L'Aikikai di Tokyo è il collegamento più diretto con la famiglia Ueshiba (il nipote di O' Sensei è l'attuale reggente e sono già pronte altre 2 generazioni di successori!), quindi appare evidente come per un Aikidoka possedere una certificazione che giunga direttamente dall'Honbu Dojo (Dojo centrale) sia il modo più incontaminato per entrare idealmente a far parte di quel lineage che dal Fondatore porta in qualsiasi nostro corso di Aikido di periferia.

Ci sono stili e Scuole di Aikido che - per regioni storiche - non fanno capo all'Aikikai Honbu Dojo (il Kobayashi Ryu, il Ki no Kenkyukai, lo Yoshinkan per esempio), quindi è ovvio che per essi i gradi Aikikai sono molto meno un "must"... ma è altrettanto vero che per la maggioranza numerica dei praticanti la situazione non è quella.

Di solito il compito di rilasciare questi gradi viene delegato a Maestri di particolare fama ed esperienza, che si occupano di patrocinare la pratica dell'Aikido su delega dell'Honbu Dojo in giro per il mondo, organizzando stage, monitorando la preparazione dei candidati e sottoponendoli agli esami.
Molte nazioni hanno i loro rappresentanti ufficiali dell'Aikikai: una volta ci poteva essere solo un'ente per nazione preposto a questo, mentre ora non è più così ed in Italia - ad esempio - contiamo già 6 o 7 modi di ricevere i famigerati gradi Aikikai attraverso Insegnanti Residenti o esteri che però vengono ad ambientare qui le loro attività.
L'Hombu Dojo un tempo concedeva la possibilità di rilasciare i gradi Aikikai solo ad uno Shihan, quindi ad una persona fisica... mentre ora per un'Associazione è sufficiente aver alcuni requisiti statutari specifici per richiedere alla casa madre di diventare dei suoi rappresentanti nei vari stati e territori.
Questo di fatto rende più accessibili a chiunque queste certificazioni, non richiedendo più di recarsi fisicamente in Giappone e/o di sottostare ad eventuali diktat di un unico Sensei/tiranno che poteva tenere a sé i propri allievi/sudditi... sotto il ricatto di non fare più avere loro i tanto famigerati gradi se si fossero rifiutati di obbedire ciecamente alla sua autorità.

A seconda degli Enti, i costi che un praticante è tenuto a pagare a seguito di un'esame si aggirano intorno a:

- Shodan (1º dan) 22.000 ¥ (165,00 €)
- Nidan (2º dan) 24.000 ¥ (180,00 €)
- Sandan (3º dan) 34.500 ¥ (260,00 €)
- Yondan (4º dan) 45.000 ¥ (340,00 €)
... mentre quelli "suisenjo", ovvero "per raccomandazione" sono all'incirca:
- Shodan (1º dan) 43.000 ¥ (320,00 €)
- Nidan (2º dan) 45.000 ¥ (340,00 €)
- Sandan (3º dan) 55.500 ¥ (415,00 €)
- Yondan (4º dan) 66.000 ¥ (495,00 €)
- Godan (5º dan) 76.000 ¥ (570,00 €) si ottiene solo su raccomandazione
- Rokudan (6º dan) 87.000 ¥ (650,00 €) si ottiene solo su raccomandazione

Va specificato che l'accordo fra l'Honbu Dojo e lo Shihan di turno, prevedeva e prevede che metà del prezzo delle certificazioni (che proprio a buon mercato non sono!) rimanga a quest'ultimo, generando quindi anche un business notevole del rilascio dei gradi.
Questa è stata una cosa parecchio criticata, tant'è che diverse Associazioni internazionali hanno optato per rinunciare alla quota prevista per i propri Shihan, per fare scendere un poco i prezzi degli attestati (è il caso della California Aikido Association e dell'Evolutionary Aikido Community, per esempio).
Giusto per fare due conti in tasca all'Honbu Dojo, quindi... solo nell'ultimo Kahami Biraki di un mese fa, in cui vengono consegnati SOLO i gradi suisenjo, si sono movimentati gradi per un equivalente economico all'incirca pari a:
9 x Shodan (2.880,00 €) + 6 x Nidan (2.040,00 €) + 34 x Sandan (14.110,00 €) + 34 x Yondan (16.830,00 €) + 530 x Godan (302.100,00 €) + 254 x Rokudan (165.100,00 €) = 503.060,00 €
Capite bene che mezzo milione di euro non è una cifra di poco conto!

Altro punto spesso citato da chi è contro questo tipo di certificazione, è che essa viene conferita abbastanza "d'ufficio" attraverso dei canali che spesso NON conoscono la singola persona, quindi sembra venire del tutto meno il rapporto maestro-allievo: basta che il proprio nome stia su una lista e che si abbiano i soldi per pagare ed un raccomandato (nel senso più svalutativo del termine) vale esattamente come uno che con l'Aikido si fa un mazzo così.
Sotto questo punto di vista, risulterebbe etico in egual misura se i diplomi si potessero comprare su e-Bay!
Quindi - a meno di non vivere a Tokyo e di essere un allievo diretto del Doshu - meriteremo veramente il grado che ci viene offerto o è solo uno stratagemma di uno Shihan di intascare soldi?
Questa è una delle critiche più diffuse dei "contro-gradi-Aikikai": crediamo che in parte essa possa essere sensata, ma rileviamo anche come dietro a tutto ciò possa pure nascondersi un'ombra ancora più grossa di quella che si vorrebbe mettere in risalto sull'Aikikai e suoi suoi diplomi.

Inoltre, qual è il movimento opposto al non voler ricevere un riconoscimento per via di alcune operazioni di segreteria nipponiche?
Che siccome si perde il vero rapporto/trasporto di fiducia ed empatia fra maestro ed allievo, "i shin den shin" allora chiunque può attribuire il grado che desidera a qualcun altro, basta che in cuor suo la ritenga la cosa migliore da fare.
Ovviamente il caos e l'anarchia più totale arriverebbero 5 minuti dopo che iniziassimo tutti a pensarla così.
Forse la verità starà da qualche parte nel mezzo, ma tanto il nostro compito non è trovarla... quanto farvi riflettere su queste dinamiche molto umane... per le quali - a dire il vero - i diplomi sono solo un pretesto per emergere e quindi poterne parlare.

Se l'appartenenza all'Aikikai Foundation può essere un motivo di lustro, di lineage e di pedigree (e quindi possedere un grado Aikikai potrebbe essere sinonimo di una qualche sorta di "qualità"), è altrettanto vero che NON viviamo in Giappone... e qui in Italia abbiamo alcuni regolamenti chiari per poter praticare ed insegnare una disciplina come l'Aikido.

Per insegnare sono necessarie qualifiche (su 4 livelli) rilasciate dalla FIJLKAM o dagli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI (e fra essi, quelli più seri, che sono la minoranza... il resto è fuffa che manda una certificazione a casa dietro pagamento).
Bello, brutto? Giusto, sbagliato?
È così... e basta!


Quindi i gradi Aikikai possono essere sicuramente un elemento di "appartenenza" all'interno di un movimento, come il nostro... ma è necessario distinguere fra elementi di carattere personale e documenti dotati di una validità giurisdizionale e giurisprudenziale.
Capite bene che il quadro che emerge è piuttosto complesso: gradi Aikikai si, gradi Aikikai no?
Vi diciamo come abbiamo risolto NOI la faccenda, senza la pretesa di avere trovato la soluzione ultima alla questione.

Chi vuole insegnare, lo fa "apposto coi libretti" però... perché è ciò che la legge richiede e che richiederà sempre più.
Poi noi abbiamo un supervisore internazionale, membro dell'Aikikai Fundation, dal quale è possibile ricevere il famigerato diploma Aikikai.
Chi vuole avere la certificazione d'insegnamento, la ottiene dalla Federazione, che è l'organo istituzionale più adatto e serio nel fornirle, in quanto longa manus diretta del CONI...
Chi desidera il riconoscimento Aikikai, può accedere pure a quello senza problemi.
Chi da noi non vuole niente, pratica e basta... finche vuole e senza che nessuno gli dica nulla!
Ci sembra però serio aprire gli orizzonti a chi ci frequenta, e non fare il contrario per questioni di convenienza (sia ciò significhi propendere - o meno - per una certificazione, rispetto ad un'altra): questo ci pare etico!
Cio implica che alcune persone debbano fare esami DOPPI (FIJLKAM ed Aikikai) per avere tutto ciò che desiderano, ma questo non è vissuto come un problema, giacche ciascuno è lasciato libero di scegliere e quindi fare ciò che crede meglio per sé.

Nessun commento:
Posta un commento