecca.


ALLIEVO AIKIDO 10 E LODE

La media generale di chi ha risposto alle domande è DISCRETA, ovvero ha raggiunto un punteggio medio di 7,2/10: gli allievi sono PROMOSSI!!!


Le domande che hanno creato più difficoltà sono state ben individuate e circoscritte: ecco i dati relativi ad ognuna di esse...


Andiamo ad esaminarle una ad una.

1 - Quando è nato il termine "Aikido"?

98% di risposte corrette: ottimo, bravi praticamente tutti!

2 - Come si chiama il Fondatore dell'Aikido?

Qui il 70% ha risposto correttamente "Morihei Ueshiba", ma ben il 30% si è lasciato ingannare da "O' Sensei, Morirei Ueshiba"... intendevamo testare la vostra attenzione ai particolari e quell'errore nel nome (MoriRei anziché MoriHei) è stato voluto a questo scopo; indicativo constatare come 3 allievi su 10 si siano lasciati ingannare... I particolari in Aikido sono importanti!

3 - Quante armi si studiano tradizionalmente in Aikido?

Qui incomincia cascarci l'asino! Solo il 25% degli intervistati ha risposto correttamente "due, il ken ed il jo"... invece ben il 75% si è nuovamente lasciato infinocchiare da come la domanda era stata posta, rispondendo "tre, la spada il bastone ed il pugnale".

In Aikido le armi tradizionali che hanno uno studio consolidato sono SOLO 2, tant'è che sono le generatrici dell'Aiki-ken e dell'Aiki-jo... due ambiti tecnici vastissimi da studiare e conoscere, ma le armi che si possono utilizzare sono ben di più: c'è il tanken (pugnale), il juken (baionetta), lo yari (lancia), la naginata (l'alabarda), il tessen (ventaglio da guerra), etc.

Tutte queste pero, nonostante abbiano avuto un ruolo nello studio del Fondatore NON sono state da esso include nel trittico Tai jutsu - Aiki ken - Aiki jo che costituisce il core tecnico e spirituale lasciatoci da Morihei Ueshiba.

4 - Dove risiedette il Fondatore negli ultimi 27 anni della sua vita?

Il 98% ha risposto correttamente "ad Iwama, un paesino di provincia nella prefettura di Ibaraki". Bravissimi!

5 - Cosa contraddistingue l'Aikido dalle altre discipline marziali?

Questa era più complicata, poiché ogni risposta poteva sembrare verosimile; infatti ben il 27% ha detto: "insegna come integrare corpo e mente"... questo è VERO, ma anche gli altri sistemi marziali sono stati pensati per fare cosa analoga.

La risposta corretta (data dal 73% dei partecipanti) era "propone una modalità proficua ed evolutiva di vivere il conflitto": in questo l'Aikido è unico nel suo genere, poiché gli altri sistemi marziali propongono come superare il conflitto, senza tenere in gran conto dell'evoluzione personale di chi lo vive (specie dell'attaccante, che infatti è consentito ferire - sia a livello fisico, che psicologico - o addirittura uccidere).

6 - Scegli la prospettiva che ti pare più sensata:

A - l'Aikido insegna vincere su noi stessi, insieme al nostro partner (57,5%);

B - l'Aikido consente di imparare a vincere contro un attacco armato o a mani nude, da parte di uno o più avversari contemporanei (7,5%);

C - l'Aikido insegna la pace universale (35%).

La risposta corretta era la A; la B è la classica definizione di Aikido che si legge su Wikipedia, non falsa, ma sicuramente superficiale e/o incompleta; la C invece (attenzione, ben il 35% dei partecipanti ha risposto così!) è una sorta di deriva new-age della nostra disciplina, non dal messaggio brutto - intendiamoci -, ma un tantino filosofeggiante e stop, mentre l'Aikido METTE IN PRATICA la filosofia.

7 - Qual è la cosa più importante per avere successo nella pratica?

"passione e perseveranza" era la risposta corretta, fortunatamente scelta da ben il 75% degli intervistati. Il 25%, che invece ha scelto "trovare un buon Insegnante ed un buon Dojo nel quale allenarsi" non ha completamente torto, tuttavia questa è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Molte persone, infatti, hanno successo nella pratica proprio perché NON hanno trovato subito un buon lido per la loro pratica... ma la loro passione e perseveranza ha permesso loro di non fermarsi li, ed hanno avuto il coraggio di proseguire nella loro ricerca.

8 - Segnala il campo nel quale sono presenti SOLO tecniche di proiezione

A - koshinage, kaitennage, kokyunage, sumiotoshi, iriminage

B - ikkyo, nikyo, sankyo, yonkyo, udegarami

C - kotegaeshi, shihonage, jujinage, sumiotoshi, udegarami

La risposta corretta era A, data dal 90% dei partecipanti: ottimo risultato!

La C poteva trarre in inganno (7,5%) perché conteneva tutte tecniche di proiezione TRANNE "udegarami", che è una tecnica di controllo a terra.

9 - quali sono le traduzioni migliore dei termini "soto" e "uchi"?

"interno ed esterno" era la risposta corretta, fornita dall'85% degli intervistati; il 15% degli stessi qui ha mostrato di non avere molto chiaro il significato di alcuni termini giapponesi sovente utilizzati sul tatami.

10 - Qual è il kuden (detto) più famoso del Fondatore?

"La Via inizia con il dare e prosegue
 nello stare insieme per crescere e progredire" (42,5%) è veramente FIKO, condivisibile e corretto... peccato che fosse una frase di Jigoro Kano, Fondatore del Judo!

La risposta corretta "masakatsu agatsu, katsuayabi" è stata data "solo" dal 52,5% dei partecipanti... segno che forse c'è ancora molto da studiare...


INSEGNANTE AIKIDO 10 E LODE

Veniamo ora alle risposte degli "addetti ai lavori", o perlomeno di quelli che si reputano tali...

Il punteggio medio è stato 6,9/10... discreto, ma inferiore a quello relativo ai semplici allievi: da un gruppo di praticanti esperti ci si sarebbe aspettato perlomeno il contrario!

Promossi quindi anche loro, ma con alcune tirate di orecchie...



Ecco le domande che hanno creato più difficoltà ed i dati relativi a ciascuna di esse...


Anche in questo caso, andiamo ad esaminarle una alla volta.

1 - Nell'ordinamento italiano l'Aikido è considerato?

"una disciplina sportiva" è la risposta corretta, colta dall'82,5% dei partecipanti; "un'arte marziale giapponese" (15%) è una risposta semanticamente giusta, ma NON in riferimento all'ordinamento italiano, tanto meno "una disciplina culturale" (2,5%). Sapere rispondere correttamente a questa domanda è un must per un docente di Aikido che vuole ritenersi tale... quindi già qui vediamo che un buon 17,5% dei nostri partecipanti ha le idee parecchio confuse sulla loro stessa posizione: ciò non crediamo sia il massimo, francamente.

2 - Per insegnare Aikido in Italia è necessario...

A - una qualifica d'insegnamento (82,5%)

B - un grado dan superiore al 2º (2,5%)

C - essere iscritto ad un Ente di Promozione Sportiva (15%)

La risposta corretta è la A; la B può essere corretta dal punto di vista della maturità tecnica, ma non mette in regola con il nostro ordinamento sportivo; la C è imbarazzante, perché mostra come ci sia ancora chi credevi poter barattare una qualifica con l'iscrizione ad un Ente... quindi anche qui rileviamo il 17,5% di prima che ha le idee molto confuse sulla propria posizione di docente.

3 - Quanti Enti utilizzano il protocollo SNaQ per la certificazione delle proprie qualifiche?

La risposta corretta era "Fijlkam, ASC, Libertas, ASI, CSEN, OPES" (82,5%)

"tutte le Federazioni e gli Enti di Promozione Sportiva" (12,5%) è quello che molti EPS vorrebbero far credere, ma non è veritiero.

"Aikikai d'Italia, AIADA, TAAI, Shumeikai, Ki no Kenkyukai" (2%) è una risposta insensata, in quanto si tratta di Associazioni e non di EPS o della Federazione.

Nuovamente il 17,5% degli intervistati sarebbe meglio che prima di insegnare si informasse sulle caratteristiche del proprio ruolo.

4 - Le qualifiche di insegnamento in Aikido...

A - vengono ottenute contestualmente all'acquisizione dei gradi dan (2,5%);

B - vengono ottenute mediante la frequenza a corsi specifici (97,5%);

C - hanno un costo che va pagato contestualmente all'acquisizione dei gradi dan.

La risposta corretta è la B e per fortuna ora ci siamo con le percentuali (97,5%)! Ottimo.

Preoccupa quella rimanenza del 2,5% che se va male oggi insegna ignaro del fatto che non abbia le carte in regola per farlo.

5 - Che differenza c'è fra "irimi" ed "hirai"

"il primo è "entrare", il secondo è "aprire/lasciare passare" è la risposta corretta, data dal 67,5% dei partecipanti: discreto di per sé, ma preoccupante che il 25% abbia risposto "il primo è il principio di entrata del corpo, il secondo quello di cedevolezza" e che il 7,5% invece abbia optato per "l'uno si riferisce ad iriminage, l'altro non esiste"...

Stiamo parlando di DOCENTI, non di neofiti: come fa quindi il 32,5% di loro a spiegare a lezione principi dei quali ha capito poco o nulla?

6 - Quanti kata di jo differenti ha perfezionato il Fondatore nei suoi anni di pratica?

Qui ci casca veramente l'Aiki-asino!

Ben il 72,5% dei partecipanti ha risposto "non ci sono notizie certe a riguardo", ma questo è FALSO!

Le notizie certe ci sono eccome... solo che bisogna studiare: Morihei Ueshiba ha studiato un numero indescrivibile di forme di jo, ma ne ha consolidate SOLAMENTE 2:

- 31 no jo kata

- 13 no jo kata

Quindi la risposta corretta era "2", e SOLO il 25% dei partecipanti ha saputo rispondere!

Questi kata sono mutati diverse volte negli anni, tanto che 13 no jo kata è un lavoro INCOMPIUTO, ovvero che probabilmente voleva essere ulteriormente sviluppato dal Fondatore, tuttavia entrambi i kata sono "kaiso jikiden", ovvero "trasmessi in modo personale" secondo la tradizione, fra maestro ed allievo (Morihei Ueshiba - Morihiro Saito). Un vero peccato che il 72,5% dei docenti non lo sappia!

Per coloro che vorrebbero contare anche 6 no jo kata nel novero del lavoro originale del Fondatore, diciamo che hanno ragione... ma che esso costituisce 31 no jo kata, dal movimento 13 al 18, e per questa ragione abbiamo detti "2" e non "3".

7 - Cosa si intende per "buki waza"?

Il 92,5% dei partecipanti ha risposto correttamente "le tecniche di armi dell'Aikido"; molto bene!

Il 7,5% ha invece detto "le tecniche di disarmo dell'Aikido (spada, bastone, pugnale)", che è anche la direzione (la deriva?) intrapresa dall'Aikikai Honbu Dojo di Tokyo... che ha epurato circa il 66% del bagaglio tecnico della nostra disciplina, limitandosi al solo tai jutsu.

Non stupiamoci quindi se alla domanda precedente si è manifestata tanta impreparazione.

8 - Cos'è l'Aiki Enn?

Accipicchia, altro scivolone degli insegnanti!

 

Il 50% ha risposto correttamente "la fattoria dove viveva il Fondatore", ma il restante 50% ha optato per "Il livello di consapevolezza massimo dell'Aiki" che è un vero e proprio NONSENSO!

È grave questa cosa, perché mostra come docenti non conoscano bene la storia della disciplina che insegnano... e perché trovano normale tirare i dadi sulle risposte che non conoscono... facendo magre figure fra l'altro.

9 - Trova il DOKA nascosto

A - lo shihonage è il fondamento dell'Aikido. Tutto ciò di cui hai bisogno di padroneggiare è lo shihonage (7,5%);

B - per iriminage 3 anni, per ikkyo tutta la vita (47,5%);

C - sembra l’Aikido un Cammino sì arduo da comprendere, ma è piano e naturale come Cielo che scorre (45%).

SOLO il 45% è stato in grado di individuare la risposta corretta (C); ben il 47,5% ha mostrato di non conoscere la differenza fra doka (canti del cammino) e kuden (insegnamenti verbali): "per iriminage 3 anni, per ikkyo tutta la vita " è una massima del Fondatore, ma è un kuden, non un doka; per il 7,5% che ha risposto A ci chiediamo come curino la propria preparazione culturale.

10 - Come si chiamava il padre di O' Sensei?

"Yoroku Ueshiba" è la risposta corretta, fornita dal 60% degli intervistati; il rimanente 40% non ha saputo fare centro.


LE NOSTRE IMPRESSIONI

Da questo esperimento anonimo emerge una preparazione di base spesso all'altezza della situazione, anche se non sempre eccellente... ma che mostra di essere in media più buona negli allievi che nei loro insegnanti. Questo è bizzarro, e forse anche un po' deludente, non trovate?

Gli insegnanti sono coloro che hanno più responsabilità: come sperare che l'Aikido abbia un futuro roseo se può essere in mano a persone non sempre ben preparate?

Esistono aree culturali più consolidate ed altre più problematiche: fra queste ultime la storia dell'Aikido, la sua terminologia giapponese e ciò che riguarda l'utilizzo delle armi.

Sembra inoltre essere ancora presente una percentuale non trattabile di docenti che è rimasta ferma ai regolamenti di 40 anni fa, altra componente un po' triste se ci pensiamo.

Nulla però che non sia aggiustabile con una umile dose di studio da parte di coloro che dovrebbero essere gli esempi viventi per i loro allievi dell'importanza di uno studio umile e continuo!

SurveyMonkey si è rivelato un buon partner per questo tipo di QUIZ/indagine... e ci viene voglia in futuro di proporvene una molto meglio approfondita e strutturata: questa prima iniziativa è stata fatta con l'account "free" che di fatto inabilita molte funzioni statistiche (e limita, ad esempio, a sole 10 domante per indagine).

Vedremo, intanto vogliamo però ringraziare tutti coloro che ci si sono MESSI IN GIOCO e ci hanno aiutato ad avere uno spaccato attuale del nostro settore.

Lasceremo le schede di entrambi i QUIZ aperte, così sarà ancora possibile per chiunque testare le proprie capacità (possibilmente senza aiutarsi con questo post che contiene le risposte corrette!)... sperando quindi che altri possano divertircisi.