lunedì 11 novembre 2013

Che dici, ci concomitiamo un po' di Aikido?

Una decina di giorni fa circa, avevamo notato l'ennesima concomitanza di due stage di Aikido dalle nostre parti...

... nella fattispecie quelli previsti per il prossimo week end e tenuti a  Torino dal Maestro Christian Tissier e a la Loggia (organizzato da ADO UISP) dai Maestri Paolo Corallini e Daniel Toutain (organizzato da T.A.A.I.).

Negli anni, abbiamo avuto la fortuna di conoscere personalmente tutti e tre questi validi Insegnanti e ci spiaceva che la concomitanza di date potesse tarpare eventuali interessati a partecipare ad entrambi gli eventi, dalle caratteristiche molto differenti.

Ci eravamo quasi decisi a far morire tutto li, fino a quando non abbiamo ricevuto in Redazione un messaggio Facebook da parte di un giovane praticante neofita, che ci chiedeva lumi ed informazioni per capire quale evento scegliere... e soprattutto si chiedeva perché 3 grandi dell'Aikido avessero proprio scelto lo stesso week end per tenere i loro seminari a poche decine di chilometri l'uno dall'altro.

Abbiamo chiesto a questo ragazzo, che per convenzione chiameremo PIPPO, il permesso di pubblicare ciò che ci ha scritto, per farci alcune riflessioni sopra... ma lui purtroppo ci ha declinato la proposta...

... in quanto da troppo poco inserito nella pratica dell'Aikido, per nulla interessato a fomentare la polemica che spesso legge fra gli Aikidoka che frequentano il Web... e probabilmente pure un po' timoroso che il suo insegnante potesse mettere il becco in questa sua "volontà di vederci più chiaro"!

Non possiamo che rispettare la sua volontà, però ci riserviamo ugualmente di utilizzare ciò che è accaduto per fare qualche riflessione insieme sull'argomento.

Proviamo a riflettere sulla cosa come "l'uomo della strada", che non sa nulla dei diversi stili e Scuole di Aikido... ma che da poco si è appassionato alla disciplina, vuole utilizzare al meglio il suo tempo ed i suoi soldi, e non riesce a spiegarsi come mai nel nostro ambiente non si cerchino di evitare [di default] simili concomitanze.

"Più Aikido c'è e si pratica meglio è vero? Ma se me lo fate tutto insieme, come faccio a partecipare?!"

La nostra risposta: "E che ne sappiamo noi... è che le cose vanno così e basta!!!"

Premettendo che non vi è ovviamente nulla di personale in merito agli Insegnanti citati, e che quindi l'esempio della concomitanza degli stage a Torino è stata presa solo quale occasione di comune riflessione... ecco alcuni rimandi che vorremmo confrontare con voi.

Il Maestro Christian Tissier solitamente dedica a Torino 2 stage all'anno (uno intero di due giornate, a giugno... ed un altro week end in condivisione con Genova, come la data ora in questione).

Il Maestro Paolo Corallini si reca normalmente a Torino circa 1 volta all'anno per insegnare.

Stiamo parlando di due alti gradi dell'Aikido internazionale, ai quali è stato attribuito il titolo di "Shihan", ovvero "persona da imitare"; la domanda è: "non sarebbe meglio avere eventualmente la possibilità di imitarli entrambi?"

Sembrerebbe di no, e ciò può essere letto negativamente, per via appunto della concomitanza di date dei loro stage.

Domanda n.2: le organizzazioni che invitano questi due professionisti si curano di dialogare fra loro per evitare che accadano sovrapposizioni di questo genere?

Crediamo di no, ma anche vogliamo ben sperare che la concomitanza non sia un fatto voluto, ma una semplice "svista", legata al fatto che ciascuna organizzazione pensa con largo anticipo a fissare le date dei proprio stage senza troppo tenere conto quelli degli altri.

Ciascuno va avanti per la sua strada insomma.

Domanda n. 3: è errato andare avanti per la propria strada in Aikido?

Nuovamente NO, sembrerebbe uno dei diritti inalienabili di ogni raticante, Scuola, stile, Associazione!

Passiamo alla domanda n.4: è errato andare avanti per la propria strada in Aikido se qualcun altro ci rimette?

Beh, questo sembra di SI, e fiumi di parole ed inchiostro sono state utilizzate per ottolineare quanto "ledere il proprio avversario significa ledere se stessi"... e bla, bla, bla... figuriamoci ledere i propri compagni di cammino!

Domanda n.5: il fatto che in uno stesso week end a pochi chilometri di distanza avvengano 2 stage di Aikido tenuti da alti gradi, appartenenti a "giri" differenti, lede qualcuno?

Non forse i "tissieriani" convinti che i seguaci dell'Iwama Ryu siano una sorta di Aikidoka rigidi e bigotti, amanti di ricordare il passato... e che quindi sarebbero andati allo stage del Mº Tissier comunque (il 95% non sa neppure chi sia il Maestro Corallini)...

... e non forse i "coralliniani" che vedono gli amanti del Maestro francese come una razza di "Aiki-ballerini" ben poco interessanti da un punto di vista marziale, e che quindi sarebbero andati dal Mº Corallini comunque (a parte Saito Sensei e pochi altri eletti dell'olimpo, li altri Sensei sono un po' giudicati "perditempo")!

Ma poi, oltre alle tipologie citate, ci sono anche le persone intelligenti!

Quelli che sanno che, qualsiasi linea didattica seguita, sanno quanto ci sia sempre da apprendere dall'esperienza di incontro della novità e della diversità... quelli che sanno che abbandonando anche solo temporaneamente "il proprio campanile" non si perde nulla... anzi si ha l'opportunità di fare nuovi interessanti incontri ed amicizie...

Non sono molti coloro che vivono questa consapevolezza in modo costante, ma ci sono!

Ecco... costoro forse sono i danneggiati da una simile concomitanza, perché obbligati a scegliere fra il proprio referente o un'alternativa di qualità!

Ma su 52 settimane all'anno, delle quali diciamo circa 3 occupate da questi due grandi nomi a Torino, è difficile evitare di scegliere proprio la stessa?

Uno stage è un'occasione per contare le fila dei propri "adepti" o per fare formazione ad essi ed a tutti coloro che vogliono unirsi?

È solo una formalità priva di autentici contenuti?

A cosa serve scrivere "stage aperto ai praticanti di ogni Ente e Federazione", se poi di fatto si mettono ad essi i bastoni fra le ruote per partecipare?

Già al momento non circolano tutti questi soldini, quindi molta gente diventa particolarmente selettiva a riguardo degli stage (leggi "se ne fanno pochi e veramente quelli che interessano")... le concomitanza in questo aiutano o sono un ennesimo tentativo di badare al proprio (avizzito) orticello?

Non possiamo credere che i due Sensei citati non sapiano queste cose... e non le condividano, se sono veramente persone da imitare: ma allora perché accettare di dirigere seminari concomitanti?

Non dovrebbero patrocinare una pratica che si estende ben oltre i loro personali interessi?
Sulla carta SI: si controbatterà "non sono loro ad aver creato l'evento, ma hanno solo risposto ad un invito...".

Certamente, ma allora come mani che le organizzazioni che creano gli eventi non si armonizzano fra loro per evitare dispersioni di questo genere?

Come mai i Sensei sopra citati non fanno una bella tirata d'orecchie alle rispettive persone che li chiamano una volta resisi conto del fattaccio?

Se sono consci che il loro Aikido non è "L'AIKIDO", ma una sua buona espressione, in grado di aiutare gli studenti nel proprio percorso nella disciplina, tutto dovrebbero volere TRANNE entrare concorrenza con il buon lavoro di un collega, che potrebbe aiutare anche i PROPRI allievi!

Banale, no?

NO, a quanto pare... perché nessuno dei 2 sembra che si farà indietro per lasciare il posto all'altro (fra due gentiluomini la lotta dovrebbe essere proprio questa!), nonostante il problema possa non essere stato creato per negligenza loro: lo ripetiamo, dovrebbe essere messo in gioco l'interesse collettivo, non quello personale... o di una Scuola o stile...

E a noi piace questo andazzo?

A noi no... e troviamo che queste organizzazioni abbiano ben poco da "imitare" rispetto all'etica della quale spesse volte ci si riempie la bocca.

Non considerare i bisogni altrui, significa non considerare le esigenze di se stessi... sia secondo Morihei Ueshiba, che secondo il fisico olografico David Bohm... se veramente TUTTO è UNO.

Ma questi, oltre a pontificarlo vicino ad un kamiza, lo sanno... e lo vivono?

A voi il giuizio sulla base dei fatti: ognuno "fa e disfa", come se fosse il protagonista di una commedia nella quale recita da solo...

Certo che se l'allievo in basso a destra iniziasse a prendere in mano la propria esperienza dell'Aikido senza seguire ciecamente i dettami dell'organizzazione di cui fa parte, potrebbe pure incazzarsi una cifra rispetto al fatto che chi dovrebbe patrocianre la sua pratica... in realtà pensa solo ai propri interessi, a discapito di tutte le filosofie di questo mondo!

Innanzi tutto potrebbe iniziare a disertare simili stage in occasione di concomitanze proprio per far sentire la sua disapprovazione: tranquilli che i Sensei avrebbero comunque garantiti i loro rimborsi spese, ma fare lezione davanti a 12 persone anziché 120 farebbe derizzare le antenne un po' a tutti gli interessati!

Noi inizieremo a non esserci... almeno!

Alcuni credono che il Web serva a poco in Aikido, e non diciamo il contrario, ma certo è che oggi più che mai c'è la possibilità di non lasciarsi fregare, né di aderire ad iniziative che puzzano di incoerenza.

Non diciamo che sia questo il caso, ma scuramente viene da riflettere quando accadono simili cose sull'effettiva volontà pratica di collaborare nel mondo dell'Aikido anche con realtà diverse dalla propria... cosa che ovviamente va nella direzione opposta a creare momenti di scelta obbligata e di divisione...

Ma forse non siamo ancora li, e da imitare per il momento c'è proprio solo il movimento di polso che "i grandi" esibiscono magistralmente durante le loro tecniche: un po' poco dal nostro punto di vista... perché se ci fosse interessato solo quello, avremmo forse scelto il tennis!


L'argomento è importante, vasto e controverso, perciò ci piacerebbe conoscere la vostra posizione ed esperienza in merito, in modo tale da far emergere punti di vista alternativi... alla ricerca di ciò che speriamo ci sia sfuggito.

Un grazie in anticipo a chi vorrà intervenire, a chi vorrà dare qualche consiglio pratico a PIPPO!




4 commenti:

Nino Dellisanti ha detto...

Marco tutto condivisibile ma irrealizzabile. 52 we in un anno sono niente.... sono pochi e se anche si riuscisse ad evitare la concomitanza di due eventi ne rimangono altri 200 di eventi. A mio parere la concomiranza non è un problema se vi è libertà di scegliere. Di andare qui, lá.... e di non andare. Cosa che non sempre è garantita... per il resto... È la libertá bellezza! Il fatto è : sono utili i seminari alla causa dell'aikido? La risposta, la mia, è no! Brutale e totale... al più sono un utile mezzo di socializzazione della pratica ... ma in questo caso , se l'utilitá è questa, la maggior offerta è cosa buona e inevitabilmente giusta. La vita è concomitanza di occasioni. L'aikido solo una di queste.
Nino

Dijego ha detto...

Il Maestro Dellisanti ha espresso correttamente quella che è la realtà dei fatti sebbene la sua visione sia frutto di molti più anni di pratica rispetto a me. Il seminario è utile se sentito dal praticante, se desiderato. Altrimenti non si sale sul tatami con il giusto atteggiamento e tutto diventa sterile. La concomitanza è uno degli effetti ma ritengo che la causa prima di dissapori, incomprensioni et simila sia da ricercare nel fatto che molti non praticano considerando l'Aikido come Budo. Nel senso più classico del termine e più trasversale, da Okinawa a Osaka a Tokyo passando per Iwama. Però un incoraggiamento a Marco nel proseguire con i suoi "perché" in quanto sono i giovani "obbligati" a portare nuova linfa vitale al "mondo dei padri". Diego

Osvaldo Righetto ha detto...

Ciao Marco.
Mi trovo totalmente daccordo con il M° Dellisanti, cioè vedo alcune concomitanze...ma è innegabile la pluripresenza di svariati Sensei, che, girano il mondo anche impreziositi dal movimento nato nel web...( ecco un argomento per l‘Aikido Seminar Blogger) allora vediamola come un' opportunità di scelta.
Oggigiorno l‘ Aikido è presente e vivo in diversi Ryu o scuole di pensiero ...quindi, se oggi voglio attingere dall' Iwama andrò da tizio, se voglio fare Tendo andrò da Caio.
resta cmq una possibilità di imparare per scelta personale nel nostro Do.
la cosa che dovrebbe farti arrabbiare è che per una ragione o l‘altra non sei potuto andare ne da uno ne dall' altro, cone è successo a me oggi....per il giovane Kiù a voglia a fare stage ve ne saranno a migliaia nella sua vita...
un abbraccio il tuo amico Ovo San

Anonimo ha detto...

E' facile travisare il significato di un post del genere. Molti potrebbero intendere che l'autore voglia un'organizzazione più efficacie che permetta a tutti di seguire qualunque seminar di Aikido senza rinunciare a niente. Seguendo però gli altri post si capisce invece quanto l'autore abbia una visione più ampia rispetto all'Aikido e alla sua comunità. Non vede quest'ultima solo come una categoria di individui che compie un'attività simile in una palestra, così come non vede l'Aikido come un'attività fine a sè stessa. Mi è sembrato che l'autore veda nell'Aikido una possibilità per migliorare le persone e quello che ci circonda. Da questo la necessità di voler vedere dai Maestri la volontà di pensare molto meno ai propri interessi e al loro orticello. Possiamo vedere tanti piccoli orticelli come entità separate, oppure vedere il loro insieme come un grande e unico giardino.

Tommaso