lunedì 1 giugno 2026

Scarpe sportive per Aikidoka che fuggono

Sto cambiando: lentamente ma inesorabilmente mi trovo dentro un momento di profonda trasformazione personale, che mi fa pensare ed agire diversamente dal passato... vedo e percepisco aspetti della pratica che non mi erano mai parsi così importanti come invece lo sono oggi.

Da diverso tempo sono coinvolto nella formazione di numerosi Docenti e gruppi di pratica dell'Aikido, inoltre io stesso sono spesso ancora discente a Seminar di altri Sensei (sempre più scelti col lanternino, a dire il vero!) e noto che una parte sostanziale degli Aikidoka sta "scappando", è troppo evidente!

Ci sono gruppi cresciuti con una forte impronta tecnica, che fanno una fatica impressionante ad affrancarsi da una visione stilistica specifica, per aprire gli orizzonti della loro pratica a prospettive nuove ed altrettanto utili e nutrienti... Li troviamo in ogni ambito: Iwama Ryu, Aikikai d'Italia, Aikikai di Francia, Kobayashi Ryu, Ki Aikido... Non è una questione di luogo: i "talebani" ci sono ovunque.

Si cresce con il supporto di alcune forme e non si realizza come esse siano lo strumento della crescita, e non il fine ultimo di un praticante: in questi casi, la bulimia tecnica non termina mai, al limite si ingigantisce... e ciascuno è sempre in cerca di quel particolare che farebbe un'ulteriore differenza nella propria pratica, in una forma di collezionismo completista che non giungerà mai a completare proprio un tubo di niente.

Quelli poi che operano questa fuga dalla realtà in un solo contesto tecnico, continuano all'infinito non solo a collezionare particolari - il più delle volte feticistici almeno quanto inutili - ma cercano di catechizzare chiunque provenga da percorsi differenti che solo la loro "è la modalità corretta" di fare le cose.

Lo osservavo proprio ieri mattina, durante una formazione federale dei Docenti: c'era un appartenente all'Aikikai che provava ad ammaestrare il suo uke, spiegandogli come questi dovesse muovere i piedi in un certo modo anziché in un altro... perché semplicemente altrimenti la sua forma non avrebbe più funzionato!

Ma uke non è il nostro burattino, al limite è li per metterci pressione e crearci dei problemi... non per fare bene la recita che gli abbiamo suggerito!

Niente: siccome gli hanno detto per anni che le cose stanno in un certo modo, costui (un 4º dan, non esattamente un principiante, intendiamoci!) - che non ha mai visto nient'altro - ha provato a trasformare a sua immagine e somiglianza il suo mondo circostante, visto che non riusciva a reggere il peso e la responsabilità di avere lui ad qualche piccolo problema d'incomprensione di cosa stesse accadendogli intorno.

Ma da cosa scappi?! Cosa serve praticare 10, 20, magari 30 anni... per diventare gli inconsapevoli ripetitori dei neologismi altrui, fra l'altro senza rendersi conto dei limiti intrinseci in ciò che ci hanno insegnato!

Chi vuoi fregare, chi vuoi manipolare, a chi vuoi mentire? Si vede piuttosto da lontano che sei un poveretto convinto di essere qualcuno per non renderti conto della tua condizione misera...

E questo è solo un esempio fra centinaia di migliaia... Aikidoka che osannano questo o quel Maestro (di qualsiasi corrente, tanto accade ovunque) tanto da divenirne DIPENDENTI, drogati, potremmo dire... dandogli la responsabilità della loro crescita ed evoluzione, anziché prenderla fra le proprie mani, decidere di essere i capitani della propria nave!

I Maestri sono tutti bravi (questo non è vero, alcuni fanno cagarissimo, però fingiamo per un attimo che in tutti alberghi un'estrema buona fede), ma sono anche limitati, poiché sono esseri umani... che si portano inevitabilmente dietro i propri limiti, oltre che le loro migliori qualità.

Va da sé che eleggere una sola persona ad esempio di ciò che è meritevole, giusto e saggio espone CHIUNQUE a tutto ciò che quella persona NON sarà in grado di mostrare loro, per via delle proprie inevitabili ombre: è come eleggere qualcuno come "Patrimonio Mondiale del NUN-esco dal recinto".

Ma da cosa scappi: dalla possibilità di essere limitato, di sbagliare... assicurandoti al contempo che lo farai per il resto dell'esistenza?!

La tecnica - di qualunque stile, Scuola estrazione - va benone, a patto che sia degna di esistere e che serva a conferire una struttura... solida si, ma anche duttile e - soprattuto - mai dogmatica... cioè una casa provvisoria per i principi, fino a quando essi avranno la possibilità di esistere anche al di fuori di un kata prestabilito da qualcuno.

Un bastoncino è utile fa far crescere diritto il tronco di una pianta neonata, poiché essa non ha ancora la capacità di reggersi da sola quando c'è il vento forte: guai però a far credere ad un baobab adulto di avere ancora bisogno del bastoncino per stare diritto!

È un manipolatore chi lo propone e si fa manipolare come un pollo chi lo accetta. Ad un certo punto l'Aikido necessita del coraggio di rimuovere i bastoncini, per verificare se reggiamo al vento che incontriamo!

Poi ci sono quelli che preferiscono un Aikido più "libero", quelli che "basta che uno applichi i principi, poi non è importante cosa si fa"...

Questi talvolta non è che scappino meno, lo fanno solo in un altra modalità...

I primi scappano dalla realtà cercando di diventare brutte copie di chi non potranno essere mai, i secondi invece - di solito meno razionali e più anarchici - si ritengono liberi di volare senza avere nemmeno ancora imparato a gattonare.

Questa mattina mi è capitato anche uno di questi "poeti da strapazzo"... giusto per dirvi quanto è stata messa a dura prova il mio desiderio crescente di fare seppuku!

Questo qui, che un Maestro non lo ha avuto mai e che è cresciuto studiando Aikido un po' sui libri, un po' su YouTube ed un po' al CEPU (nel Lazio c'è un botto di gente che è stata abituata a fare così), stava facendo con il corpo una marea di stronzate allucinanti, violando tutti i principi fondamentali della biomeccanica... però con la bocca faceva grassi sproloqui di avere "fuso" insieme stili differenti, creando una sua specifica visione della disciplina.

Visione da Mister Magoo però! Ma da cosa scappi tu, o Aikidoka anarchico ed incapace?!

Dalla consapevolezza che non hai nemmeno coordinazione fra il braccio dentro e quello sinistro? Fra la parte sopra e quella sotto del tuo stesso corpo?

Non ti sottoponi ad una strutturazione tecnica perché non hai la disciplina personale sufficiente per farlo: non raccontiamoci solo scuse di convenienza, per favore!

Ti puoi convincere pure di essere un'aquila, piuttosto di non realizzare quanto sei ancora pollo, ma non c'è molta dignità in tutto ciò... prima o poi la vita ti sputerà la verità in faccia. Unica nota positiva: mi si è avvicinato un collega della Commissione Nazionale e mi ha sussurrato: "Non si può guardare, sembra di stare a Zelig!"... 

Non per farsi gioco del minus habem in questione (sarebbe stato come sparare sulla croce rossa), ma mi ha riportato in un attimo alla consapevolezza che era effettivamente lui quello strano rispetto agli altri presenti. Perché uno si fa pure assalire dallo sconforto delle volte!

Una cosa è certa: costi quel che mi costi, sto cercando di scappare sempre meno da me stesso... del tutto intenzionato a pagare qualsiasi dazio di crescita che la vita mi metterà di fronte. Forse, proprio per questo, riesco a reggere sempre meno tutti coloro che si raccontano una marea di balle pur di dire a loro stessi che stanno facendo delle cose per evolvere... con la ferma decisione di continuare a non farlo affatto!

Desidero che il mio sabotatore interno rimanga perennemente disoccupato...

Penso che la vita sia un fenomeno coerente ed intelligente, con il quale non vale la pena scherzare troppo o procastinare ciò che è invece sembra più sano affrontare... anche se fa male, pure se inquieta o spaventa...

Non è che fra i miei allievi veda solo integerrimi ricercatori delle proprie verità, intendiamoci: magari molti specchieranno le tendenze che ho avuto - in passato più di oggi - ad utilizzare anche l'Aikido per scappare da me stesso. Ma ora la ritengo una cosa sempre più perfida e perversa alla quale dedicarsi.

Desidero che per me l'Aikido sia uno strumento di dissipazione delle nebbie che mi creo da solo per non procedere sul mio cammino personale, non una sorta di macchina del fumo che me le aumenta o - addirittura - me le crea!

Se l'Aikido un giorno si rivelasse solo una scarpa sportiva per fuggire più veloce da me stesso... forse preferirò liberarmene del tutto, e proseguire scalzo, ma fiero, sul mio cammino
In fondo si pratica a piedi nudi, quindi talvolta si fa addirittura più Aikido scegliendo di smettere di farlo in modo malato, piuttosto che continuare a pervertire un cammino... nato invece proprio col fine di guardarsi in faccia fino in fondo!


Marco Rubatto




PS: queste riflessioni a caldo derivano da un week end piuttosto intenso di formazione nazionale dei Docenti di Aikido FIJLKAM. Vi avevo abituati negli anni ad un aggiornamento puntuale di tutto ciò che accadeva in Federazione; ora, pur restando un responsabile nazionale del Settore, non sono più il Presidente della CN, quindi non credo spetti ancora a me il dovere di ragguagliarvi su tutto.

Chi fosse interessato, si rivolga direttamente al nuovo Presidente della CN Aikido. Grazie.


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