lunedì 7 ottobre 2013

Genitori a bordo tatami: problema/risorsa poco conosciuta

Chi di noi insegna regolarmente ai più giovani certamente è conscio di quanto delicata ed entusiasmante questa esperienza possa risultare!

Ogni fascia di età (noi abbiamo cuccioli di essere umano dai 4 anni in su...) ha le sue caratteristiche, prerogative, esigenze...

... quest'oggi però vogliamo toccare un argomento abbasta tabù nel nostro ambiente, ossia quello delle famiglie che stanno dietro ai bambini/ragazzi iscritti ai nostri corsi.

Un elemento di sicura importanza, specie per accompagnare i più giovani ad uno sviluppo sano ed armonico sul tatami nel loro percorso in seno all'Aikido!

C'è notevole confusione spesso da parte dei genitori che vengono ad accompagnare i figli a fare "la prova" della nostra disciplina: talvolta per loro Aikido, Judo, Karate... sono un po' tutto la stessa cosa... e si rivelano veramente pochi quelli che si sono informati e che quindi tentano di far intraprendere ai ragazzi l'Aikido perché sanno di cosa si tratta e perché credono che sia qualcosa di positivo per le esigenze specifiche dei loro figli.

La maggior risorsa di questi genitori che amano approfondire è il Web: si tratta di neo-trentenni, che sono abituati forse per lavoro ad utilizzare la rete... e quindi lo fanno con disinvoltura anche per organizzarsi al meglio nel privato.

Chi sostiene che il Web non farà mai la differenza in Aikido, forse non è ben conscio invece della visibilità che ha acquisito proprio grazie alla rete. Sta a noi - addetti ai lavori -, quindi far trovare informazioni chiare per farli districare nella giungla delle offerte di corsi per bambini ed adolescenti.

I genitori sani poi, solitamnete hanno a cuore anche di chiedere di tanto in tanto qualche feedback sull'operato dei figli al corso, così come sono i primi ad offrirne se si accorgono che l'Istruttore di turno "farebbe bene a sapere" di qualcosa di importante che riguarda il giovane Aikidoka, magari accaduto a scuola o a casa.

Si collabora, insomma: i più giovani si vengono a trovare al centro di una rete sociale che mira all'integrazione armonica dei loro vissuti... con adulti che sanno parlarsi e fare "Équipe", in un certo senso... e ciascuno con le sue ampie o limitate responsabilità, a favore di un'azione educativa proficua e sicuramente NON a compartimenti stagni!

Sono pochi però questi "genitori risorsa"... che fanno alzare i figli di domenica se c'è il raduno di Aikido, perché sanno quanto a loro possa fare bene stare con i coetanei ad imparare, divertirsi e fare gruppo...

La maggioranaza delle famiglie pare invece "sbolognino" i figli a corsi come i nostri, quasi tanto per riempire alcuni "tempi morti" dei loro pomeriggi settimanali.
"I ragazzi devono fare un po' di attività fisica... fa bene... fammi vedere cosa c'è: Rugby, Aikido, Pallacanestro... si va ad Aikido perché sono comodo con orari elocation, uscito dal lavoro!"

Non che l'interazione con l'Insegnante in questi casi sia sempre insignificante o superflua... solo che si parte già in salita: vai te a spiegare a certa gente che in un Dojo i suoi figli non ci verrebbero proprio solo a fare una sudata!

Poi ci sono quelli in balia delle loro creature (di 5 anni...), che non riescono più a "gestirli"... che sono state giudicate "iper-attive" dagli Insegnanti scolastici, o alle quali è stata diagonostica la A.D.H.D., la "sindome da deficit di attenzione" ... che vengono a bordo tatami e ti dicono: "Maestro, mi aiuti lei... io non so più cosa fare... gli dia lei un'inquadrata!"...

Non è sempre così ovviamente, né vogliamo apparire troppo leggeri in merito a serie problematiche salute di alcuni bambini e ragazzi: ma ci si è mai chiesti se esistesse questo "disturbo" prima di conferirgli un nome inglese altisonante (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder) e diagnosticarlo in ogni bambino "un po' vivace"?

C'erano ragazzi particolarmente monelli quando eravamo piccoli noi? Crediamo proprio di si... forse li si chiamava "monelli"...

I giovani sono più svegli di un tempo, quindi riescono a prestare meno attenzione duratura a scuola... ad esempio, perché si annoiano, in quanto i loro ritmi sono molto MENO lenti di quelli dell'insegnante medio... e quindi vanno ad occuparsi di qualcosa che stimoli di più la loro intelligenza ed attenzione.

Non è facile interagire positivamente con soggetti che hanno bisogno di continui stimoli e richiami... ma se si è un Insegnante o un genitore non si dovrebbe più di tanto essere spaventati da una simile eventualità: è solo routine quotidiana... e si chiama "senso della disciplina"!

Ma per alcuni genitori questo è "davvero troppo", i figli non li ascoltano più, appaiono anarchici, ingestibili, maleducati... e quindi te li portano perché tu... Maestro di Aikido con poteri messianici... possa riportare ordine nel groviglio di caos di una famiglia dai genitori spesso semplicemente più assenti o meno competenti di quanto sarebbe necessario.

Eh no, non funziona così!

Cosa possiamo fare noi per questi giovani se offriamo i benefici di una disciplina psicofisica per un paio di ore alla settimana (il sistema delle regole, la condivisione del gruppo, la responsabilità verso i compagni più giovani in pratica... la gioia di divertirsi in modo sano)... se poi la rimanente parte del tempo viene trascorsa davanti alla TV, a picchiare la nonna, a centrifugare il gatto in lavatrice?

Noi possiamo fare molto, ma se poi alle spalle c'è una FAMIGLIA che avvalora i rimandi che offriamo ai ragazzi, non che li contraddice!

E' molto importante considerare la portata di queste tendenze, secondo noi...

Parliamo anche di quei genitori (più mamme, in realtà...) che temono che il figlio "muoia sul tatami", ... a causa della "severità" del Maestro... o di disidratazione (per la richiesta dell'Insegnante martire di turno di non bere ogni 5 minuti), che vogliono assistere alle lezioni, in modo da tenere "sempre sotto controllo" ciò che accade al loro piccolo cucciolo di uomo/donna e come esso/essa si comporti al Dojo.

Ma lasciateli vivere sti ragazzi... lasciate che si confrontino sul serio con il gruppo dei pari e con l'autorevolezza dell'Insegnate, in fondo ce li affidate proprio per questo!

I genitori che si appollaiano a bordo tatami talvolta - se non disturbano parlando fra loro - risultano un vero e proprio freno al benessere dei neo-Aikidoka.

Ad ogni 2x3 si gireranno per cercare uno sguardo di approvazione del "genitore-chioccia" presente, così come tenderanno a volersi rifugiare fra le sue capienti braccia nel caso in cui il Maestro richieda con energia più disciplina e rispetto... o semplicemente qualcosa che all'Aiki-teppista di turno non piaccia troppo!

Le Arti Marziali offrono un percorso educativo completo, oltre ad un'attività psicofisica adatta alla giovane età: questi bambini/ragazzi diverranno adulti sani sia se avranno imparato a muoversi, sia se sapranno come relazionarsi al prossimo (sia ai pari, sia alle autorità di turno).

Cari genitori, voi avete un peso inestimabile nelle possibilità di successo di tutto ciò!

Scegliete con oculatezza un Insegnante che possa avere "i numeri" che vi convincano, quindi collaborate con esso, fatevi percepire dai vostri ragazzi al suo fianco... per offrire quel valore aggiunto di supporto che solo un papà ed una mamma possono dare a bordo tatami, sia perché avete effettivamente deciso di offrirlo...

... sia perché opterete di aspettare nella RECEPTION durante le lezioni!


2 commenti:

Rino Bonanno ha detto...

Ottimo articolo che mi dimostra che siamo in tanti come insegnanti di Aikido ad incontrare le stesse problematiche!

fondazione piccolo rifugio ha detto...

Buongiorno, scusi se vado fuori argomento, ma volevo segnalarle questo finanziamento governativo per un progetto di aikido per persone con disabilita': http://www.piccolorifugio.org/lista-news/2013/ottobre/il-dipartimento-per-le-pari-opportunita-premia-laikido-al-piccolo-rifugio-di-vittorio-veneto-e-ponte-della-priula.aspx