In questo caso il piacere è triplo, poiché "Modern Koryu" è un testo:
1) innovativo, come in realtà non se n'erano visti fino ad ora;
2) estremamente utile, e nella recensione vi racconterò il perché;
3) scritto da un caro amico, il cui lavoro sento che risuona potentemente con il mio.
Il fatto che Modern Koryu sia stato scritto da un mio amico è stato volutamente messo solo in terza posizione, poiché - al di là del piacere naturale che provo nel promuovere il lavoro di chi stimo - non voglio che ciò influenzi più di tanto i rimandi che darò su questo testo!
Apprezzo molto Paolo Sensei, lo considero un buon compagno di Cammino, ma devo prendere atto del fatto che il suo testo è stato pensato in modo veramente innovativo ed utile... indipendentemente da chi lui sia e da quanto lo si possa conoscere.
Modern Koryu è proprio uno di quei testi che, se si potesse, dovrebbero essere resi obbligatori a chiunque intenda, ad esempio, insegnare Aikido!
Di che cosa si tratta, dunque?
È una sapiente collezione di tutti quegli aspetti provenienti dalle Scuole più tradizioni ed antiche - le [古流] Koryu, appunto - che risultano importantissimi ed attuali per chiunque stia percorrendo TUTT'ORA il [道] Do, anche e sopratutto qui, in occidente.
Su queste pagine abbiamo spesso parlato di quante barriere culturali, linguistiche e sociologiche si frappongano fra il praticante occidentale e la disciplina orientale che esso fa del suo meglio per frequentare...
Bene: esistono già alcuni importanti trattati sul reishiki (alcuni recensiti su questo Blog QUI), che spesso si occupano di illustrare e spiegare alcuni usi e regole della tradizione marziale giapponese... Modern Koryu invece è un testo che le CONTESTUALIZZA, ovvero le racconta ad un pubblico occidentale, consapevole della sua "occidentalità".
È un testo che fa da ponte fra ciò che per noi non è facile cogliere di un'altra cultura... e la nostra specifica forma mentis.
E non è immediato, né banale assumere un punto di vista NON previsto da regole e consuetudini create appositamente per chiedere al praticante di essere calzate e seguite, spesso senza alcuna spiegazione o possibilità di fare domande.
Veniamo perciò al ricco contenuto:
1 - [発心] HOSSHIN: decidere di iniziare
2 - [受付] UKETSUKE: ricezione, accoglienza
3 - [放置] HOCHI: essere lasciati soli
4 - [自覚] JIKAKU: autoconsapevolezza
5 - [日常管理] NICHIJI KANRI: gestire il quotidiano
6 - [自主稽古] JISHU KEIKO: pratica solitaria
8 - [稽古] KEIKO: la pratica
9 - [見取り稽古] MITORI GEIKO: imparare guardando
10 - [無声稽古] MUSEI GEIKO: la pratica silenziosa
11- [稽古三昧] KEIKO ZANMAI: immersione nella pratica
12 - [雑務管理] ZATSUMU KANRI: occuparsi di servizi vari
13 - [苦悩] KUNO: il tormento
14 - [先輩 / 裏方] SENPAI & URAKATA: assistenti Istruttori e lavoro dietro le quinte
15 - [侍者] JISHA: l'assistente del Sensei
16 - [指導稽古] SHIDŌ GEIKO: imparare insegnando
17 - [稽古始め] KEIKO HAJIME: la prima pratica dell'anno
18 - [学習] GAKUSHŪ: equilibrio tra studio, vita e pratica
19 - [勉強会] BENKYŌ KAI: sessioni di studio al Dojo
20 - [師範招聘稽古] SHIHAN SHŌHEI GEIKO: Insegnanti ospiti e seminari
22 - [出稽古] DEGEIKO: seminari esteri
23 - [稽古納め] KEIKO OSAME: l'ultima pratica dell'anno
24 - [初段審査] SHODAN SHINSA: l'esame di shodan
25 - [受け / 受け身] UKE & UKEMI: essere chiamati come uke
26 - [指摘を受ける] SHITEKI WO UKERU: ricevere correzioni
27 - [礼式] REISHIKI: etichetta di comportamento
28 - [本音 / 建前] HONNE & TATEMAE: il volto pubblico ed il volto nascosto
Per ciascuno di questi importanti argomenti, il testo offre una breve descrizione dell'origine dei kanji ed una contestualizzazione nel mondo della pratica dell'Aikido, dentro e fuori dal proprio tatami e Dojo... sia nei momenti più ufficiali, che in quelli più scanzonati.
Ora è forse necessario gestire un Dojo o essere il riferimento di una community di praticanti per comprendere l'importanza di ciascuno di queste tematiche: l'impegno di ciascuno è sempre quello di condurre il proprio gruppo nel modo più sano ed armonico, ma solo chi lo fa da anni forse riesce a comprendere quanto ciò sia complicato da realizzare con costanza ed in ogni situazione che accade.
Le dinamiche umane sono sempre dietro l'angolo per testare la tenuta di un ruolo, dell'atmosfera che regna sul tatami... credo che questo sia più che normale: ecco però che un testo come Modern Koryu ci viene in grosso aiuto, poiché ci presenta gli strumenti che la tradizione ci ha messo a disposizione per realizzare ciò che ci sta più a cuore.
Io non sono cresciuto così tanto a contatto con le Koryu, ma più nel [現代武道] Gendai Budo, ovvero le "Arti Marziali moderne", quindi non conoscevo molti di questi termini, anche se ho studiato in lungo ed in largo la tradizione giapponese ed il reishiki che utilizziamo nei Dojo.
Per me è stato di enorme conforto constatare che, in qualche modo, la tradizione marziale avesse già previsto ciò che ci è utile OGGI e che l'esperienza del passato si era già trovata di fronte alla delicata regolazione di tutti quegli aspetti personali ed interpersonali così complicati da gestire, anche in una micro-collettività come un Dojo.
In questo senso, la conoscenza delle nostre origini ci aiuta a raggiungere gli obiettivi che stanno davanti a noi: non si tratta di essere "tradizionalisti", intendiamoci... ogni rimando o consiglio diventano lettera morta una volta che li si applica senza buon senso, ed - appunto - decontestualizzandoli dall'esperienza nella quale intendiamo utilizzarli.
Però è anche vero che non serve inventare l'acqua calda altre 10.000 volte!
Chi ci ha preceduto si è trovato a dover gestire problematiche analoghe a quelle che affrontiamo noi, nonostante le epoche ed i contesti sociali differenti: ciò che funziona in oriente non è detto che funzioni anche in occidente... però proviamo un attimo anche a fare tesoro dell'esperienza altrui, prima di bollare tutto come "inutile"!
Mi sento quindi ancora di ringraziare molto Paolo Narciso Sensei per il suo prezioso lavoro di collezione e presentazione di concetti semplici almeno quanto profondi della pratica, che tendono a fare la differenza fra chi percorre consapevolmente un cammino... e chi si è perso sul Do e necessita di Chi l'Ha Visto a mandorla per ritrovarsi.
Coloro che sono interessati all'acquisto del libro, possono trovare QUI maggiori info.
Un saluto a tutto lo Shochikubai Dojo di Roma, piccola e florida realtà nella quale è possibile respirare un autentico spirito marziale tradizionale, a fianco di un grande senso di accoglienza e convivialità: se non ci siete ancora stati, velo raccomando caldamente!
Marco Rubatto








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