lunedì 18 settembre 2017

Malmaritati dell'Aikido: non sentirsi a casa propria nemmeno a casa propria

Quanti sono coloro che sono serenamente "accasati" nell'Aikido?

Molti meno di quelli che potremmo pensare: almeno un paio di volte al mese, riceviamo  in Redazione messaggi privati di praticanti/insegnanti, oppure essi contattano direttamente Marco Rubatto per avere ragguagli su come venire a capo a diversi problemi di "crisi di rigetto" della propria situazione Aikidoistica abituale.

Di solito, gli Insegnanti o in senpai sono le persone che vivono le situazioni più frustranti nel proprio Dojo e/o nell'Ente che patrocina la pratica.

Sembra che gli unici veramente sereni siano i neofiti assoluti, ancora notevolmente appassionati al percorso intrapreso ed altrettanto disinteressati/inconsci rispetto alle dinamiche che creano più problemi ad un "Aikidoka adulto"!!!

C'è chi, dopo svariati anni (se non decenni) di fedeltà ad un Maestro, di frequenza in un Dojo o di militanza in un'Associazione/Ente NON concorda più con le decisioni dei suoi superiori / vertici / Maestri di alto rango, e - di solito - le problematiche più comuni che abbiamo rilevato sono:


- discordare sulla richiesta di frequentare stage, reputati inutili per la propria formazione;

- discordare sulla richiesta di organizzare stage, reputati inutili per la propria formazione;

- lamentele sull'inadeguatezza del proprio Ente rispetto alla promozione della disciplina;

- discordare sulla richiesta forzata dei propri Maestri di sostenere esami;

- discordare sulla impossibilità di sostenere gli esami desiderati;

- discordare sulla preparazione di alcuni compagni di pratica che vengono promossi dalla propria organizzazione ed ai quali vengono attribuiti gradi, qualifiche e compiti che appaiono immeritati;

- discordare sul comportamento etico di alcuni vertici/Maestri che sembrano NON dare il giusto esempio con le loro azioni (la quasi totalità delle persone ci parla più che altro di questo);

- scoprire che i gradi e le qualifiche ricevute dal proprio Maestro/Ente sono "interni", ovvero appartengono ad un'Associazione Sportiva Dilettantistica e NON ad un'Ente accreditato a rilasciarli, quindi - di conseguenza - possono NON essere riconosciuti da altri Enti sul territorio nazionale (solo la scorsa settimana, 3 casi!);

- percepire che la propria Organizzazione viene mossa più dalla "politica", che dalla passione per la pratica (numerose segnalazioni, anche in questo caso!);

- etc, etc, etc...

Ci preme esplorare insieme oggi quali siano i meccanismi che spingono coloro che somatizzano ormai gli effetti spiacevoli di queste ed altre problematiche... a continuare a sopportarle e a non valutare un drastico cambiamento.

A dire il vero, sono sempre più coloro che il drastico cambiamento lo progettano eccome (e molti di coloro che ci contattano sono fra quelli!), tuttavia crediamo che nel sottobosco, almeno il 30-40% degli iscritti di qualsiasi Ente vi rimangano NON tanto perché ci si trovino bene al suo interno...

... quanto più forse, perché la ritengono "il-meno-peggio" per sé (e per i propri allievi, quando ci sono).

C'è quindi gente che pratica negli Enti "dove non ti chiedono niente"(o quasi) e "ti lasciano fare tutto quello che vuoi" (o quasi), perché è rimasta amareggiata in passato dalle politiche poco chiare dell'Organizzazione XYZ;

... c'è chi rimane a contatto con gli ambiti istituzionali, pur essendo infastidito dalla burocrazia che essi manifestano: insomma c'è malcontento (quasi) ad ogni latitudine, da cui la domanda su cosa spinga un considerevole numero di persone a trangugiare per decenni dinamiche che non approva.

Ci siamo fatti un piccolo vademecum delle esperienze di questi anni, ed eccolo!

IL SENSO DI COLPA
alcuni vengono trattenuti da una sorta di "freno interno" che impedisce loro di liberarsi dal giogo per non temere di essere passato per un "traditore" del proprio Maestro / Dojo / Stile Aikidoistico / Scuola / Associazione / Ente. Temono anche che i compagni storici di pratica "non capirebbero"... e restano.

INCAPACITÀ DI RIADATTAMENTO
se per numerosi anni siamo stati sotto egida di un Ente, nel cambiarlo dovremmo accettare nuove regole, nuovi Maestri, nuovi stage, nuovi compagni di pratica... chi ce lo fa fare, troppi sconvolgimenti.

PAURA CHE IL PROPRIO LAVORO STORICO VADA AL MACERO
chi accetterebbe di rimettersi in gioco a livello tecnico, didattico ed umano (anzi, questo per primo!) quando all'interno di un Ente si era riusciti a "conquistarsi" una posizione dignitosa?
Pochi, di certo... ci sarebbe da ricominciare tutto d'accapo (o quasi)...

IMBARAZZO NEI CONFRONTI DEI PROPRI ALLIEVI
difficile giustificare un "cambio di rotta" del proprio Dojo, che prima seguiva il Maestro X dell'Associazione Y... e che veniva descritto come il più ganzo e figo dell'universo... per seguire il Maestro Z dell'Ente W. Gli allievi potrebbero dirci: "Fino ad adesso ci avevi raccontato balle, allora?!... oppure "Nemmeno tu - oh Maestro San - sai dove stai andando!"

IGNORANZA SULLE NORMATIVE NAZIONALI RIGUARDANTI L'AIKIDO
non intendiamo offendere nessuno e con "ignoranza" intendiamo la mera mancanza di informazione conoscenza sulle normative italiane che riguardano la pratica e l'insegnamento della nostra disciplina.

Quanti di voi sanno - ad esempio - che la FESIK (acronimo di "Federazione Educativa, Sportiva Italiana Karate e discipline associate", fra le quali c'è anche l'Aikido, ovviamente!) NON è veramente una FEDERAZIONE, ma è una Associazione Sportiva Dilettantistica?

Se non lo sapevate, sappiatelo, on-line ci sono tutti i documenti... e come li abbiamo trovati noi, li può trovare chiunque... non sono file segreti.

È una A.S.D. moooolto grande, che nel tempo ha coinvolto numerosissimi Soci, ma se fosse una FEDERAZIONE sul serio NON avrebbe alcun bisogno di affiliarsi presso un Ente di promozione Sportiva (nel 2012 era US ACLI, ora non siamo andati a controllare se è cambiato), cosa che la legge impone alle A.S.D. e NON alle Federazioni. Se siete Karateka, insomma, a gareggiare Tokyo 2020 ci andate se siete tesserati alla FIJLKAM, Non se lo siete in FESIK!!!

E come mai che lo Stato permette una cosa simile? Non è una truffa?
NON in questo caso, semplicemente perché FESIK nacque nel 1993, quando il CONI NON proibiva ancora di chiamare una A.S.D. "Federazione", oggi lo fa, quindi NON è più possibile che nascano nuove Associazioni simili.

Premesso che non abbiamo NULLA contro FESIK e che la prendiamo ad esempio per far comprendere il nostro ragionamento (fra le tante Associazioni che in Italia fanno cose analoghe), informiamo - chi non lo sapesse - che questa A.S.D. è DAVVERO organizzata COME una Federazione nazionale, con i diversi Settori "federali", i vari Comitati Regionali, etc:

se un tizio si iscrive ad un corso di Aikido e riceve gradi dan e qualifiche FESIK, essi hanno congruenza e validità all'interno del proprio ambito associativo (che - come si diceva - è molto grande!), ma NON presso un Ente di Promozione Sportiva (diverso da quello al quale si è affiliata la FESIK), né tantomeno - ed a maggior ragione - presso la Federazione (FIJLKAM).

Questi potrebbe trovarsi riconosciuto un bel 6º kyu (ovvero "nulla") al di fuori del proprio giro Aikidoistico consueto, quindi potrebbe essere spinto a non cambiare Ente, anche se al suo interno non dovesse trovarsi bene.

Credeteci: sono molto poco rare in Italia le dinamiche di cui vi abbiamo parlato in ambito Aikidoistico!

Consigli?
Nessuno ce ne ha chiesti in pubblico, ma molti lo fanno in privato... indice che se ne sente il bisogno: noi ci permettiamo di consigliare a chiunque di andare a praticare Aikido nel luogo che consente di tenere acceso "il sacro fuoco" della propria passione per la pratica...

... e soprattutto...

prendendo le decisioni che consentono di guardarci dritti negli occhi alla mattina quando ci specchiamo, essendo capaci di sostenere il nostro stesso sguardo. Troppa frustrazione logora, e logora insegnanti, atmosfere negli stage ed allievi!

Abbastanza sicuro è che il "senso di colpa" sia una MALATTIA inutile e da estirpare ad ogni livello in ogni ambito, specie per un Aikidoka.

Abbastanza sicuro è che non essere capaci di adattarsi va CONTRO i principi della disciplina che pratichiamo, perché se non riusciamo ad adattarci ad una situazione nuova, non si capisce come potremmo essere capaci di affrontare un attacco improvviso... che è - per definizione - una situazione nuova ed imprevista!

Abbastanza sicuro è che se uno teme che il proprio lavoro vada al macero è perché non lo ha interiorizzato così tanto a sufficienza, poiché altrimenti saprebbe che il valore della propria esperienza NON può essere sottratta da una nuova... anzi viene RAFFORZATO e COMPLETATO da un'esperienza nuova...

Avere paura dell'opinione altrui (allievi, Maestri, compagni di pratica... poco importa) la dice lunga sulla propria insicurezza e su quanto NON siamo abituati a darci il permesso di sbagliare... anche se sappiamo bene che è "sbagliando che si impara"!

Se uno poi sta decenni in un settore senza interessarsi delle norme che lo regolano, può veramente arrabbiarsi se qualcuno gli ha dato da bere qualche "mezza verità"? Esiste anche una parte di responsabilità personale in tutto ciò?

Il luogo ideale nel quale praticare Aikido con piena e completa soddisfazione forse lo devono ancora inventare, non tanto in Italia... quanto nel mondo INTERO (abbiamo relazioni simili che provengono da ambiti istituzionali internazionali e che sottolineano gli stessi problemi e dinamiche malate che si evidenziano sul nostro territorio, Aikikai Honbu Dojo, C.A.A., T.A.A., etc)!

Forse spetta un po' a ciascuno di noi fare qualcosa per crearlo questo "mondo sereno" dell'Aikido... e non è accettando scomodi compromessi o andando contro il proprio sentire profondo che si manifesterà presto.

Facciamo così: anziché sentirci "malmaritati", impariamo a sentirci "eterni fidanzati", in modo tale da scegliere il proprio Maestro / Dojo / Ente ogni singolo giorno...

...e non pensare di doverlo fare una volta per tutte e poi di dover accettare in eterno le conseguenze della nostra scelta, senza avere più la possibilità di modificarla: questo - secondo noi - "saprebbe" parecchio di Aikido!!!



5 commenti:

Giuseppe Golin ha detto...

Salve.
Secondo me i gradi, come quelli alcoolici, danno un pò alla testa, figuriamoci avere incarichi nel nostro ambiente. Non entro in merito a questioni associative, federative ed altro.
Un esempio: proposta di sponsorizzare il "proprio" Dojo gratuitamente in tutta Italia, per mezzo di una piattaforma di servizi. Inviato e-mail, comunicato a responsabili, cercato di fare qualcosa di utile per tutti, indipendentemente da quale scuola si proviene, risultato? Zero assoluto!!!
Buon inizio di stagione a tutti!

Anonimo ha detto...

(domanda interessata) però il povero novellino (uno a caso...) non è tenuto a sapere tutti i caxxi e gli scheletri nell'armadio della sua nuova disciplina generalmente sceglie il dojo più vicino all'ufficio o a casa o al massimo nel tragitto casa ufficio dicendo magari non è il meglio ma almeno riesco ad andarci.
come faccio a scoprire se praticano un buon aikido? nello judo o nel tennis so che se c'è un istruttore (maestro) federale che magari non è il migliore del mondo ma condivide un programma con tutti e probabilmente anche la didattica. forse è anche responsabilità dell'aikido porsi in maniera più trasparente, coerente e forse unitaria (non dico negli stili ma almeno nella didattica base e negli intenti)
my question and my unrequested two cents

Shurendo ha detto...

Ottima domanda, crediamo molto meno frequente di quanto non si direbbe: su questo Blog non abbiamo la pretesa di avere le risposte a tutto... ma sicuramente lavoriamo per far si che la comunità Aikidoistica abbia l'opportunità di farsi le sue riflessioni a voce alta e compare le lacune che attualmente presenta.
Presto quindi utilizzeremo questa domanda fatta "dal basso" per fare ulteriori riflessioni in merito alle giuste osservazioni che hai sollevato. grazie quindi per il tuo intervento!!!

Anonimo ha detto...

grazie della risposta
volevo precisare che la richiesta è come riuscire a valutare l'aikido insegnato (alla luce dei due ultimi pezzi che ho letto sul tuo blog) non il maestro in sè (che a sua volta può essere bravo o pessimo)
da quel che hai scritto sembrerebbe che i programmi anche a livello base discordino parecchio
cerco di spiegare: è possibile che che a seconda della scuola le tecniche base siano così diverse da non poter essere riconosciuti i gradi biunivocamente? esistono shionage o koshinage così diversi da una scuola all'altra?
non esiste un percorso tecnico base uguale per tutti che poi personalizzerò con il "mio" stile ma sempre riconducibile ad una finalità superiore e condivisa (magari appunto raggiungibile da diverse strade/stili)?
faccio un esempio, magari non calzante, ma nel tennis posso cambiare maestro o scuola ma nessuno ha da ridire se faccio il rovescio a una o due mani o se nel dritto uso un impugnatura western o continental il suo obiettivo è sempre quello di farmi tirare il miglior dritto/rovescio possibile tenendo conto della mia biomeccanica

Shurendo ha detto...

La tua osservazione è perlomeno lungimirante nelle prospettive e credo che meriti un approfondimento a sé, che faremo a breve: in ogni caso, le scuole di Aikido al momento hanno perso così tanto il senso del loro fine da concentrarsi spesso in sterili dibattiti tecnici e metodologici, dimenticando gli obiettivi della disciplina. Al momento un primo tentativo italiano di ovviare a questa situazione, provando a fare dell'intento comune una priorità è attualmente in atto, anche perché lo sto portando avanti io, insieme alla restante pare della Commissione Tecnica Nazionale dell'Aikido Federale.
Presto, proprio su questo Blog, questo progetto verrà presentato e spiegato, sperando che ciò serva ad aiutare quegli Insegnanti volonterosi di Non causare continui ed ulteriori problemi di orientamento a tutti quei principianti che - con passione e senza troppi scleri - intendono accostarsi ed approfondire la disciplina. Stay tuned quindi!!!