lunedì 1 giugno 2020

Massimo Aviotti: addio ad un Aikidoka d'eccezione

Ciao Massimo,

ho scritto e riscritto molte volte il nome di questo Post ed il testo che segue... dandomi il tempo perché ne risultasse qualcosa che specchi in modo autentico il mio proposito, ma è stato veramente complicato.

In questi anni mi avevi abituato a cose piuttosto plateali... ma sei riuscito a sorprendermi per l'ennesima volta, purtroppo.

Non è un mistero che io e te non siamo andati molto d'accordo per quanto concerne l'Aikido e le modalità di vivere questa disciplina, ma non sei mai stato per me una persona indifferente, anzi: per anni ci siamo frequentati con una certa regolarità ed ho imparato molto da quella esperienza.

Ci siamo conosciuti nel lontano 2004 ad Anzio, durante uno stage tenuto da Gaku Honma Sensei, nel quale lavorammo per quasi 3 giorni sempre insieme; io al tempo non sapevo chi tu fossi: arrivavi da un momento nel quale il tuo Aikido era stato in pausa per questioni di carattere personale... quindi ignoravo il notevole pedigree del mio compagno di pratica.

Ci rivedemmo quindi per anni ed anni in Federazione: tu eri il Senpai, io il Kohai che ti ha seguito in trasferte anche piuttosto lunghe alla volta di qualche seminar.
All'inizio si creò subito un'alchimia particolare e la fiducia e la stima credo fossero autentiche e reciproche.

Poi accadde che l'ambiente che condividevamo - la Federazione - entrò in forte crisi alla morte del Mº De Compadri: io ed altri insegnati ti chiedemmo di guidarci, in quello che avrebbe potuto diventare il prosieguo naturale dell'opera di Fausto Sensei.

Tu - ormai nella Commissione Tecnica Nazionale - iniziasti a diventare particolarmente schivo rispetto a questa richiesta, rimandando le 1000 difficoltà ed ostacoli che ti impedivano di procedere: li qualcosa fra noi si guastò. Siamo all'incirca nella seconda metà del 2011.

Ricordo però come fosse oggi quella telefonata di Fausto Sensei che, poco prima di lasciarci, in merito a te mi fece una richiesta piuttosto specifica: "Se puoi, stagli vicino: è una brava persona, ma è anche una testa matta!".
Da allora ho potuto rendermi conto sulla mia pelle quanto purtroppo avesse ragione...

Tu sei stato un tecnico dall'esperienza veramente invidiabile, nonostante la tua relativamente giovane età. Forse fra le persone con più esperienza che io abbia mai incontrato su un tatami.

Per chi non ti avesse conosciuto, possiamo dire questo...

Iniziasti la pratica nel 1970 (io non ero ancora nemmeno nato!) ad Alessandria, con Pino Gramendola Sensei, allievo del M° Kawamukai. Ottenesti il 1° dan, nel 1975,  il 2° dan nel 1977, il 3° dan nel 1980 con la FIK.TE.DA e, nel 1984, il 4° dan con la L.I.A. esaminato sempre dal M° Kawamukai,  coadiuvato in alcune occasioni dai maestri Filippini e Masetti.

Nel 1985, iniziasti a praticare lo stile di Iwama, prima con Tomita Sensei e poi - dal 1996 - con Paolo Corallini.

Dal 2007 sei diventato 6° dan FIJLKAM e quindi anche membro della Commissione Nazionale (fino al 2017). Hai avuto la possibilità di praticare con i più grandi maestri che vi erano in circolazione (Saito, Tohei, Hikitsuchi, Kobayashi, Tamura, Noro, Chiba...) e spesso ci raccontavi parte della tua enorme esperienza nelle occasione di convivialità a latere dei keiko.

Avevi da poco festeggiato i tuoi 50 anni di pratica dell'Aikido...

Oltre che tecnicamente molto competente, eri anche una persona estremamente simpatica: mi ricordo un'infinità di barzellette sconce che ci ci facevano letteralmente scompisciare dalle risate.

Avevi un approccio non convenzionale alla pratica, privo di fronzoli... che non poteva non conquistare: siamo stati in tanti ad apprezzare i tuoi apporti al proprio Aikido, questo è innegabile.

Avevi però anche un caratteraccio non da poco: ti chiudevi a riccio alcune volte, e comunicare diventava praticamente impossibile... poi c'era la posizione, tu eri il Senpai... noi i Kohai, punto. Quindi tutti zitti!.

La mia fortuna è stata forse di avere una formazione anche indipendente dall'Aikido, che mi ha fatto comprendere presto che più di qualcosa non andava... e che a fianco dell'ottima tecnica, ci dovevano essere problematiche personali ed interpersonali che probabilmente non ti permettevano di comportarti diversamente.

Qualcosa che non andava giudicato, ma del quale prendere atto nel tentativo di comprendere cosa ti spingesse a comportarti in modo talvolta così ruvido e spigoloso.

Molti pensano che io fossi (o addirittura sia) arrabbiato con te o che ci odiassimo, ma si sbagliano di grosso... o semplicemente giudicano senza troppa cognizione di causa.
Forse ce la siamo presa, fino a quando non abbiamo accettato che le nostre vedute erano diverse, forse pure inconciliabili... e che entrambi avevamo il diritto di pensarla in modo differente.

Dopodiché il nostro rapporto è stato molto franco e ci siamo detti in faccia ciò che era il caso di dirci (almeno io con  te sono certo di averlo fatto), anche quando non è stato facile; quindi ora si procedeva in direzioni differenti, ma senza forme di rancore (da parte mia almeno lo posso garantire).

Il problema è sorto maggiormente quando sono stato incaricato - prima nella regione nella quale abitavamo entrambi... poi su tutto il territorio nazionale - di coordinare il movimento dell'Aikido federale: li non c'era tanto la posizione "Rubatto" che cozzava con quella del Maestro "Aviotti"... ma la visione di un intero Comitato o della Commissione Tecnica Nazionale che non riusciva a collimare con la tua... e purtroppo mio è stato il compito e l'onere di provare a discuterne con te, devo dire con risultati molto scarsi. Ed in questo "fallimento" la responsabilità non credo stia mai da una parte sola, quindi sono certo che pure io avrei potuto fare meglio...

Hai sempre voluto fare a modo tuo (e ciò è apprezzabile da me, te lo assicuro)... ma compiendo anche gesti notevolmente in contrasto con quella che per me era ed è un'etica sostenibile, ma pazienza... non è questo il luogo, né il tempo di dare spazio a ciò.

Il brutto (per me) è stato quando ho dovuto - per ruolo - riprendere quello che per me era stato un insegnante importante, ma che agiva in senso opposto a quanto le direttive federali: questo l'ho patito molto... ed avrei desiderato che qualcun altro potesse prendere il mio posto, ma così non è stato purtroppo.

Ti sei forse visto chiudere le porte in faccia a cose alle quali probabilmente tenevi, ma conosco i motivi di quei NO, e so quanto non fossero scaramucce egoiche fra te e la nuova CTN... ma quanto dietro ci fosse un lavoro attento, volto a COSTRUIRE relazioni... proprio come non si era riusciti a fare negli anni nei quali sarebbe toccato anche a te pensarci in modo attivo.

Sei stato - credo - l'unico Aikidoka italiano che sia mai riuscito a farsi condannare da un Tribunale Sportivo Federale a 3 mesi di sospensione delle attività: questo lo hanno decretato alcuni giudici ed avvocati... si vede che proprio sto stinco di santo non lo dovevi essere!

Noi non eravamo li per farti soffrire, mi sento di parlare anche per i miei colleghi dell'attuale CTN.
Ma certi tuoi atteggiamenti non era proprio possibile avvallarli, e chi ti ha conosciuto caratterialmente sa bene di cosa parlo.

Ma evidentemente le tue sofferenze non derivavano solo da noi: doveva essere qualcosa di più serio, interno e profondo.

Passavi periodicamente a disclaimer pubblici sulla tua volontà di mollare tutto con l'Aikido e con questo mondo "disgraziato", a finire inevitabilmente a contraddirti facendoti fotografare su qualche tatami: lo hai fatto così tante volte, che ormai nessuno più ti prendeva seriamente... ed alcuni ne approfittavano addirittura per prenderti in giro per queste esternazioni.

Io conservo di te il bel ricordo di una enorme esperienza ed anche di una certa forma di rispetto e delicatezza nei mie confronti quando ero il tuo uke... cosa che a quanto pare non possono dire proprio tutti quelli ai quali hai fatto "sentire un po' il nervo"!

Sei stato per me un Senpai, non un Maestro, anche perché io un Maestro ce lo avevo già... ma non dico questo per sminuire la tua figura: molti ti hanno riconosciuto come Maestro, e questo significa che per alcuni lo sei sicuramente stato.


Il mondo dell'Aikido ha pianto la tua scomparsa improvvisa, segno che la tua presenza ed il tuo operato hanno segnato positivamente molte persone.

Eri una persona apparentemente determinata ed autorevole, dal carattere dichiaratamente burbero... ma dovevi essere anche una persona molto sensibile e pure fragile, così come forse siamo un po' tutti.

La tua scomparsa mi ha fatto interrogare su quanto io stesso porti avanti l'attività marziale talvolta con la volontà determinata di conoscermi meglio, altre volte come la scusa per mettere una maschera alla mie paure più profonde.
Anche io, probabilmente come te e come chiunque,  metto talvolta una maschera sulle mie fragilità, atteggiandomi come se non ne avessi... credo che sia una componente abbastanza umana.

Allora mi sono chiesto come essere certo che questa fragilità possa essere presa in carico e non nascosta, dando peso e valore alla ricerca di equilibrio personale... oltre ad investire nel "kazzuto ki suda" (una frase che dicevi sempre tu!).

Mi mancherai caro Massimo, io continuavo ad incontrarti volentieri, anche solo per un auguro telefonico di buon Natale o di buon compleanno: non abbiamo mai mancato di farceli gli auguri... l'ultima volta me li hai fatti tu proprio il mese scorso!

Mi auguro di avere l'occasione ri-incontrarti in qualche spazio ed in qualche tempo, per potere continuare a tessere quella relazione che non ci era riuscita del tutto bene in questa vota... ma neanche del tutto male.

"Se vuoi sapere come è fato veramente qualcuno... litigaci!"... ecco noi ci siamo quindi conosciuti in modo tutt'altro che superficiale: magari in una prossima occasione potremo iniziare a costruire qualcosa di importante insieme.

Voglio ricordarti mentre guidavi in una delle tante trasferte nelle quali io ero seduto nel sedile del passeggero (quando ero uno studente squattrinato... tu per farmi risparmiare 2 soldi mi scorrazzavi in giro per l'Italia gratis), mentre un tizio in bicicletta ti attraversa la strada all'improvviso...

Tu ti fermi, tiri giù il finestrino e gli urli: "Ti... guarda che se studi da morto, a momenti ti stavo per diplomare"!

Grazie di tutto, riposa in pace.


Marco Rubatto



PS: come giustamente dice Claudio Regoli Sensei, che ti ha conosciuto fin dagli anni '70... "in pace mai, si annoierebbe!"

lunedì 25 maggio 2020

Parko giuda... che bello il buki waza!!!

Non è un mistero come tutte le nostre attività siano state messe in crisi dal Covid-19, però siamo finalmente giunti ad uno spiraglio di riapertura, che in quasi tutte le regioni è fissato per oggi, il 25 maggio.

Solo che ora ci sono le difficoltà di adeguamento sia delle discipline e delle loro attività alle linee guida della Federazione o degli Enti di Promozione, sia i costi di adeguamento dei locali nei quali queste attività si svolgono.

Chi, come noi, gestisce una sede privata qualche soldino lo deve spendere se vuole tornare a calcare il  proprio tatami: quindi perché non andiamo tutti all'aperto (ora il clima lo permette) ed iniziare la a riprendere timidamente le lezioni?




Certo la spiaggia, il parco sono e saranno un'ottima soluzione per molte Società Sportive... ma oggi ci interessiamo ad un'altra interessante dinamiche del mondo dell'Aikido che sta ora emergendo per la prima volta...

Che cosa andare a fare all'aperto (o al Dojo) se non possiamo toccarci e dobbiamo rimanere ad una certa distanza?

In Aikido esiste il buki waza, il cui programma tecnico è almeno pari a quello di tai jutsu (tecniche a mani nude), se non addirittura più ampio... ma sono rarissime le Scuole che lo studiano con regolarità e profondità: la maggioranza degli Aikidoka percepisce il lavoro con le armi come qualcosa di marginale e collaterale rispetto alla propria pratica...

Esistono didattiche nelle quali le armi vengono introdotte quando sei già quasi una cintura nera, mentre prima le armi nemmeno uno le sfiora con un dito: ora a fare buki waza però ci devono andare tutti se non desiderano rimanere fermi!





Chi mischia qualche estrazione dello Iaido o qualche kata di Jodo ha sicuramente degli esercizi da proporre ai propri allievi: ma per quanto si può durare?

Un paio di lezioni? Di settimane? Di mesi?

Una delle cose stranissime che ci siamo già trovati a vivere in passato è trascorrere quasi un'intero anno SENZA un tatami sul quale cadere (la cosa fu dovuta ad un'alluvione che lo rovinò irrimediabilmente, nel 1997 se non andiamo errati)... e nel quale abbiamo praticato ESCLUSIVAMENTE buki waza.

Stranamente... fu una figata!

Da allora, scegliemmo di fare almeno un paio di ore al parco alla settimana (di sabato) per approfondire l'utilizzo delle armi (Aiki ken ed Aiki jo)... che sono interamente parte integrante del curriculum tecnico dell'Aikido, senza andare ad attingere ad altre discipline nipponiche (dignitosissime di loro, ma che non centrano un fico secco con la nostra).




Beh, signori: è la prima volta che emerge così chiaramente come lasciare indietro questo enorme bagaglio tradizionale creerà del problemi non da poco a molti gruppi!

L'Aikikai Honbu Dojo ha praticamente eradicato questo curriculum tecnico dalla sua pratica... e così hanno fatto molte delle Scuole che ne fanno capo.

Forse il Coronavirus ci farà quindi un altro importantissimo favore: darà l'occasione a tutti quei docenti NON formati nel buki waza di comprendere l'importanza di colmare le proprie lacune... ricordando che un insegnante può dare ai propri allievi solo ciò che lui stesso conosce.

In Aikido sembra finalmente giunto il momento di fare SINTESI, e quindi essere docenti a tutto tondo... o fare altro nella vita.

Forse a breve in molti incominceranno ad esclamare con forza: "Parko giuda... che bello il buki waza!!!".







lunedì 18 maggio 2020

Aikido ed il potere di una visione

"I cieli e la terra hanno raggiunto una relativa stabilità nella loro evoluzione, mentre gli esseri umani sembrano essere in un perenne stato confusionale. Prima di tutto dobbiamo affrontare questa dinamica. La realizzazione di questa missione è un passo avanti per l'intera umanità".

[Morihei Ueshiba]

È paradossale: si parla di pace ed armonia... ma lo si fa in una disciplina che nasce dal conflitto.

La pace come concetto compra e piace più o meno a tutti, e così dicasi per l'armonia; il conflitto, la violenza e il pericolo di morte accade già di meno!

Noi ci lamentiamo per tutti i casini che ancora incontriamo, e che incontriamo pure nella pratica dell'Aikido stesso: problemi di realizzazione delle tecniche, di tesseramento, burocrazia, politica... problemi con il proprio Sensei, con i propri allievi, con i compagni di pratica... con il Dojo, con chi non ci ha ricordato di mettere il keikogi in lavatrice...

Problemi su problemi... conflitti su conflitti.

Poi ora arriva pure il Covid-19 a peggiorare le cose: come se non fosse bastato il tran-tran quotidiano nel quale eravamo immersi!

"Il fallimento è la chiave per il successo: ogni errore ci insegna qualcosa”.

[Morihei Ueshiba]

Già quest'ultima affermazione del Fondatore ci da conforto... si, perché a sbagliare si sbaglia parecchio!
Quindi dovrebbe esserci altrettanta occasione di imparare qualcosa di utile, se O' Sensei avesse ragione.

Prima buona notizia: ce l'ha!
E non perché ci fidiamo ciecamente delle sue parole, ma in quanto lo abbiamo sperimentato più e più volte sulla stessa nostra pelle: le situazioni più complicate sono quelle che offrono le possibilità più grandi di evoluzione, se cavalcate nel modo più consono e coerente!

Quindi SMETTIAMO DI LAMENTARCI... per primo; per secondo iniziamo a capire cosa possiamo farcene di positivo di ciò che viviamo.

La lamentela è una qualità molto diffusa in Italia: si parla molto di ciò che non funziona... e ci sta pure perché molte cose potrebbero andare meglio di come fanno, però poi dobbiamo ricordarci di fare la nostra parte, di mettere noi un'energia costruttiva in ciò che facciamo.

"Se arrivi da me con un problema ed una possibile soluzione, ti sto ad ascoltare... ma se arrivi solo con un problema no, perché tu stesso sei parte di quel problema".

C'è quindi il percepire le cose che non vanno... ed esiste quell'attitudine a comprendere "quindi cosa posso FARE io adesso, in queste condizioni, per ottenere un miglioramento?"

C'è stato il Covid-19 a dare una profonda mazzata alle nostre abitudini ed all'economia mondiale: non un'esperienza facile da vivere di sicuro... ma un esperienza utile?

SI... senza alcun dubbio SI!



In questo periodo alcuni gruppi Aikidoistici si sono consolidati, rimanendo insieme come hanno potuto in nome di un'ideale comune, una prospettiva che si corrobora di più... maggiormente è ampia e gravosa la sfida alla quale si è sottoposti.

Alcuni hanno riscoperto la bellezza di avere persone che non sono magari parenti consanguinei, ma che si ha desiderio di vedere e riabbracciare come (se non più) dei famosi "congiunti"!

Ci sono gruppi che invece hanno iniziato vacillare, per i quali non potersi vedere ed allenare ha determinato l'inizio della fine...

Quindi, cosa ha portato di buono questo periodo?

Sicuramente una cernita che consentirà all'Aikido di ripartire solo con i più motivati ed essendosi scaricati le zavorre di chi faceva parte del giro solo per abitudine, o perché non aveva altro da fare.
Potremmo quindi essere di meno ora, ma di una qualità tutta diversa!

Non fa piacere perdere nessuno della combriccola, ma sapete quanto si può andare più veloci ed in direzioni positive senza palle al piede?

Qualcuno obbietterà: "Se noi ci sfasceremo, sarà perché non abbiamo potuto sostenere le spese dell'affitto del Dojo durante il lockdown, non per mancanza di passione e volontà!"

NAAAAAAA....!

Un altro detto: "Se ti interessa, una soluzione la trovi... se non ti interessa, una scusa la trovi".

Ci sono momenti nei quali trovare una soluzione però significa rigirarsi come un calzino, sconvolgere i propri punti di riferimento e provare strade nuove, pericolose ed inesplorate... ecco perché non tutti sono disposti ad accettare questa sfida.

C'è ancora chi si fa dominare e frenare dalla paura: ce ne sono tanti così, forse la maggioranza delle persone su questo pianeta.
O' Sensei deve esserci passato dentro (come tutti noi), infatti ha parlato di [正勝吾勝] Masagatzu Agatzu, di "vittoria su se stessi"... mica di quella sul proprio uke!

Non ci avevate mai fatto caso?
Sta qui la potenza della disciplina che pratichiamo, mica nell'efficacia delle leve articolari?!

Sta nella sua VISIONE!
L'essere visionari consiste nell'attitudine di proiettare il presente nel futuro, consci che le cose cambiano di continuo, quindi ogni situazione è destinata a non tirare per sempre.

Durante un conflitto non si sta bene - questo è certo -, ma con una visione chiara è possibile pensare che esso sia solo una fase del processo che siamo chiamati a vivere.

I conflitti più grandi però non sono quelli che si vivono con gli altri: quelli sono solo lo SPECCHIO dei conflitti più grandi!

La loro origine è coscienziale, quindi intimamente personale e Morihei Ueshiba lo deve avere intuito e poi sperimentato: quindi, quando si desidera cambiare qualcosa... è PRIMA necessario cambiare se stessi.

L'Aikido è la disciplina che ci aiuta a farlo sotto tutti gli aspetti: fisico, mentale, emotivo e spirituale.
Hai detto poco te!

Questo è il POTERE di una visione: qualcosa di più che un semplice spottone pubblicitario...

“Non guardare questo mondo con paura e disprezzo. Affronta coraggiosamente tutto ciò che viene offerto".


"L'essenza del Budo è la via di Masagatzu Agatzu".

[Morihei Ueshiba]





lunedì 11 maggio 2020

L'Aikido e parte del suo futuro partono da qui

Questa cosa del Covid-19 ha fermato e sconvolto un po' tutti, questo è ovvio... però c'è chi è stato li a spaventarsi ed ad attendere che il problema passasse, e chi si è dato da fare... per comprendere cosa si potesse fare e come farlo.

Dopo una decina di giorni di pausa assoluta dal momento del lockdown, intorno al 23 marzo, ho iniziato a proporre alcune attività, a titolo completamente sperimentale tramite la piattaforma Zoom.

Ero stato più volte utente di questa piattaforma, già utilizzata da alcuni anni dall'Evolutiuonary Aikido Community di cui faccio parte per le conference call internazionali, ma non ne ero mai stato l'organizzatore ("host" si dice, nel campo).

Ci sono on-line un sacco di tutorial, che permettono però a chiunque di capire, studiare, provare... - pure gratuitamente - come si faccia ad organizzare meeting on-line con chi si vuole.
Ci sono limiti di tempo e di utenza se uno vuole usare le versioni gratuite di queste piattaforme, ma se si vuole evitare queste limitazioni, c'è da spendere una quindicina di euro al mese, quindi una cifra tutto sommato accettabile.

Istintivamente non ho puntato in un "Dojo virtuale" nel quale ritrovarsi a fare i tai sabaki, l'Aiki Taiso o i suburi: fare movimento durante questo lockdown era qualcosa di fondamentale, tuttavia c'erano fattori da considerare, che mi hanno suggerito di puntare altrove...

1) egoisticamente parlando, non morivo dalla voglia di mettermi a fare ginnastica davanti ad una telecamera; dopo un certo numero di mesi nei quali ti alleni circa 3-5 ore al giorno, quello che desideri dal un lockdown è una VACANZA, ve lo assicuro!

2) non tutti hanno in casa gli spazzi adeguati per allenarsi; io ero (e sono) in un appartamento di meno di 60 mq, senza jo e bokken (sono al Dojo, nel quale non vado da 2 mesi);

3) ho pensato a cosa si potesse fare al top, che fosse utile per l'Aikido dei miei allievi e che non fosse solo un palliativo della pratica fisica che non abbiamo più potuto fare al Dojo.

Per via del TERZO punto, ho constatato che la consueta pratica era mancante di un importante elemento tradizionale, ovvero del CONFRONTO su tematiche importanti della disciplina, mancavano elementi culturali, storici e filosofici.

Non che la pratica fisica non sia importante - ovvio come sia stata e sarà il fulcro dell'Aikido! - però chi ha avuto la fortuna, come me, di essere uchideshi in Dojo tradizionali, sa per esperienza QUANTO Aikido sia fatto al di fuori del tatami...

... ovvero in tutti quegli spazi comunitari che si vivono - sia con il Sensei, che con i compagni di pratica - in ogni momento della giornata, a latere della pratica fisica: ogni momento di pulizia, di preparazione dei pasti, di colazione, pranzo e cena... di preparazione del proprio sacco a pelo per la notte...

Si PARLA, ci si confronta con i propri compagni degli argomenti della disciplina che più ci interessano; si ascoltano le esperienze di persone che provengono dall'altro lato del mondo, dei Senpai che ne hanno di più... del Sensei, che talvolta "si racconta" e condivide parte della sua storia personale con l'Aikido...

Una CHIACCHIERA strutturata, non da bar... nella quale ciascuno sa quando intervenire e quando ascoltare gli altri: un'esperienza che - al mio tempo - mi fece crescere un sacco!

Quindi ho iniziato a proporre alla mia community una serie di conference call, delle quali elenco alcuni degli argomenti già trattati in questo periodo:

- il rapporto Senpai-Kohai

- la vita di Morihei Ueshiba

- espressività e nuovi paradigmi dell'Aikido

- reishiki, significato e utilità

- il valore della critica costruttiva in Aikido

- eleganza ed efficacia della pratica

- gli esami, stress emotivo ed utilità

- la ripetizione del gesto, quantità e qualità

- cosa ancora sentiamo mancare nella nostra pratica dell'Aikido

- i principali allievi diretti del Fondatore

- come affrontare le proprie paure sul tatami

- elementi di lingua giapponese

Ne sono nate dai 2 ai 3 appuntamenti serali alla settimana, di circa un paio di ore l'uno, frequentati dai 15 ai 30 utenti alla volta; oltre a questo mi sono anche occupato di fare lezione ai bambini (quello si, muovendomi e non parlando!) e di offrire almeno una meditazione libera a tutti alla settimana, come faccio già da anni nel Dojo.

Sono un sacco di ore on-line di Zoom ogni settimana, che continuano tutt'ora.
L'accoglienza è stata positiva da parte del gruppo... tanto che si sono uniti ad esso anche praticanti e docenti sparsi ovunque, dalla Sicilia, alla Toscana... dal Veneto, alle Marche ed alla Puglia.

Sono venuti a partecipare persone che abitano in Germania ed in Svizzera... perché il lato positivo di questa esperienza è la completa possibilità di abbattere qualsiasi tipo di confine, sia quelli legati alla distanza, che alla lingua, che allo stile di Aikido praticato!

Questo è POTENTE, utile ed inedito in Aikido!!!

Così potente ed utile che diverse persone mi hanno chiesto di NON smettere con questo tipo di attività, anche quando l'emergenza Coronavirus sarà passata...



Il passo successivo naturale quindi è stato parlare con i miei referenti federali, sia nazionali, che regionali... per comprendere se questa mia personale esperienza di successo potesse essere condivisa o esportata anche altrove: l'accoglienza è stata molto positiva e quindi in Piemonte e Valle d'Aosta (vi è un unico Comitato per entrambi) abbiamo pensato di mantenere la data del prossimo Stage Regionale, già da lungo pensato per il 23 maggio prossimo... per proporre un Webinar di formazione gratuito, per supplire all'allenamento fisico che con molta probabilità non sarà ancora possibile nei Dojo e nelle Società Sportive.

Qui in Piemonte almeno da 4 anni organizziamo corsi trasversali riservati agli insegnanti tecnici di ogni Settore: sono occasioni di formazione teorico-pratiche i cui argomenti sono appunto "trasversali" and ogni disciplina federale praticata (posturologia, nutrizione sportiva, infortuni sportivi, gestione dello stress, tematiche assicurative e gestionali delle ASD, etc).

La FIJLKAM, approfittando di questa esperienza di smart working ha quindi pensato di trasportare on-line molte delle attività formative consistenti in lezioni frontali... ottimizzandone così i costi e la fruibilità da parte della sua utenza.


Il nostro Webinar sarà quindi la prima occasione di formazione on-line per l'Aikido ufficialmente accreditata in Italia dalla Federazione!

Cosa faremo quel giorno?

Ci saranno interventi su argomenti specifici da parte di alcuni Tecnici regionali dell'Aikido, mentre io mi occuperò di coordinare l'incontro e di favorire alcuni scambi mirati fra i partecipanti: ci occuperemo di scoprire cosa possa offrire l'Aikido nel loro vissuto, specie alla luce dell'emergenza che stiamo tutti vivendo.

Ecco qui l'elenco delle tematiche...



QUI invece la pagina Facebook dell'Evento.


Chiunque potrà partecipare e sarà gratuito, però verrà data priorità a studenti e docenti dell'Aikido, FIJLKAM Piemonte e Valle d'Aosta... quindi a seguito tutti gli altri; per iscriversi è necessario:

- mandare una e-mail all'indirizzo "info@harakai.it";

- specificare NOME, COGNOME, numero di telefono, Ente di appartenenza;

- specificare il proprio consenso alla registrazione dell'evento (per manlevare l'organizzazione dai diritti di utilizzo della propria immagine - che NON sarà utilizzata per alcun fine commerciale).

La piattaforma al momento può ospitare un massimo di 100 partecipanti, quindi dovremmo starci tutti.

Sarà il primo passo di una risorsa di formazione che potrebbe diventare parte della normalità in un futuro abbastanza prossimo!

Volete vedere di persona come funziona?
Iscrivetevi e unitevi a noi in questa inedita esperienza!

Marco Rubatto
Presidente Commissione Tecnica Nazionale Aikido FIJLKAM