E se ci fosse solo Trump che sbarella sarebbe già grave, ma purtroppo non è solo: sbarella Putin in Ucraina, sbarella Netanyahu in Palestina, sbarella Xi Jinping a Taiwan, gli Ayatollah in Iran...
Sono più o meno tutti atti muscolari, che - in barba a qualsiasi convenzione internazionale - mirano ad accaparrarsi vantaggi militari, risorse naturali, accordi commerciali di una nazione sulle altre, tacitare il dissenso popolare.
Sotto questo punto di vista, l'umanità non sembra cresciuta molto da quando un villaggio ne attaccava un altro per saccheggiarlo dei suoi averi: quando la depredazione e l'assenza del rispetto di ogni forma di diritto diventa la normalità, regnano il caos e l'anarchia più totale.Ma non ci eravamo evoluti?
Abbiamo forse congegni più sofisticati, tecnologia più avanzata... ma se l'evoluzione si misura in capacità di costruzione di una comunità globale, basata su valori etici... allora NO, ci siamo evoluti proprio poco!
Mascheriamo solo i nostri istinti primordiali di supremazia sotto merletti e ricami appositamente creati per non far cogliere in quale stato primitivo continuiamo a vivere...
Ogni forma di supremazia su qualcun altro, che sia questi una persona o uno Stato poco importa, necessità di credere ad alcuni presupposti:
- se non sono in grado di piegare al mio volere Tizio, Caio e Sempronio... allora posso essere percepito come debole; viceversa se ci riesco sono percepito come "forte";
- se non sono in grado di piegare al mio volere Tizio, Caio e Sempronio... allora uno di loro potrebbe piegare al suo volere me;
- faccio di tutto per piegare al mio volere Tizio, Caio e Sempronio... perché loro non lo possano fare con me;
- nella narrazione di Tizio, Caio e Sempronio io sono "il cattivo", mentre nella mia io sono "il buono"... e i "cattivi" sono loro...
Ciascuno di questi presupposti implica che ci siano risorse LIMITATE, in un contesto nel quale "mors tua vita mea"... e tutti i soggetti cercano di sopravvivere, di stare a galla... o anche di comandare, PURTROPPO a discapito dei diritti, del welfare o anche della sopravvivenza stessa di qualcun altro.Solo che noi NON viviamo in questo mondo qui, CREDIAMO solo di viverci e che esso sia così!
Nei giorni dopo capodanno, mi è capitato di scambiare alcuni pensieri con una Aikidoka olandese, che si chiedeva COME far terminare questa barbarie diffuse, partendo dalla sensazione di completa impotenza di un individuo dinanzi alle decisioni dei grandi attori internazionali della scena mondiale.
Beh, per me la soluzione è ovviamente l'Aikido, perché ho dedicato l'intera vita a studiare questa disciplina e credo di averne colto (almeno) alcuni degli aspetti più importanti...In Aikido l'avversario ci SERVE, nel senso più autentico del termine: ci è utile ad affrontare un conflitto in modo tale che noi - attraverso questa esperienza - si sia in grado di migliorare noi stessi.
SE questa operazione ci riesce, forse - ancora meglio - QUANDO ci riesce, non possiamo fare altro che rispettare, preservare e ringraziare il nostro avversario... per tutto ciò che di importante siamo riusciti ad ottenere per noi ATTRAVERSO l'esperienza che abbiamo vissuto con lui.
Non stiamo cercando di diventare più forti di lui, ma migliori del noi che lo ha incontrato quando lo saluteremo per allontanarcene. Le sue risorse rimarranno SUE, le nostre rimarranno NOSTRE, ma grazie all'incontro ciascuno sarà stato in grado di fare la differenza nel come le utilizza.
Parafrasando la situazione in Venezuela: se fossi l'America, non cercherei di mettere le mani su uno stato che da solo possiede circa il 17% delle riserve petrolifere mondiali... ma tenterei di capire come utilizzare al meglio le MIE, per essere all'altezza di guardare il Venezuela diritto negli occhi in merito a riserve energetiche.
E se fossi il Venezuela, nell'incontro/scontro con l'America, potrei pensare a come essere all'altezza di tutto ciò nel quale quest'ultima pare essermi superiore.
Si usa l'avversario come uno SPECCHIO, quindi... ed io ed uno specchio siamo un sistema che INTERAGISCE, non nel quale c'è una barriera, un setto, che divide chi è più forte da chi è più debole, chi è più ricco da chi è più povero... e via discorrendo.
Ne segue, che la SEPARAZIONE è stata la via battuta fino ad ora, e vediamo in quale atmosfere di insicurezza, pericolo e precarietà ci sta navigando: forse converrebbe provare a seguire qualche prospettiva differente...Per esempio, quella della CONNESSIONE!
Ma non una connessione grazie alla quale hackerare i siti del nemico, per ottenere di nascosto le sue informazioni sensibili o i suoi soldi: la connessione prevede che la comunicazione avvenga da ENTRAMBE le parti, quindi che sia un dialogo e non un monologo.
Certo, quando instauro un dialogo posso in ogni istante avere la sensazione di non esserne all'altezza: supponiamo che ne instauri uno con un iper-specialista in un settore nel quale io non eccello... sarà difficile "tenergli testa", ovvero fornirgli informazioni utili tanto quanto lui è in grado di fornirne a me.Se parlate con qualcuno che è una cima in un campo specifico, sembra che ci sia poco da dare e molto da prendere!
Però...
- se c'è molto da prendere, ho già guadagnato qualcosa da questa esperienza;
- se ho paura di non essere all'altezza del dialogo, ciò parla dei miei limiti, ovvero di quello che mi interessa esplorare e conoscere al fine di poterli superare; il mio interlocutore non CREA la mia paura, sono io che gliela rifletto addosso, perché - appunto - è roba MIA!
In Aikido impariamo a CONNETTERCI con l'altro, con l'aggressore e non a porre una SEPARAZIONE fra noi e lui: questo fa sentire nudi, talvolta inadeguati, spesso impreparati rispetto a cosa sarà possibile fare per uscire dall'impasse... ma è proprio li che avviene la magia della crescita.L'accettazione del rischio di cosa l'altro mi specchia!
Le azioni muscolari - del bullo del quartier o di Trump poco cambia - sono il goffo tentativo di negare questa paura e non un suo tentativo di superamento: fino quando la realtà viene percepita in modo duale non se ne uscirà.
Ci sarà il forte ed il debole, l'attaccante e l'attaccato, il prepotente ed il remissivo, i carnefice e la vittima: per mia fortuna, l'Aikido mi ha insegnato a superare tutto ciò decine di anni fa, e per questo ora lo insegno agli altri.Nel colloquio con la mia amica olandese, quindi, siamo addivenuti a COSA fare di pratico per porre fine a questa barbarie globale: più persone comprenderanno esperienzialmente questo paradigma, più le masse cambieranno opinione sulla sostenibilità degli interventi "muscolari"... poiché le masse sono composte dai singoli individui.
E quando si aumenta la consapevolezza di un individuo, si è anche agito direttamente sulla massa della quale egli è parte, poiché si innesca un "effetto Maharishi" in grado di generare un'onda di coerenza e armonia che si diffonde nella società.
Quindi, cosa possiamo fare noi che siamo piccole unità insignificanti al cospetto di queste grandi dinamiche internazionali?Possiamo fare letteralmente TUTTO, anzi, forse DOBBIAMO farlo!
Non ci possiamo nemmeno rendere conto dell'impatto che io, questo Blog o i miei allievi possono avere nella società della quale siamo il tessuto: questo sempre per via della errata sensazione di "separazione" con la quale cresciamo... descrivendo come "indipendenti" sistemi che in realtà sono TUTTI inter-dipendenti, che ci piaccia, ci spaventi o meno.
Un ultima considerazione.
La pre-occupazione, ovvero l'occupazione prima del necessario, di qualcuno di accaparrarsi le risorse di qualcun altro (bulletto di quartiere o Trump di turno che siano) per poter sopravvivere e/o prosperare derivano TUTTE da una forma di ignoranza spirituale... che conta le cose con il lobo sinistro del cervello e fantastica che non ce ne siano per tutti.
Ecco: questa è un'altra assunzione completamente FALSA!Chi fa un cammino di consapevolezza personale (ma non è il caso né del bulletto di quartiere o del Trump di turno) sa per esperienza diretta che le risorse veramente necessarie ci sono e per tutti, perché si va verso l'essenza e quindi la percezione dell'inutilità di accumulare più del necessario.
Chi vuole accumulare (cibo, risorse, ricchezze) vive ancora nell'incubo che tutti questi beni gli possano venire a mancare o che gli possano essere sottratti "da qualcun altro"... peccato che quel "qualcun altro" altri non risulta che la proiezione esterna di sé, quindi se non voglio essere predatore di nessuno, non ci sarà nessuno che vorrà essere predatore con me... perché è così che funzionano gli specchi.
Non forse a caso Morihei Ueshiba, in età matura, si definiva [常盛] "tsunemori", ovvero "sempre abbondante"... proprio a dimostrazione che chi è in armonia con se stesso, lo è con ciò che lo circonda, e possiede la percezione che tutto ciò di cui abbisogna gli viene dato automaticamente, ed in abbondanza.Con questo, affermo l'assoluta centralità dei messaggi e delle attività che facciamo nei nostri Dojo e corsi di Aikido: stiamo veicolando all'umanità una prospettiva differente di conflitto e stiamo dando attivamente un esempio concreto del fatto che - nel lungo periodo - la "legge del più forte" sia qualcosa di omicida e suicida al contempo.
Perché l'accumulo di risorse sbilancia le stesse nella popolazione, ed è un attimo che chi se ne vede sottrarre muova guerra contro "il nemico" che gliele sottrae (o potrebbe farlo): quindi questo comportamento innesca conflitti, non li seda sicuramente.
Il fatto che, in scala microscopica, si creino consapevolezze molto differenti, più sagge ed armoniche è una dinamica importantissima per la scala macro... quindi continuiamo a vivere i valori nei quali crediamo, che è qualcosa di molto concreto: un atto di testimonianza importantissimo e - per fortuna nostra - anche molto molto contagioso!Marco Rubatto














Nessun commento:
Posta un commento