mercoledì 16 gennaio 2008

Aikido e medicina cinese

La plurimillenaria cultura cinese è stata ormai riconosciuta in modo popolare quale depositaria di importanti conoscenze mediche, ancora non del tutto indagate e/o comprese dalla scienza moderna.

La tesi che nel corpo umano sia percorso da numerosi canali energetici, precisamente tracciabili nell'anatomia è stata un tempo alla base della diagnosi e della conseguente cura di ogni tipo di malessere e malattia (e lo è ancora oggi). All'interno di questi canali, detti meridiani scorrerebbe (in caso di salute) o ristagnerebbe (in caso di patologia) una forma di energia, in Cina chiamata Chi (o Qi)... e dalla quale si è nel tempo delineato il concetto nipponico di Ki, noto a tutti gli Aikidoka.

Pur non essendo questa la sede per un approssimativo riassunto sulla medicina cinese, è importante ricordare che al giorno d'oggi, nonostante la scienza non abbia potuto trovare traccia fisica della realtà di questo assunto, essa stessa conferma che il corpo umano "pare comportarsi" come se queste ramificazioni energetiche effettivamente esistessero e fossero operanti.

La bontà dell'agopuntura, un tempo tanto avvolta da polemica, oggi è fuor di dubbio, tant'è che numerosi Servizi Sanitari Pubblici si appoggiano a Centri che se ne occupano... quando tale pratica non è addirittura prevista al loro interno.

Palliativo al dolore... tecnica di riequilibrio del sistema nervoso... molte cose sono state dette, ma una cosa è certa: la teoria dei meridiani, sebbene non dimostrata, ha dato un riscontro positivo apprezzabile dalle sue applicazioni in campo medico. Ma la scienza è abituata a cose di questo genere.

Un esempio per tutti: è stato supposto che la materia stessa sia formata da
particelle elementari infinitesimali, non perchè queste siano state sperimentalmente scoperte, ma per spiegare i fenomeni osservabili... delle quali esse, esistendo sarebbero causa. Particelle "teoriche" per spiegare realtà oggettive: proprio come l'idea dei meridiani spiega, ma non dimostra, gli effetti di aghi posizionati sapientemente lungo il corpo. Quindi è nato prima l'uovo occidentale o la gallina cinese?

Noi siamo però qui a parlare di Aikido... a che prò questa parentesi "storico-culturale"?

Presto detto: nel considerare diverse realtà a sé stanti risulta difficile trovare attinenza fra le varie tradizioni... ma, esaminando i dati in modo comparato, il quadro che si forma è ben diverso.

Sono stati a fianco riportati i tracciati di quattro famosi meridiani energetici della medicina cinese all'interno del corpo umano (meridiano "Maestro del Cuore", meridiano "Triplice Riscaldatore", meridiano "del Cuore" e meridiano "dell'Intestino Tenue").

Senza entrare nel dettaglio delle loro caratteristiche, subito un aspetto dovrebbe colpire un Aiki-occhio allenato: tutto il katame waza (ossia le tecniche di immobilizzazione, quali Ikkyo, Nikyo, Sankyo, Yonkyo Gokyo e Rokkyo), sia omote che ura, utilizza, sollecita, stimola e interagisce direttamente con questi percorsi.

Più in generale, dato che la maggioranza delle tecniche di Aikido vengono ad interessare le braccia dell'attaccante, questi "meridiani" sarebbero anche il luogo di lavoro ed espressione di shi ho nage, kote gaeshi, kokyu nage, kaiten nage, juji nage, ude garami... e di molte altre famose forme da noi tutti praticate.

La domanda e lo stimolo, scopo principale di queste pagine, è quindi: se i risultati terapeutici dell'applicazione della teoria dei meridiani corporei (non solo agopuntura, anche Shiatsu, ad esempio) è quasi unanimamente riconosciuta... che dire di una pratica come l'Aikido che è solita focalizzarsi, stimolare, massaggiare, manipolare gli stessi luoghi dei loro passaggi?

Questo discorso è stato per semplicità focalizzato sui meridiani che interessano le braccia, ma se fosse ampliato ai percorsi di quelli che scorrono lungo la colonna, le anche... il centro corporeo, tanto caro ai nostri discorsi?

Un saggio un giorno disse: "la pace sta alle nazioni, come la salute sta al corpo"... intendendo forse che pace e salute sono concetti correlati ed infondo simili, rispecchianti un particolare stato di armonia, riferita ora al macro (continenti, stati e nazioni), ora al micro (corpo umano, psiche). Non si sa se sia effettivamente così, ma a noi piace pensare che il compito dell'Aikido sia grande, perciò amiamo riferirci ad esso come l'Arte della Pace, dell'Armonia e della Salute (O' Sensei ha sicuramente da insegnare qualcosa sulla longevità qualitativa, mediante il suo esempio!).

Forse sul tatami riceviamo già i nostri piccoli ed inconsci trattamenti Shiatsu, le digitopressioni ed i movimenti strutturati delle catene ossee, che si pagano profumatamente dagli specialisti addetti ai lavori...
Forse è così... forse no, ma se qualcosa di buono giungesse dal toccarsi come l'Aikido insegna, è meraviglioso pensare che, con il continuo scambio dei ruoli, ciascuno restituirebbe immediatamente il beneficio al proprio "terapeuta"... in un massaggio continuo, vicendevole e profondo, fino ai canali in cui i Cinesi dell'antichità credevano risiedesse l'energia della vita stessa.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

O' Sensei ha mai parlato in alcun modo dell'utilizzo dei punti vitali nella pratica dell'aikido?

Federika

Shurendo ha detto...

Non ho trovato prove che mostrino che O' Sensei ne parlasse direttamente, ma alcune fotografie lo ritaggono premere punti (tsubo)particolarmente dolorosi per immobilizzare Uke. I più curiosi si possono riferire anche al libro "Medicina Universale e il Settimo Senso" del Dott. Nader Butto (Ed. Mediterranee). In un discorso sulla stimolazione dei meridiani energetici compaiono alcune figure di esercizi propedeutici a tale scopo: essi sono in parte identici ai tipici esercizi di Aiki Taiso che anche O' Sensei praticava (da pag. 171 a pag. 223) e che vengono anche oggi utilizzati all'apertura delle lezioni. Alla luce di ciò è razionale pensare che ci fosse un collegamento diretto tra i punti vitali e le conoscenze possedute dal Fondatore.