lunedì 23 febbraio 2026

Il 5º kumi jo, la tecnica del coraggio

Nella nostra lenta disamina delle pratiche fondamentali di buki waza, siamo giunti quest'oggi ad esplorare il 5º kumijo e le sue caratteristiche.

Si tratta di uno degli esercizi, composto dalla sequenza di 4 movimenti (come il 1º, esaminato QUI, ed il 2º, esaminato QUI), nel quale emerge l'utilizzo di katate san bon, ovvero dei suburi di jo eseguiti con una sola mano.

Avevamo già notato che nel 4º kumijo compariva katate toma uchi, eseguito da ukejo: in questo caso verrà utilizzato katate gedan gaeshi, ma per mano di uchijo.



La sinossi risulta particolarmente semplice...

1A - uchijo: prende l'intenzione ed esegue uno tsuki chudan (colpo diretto di punta, a livello mediano) verso il centro di ukejo;

1B - ukejo: esegue una parata chudan, spostandosi alla sinistra del sei chu sen (la linea dell'attacco del compagno).

Fino a questo punto, non c'è alcuna differenza con quanto già visto a suo tempo nel 2º kumijo: i due esercizi sono esattamente sovrapponibili.

2A - ukejo: prende l'intenzione ed esegue uno tsuki chudan (colpo diretto di punta, a livello mediano) verso  il centro di uchijo;

2B - uchijo: si defila al destra del sei chu sen, evitando l'affondo dell'avversario e carica il jo con katate gedan gaeshi.

3A - uchijo: sferra il suo attacco alla tempia sinistra dell'avversario... e, mancandola, arresta il jo con la mano sinistra, pronto per scagliare un nuovo fendente gyakute uchi (con entrambe le mani rovesciate).

3B - ukejo: si inginocchia e si para la tempia sinistra, facendo entrambe le cose per sottrarre il bersaglio che l'avversario gli stava per colpire (anche nel 31 jo no kata esiste una sequenza simile, 20-21, nella quale ukejo si accuccia per evitare un fendente che gli starebbe per giungere alla tempia sinistra).

4A - uchijo: esegue gyakute uchi con l'intenzione di colpire con un fendente la tempia destra di ukejo, al momento scoperta e posta all'altezza chudan (perché questi si trova in ginocchio).

4B - ukejo: si rialza in piedi, eseguendo un cambio di guardia hayai gaeshi (quindi stando sul posto) ed un kaeshi barai... mentre affonda uno tsuki di controllo verso il centro di uchijo.

Quest'ultimo è un passaggio alquanto complicato, poiché è necessario NON fuggire da sotto il colpo di uchijo che sta arrivando, evitando quindi di spostarsi sulla propria sinistra (come invece fanno tutti quelli che hanno compreso molto poco di questo esercizio!) e fare una parata che si trasforma, in modo spiraliforme, in una minaccia senza soluzione di continuità.

Nel fare questo il maai (la distanza) fra i praticanti si stringe molto... ed uchijo rischia di essere colpito al plesso solare, se ukejo non presta sufficiente attenzione.

Entrambi i praticanti - quindi - per ragioni differenti, assaporano un brividino lungo la schiena, specie se eseguono il kumijo con un certo kime (energia-intenzione focalizzata): per questa ragione, Hitoira Saito Sensei definiva questa pratica come [勇気] "yuki waza", ossia la "tecnica del coraggio".


Il 5º kumijo è stato per me una sfide sempre molto interessante: ora ho tracciato solo la sinossi della forma di base, ma - come sempre accade - sono possibili tutta una vasta serie di sue variazioni: nel video che segue ne troverete 10, sia jo no riai (armonizzazioni del jo), sia taijutsu no riai (armonizzazioni che prevedono una caduta)...


Da uno studio che ho fatto io (che quindi NON mi è giunto da alcun Insegnante che ho frequentato), ho notato essere possibile ancora una serie di pratiche molto interessanti, ovvero sia il "kaeshi waza" (le contro tecniche), fruttando l'istante nel quale è ukejo ad attaccare uchijo; di seguito ne potete vedere alcuni esempi...



È anche possibile concatenare il 5º kumijo con qualsiasi altro kumijo (precedente e successivo): troverete anche questo audio nel video seguente...

La domanda (retorica) aperta è quindi la seguente: quando c'è da studiare e da lavorare con le armi, se un solo, semplice, esercizio di 4 movimenti può contenere un così alto numero di varianti, concatenazioni, interpretazioni?

La risposta è nell'immagine qui accanto...


Marco Rubatto






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