lunedì 18 febbraio 2008

Il trasporto delle armi

Di frequente i praticanti necessitano di trasportare gli strumenti utili per la pratica fra casa ed il Dojo, oppure viaggiano con essi verso il luogo nel quale è previsto un evento (Seminario, Koshukai, Gashuku...). Non è però altrettanto noto il rapporto che tale trasporto implica nei termini di legge previsti dalla normativa sulla Pubblica Sicurezza. Così, di tanto in tanto, qualcuno può essere fermato dalle Forze dell'Ordine, che eseguono un'ovvia ispezione, data dal naturale insospettimento per il trasporto di armi.

Riteniamo quindi particolarmente importante offrire ai lettori i risultati di una breve ricerca sul Web, completa dei documenti originali che sono stati trovati per fare luce su quasto fondamentale ma poco conosciuto aspetto legato alla pratica dell'Aikido (ma anche dello Iaido e del Kendo, per esempio).
Innanzi tutto ci si riferisca a tre temi fondamentali:

1 - Cosa viene considerato ARMA;
2 - Autorizzazioni al trasporto di ARMI BIANCHE;
3 - Importazioni di ARMI BIANCHE ad uso sportivo.

Procediamo quindi in tale ordine...

1 - Classificazione delle ARMI:

L’art. 4, co. 1, L. 110/75, prevede la categoria delle cosiddette “armi comuni non da sparo”; in tale categoria, rientrano sia le “armi bianche” come le spade, i pugnali sia gli strumenti dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, come i sfollagente, le mazze ferrate sia i bastoni animati. Per questi ultimi è previsto il porto previa licenza del prefetto. (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia)

Alcune classificazioni semplificate ed esaustive possono anche essere reperite nei siti dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato. In quest'ultimo link compare una netta distinzione fra la detenzione ed il trasporto di spade affilate (katana), rispetto a quelle che non presentano il filo tagliente (iaito): le prime necessitano di una denuncia e di un'autorizzazione mirata ad ogni singolo trasporto, mentre le seconde no, in quanto non considerate strumenti di offesa alla persona.

E' prassi della maggioranza delle questure non considerare armi le spade, le katane, le sciabole e shuriken, se non presentano parti finemente affilate o appuntite. Tali strumenti vengono considerati quindi strumenti sportivi, da arredamento, da uso scenico o da complemento di divisa. Sempre secondo tale prassi, essi non hanno bisogno di essere denunciati alle Forze dell'ordine. Un utile vademecum liberamente scaricabile è stato redatto in merito a "diritto e le armi" da Edoardo Mori, Magistrato di Cassazione.


2 - Autorizzazione al trasporto di ARMI BIANCHE:

E' interessante riportare parte dell'Art. 80 del Testo Unico sulla Legge di Pubblica Sicurezza, in quanto vengono esplicitamente citati gli strumenti utilizzati per le Arti marziali...


"Sono considerati strumenti da punta e da taglio atti ad offendere che non possono portarsi senza giustificato motivo a norma dell'Art. 42 della legge, i coltelli e le forbici con lama eccedente in lunghezza i quattro centimetri, le roncole, i ronchetti, i rasoi, i punteruoli, le lesine, le scuri, i potaioli, le falci, i falcetti, gli scalpelli, i compassi, i chiodi, e in genere, gli strumenti da punta e da taglio indicati nel secondo comma dell'Art. 45 del Regolamento.
Non sono, tuttavia, da comprendersi fra detti strumenti: i coltelli acuminati o con apice tagliente, la cui lama, pur eccedente i quattro centimetri, non superi i centimetri sei, purché il manico non ecceda in lunghezza i centimetri otto e in possesso, i millimetri nove per una sola lama e millimetri tre in più per ogni lama affiancata; i coltelli e le forbici non acuminati o con apice non tagliente, la cui lama, pur eccedendo i quattro centimetri, non superi i dieci centimetri di lunghezza."

"Non sono considerati armi, per gli effetti dello stesso Art. 45, gli strumenti da punta e da taglio, che, pur potendo occasionalmente servire all'offesa hanno una specifica e diversa destinazione, come gli strumenti da lavoro, e quelli destinati ad uso domestico, agricolo, scientifico, sportivo, industriale e simili."

"Pertanto gli strumenti sportivi destinati alle Arti Marziali (uso sportivo) quali spade, sciabole, bastoni, coltelli ecc. non sono considerati armi e quindi non sono sottoposti alla disciplina vigente sulle armi e cioè vendita, detenzione, e trasporto. In ogni caso, il trasporto dei suddetti strumenti, sarebbe opportuno che avvenga accompagnato da apposita tessera o dichiarazione rilasciate dalle società sportive di appartenenza, che comprovino la effettiva condizione di praticante di Arti Marziali e che le armi in oggetto siano custodite e riposte, durante il trasporto, nei contenitori specifici (porta armi)."

Copia dell'originale di tale documento, rilasciato dalla Procura di Torino, è reperibile sul Web grazie al Mo Tu Kan Dojo di Trieste, che fra i primi lo ha reso pubblico. Da tale documento le uniche richieste chiaramente evidenziate sono la non immediata accessibilità delle armi per offendere, grazie ad una custodia nelle apposite sacche, meglio ancora se riposte nel bagagliaio... e una certificazione personale che attesta la propria appartenenza all'Ente Sportivo presso il quale tale attrezzatura è utilizzata.

Altro precedente è costituito dalla richiesta di autorizzazione al trasporto di Armi Bianche da parte di un privato al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Fabriano (AN). Dallo stesso si evince che l'Ufficio ha ritenuto il rilascio di tale autorizzazione non necessaria, se rispettate le due richieste esplicitate nell'Art. 80.


3 - Importazioni di ARMI BIANCHE ad uso sportivo:

Meno frequente, ma altrettanto plausibile è la necessità di importare in Italia armi bianche per uso sportivo. Il distinguo pare nuovamente venire in funzione della loro affilatezza. Questo esclude a priori problemi per jo, juken, boken, shinai.

Un documento originale interessante (sempre pubblicato dal Mo Tu Kan Dojo di Trieste) è quello fornito dalla Procura di Milano in seguito alla richiesta di un privato in merito all'importazione di una spada giapponese. L'ufficio pare non abbia riscontrato irregolarità in tale richiesta in quanto strumenti "non sottoposti alla disciplina vigente sulle armi".


Aikime si augura di avere svolto un compito utile nel proporre le suddette documentazioni, certamente non inedite, ma ancora ignorate da molti che potrebbero invece doversi rifare sporadicamente ad esse durante la loro carriera marziale, magari anche solo semplificando e velocizzando le operazioni di controllo ad un comune posto di blocco delle Forze dell'Ordine.

domenica 10 febbraio 2008

Un'immersione nella storia

Nei propositi di Aikime c'è di offrire uno sguardo a 360º sull'Amata Arte, quindi con il tempo sempre nuovi spunti vengono offerti per ampliare il panorama che la riguarda.

Enti Patrocinanti nuovi vengono aggiunti non appena conosciuti e la bacheca degli appuntamenti si amplia di settimana in settimana, per rendere l'idea di quale grande offerta ed eterogeneità sia presente sul nostro territorio. Un grazie sentito perciò vada alle numerose Realtà che ci hanno segnalato la loro presenza e gli Eventi da esse organizzati.

Ma Aikime stesso è alla costante ricerca di progettualità e approfondimenti inediti: una scelta editoriale precisa è quella di non dedicare su queste pagine troppo spazio a quanto è già facile da reperire sull'Aikido in rete.

Di tanto in tanto, ad esempio proporremo uno scritto inedito sulla vita dei più grandi Maestri della storia... soprattutto su coloro per i quali non è disponibile molto materiale nella nostra lingua. Nei limiti delle possibilità e competenze della Redazione, verranno proposte notizie storiche ed interviste ai "Giganti dell'Aikido", con il fine di comprendere meglio il panorama odierno alla luce dello sviluppo che l'Arte ha avuto anche fra le loro mani.

Per fare questo ci si avvarrà della tecnologia odierna, che per fortuna può rendere attuale un'immagine ed una storia sbiadita dal trascorrere inesorabile del tempo.

Lo studio del passato verrà utilizzato per migliorare la comprensione del presente. Come la foto mostra, si esordirà da Koichi Tohei Sensei, personaggio di spicco nell'Aikido mondiale, fondatore dell'Associazione Internazionale Ki No Kenkyukai e rinomato per essere stato il leader della scuola Shin Shin Toitsu Aikido... che qui compare al centro della foto scattata durante i festeggiamenti del 16 ottobre 1970, in occasione del conferimento del suo 10º Dan!

A presto, quindi... rimanete on-line!

lunedì 4 febbraio 2008

Aiki-Famiglia allargata

C’è movimento quest’oggi all’interno dell’Ibaraki Shibu Dojo di Iwama: una riunione insolita, improbabile, fantasiosa, di tempi moderni e passati sta avendo luogo. Conoscete i famosi protagonisti? Cliccate sull'immagine per vederla ingrandita... e se avete qualche dubbio (e conoscete l’inglese) non esitate a visitare i link legati ai nomi!

Alcuni sono giunti da tempo ed si sono già accomodati a sedere: fra loro possiamo vedere (da sinistra verso destra) Kisshomaru Ueshiba Sensei, secondo Aikido Doshu, Nobuyoshi Tamura Sensei, quindi l’inconfondibile O’ Sensei, nell'atto di proferire parole importanti… Koichi Tohei Sensei e Moriteru Ueshiba Sensei, terzo Aikido Doshu.

Entra un po’ trafelato, di corsa per il ritardo, Gozo Shioda Sensei e subito dietro a lui Rinjiro Shirata Sensei e Shoji Nishio Sensei si godono divertiti la scena; poco più a destra, in abito da cerimonia, raggiunge il gruppo anche Morihiro Saito Sensei, per decenni custode dell’Aiki Jinja di Iwama, mentre Hiroshi Tada Sensei fa segno di riunirsi in cerchio attorno al Grande Maestro.

Molti anche gli assenti giustificati per la serata: fra essi i principali sono Minoru Mochizuki Sensei, Tadashi Abe Sensei, Masamichi Noro Sensei, fondatore del Ki No Michi e Seigo Yamaguchi Sensei... pionieri dell’Aikido in Francia, Hirokazu Kobayashi Sensei, che viaggiò di frequente in Europa (soprattutto in Francia, Italia, Germania), Aritoshi Murashige e Seiichi Sugano Sensei... pionieri dell’Aikido in Belgio (il primo soprattutto), Francia, Lussemburgo Australia e Stati Uniti (il secondo), Katsuaki Asai Sensei e Kenji Shimizu Sensei... pionieri dell’Aikido in Germania.

Non sono riusciti a giungere anche molti Insegnanti d'oltreoceano; fra loro ricordiamo Michio Hikitsuchi Sensei, importante referente per gli U.S.A. e la Francia, Kazuo Chiba Sensei, Mitsunari Kanai Sensei, Akira Tohei Sensei, famosi insegnanti in Europa e Stati Uniti (soprattutto California, Massachusetts, Illinois), ed ancora Mitsugi Saotome Sensei e Yoshio Kuroiwa Sensei, che viaggiarono o risiedettero anch'essi negli U.S.A. per insegnare.

La lista potrebbe continuare ancora, ma probabilmente tutti questi grandi Maestri non avrebbero potuto accomodarsi tutti confortevolmente nello stesso locale, e storicamente non furono infatti mai presenti nello stesso momento.

Si tratta di grandi Praticanti prima ed Insegnanti poi che hanno in comune di essere stati, in periodi e per durate differenti, tutti allievi diretti del Fondatore dell’Aikido (tranne forse Moriteru Sensei, diciottenne alla morte di O’ Sensei, che però oltre ad esserne il nipote è attuale Doshu della Fondazione Aiki di Tokyo e Chairman perpetuo della Federazione Internazionale di Aikido - I. A. F. - dal 1999).

Hanno accettato di riunirsi per questa curiosa ed inedita “Aiki-Convencion”. Quale sarà il tema all’ordine del giorno?

Il loro Grande Maestro ha chiamato ciascuno di loro al suo cospetto per discutere insieme sulle sorti future dell'Amata Arte: come tramandarla, cosa considerare prioritario, su cosa puntare maggiormente in futuro rispetto alla pratica ed alla filosofia che la caratterizzano.

Le opinioni, com'è ovvio, sono molte ed a volte contrastanti: c'è chi ritiene importantissimo rendere l'idea di fluidità di movimento ed assenza di forza muscolare, chi predilige una tecnica chiara, pulita, solida ed efficace, chi pensa che ogni cosa perda di valore nei confronti della capacità di sentire e dirigere il Ki... ed altri ancora che hanno opinioni intermedie fra queste, o magari inedite...

Chi avrà ragione?!
Morihei Ueshiba, con pazienza ed attenzione, ascolta tutti i loro punti di vista, tutti i molteplici pareri, nati dalla loro personale esperienza e dai loro diversi caratteri... poi pronuncia sorprendentemente parole che suonano di commiato alle loro orecchie, come se egli avesse esaurito il suo compito fra loro.
Si sente che l'anziano Maestro sta per andare, ma che vorrebbe vedere realizzarsi il suo sogno di un'umanità affratellata anche grazie ad un tatami. Quindi con modestia e fiducia raccomanda semplicemente a ciascuno: "fai del tuo meglio!".

L'Aikido che oggi pratichiamo è in gran parte frutto del contatto diretto fra noi (Aikidoka della 3º-4º generazione) e questi grandi personaggi del presente e del passato... e di conseguenza anche del nostro contatto con l'interpretazione personale che essi diedero dell'opera unica del loro Grande Maestro (non si giudichi ora chi più o meno fedele all'originale, chi migliorativa o peggiorativa) e con le azioni che essi fanno o fecero per portare avanti il suo messaggio.

La responsabilità di chi ha insegnato ed insegna è dunque molto grande, e rifacendoci alla frase di un poeta e di un celebre attore ("Il mondo non l'abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri, ma l'abbiamo avuto in prestito dai nostri figli"), pensiamo tutti che l'Aikido di oggi sarà in grado di influenzare (bene o meno bene) le generazioni di neofiti che verranno, perciò teniamolo presente nel nostro fare.

La riunione è sciolta, ciascuno ritorna la proprio Dojo, al proprio Kamiza, con la rinnovata e chiara idea che la "sua" pratica non è realmente del tutto sua, ma è soprattutto il benvenuto a chi entrerà nel Dojo domani.

Grazie O' Sensei: come al solito, hai dato una grande lezione! Sono giunti tutti da lontano e sono tutte persone molto impegnate, ma questa riunione era importante che avvenisse ugualmente ... e non sarà stato tempo perso.