lunedì 11 marzo 2013

Giampietro Savegnago: la determinazione che da esempio di sé

[parlando di Aikido come "Via del Benessere"...]

"Le immobilizzazioni per esempio aiutano a sciogliere le tensioni del corpo, gli irrigidimenti.

L’Aikido libera la testa, lavora sulla percezione nel suo insieme, ascolta sia il fisico che la mente.

Anche le cadute, per esempio, quando si possiede una certa pratica, portano a un riequilibrio interiore, una specie di “massaggio interno”. Per questo la pratica porta a un benessere completo della persona"

[Giampiero Savegnago Sensei]

Il 3 marzo scorso ci ha lasciati Giampietro Savegnago Sensei, dan della Scuola Kobayashi Ryu... uno degli Aikidoka italiani che forse ha portato più in alto il nome della nostra disciplina, con l'ESEMPIO.

Esploriamo questa figura un po' più a fondo, anche per tutti coloro che non hanno avuto modo di entrare in contatto con lui direttamente.

Il Maestro Savegnago nacque il 1° novembre 1953 a Vicenza ed iniziò a praticare Aikido nel 1972.

Ha praticato inoltre anche Boxe e Kendo.

Nel 1974 iniziò ad insegnare presso il Judo Club Marzotto di Valdagno, portando in questo modo per la prima volta l'Aikido nella provincia vicentina.

La sua attività di promozione di questa Arte Marziale è stata tale che la provincia di Vicenza ha una delle più ragguardevoli densità di praticanti di Aikido in Italia, fra adulti e bambini.

Dal 1976, Giampietro Sensei è stato allievo del M° Hirokazu Kobayashi, partecipando ogni anno a quasi tutti i suoi stage in Europa.

Nel 1980 si recò in Giappone la prima volta, per ripetere poi l'esperienza in seguito una decina di volte per completare la sua formazione personale.

Ha tenuto stage in Germania, dove ha stretto numerose amicizie e sono state molte le Scuole in costante contatto con lui. Si è recato inoltre periodicamente ad insegnare in Polonia ed in Ungheria.

Dal 1982 è infatti diventato consulente tecnico per la Polonia, dove i praticanti di Aikido sono ormai più di 3000.

È stato per decenni caposcuola dell'Associazione Italiana Aikido Kobayashi Ryu, che conta quasi mille praticanti.

Nel maggio del 2000, un incidente stradale lo aveva privato della gamba sinistra, dal ginocchio in giù.

Una circostanza che avrebbe messo a dura prova chiunque: Savegnago si è ripreso e ha continuato a frequentare il tatami, a frequentare le palestre e ad insegnare i segreti della filosofia dell'Aikido.

In casa si spostava grazie ad una sedia a rotelle, ma indossava una protesi quando doveva uscire e praticare.



Ma molto di più rende questa persona un vero testimonial della determinazione che è in grado di muovere un Aikidoka nella vita.
Il Maestro Savegnago da circa 10 anni era affetto da una forma di mieloma multiplo, che aveva intaccato 15 delle 34 vertebre della spina dorsale.

Nel 2011 "il Giornale di Vicenza" gli dedicò un articolo dal titolo "Con l'Aikido Batto il tumore", dal quale riportiamo il seguente trafiletto.

"Quando gli si chiede come sta, questo "invalido" si alza dalla sedia a rotelle e con una flessione tocca il pavimento con i palmi delle mani.
«L'arte dell'Aikido - spiega - insegna a non disperdere l'energia, ma a coordinarla.
Si vince non sopra l'avversario, ma insieme a lui. L'ho sempre ripetuto negli oltre 30 stage internazionali, che ho organizzato con il Maestro Kobayashi».

È l'adagio che va ripetendo, mentre toglie dall'armadietto alcuni attestati che gli sono particolarmente cari. Come la croce della Pomerania, che gli ha conferito lo Stato polacco, o il riconoscimento ufficiale ricevuto in Ungheria.

È contento che un suo allievo, Antonio Albanese, sia diventato maestro e Direttore Tecnico Nazionale dell'Associazione Italiana Aikido.

Secondo i medici, non dovrebbe nemmeno riuscire a muoversi, tale è l'estensione del mieloma: «Mi dicono che il crollo fisico può capitarmi ad ogni istante. Io ho imparato a convivere con il tumore, tanto che la mia vita quotidiana è assolutamente normale".

Eppure, si muoveva... eccome!

Si muoveva e riusciva a mobilitare la passione dei molti praticanti che lo hanno conosciuto e giudicato indiscutibilmente un Maestro degno di questo appellativo.

«Vivo giorno per giorno fra lo stupore dei medici che mi hanno in cura e mi definiscono, quando mi vedono, un caso clinico unico»

Da dove gli proveniva questa inesauribile forza?

Dall'Aikido o forse era attraverso all''Aikido che si poteva palesare al mondo?

Sicuramente chi più marginalmente immerso nella disciplina rischierebbe di  fissare "il dito che punta la Luna"...

... ma è un dato di fatto che anche attraverso la disciplina, il Maestro Savegnago è riuscito per anni a raggiungere risultati pratici che sarebbero impossibili ai più.

Forse è questo il punto che affascina maggiormente e che lega ad una figura di così imponenti sembianze.
Ed è proprio con le parole stesse del Maestro Savegnago che vogliamo concludere questo Post in sua memoria... dalle quali ancora una volta traspare quanto egli VIVESSE in prima persona ciò che cercava di insegnare al prossimo.

[rispetto all'Aikido]

«Si tratta di un’arte nella quale non esistono punti di arrivo, ma si continua a imparare.
Io pratico da quarant’anni, ma qualche tempo fa, a causa di un incidente, ho perduto un arto. Questo mi ha portato a ricominciare praticamente da zero.

E devo dire che l’Aikido mi ha davvero aiutato a superare i miei limiti.

Ognuno, poi, affronta l’Aikido con il suo spirito, impara a cadere e a ricevere le tecniche. Le tecniche non vengono fatte per fare male al compagno, ma per conoscersi meglio

2 commenti:

V Mattiolo ha detto...

Faccio parte dell'AIAB e pratico L'Aikido del M. Kobayashi. Vorrei ringraziare Marco Rubatto e testimoniare quanto fosse grande la voglia di vivere e praticare di Piero (x gli amici). Ci mancherà molto...
V. Mattiolo

Dijego ha detto...

Avevo appena cominciato a praticare quando lo conobbi ad uno stage. Mi colpì molto il suo Aikido e soprattutto la sua persona. Un vero Maestro.

Diego