lunedì 30 gennaio 2012

Il Ki, i limiti delle parole, dell'umiltà e della paura

Affrontiamo quest'oggi un'analisi di una delle più controverse vicende accadute nell'ambito dell'Aikido.

Ci riferiamo alla storica decisione dell'ormai scomparso Koichi Tohei Sensei di abbandonare l'Aikikai e di fondare sin dal 1971 una sua organizzazione, cui diede il nome di "Ki no Kenkyukay" (Ki-Society International)


Troverete al seguente link parecchio materiale che descrive gli avvenimenti storici.

Alla base degli attriti fra il Maestro Tohei, allora Capo Istruttore all'Honbu Dojo di Tokyo, vi era l'esplicita reiterata richiesta da parte degli altri Istruttori dell'organico che egli non inserisse nella sua didattica sul tatami gli esercizi specifici per lo sviluppo del Ki, che invece egli al tempo iniziava ad utilizzare con regolarità e convinzione. I personalismi erano mal tollerati...

Essi non erano parte integrante della tradizione lasciata dal Fondatore, che ad esempio NON li utilizzava in modo così metodico e costante... quindi i conservatori addivennero al fatto che quello NON poteva essere ufficialmente Aikido.

Lo strappo incolmabile avvenne poi nel 1974, con l'abbandono dell'Aikikai ed il prosieguo nella direzione che questo grande Maestro aveva già intrapreso personalmente da alcuni anni.


Seguirono poi lettere inviate da Tohei Sensei a molti Dojo sparsi in tutto il mondo... che in qualche modo avvertivano di questa separazione, la motivavano secondo il suo punto di vista ed implicitamente chiedevano di "schierarsi" a fianco dell'Ex Capo-Istruttore dal quale erano stati patrocinati fino ad allora (anche con numerosi seminari in diversi continenti), oppure di mantenere la propria posizione all'interno dell'Aikikai, rinunciando però alla sua supervisione.

Inutile dirlo che fu il caos nella società Aikidoistica: coloro che consideravano il loro Aikido coincidente con Tohei Sensei (un personaggio, un Maestro) lo seguirono... mentre quelli che tenevano in alta considerazione l'avere un prosieguo costante con la famiglia Ueshiba (un casato, una tradizione, un lineage) rimasero in seno all'Organizzazione storica di quest'ultima.

E' però interessante comunque... già a questo punto, stimolare alcune riflessioni.

Dai documenti risulta che Koichi Tohei fu L'UNICA PERSONA a ricevere il 10º dan direttamente da O' Sensei in modo ufficiale e comprovabile, mentre questi era ancora in vita.

Pare anzi che egli avesse già rifiutato in precedenza questo riconoscimento, ma che accettò sull'onda di un'esigenza "politica" di innalzare i gradi a tutti gli Istruttori del tempo (fino ad allora era stato al massimo concesso l'8º dan): evidentemente il Fondatore riteneva opportuno che all'allievo Tohei venisse riconosciuto il plus-valore rispetto ai pur abili altri Insegnanti che egli aveva negli anni formato.

Morihiro Saito Sensei ha dichiarato numerose volte durante alcuni seminari internazionali la sua sensazione che Koichi Tohei fosse stato realmente la persona che più si fosse avvicinata alle vette dell'Aikido del Fondatore.
Se ce ne fosse bisogno, una bella conferma di ciò che Morihei Ueshiba aveva voluto testimoniare con questo conferimento di grado così straordinario!

Dire che "sei 10º dan", non è come dire "che sei bravo", ma piuttosto è come affermare "che sei l'Aikido in persona". Detto poi dal Fondatore dell'Arte ci pare un riconoscimento non da poco.

Cosa avvenne però?

Che qualcuno ritenne di sapere meglio di O' Sensei cosa fosse o non fosse l'Aikido...
... chiedendo formalmente a Tohei Sensei di attenersi alla didattica standard.
Trema la fiducia? L'umiltà che vacilla? Cospicui interessi da difendere?

Bella spocchia!
Vai dal tuo superiore e gli dici quello cosa deve fare per andare "bene"!
Ma stai parlando con un cretino?... non ci sembra proprio... Avrà saputo bene cosa stava facendo... no?

NO... "l'Aikido è questo, QUINDI NON è quello"!
Il limite del linguaggio: cos'è "l'Aikido"?!

- E' fare le tecniche a seguito dell'Aikitaiso?

- E' rendersi conto che esiste un'energia da far fluire e che essa pervade ciascuno di noi, ancora prima di essere attinta dal proprio aggressore?

- Entrambe le cose?

Non sono stati concordi su una definizione di lavoro da compiere per ottenere un risultato?... O sul risultato stesso da ottenere?

Già molto prima dell'Aikido in Giappone si era sviluppato il Budo, ossia la capacità di indagare se stessi per mezzo delle arti tradizionali di guerra: il "BU" (la conflittualità) è divenuto un "DO" (la Via), cioè un percorso.

Doveva quindi già essere chiarto che il valore aggiunto è percorrere la strada, non la destinazione!
Non affermiamo che è indifferente dove ci si dirige, ma che è infinitamente più importante comprendere con che qualità lo si fa.

Nulla, questo è stato considerato secondario: il COME ha diviso.

Ma non è tutto qui...

E' abbastanza comune che quando si "cambia rotta" rispetto al luogo ed alle norme nei quale si è cresciuti venga attribuito un nominativo alla nuova strada intrapresa, in modo da poter fare anche verbalmente un distinguo... (sempre che sia realmente un'altra innovativa direzione!).

Distinguersi significa affermare: "non sono più quella roba LI", "da oggi sono questa QUI".
La filosofia però insegna che ciò che ha nome e forma è illusorio e temporaneo...

E come ci chiamiamo adesso che non facciamo più Aikido?

Ki no Kenkyukai nasce dall'esigenza specifica di focalizzare l'attenzione sull'unificazione della mente e del corpo tramite il movimento: gli aspetti marziali sono vissuti come secondari a ciò (non affermiamo "assenti", si noti, solo "secondari").
Questo gruppo venne presto ribattezzato "Shin Shin Toitsu Aikido" e quindi "Ki Society", la Società del Ki... proprio per la grande enfasi posta su questa particolare ricerca.

Viene ufficialmente riconosciuto come quell'Aikido specializzato a rilevare e rendere visibili le interazioni del Ki.

Il passo successivo è stato riferirsi a questa organizzazione come Ki Aikido: attualmente questo gruppo è internazionalmente noto con questo termine.

Ma che cosa vuol dire "Ki Aikido"?
L'Aikido "con il Ki"?
Esiste un Aikido "senza Ki"?

Nuovamente il linguaggio tende ad essere confusivo e non evidenzia la ragione che lo ha creato (una differenza di vedute sulla medesima "cosa").

Ed una persona che vuole iniziare a fare il poercorso in seno alla nostra Arte dove si iscrive: ad un Dojo di Aikido o di Ki Aikido?

In Giappone, durante lo scorso secolo, due "fazioni" si sono fatte la guerra... ed a noi oggi viene ancora chiesto di schierarci e di continuare a combatterla!

Se si conferisce maggior enfasi a ciò che divide rispetto a ciò che unisce, accadono però paradossi ancora più grandi...


Tempo fa, in un nostro viaggio in Giappone, abbiamo preso contatto con la Sede Centrale della Ki Society, chiedendo gentilmente di poter avere informazioni in merito a Tohei Sensei (al tempo ancora in vita)... poiché avevamo notato on-line che non comparivano più aggiornamenti del suo stato e delle sue attività degli ultimi anni.
Abbiamo richiesto un appuntamento (per una intervista) e già che c'eravamo anche la possibilità di andare ad allenarci in un loro Dojo.

Ci è stato chiesto se eravamo in possesso di gradi Aikikai... e noi siccome dobbiamo avere spesso a che fare con Organizzazioni differenti ci siamo abituati a collezionare titoli diversi, in modo da avere sempre nel cappello magico ciò che serve quando ce lo richiedono...


Ma quando abbiamo risposto di si è accaduto il finimondo!

Siamo stati bombardati di domande, manco fossimo spie dell'Honbu Dojo in incognito... ci è stato detto che la Società del Ki non aveva intenzione di rilasciare informazioni su se stessa e sul suo Fondatore che potessero essere rese pubbliche...

Ma soprattutto ci è stato richiesto di fare formalmente rinuncia dei nostri gradi Aikikai (per iscritto!), affiliarci alla Ki No Kenkyuokai... se volevamo essere ricevuti e praticare una lezione con loro!

Ora... conoscere Koichi Tohei sarebbe stata una grande emozione, intervistarlo e sapere direttamente da lui aneddoti su O' Sensei una incommensurabile delizia... ma noi eravamo solo di passaggio a Tokyo ed eravamo curiosi di incontrare una realtà così importante a noi sconosciuta, TUTTO QUI!


L'esigenza di lasciare la nostra identità fuori dalla porta, per quanto polimorfica, ed abbracciare il credo di qualcun altro per avere la possibilità di interagire con esso, ci è parso perlomeno esagerato e limitante.

Ma non è che per studiare il Ki questi impiegati avevano sviluppato qualche strana forma di autismo!?!

Magari siamo capitati male noi ed abbiamo incontrato i fondamentalisti giapponesi di questo Gruppo, ma sentire la loro esigenza di NON voler avere nulla a che fare con gli Aikidoka (loro dichiaravano di appartenere ad un'altra "categoria" di persone), ci è parso contrario sia agli insegnamenti di O' Sensei, che a quelli di Koichi Tohei Sensei!

Non eravamo la per microfilmare la struttura, lo ripetiamo, né volevamo portare via un po' del loro Ki... forse più che altro scambiarlo con il nostro...


A cosa serve divenire consci dell'energia dell'Universo se poi si teme di scambiarla?

Chi fa parte della Ki Society, si considera Aikidoka oppure no?

Ci sono scuole di pensiero che avrebbero già voluto far scomparire il termine Aikido dalle loro pratiche, proprio per accentuare il distinguo.
E distinguere non è un peccato, se realmente lo si fa di cose distinte.

Ed è paradossale che questo messaggio giunga da scuole fondate da persone che avevano l'intento di unire.

Forse con le parole ci si inganna, perché in esse non sempre emergono i principi.
Il linguaggio comune è perlomeno equivocabile, cosa che è un dato di fatto.

Le interpretazioni possono distinguersi ed è bene che lo facciano, anche perché non siamo fortunatamente tutti uguali: peccato quando ci si scorda però di essere simili, per provenienza, caratteristiche e direzione.

Tutti infatti cercano tutto nell'Aikido (o "in quella cosa li" che si fa con il gonnellone), solo che pochi se ne rendono conto: saper percepire e gestire la propria energia interna NON è una pratica in controtendenza ad utilizzare questa energia negli scambi relazionali o, ancora, in quelli marziali.

Quindi ci sono Aikidoka che sono stanchi di sentire parlare di "efficacia" marziale e vorrebbero approdare ad un livello più sottile della pratica.

NO: "Aikido wa ichiban Budo desu!"... "L'Aikido è prima di tutto un'Arte Marziale!", tuonava un famoso Sensei!
 "Prima di tutto" ok, ed in seconda istanza può essere anche altro?
Forse si...

Così i praticanti di Ki Aikido sentono comunque l'attrazione verso gli aspetti più "marziali" della disciplina, quelli cioè che hanno avuto modo di affrontare meno.
Non ricordano però che ci sono fior fiore di Dojo che si sono occupati prevalentemente di quello, quindi scimiottano improbabili randori nei quali con un attaccante sincero non rimarrebbero in piedi una manciata di secondi!

Ci sembra una dinamica nella quale mezzo mondo corre dietro all'altra metà che scappa, perché vuole seminarlo.
Tanto movimento, ma poi se ci si fermasse un attimo e si dialogasse molte differenze nel prossimo verrebbero valorizzate anziché combattute.

Sicuramente l'orgoglio, la mancanza di umiltà e la paura di perdere anche quella poca miseria che si possiede fanno la differenza in questa interazione ridicola tra "figli diversi dello stesso padre".

Tant'è che questo è talvolta l'Aikido oggi: se si vuole fare qualcosa per modificarne la tendenza, è bene prima prenderne coscienza senza paura.

Il linguaggio è limitante, l'uomo stesso è limitato... però è in grado di far nascere cose stupende dal suo operato, e la storia è testimone delle sue potenzialità, oltre che delle sue brutture.

Siamo certi peraltro, che se leggete queste righe apparterrete alle persone più sensibili a creare la pace per voi, anziché combattere le guerre degli altri.

Non è in previsione una imminente riconciliazione fra Aikikai e Ki no Kenkyukai... ma i gestori di domani di queste organizzazioni, adesso sono solo infanti... e noi saremo i loro Insegnanti...

2 commenti:

Eilan ha detto...

Leggo solo ora questo interessante articolo/argomento, e noto con rammarico, che non vi sono stati commenti... La mia riflessione nasce da un profondo sconforto nel dover costatare le affermazioni, aime' purtroppo corrette in quanto vi è scritto e Purtroppo sento spesso e continuamente discorsi sulla divisione fra le parti, fra chi è piu e chi è considerato meno...
Non voglio dilungarmi oltre un argomento gia da Voi ben trattato ed esposto, ma per una volta, mi piacerebbe che le divisioni, che già affliggono il nostro mondo da parecchi milleni, fossero per una volta per tutte abbattute e sconfitte dalla voglia di praticare un Arte in pace e armonia, cosi che la memoria di chi la fondata possa dirsi orgogliosa dei tanti suoi figli a cui (in teoria e meno nella pratica)dovrebbe aver indicato una Via cosi stupenda e magica, senza dover mettere anche nell'Aikido dogmi o fazioni inutili e controproduttive sia all'auomo, inteso come razza, sia al genere umano in generale, perchè a volte sarebbe decisamente meglio percorrere la strada mano nella mano anzichè in continua lotta fra persone che credono di avere la verità in tasca, dimenticandoci che ogniuno di noi ha principalmente un cuore il motore che dovrebbe guidarci tutti verso un fine ultimo e infinito di serenità e amore.

Sò che è un utopia, ma credere nei sogni da speranza... Credere che un giorno potremmo comprendere che la ragione per cui siamo venuti al mondo ci conduce tutti, indistintamente da ceto e/o razza e credo nella medesima direzione infonde coraggio... Credere di potersi migliorare da fiducia... Credere in noi stessi ci infonde stima... Ma credere da soli e per se stessi è inutile quando i nostri credi ci dividono e ci uccidono prima che nel corpo nelle nostre menti.

Allora sarebbe bene lasciare che le nostre energie si fondano e creino un unico grande Ki che possa finalmente sovrastare le voci e possa farsi sentire in ogni parte del creato.

E.

Giuseppe Golin ha detto...

Grazie per l'intervento...
Pratico da 34 anni la scuola del KI e vorrei esprimere semplicemente che tutto quanto è stato esposto è corretto, ma so perfettamente che l'universalità delle cose è esistita ed esisterà oltre l'uomo. quindi il mio intento è quello di insegnare e diffondere i principi dello shn shin toitsu aikido e per questo ringrazio tutto e tutti quanti anno contribuito a permettermi di farlo.
le polemiche e conflitti tra persone a me personalmente non interessano.
(ritengo personalmente che molte decisioni sul tema in questione, siao legate a fattori di interesse economico evidenti a tutti!)
Giuseppe Golin