lunedì 18 novembre 2019

Il neofita sabotato dall'Insegnante

Circa una volta o due al mese ci giungono messaggi privati di neofiti che chiedono ragguagli in merito alla disciplina, o buoni luoghi nei quali praticarla a seconda di dove risiedono nel territorio.

Cerchiamo di dare loro qualche dritta, se è possibile... poiché crediamo che sia un servizio utile alla comunity degli Aikidoka avere punti di ascolto e di consiglio a chi ritiene di averne necessità.

Spesso sono solo richieste di delucidazioni fra differenze di didattica fra Scuole diverse, curiosità legate alla storia della disciplina o all'etichetta da tenere sul tatami.

Per un neofita NON è semplice orientarsi in un mare di proposte, differentemente qualitative ma che millantano tutte un ottimo motivo per essere scelte fra le altre.

Questo Post è stato però ispirato ad una vicenda spiacevole accaduta ad un lettore che ci ha contattato.
Per questione di privacy, lo chiameremo "Filippo".

Filippo ci ha contattati la scorsa estate poiché desiderava avere delucidazioni su Dojo differenti (e non in contatto fra loro) ma che rimandavano di utilizzare la stessa didattica (leggi QUI per sapere ciò di cui parliamo)... e comprendere quale fosse il migliore per lui da frequentare.

Lui, neofita assoluto, ha fatto poi la sua scelta... sia in base alla logistica, che all'atmosfera di "welcome" che ha percepito esserci in uno dei due.

A poco più di due mesi di distanza, ci ha ri-contattato per chiederci se fosse normale rimanere ferito durante un allenamento, per mano di un Senpai del gruppo con cui studia... che è parso noncurante di arrecargli un danno fisico durante la pratica.

Dai suoi rimandi è emerso come non fosse la prima volta che anche a lui veniva detto di non preoccuparsi troppo di uke... quindi il modo deve essere qualcosa di piuttosto radicato su quel tatami, e di conseguenza anche fra le attitudini del loro Insegnante.

Aih! Abbiamo risposto che NO... NON ci risulta normale che uno Yudansha ferisca un principiante durante un'azione, anche se un incidente può essere sempre possibile potenzialmente, visto che la pratica è fisica.

Non esiste un falegname che non si sia mai dato una martellata su un dito, o una sarta che non si sia mai punta con uno spillo... questo è certo.

Nel caso specifico, sembra non esserci stata volontà esplicita a fare male, ma "semplice" disattenzione.

Gli incidenti succedono perché siamo INCONSAPEVOLI di ciò che accade, di ciò che facciamo agli altri e/o di ciò che gli altri fanno a noi.

Poi però queste inconsapevolezze dovrebbero tendere a diminuire con gli anni di pratica e l'esperienza che accumuliamo sul tatami.

Ne segue che il Sensei dovrebbe essere quello più consapevole di tutti (perché il suo percorso è iniziato prima degli altri), e che dovrebbe essere il più attento a non fare accadere incidenti ed essere il garante che ogni misura sia stata presa per prevenirne.

Se un Senpai - in questo caso una cintura nera - ferisce un compagno (in questo caso un neofita con poco meno di due mesi di pratica sulle spalle)... come minimo il Sensei dovrebbe prendere una posizione chiara rispetto a quanto accaduto, rimproverando l'allievo se ciò fosse accaduto per una sua disattenzione o un'azione esagerata rispetto alla capacità di uke di assorbirla.

Questo sembra non essere però avvenuto, purtroppo.

Filippo quindi ha avuto modo di chiedersi (e di chiederci) se fossero questi i tratti dell'arte dell'armonia di cui tanto si parla sui libri di Aikido.

L'insegnante NON è dio, quindi ci sta che possa anche non accorgersi di tutto quanto accada... però è da considerarsi SANO rimandare ad un neofita di NON curarsi di quanto accade al proprio compagno?

É normale che una cintura nera ferisca un neofita poiché egli non ha ancora compreso come assorbire una leva articolare e fa magari un movimento strano, legato al dolore ed alla paura che prova?

Secondo noi NO, e aggiungiamo anche che questa è una pessima pubblicità che fanno alla disciplina che pratichiamo... poiché si parla tanto di "diventare uno con il proprio avversario" e poi non si disdegna di trattenersi il suo polso/gomito/spalla tutto per sé!

Esistono ancora sporadiche Scuole che rimandano che solo attraverso il dolore e la sofferenza è possibile "capire" l'Aikido e che ogni leva deve essere portata allo spasimo per essere efficace.

Fortuna nostra esse si stanno estinguendo da soli... ma intanto qualche d'uno comprende al pronto soccorso di avere fatto una scelta non rispettosa di se stesso nell'iscriversi a QUEL corso.

Ci teniamo quindi a ribadirlo: l'Aikido NON è questa roba qui... ma ben altro, e chiunque tentasse di utilizzare la propria posizione per affermare il contrario o è un idiota o è in malafede (entrambe posizioni inadatte ad un cosiddetto "esperto"!).

Quindi caro Filippo... ci spiace che il tuo ingresso nella pratica della nostra disciplina sia stato segnato da un incidente che molto probabilmente poteva essere evitato... o forse è stato causato da un eccesso di testosterone inconsapevole; desideriamo però che la tua esperienza possa tornare utile a tutti quelli che stanno facendo scelte simili a quelle che tu stesso avevi da poco fatto.

L'Aikido non ha NULLA a che fare con la violenza, con l'imposizione, con la sofferenza, con il nonnismo, con il maschio alfa, con "no pain, no gain": se trovate luoghi che invece vogliono farvi passare che questi elementi sono in sintonia con la filosofia della disciplina...

... allora siete sicuri di essere nel posto sbagliato per approfondire questi elementi a vostra volta!

Incontriamo decine di Insegnanti in tutta Italia che LAMENTANO (come checche isteriche) che si fa fatica ad avere nuove iscrizioni, che l'Aikido sembra non interessare più le nuove generazioni, e bla bla bla... e poi c'è ancora chi - per leggerezza - permette che sul proprio tatami avvengano abusi di potere e/o incidenti evitabilissimi?

Fortuna che non siamo tutti di quella pasta, altrimenti più in generale meriteremmo l'estinzione come movimento Aikidoistico.

Un buon Insegnante ti protegge (pure da te stesso) nei primi tempi, fino a quando non percepisce che sarai in grado di proteggere te stesso in caso di pericolo.

Un buon Insegnante insegna ai propri Senpai che la sensibilità e cura del prossimo è il primo dei valori da manifestare con l'esempio.

Un buon Insegnante non può rimandare che non è necessario la cura verso uke... poiché se il nostro avversario è il nostro specchio... evidentemente è uno che SI VUOLE proprio MALE!

Buona guarigione Filippo: ora hai capito cosa NON è l'Aikido... sarà più facile alla prossima scelta dirigerti in un luogo più sano nel quale crescere in questa straordinaria disciplina!








Nessun commento: