lunedì 8 aprile 2013

Juken Waza: l'arma dimenticata dell'Aikido

L'Aikido è passato per un vero e proprio processo di formazione, evoluzione e cambiamento di Arti precedenti, delle quali Morihei Ueshiba è stato indubbiamente attento frequentatore.

Molto della tecnica e dei fini di queste discipline si è modificato durante il processo che ha portato il Fondatore a strutturare ciò che oggi noi conosciamo come Aikido.

E' stato un passaggio lento e graduale... forse imprevisto per lo stesso O' Sensei, che non si era sicuramente posto l'obbiettivo "il prossimo lunedì, alle 17... mi invento una nuova Arte Marziale!"

Quindi è naturale che anche molte delle pratiche nelle quali Morihei Ueshiba si è imbattuto siano state un punto di passaggio che poi siano state tralasciate a favore di nuove esperienze.

Oggi vi vogliamo proprio parlare di una di queste pratiche: il [銃剣] juken waza.

Questo strumento è il surrogato in legno della baionetta, esattamente come il bokken lo è della katana: il Fondatore è vissuto a cavallo di due Guerre Mondiali, in un periodo storico nel quale aveva ancora parecchio senso l'utilizzo di un'arma che potesse essere utilizzata a distanza contro un nemico e ri-utilizzata in altro modo nel caso che questa distanza venisse a ridursi drasticamente e quindi si giungesse ad un corpo-a-corpo.

Ai suoi tempi, specie dal 1940 in poi, l'esercito regolare si addestrava ordinariamente all'utilizzo del fucile con la baionetta... quindi pare assolutamente realistico che un Insegnante come Morihei Ueshiba si fosse posto il quesito di come porsi in caso di una simile aggressione armata da parte di uke...
Nacque quindi una fusione fra l'Aikido DI ALLORA e le tecniche realizzabili con il Juken: armonizzazioni, combattimenti... disarmi, e tutto quanto di più utile si potesse intendere.

Attualmente non si pratica sicuramente juken dori (presa della baionetta), con la stessa frequenza con la quale ci si esercita nel jo dori (presa del jo) o nel tachi dori (presa della spada)... ma la cosa interessante è quanto di questa vecchia pratica sia rimasta intrisa negli sviluppi successivi che l'Aikido ha avuto, e che quindi ancora notevolmente può influenzare gli esercizi che noi tutti siamo soliti fare sul tatami - magari anche ignorandone la provenienza storica!

Noi siamo stati particolarmente fortunati, in questo senso, poiché nel periodo in cui Marco Rubatto fu uchideshi in Francia nel Dojo di Daniel Toutain (uno degli allievi occidentali principali di Morihiro & Hitoira Saito Sensei), egli ha avuto modo di studiare ed approfondire questa pratica, che più volte ha avuto modo di condividere durante le nostre lezioni.

Già da qualche anno, infatti, tramite un ordine relativamente costoso di juken in Giappone (non si trovano molte baionette di legno alle nostre latitudini!), ci svariamo ogni tanto con la pratica di qualche "amarcord", che ci aiuti a cogliere l'importanza della storia e della tradizione nelle pratiche nelle quali siamo soliti immergerci.

Vedendo che on-line non si trova nulla su questo aspetto storico dell'Aikido, ed avendo il piacere di condividere con ciascuno di voi le nostre esperienze...

... una sera abbiamo portato una telecamera al Dojo ed abbiamo filmato una lezione in cui si utilizzava il juken, poi ci siamo messi a cercare un po' di materiale storico che connettesse il Fondatore a questa pratica, in particolare al juken dori (presa della baionetta)

Siamo stati anche fortunati, poiché pareva che tutti i documenti trovati rispecchiassero fedelmente quello che Marco ci ha proposto a lezione - senza che ovviamente la cosa fosse in alcun modo stata preparata!

Quindi... come sempre... senza intenzione di insegnare niente a nessuno, né di creare inutili video didattici, eccovi il reportage di quella sera in cui abbiamo deciso un "famolo strano"... anche a beneficio di coloro che tra voi non hanno ancora avuto modo di sperimentare questa cosa in prima persona.

Buona visione del video... che va gustato fino al termine dei titoli di chiusura... ma OCCHIO A SCHIVARE LE PALLOTTOLE VAGANTI!

4 commenti:

Stefano (da Trieste) ha detto...

Marco i miei complimenti!

Anonimo ha detto...

Bel lavoro, molto interessante,

A voler cercare il pelo nell'uovo, un'unico appunto la dinamica dello tsuki che mi sembra troppo enfatizzato, consiglio di dare un'occhiata alla dinamica di esecuzione dei praticanti di jukendo,

Altra questione, il juken che fucile-baionetta simula? Perchè più volte nel video sembra che si afferri il juken troppo vicino all'estremitá che in molti fucili in uso in epoca meiji equvale a afferrare sulla baionetta o quasi

Prendete questi appunti con serenità sono impressioni di un signor nessuno

Che vi possano servire per continuare questa interessantissima ricerca

André Cognard ha detto...

Complimenti per questo filmo e la ricercache evidenzia. Ce sono troppi persone che cercano a inventare cose nuove quando il lavoro di O sensei non e abstanza studiato. grazie mille

André Cognard ha detto...

Complimenti per questo filmo e il lavoro di ricerca che evidenzia. La messo in parallela del lavoro di O Sensei tramitte le foto e chiara. Grazie veramente