lunedì 29 novembre 2021

Dojo vuoti, corsi che non decollano: come mai e come fare?

Quanti di voi hanno sentito lagnare un'Insegnante che non è facile convincere le persone a praticare Aikido?

In effetti pare che non abbiano tutti i torti, visto che la stragrande maggioranza dei corsi non ha esattamente il problema di dover fare i turni per via degli spazi troppo oberati di persone.

Se si pratica in un gruppetto di 8-10 persone sembra ci sia già da considerarsi dei fortunati per come vanno mediamente le cose in giro.

La gente comune non sa nemmeno cosa sia l'Aikido, quindi quando desideriamo aprire un corso, molto spesso ci scontriamo con la frustrazione di non vedere arrivare nessuno per un bel po'...

Poi questa cosa talvolta con il tempo cambia... altre volte resta come una maledizione, una sorta di "nuvola di Fantozzi" che non abbandona più il corso sfigato. Di solito ci sono corsi che si trasformano in un ricettacolo di ogni tipo di sfortuna: non viene nessuno a provare, quei pochi che vengono tendono a non fermarsi... o pare che la vita impedisca loro di farlo, anche se dicono di avere ferrea intenzione di praticare.

Conoscete corsi di Aikido simili?

Nei quali i componenti sono maledettamente pochi, sparuti, problematici e abbastanza somiglianti alla Famiglia Addams...

Noi ne abbiamo incontrati un tot nella nostra vita Aikidoistica: veramente la fortuna ha girato loro le spalle? Davvero il cielo si sta accanendo contro ogni buon proposito dell'Insegnante e degli allievi di fare il migliore dei percorsi insieme?

Non lo possiamo escludere a priori... ma ci pare una posizione poco probabile, sulla base della nostra esperienza.

Se dal Fondatore dell'Aikido stesso a diversi santi e mistici di ogni tradizione spirituale viene ripetuto in continuazione che esiste un'intelligenza nascosta dietro al nostro universo, allora pare difficile pensare che le cose avvengano per "fortuna" o "sfiga"... solo che è più comodo rivolgerci al fato, quando ignoriamo le leggi che regolano quest apparente caos degli eventi.

La cosa certa è che - se l'universo è intelligente - non avrebbe senso che permettesse ad un buon progetto di andare al macero, no? Altrimenti sarebbe stupido, altro che intelligente!

Questo però significa che ciò che va al macero può dipendere pure dalla nostra dose di inettitudine e di importante limite, anche se magari nemmeno ne siamo consci. Magari siamo finiti nella pattumiera dell'universo senza accorgercene, poiché la sua intelligenza ha decretato che non c'è bisogno di noi.

Gli Insegnanti che non vedono mai entrare nessuno dalla porta, si sono chiesti perché mai - a loro dire - qualcuno dovrebbe entrarci?

Morihei Ueshiba nel 1943 si trasferì a vivere ad Iwama, che - per chi c'è stato - non pare proprio né Brooklyn, né Manhattan come vita sociale: risaie a perdita d'occhio e fino a poco tempo fa una manciata di negozi che si contavano sulle dita di 2 mani.

Si è trasferito li negli anni della Seconda Guerra Mondiale, che il Giappone ha pure perso... quindi la gente era affamata e senza soldi... perché avrebbe dovuto scomodarsi ad andare a seguire le lezioni di un vecchietto che abita in culo ai lupi a mandorla?

Noi pensiamo perché AVEVA SOSTANZA da dare a chi si fosse impegnato a farlo.

Cose importanti, profonde, autentiche... non una semplice storteria di polsi e spalle altrui.

E facevano pure dei sacrifici per stare in compagni di O' Sensei... ma qualcuno dirà: "Eh, ma erano altri tempi, un'altra cultura del rispetto..."

VERO, ma da sempre l'umanità si azzecca naturalmente a dove c'è qualcosa di nutriente per essa, quindi AD OGNI LATITUDINE ed in OGNI EPOCA ci sono sempre stati fenomeni simili: dove c'è qualcosa di utile, di buono ed importante... c'è sempre almeno un manipolo di lungimiranti che non si lascia scappare l'occasione di approfittarne, nonostante tutti gli ostacoli che si è obbligati a superare per farlo.

Forse ora i lungimiranti sono scesi a livello numerico, ma non si sono sicuramente estinti, ragione per la quale se l'Aikido ha qualcosa di VALIDO da offrire... e se chi lo insegna ha appreso come trasmettere questa valenza profonda al prossimo, è un non senso pensare che il mondo possa ignorare questa ghiotta opportunità.

E quindi perché i corsi stentano a decollare o sono quasi sempre semi vuoti?

Di sicuro dovremo ammettere che il 90% degli Insegnanti - quando va bene - si limitano a ripetere le parole ed i movimenti che hanno letto su un libro, visto su YouTube o appreso dal loro Maestrone locale. Nulla più.

Il livello di consapevolezza medio di essi è spesso imbarazzante, e questo non giova molto ad attrarre nuovi interessati. Potrebbe attrarre qualcuno interessato a non fare troppo la differenza...

Forse è questa la ragione che lascia i corsi a stecchetto: il fatto che la nostra società NON sembra avere bisogno dell'ennesima storteria di polsi e spalle altrui. Forse ha bisogno d'altro e siccome non lo trova nell'Aikido, lo va a cercare altrove!

Allora facciamo un esercizio semplice ed efficace se ci troviamo nella situazione di avere qualche difficoltà a gestire un corso di Aikido, se vogliamo che questi risulti più florido e di successo: prendiamoci qualche minuto per rispondere con sincerità alle seguenti domande...

- Perché credo che le persone dovrebbero venire da me a studiare Aikido?

- Se dovessi iniziare un percorso mi iscriverei ad un corso come quello nel quale insegno?

- Cosa ho da offrire loro attraverso questo studio?

- Credo di avere contenuti validi da veicolare al prossimo? Se si, sono capace di farne un breve elenco scritto?

- Ho un'idea chiara di quali siano le esigente reali della società nella quale vivo o credo di essere ancora nel Giappone del secolo scorso?

- Le cose che ho da offrire loro attraverso questo studio sono attuali, utili, applicabili nel quotidiano?

- Possiedo la preparazione necessaria per fornire elementi attuali, utili ed applicabili nel quotidiano attraverso l'insegnamento della mia disciplina?

- Ho sviluppato strumenti comunicativi adatti a consentirmi di far giungere ad altri il valore che sento in ciò che pratico e vorrei insegnare al prossimo?

- Quale rapporto credo esista fra le forme che insegno ed i contenuti che mi piacerebbe veicolare?

- Perché le persone dovrebbero scegliere l'Aikido, e fra tutti i luoghi, il luogo dove insegno io, per ricevere gli elementi di cui sentono bisogno e vanno alla ricerca?


Sono 10 domandine semplici semplici, ma chi fra voi ha realmente voglia di farsele ha da lavorare seriamente per ANNI prima di rispondere in modo consapevole ed approfondito a ciascuna di esse.

Certo che non possiamo pretendere che qualcuno entri dalla porta e si fermi iscrivendosi se neanche noi abbiamo chiari i nostri obiettivi ed abbiamo poca consapevolezza sulla qualità degli strumenti che utilizzeremo per poterli raggiungere!

I Dojo si riempiono quando esiste SOSTANZA, quando chi li frequenta percepisce di fare qualcosa di nutriente per sé nel dedicare tempo, soldi ed energie per seguire i corsi. Altrimenti non lo fa... e meno male che è così!

Di Dojo pieni ne vorremmo vedere di più, ma non possiamo più chiedere nel 2021 alle persone di perdere il loro prezioso tempo con ciò che reputano perfettamente inutile.

Ecco, dalla nostra esperienza l'Aikido fallisce solo dove ciò che propone risulta inutile... è questa ci pare un evidente segno d'intelligenza della società, anziché un suo problema spiazzante.



 


Nessun commento: