lunedì 12 dicembre 2016

Suwari waza: le controverse utilità dello stare in ginocchio

In Aikido viene utilizzata tradizionalmente la posizione seiza, ovvero quella con la quale i giapponesi - ancora oggi - siedono sul tatami, al Dojo così come a casa propria.

Va premesso al discorso che faremo che gli orientali hanno una struttura osseo-articolare abbastanza differente dalla nostra: generalmente posseggono una mobilità maggiore, più ampia... specie nelle anche.

La tradizione ha portato per molte ragioni a sviluppare molte tecniche dalla posizione seduta, potenziando la camminata shikko con la quale riusciamo a muoverci sul tatami anche quando la nostra mobilita è necessariamente compromessa dalla posizione in ginocchio.




L'Aikido studia quindi numerosi suwari waza ("tecniche da seduti") nei suoi curriculum tecnici: ci chiediamo quest'oggi a cosa servano e se queste azioni si rivelino utili ai praticanti moderni.

Per la tradizione del Giappone medioevale, nel quale l'Aikido affonda le sue radici, era pressoché normale essere in grado di muoversi agilmente in shikko all'interno di una stanza, ed era qualcosa di insegnato ai bambini sin da piccoli, più che ai soli praticanti di Budo.

Conformazioni fisiche differenti, periodi storici differenti, tradizioni sociali differenti: è il caso che oggi noi si investa ancora nel copiare alcuni movimenti che non hanno un equivalente nella nostra cultura?

Chi mai verrà ad attaccarci mentre siamo in seiza?

Questi sono gli argomenti più diffusi da coloro che credono che il suwari waza in Aikido abbia ormai fatto il suo tempo e debba quindi essere abbandonato.

Un tempo, quando ad esempio il samurai doveva visitare lo Shōgun, doveva indossare la naga-bakama, una hakama molto lunga... talmente lunga da limitare i movimenti, che quindi consentivano il movimento SOLO in shikko: questa precauzione era utilizzata per far si che non fosse possibile introdurre armi al cospetto dei funzionari imperiali; oggi, questo tipo di hakama viene utilizzata soltanto nelle opere teatrali, particolarmente nel teatro .

Si poteva quindi essere attaccati in seiza eccome un tempo!
Sicuramente non oggi e non alle nostre latitudini però...

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, al Giappone venne imposto dall'America un embargo sulla pratica delle arti marziali: siamo in pieno nel periodo dell'attività di O' Sensei, che si era nel frattempo trasferito a vivere ad Iwama.

Nel quartiere di Shijuku, a Tokyo, nel frattempo, l'Aikikai continuava le sue attività cercando di fare meno "rumore" possibile ed uno degli escamotage che venivano utilizzati per nascondere la pratica marziale dell'Aikido era quella di convincere i controlli americani del fatto che in quei locali si svolgessero solo danze tradizionali giapponesi, appunto svolte in seiza ed in shikko.

In realtà all'Aikikai si praticava suwari waza per questioni di spazio e di didattica, oltre che per non dare troppo nell'occhio; questo fu il tempo in cui all'Aikido venne epurato di atemi ed kiai... elementi essenziali della marzialità che invece ad Iwama - nel bel mezzo delle risaie di campagna - continuarono ad essere utilizzati senza timore di essere arrestati!


Il suwari waza è stato - e secondo noi continua ad essere - fondamentale in Aikido anche per una questione meramente didattica, oltre che storica e tradizionale: non avendo a disposizione l'intera mobilità regalata dalla posizione eretta, è necessario centralizzare molto il proprio movimento su quello delle anche, e quello del centro corporeo.

Il suwari waza consente di rendere le tecniche molto essenziali proprio perché si riduce il nostro margine di possibilità di "aggiustamento" in corsa grazie all'handicap che viene introdotto dallo stare in seiza.

Spalle, bacino, testa e braccia devono coordinare ed integrare al meglio il loro movimento... e questa ricerca dell'essenzialità non è qualcosa di trascurabile in Aikido!

All'interno delle gambe passano anche diversi meridiani energetici (milza, fegato, reni, stomaco, vescica biliare, per essere precisi): ne segue che la posizione kiza - con la quale ci si sposta - aiuta a fare una sorta di stretching di questi meridiani...

... oltre a venir coinvolti naturalmente quelli che passano nella parte anteriore del ginocchio durante lo spostamento.

La connessione fra insorgenza della malattia e blocco psicologico che la ha agevolata è ormai sempre più chiaro, benché esuli da questo Post... in ogni caso la possibilità di ripristinare un buon equilibrio energetico nei meridiani che scorrono nella parte superiore ed inferiore del corpo è qualcosa di molto innovativo ed attuale che è possibile implementare nell'Aikido che pratichiamo!!!

Parte di ciò è appunto fattibile proprio tramite il suwari waza.




Ma perché allora ci sono diverse Scuole che tendono a prendere la distanza da questa pratica?

Forse perché il suwari waza è stato utilizzato molto impropriamente dalla prima generazione degli Aikidoka: è stato fatto passare quasi per una sorta di punizione corporale alla quale era necessario sottoporsi per mostrare la propria determinazione di proseguire gli allenamenti, pur nel dolore e nella mancanza di comfort più totale.

Lunghe meditazioni nelle quali agli allievi era vietato togliersi dalla posizione seiza, per scimmiottare quegli orientali che in posizioni simili forse si sono quasi abituati nella culla.

Il corpo è stato spesse volte "violentato", anzi che ascoltato... e questo ha mandato in carrozzella anche molti famosi Maestri della prima generazione, che evidentemente avevano esagerato un po' a pretendere dalle loro ginocchia!

Quindi il problema è il suwari waza o l'utilizzo (devastante/costruttivo) che se ne fa?

Secondo noi, come tutto, anche le pratiche in ginocchio sono uno strumento... quindi né un bene, né un male di per sé: ovvio che è necessario utilizzarlo cum-grano-salis e non solo per sentirsi più giappofili!

Diteci come la pensate a riguardo e come le vostre Scuole di Aikido fanno uso del suwari waza durante le lezioni: ogni confronto e condivisione è crescita per ciascuno di noi.



1 commento:

Dijego ha detto...

Se il maestro dice di fare suwari waza si fa. altrimenti niente. Comunque il non farlo secondo me mutila l'aikido di una sua parte importante. E' molto educativo come ben spiegato nel post e, visto che sono un dopolavorista, anche se facessi un'ora su tre alla settimana di sw ritengo che sopravviverei ;)