lunedì 16 luglio 2012

Perbenismo inutile da Aiki-Web

Qualche tempo fa, su Facebook -il popolare Social Network - ha spopolato fra i praticanti di Aikido e non solo la seguente immagine, condivisa centinaia di volte ad effetto domino tra i contatti accomunati dalla stessa passione per la pratica.


Non che riporti in assoluto affermazioni scorrette o false... ma la cosa ci ha particolarmente colpito, visto il clima che spesso si respira nei vari gruppi di praticanti... o di Aiki-frequentatori del Web... è l'assoluto livello di ipocrisia con il quale si agisce dopo aver condiviso cotanta saggezza in pillole!

Il Dojo è qualcosa di differente da una Palestra, lo abbiamo scritto già molte volte (QUI, ad esempio)... ma prima di noi lo ha ribadito la cultura e l'etichetta di molte delle Arti Marziali di coloro che più spesso leggono queste pagine.

Ci si va per formare carattere e personalità... ci si allena con il cuore per seguire "la Via", si sconfigge l'ego... disciplinando lo spirito... BLA BLA BLA...

SOLO che la maggior parte dei praticanti che conosciamo che lo hanno condiviso sulle loro bacheche sono poi i primi a dire: "Questa sera vado in Palestra".

Ma non era un Dojo... una cosa veramente differente da un Fitness Club?!
Evvabbè, dirà qualcuno... ormai è entrato nel comune modo di dire...

"Evvabbè" un corno, se poi ci si vuole fregiare dei valori che riportano gli scritti che si divulgano!

On-line è veramente pieno di vecchi saggi Maestri Jedi, che praticano quasi tutti da 30 anni (anche se negli ultimi 20 non li abbiamo mai incontrati su nessun tatami), prontissimi a condividere le perle di saggezza di altri, senza prestare effettivamente troppa attenzione a quelle che sono in grado di coniare con i loro stessi atteggiamenti e comportamenti.

Ricordiamo che "praticare da 30 anni / praticare da X anni", non significa "avere iniziato 30 anni fa / X anni fa"... ma che in questo periodo l'allenamento è stato continuo, ininterrotto, e magari, perché no, quotidiano!

Ci sono pagine di Facebook nelle quali il litigio più infantile ed improduttivo sono di casa parlando di Aikido: ma chi è che scrive queste inutili provocazioni... e chi vi ci abbocca?

Aikidoka... e della peggior specie probabilmente.
Apparteniamo alla categoria, che quindi ci andrebbe di difendere e della quale ci piacerebbe venisse portato in alto il nome!

Certo che l'Aikido necessita di conflitto per esistere, e sarà un po' sulla stregua di questo che ci si continua a fare la lotta a vicenda, che si condividono ideali importanti, poi resi banali dai propri atti: ma è anche possibile "litigare con qualità"!

Poi è anche possibile arrivare a scambi interessanti senza farlo!

Ma siamo tutti d'accordo che un Dojo non è una Palestra, fino a quando c'è da cliccare sul mouse per affermarlo.

Allora quanti Insegnanti si SBATTONO realmente per creare nei loro gruppi l'atmosfera che si dovrebbe respirare in un Dojo?

Rispetto, volontà di migliorare, spirito di servizio, condivisione delle passioni, supporto vicendevole, identità di gruppo?

C'è ovviamente chi lo fa, ma scommettiamo siano parecchi meno di quelli che hanno cliccato "mi piace" e "condividi"...

E che in Aikido per far cambiare le cose non basta a volte lavarsi gli ideali in un link col mouse, bisogna lavorare per renderli concreti, e questo ci accorgiamo che a volte manca alla nostra comunità.

Crescere ed assumersi le proprie responsabilità diventa talvolta più importante che riempirsi la bocca e l'hard disk di belle parole.

Ad esempio quanti luoghi reali e virtuali legati all'Aikido propongono effettivamente novità ed alternative a quanto si vuole migliorare del nostro mondo?
Più facile lamentarsene, o addirittura rompere le scatole a chi sta provando davvero a cambiare le cose.

C'è chi i link li fa, e chi li condivide... ma l'impegno necessario non è lo stesso.

Amiamo leggere le pagine di chi si "espone", chi rischia la critica per dire la propria... quindi alla luce di ciò tende ad apparire un po' "posapiano" e "scansafatiche" chi si limita a ribadire l'ovvio... e nemmeno poi intende a mostrare di credere davvero in ciò che fa... 

Crediamo serva etichetta e più controllo sulle affermazioni che ciascuno di noi esprime sulla nostra Arte, anche perché esse formano un'onda che tocca ben al di là degli ambienti che normalmente frequentiamo... fino ad arrivare alle persone che magari vorrebbero informarsi ed avvicinarsi all'Aikido, ma che vedono una comunità che normalmente non gli fa una gran bella pubblicità a giudicare dalla qualità e dai toni degli scambi!

In questo Blog siamo stati sempre particolarmente attenti al rispetto con il quale ci rivolgiamo ai nostri lettori, e quindi anche quello che riteniamo corretto pretendere da loro, pur nella più piena libertà degli scambi e commenti... e così sul Gruppo FB "Aikime REVOLUTIONS".

Pare siamo stati scelti e stimati per questo, ma quest'oggi ci pareva comunque dare importanza ad un fenomeno trasversale che riguarda tutti i luoghi virtuali nel quali si parla di Aikido... dai Forum (ne abbiamo aggiunto proprio oggi uno appena segnalatoci QUI e nella colonna dei link permanenti), ai Blog, ai Social Network.

La "rivoluzione" al solito parte da noi, se ci va... e quindi non è un obbligo. ma se abbiamo tuttavia voglia che veramente la parola Dojo sostituisca nel parlare comune "Palestra", allora dovremmo iniziare ad utilizzarla sul serio un po' di più... andandoci anche magari ad informare su cosa significa in giapponese - giacché è dal Giappone che proviene questo termine.

Se ci piace l'idea di Dojo, allora spalanchiamo veramente le porte del luogo in cui pratichiamo, in modo che chi sta fuori possa entrarvici e sentirsi il benvenuto, così come chi vi sta dentro da molto possa uscirne per fare nuove ed arricchenti esperienze.

Il concetto di "Allievo = proprietà del Maestro" è stata sfortunatamente una realtà storica che magari oggi sarebbe bene superare definitivamente, giacché abbiamo compreso di che cavolata si trattasse: ci va coraggio però, più di quello di cliccare su "mi piace"!

Se ci affascina l'idea di disciplina e rispetto, occhio a come ci poniamo con gli altri, magari ben coperti da una identità virtuale: ci vuole più fegato a firmarsi come all'anagrafe e non con il nick-name "Aiki-Bonzo" di turno!
Sono tutti guerrieri invincibili, fino a quando quello con il quale si litigava in Chat non viene a suonare sul pianerottolo...

Internet sicuramente è una grande risorsa nella quale continuiamo a credere tantissimo, immaginando che rappresenti il presente e definitivo futuro dell'informazione, ma proprio per questo nasconde anche trappole pericolose, soprattutto per chi vorrebbe aderire a grandi ideali come quelli propugnati dalle Arti Marziali e poi finisce per dare il suo contributo con un'azione banale o svalutativa di sé e degli altri.

Noi Aikidoka siamo chiamati a fare il doppio dell'attenzione degli altri Budoka, ma non certo perché siamo i migliori... solamente perché il nostro Fondatore ha sprecato fiumi di parole e di inchiostro per metterci in guardia dalle diatribe inutili e per indicarci collaborazioni costruttive.

Il DOPPIO dell'attenzione... non la META'!


3 commenti:

Anonimo ha detto...

Lo so, commento raramente e magari farlo solo quando appare un link che mi riguarda sembra veramente ipocrita, ma ci tenevo a dire una cosa su quanto hai esposto, perchè sono le stesse considerazioni che mi hanno portato 1)a cancellare il mio account personale su Facebook lasciando solo ciò che riguarda le altre attività 2)al contrario ad aprire un Forum che non deve essere assolutamente il "mio Forum" (anzi spero che i miei contributi spariscano presto sotto la mole di quelli degli altri) ma il Forum di tutti quelli che vogliono andare oltre le diatribe di cui parli.
I nostri blog, il tuo, quello di Simone, quello di Fabio e così via, sono strumenti di informazione preziosi e importanti dai quali possono nascere discussioni dalle quali tutti potremmo imparare qualcosa. Però, e non è un limite dei contenuti ma dei mezzi, a me sembra che in generale siamo tutti restii a commentare gli articoli dei blog, me compreso, mentre ci si lascia andare facilmente su Facebook che in fondo è aperto quasi h24 sui nostri computer, dove l'istinto spesso prevale e dove la moda pare quella della provocazione a tutti i costi, non quella della riflessione. Basta mettere "mi piace" alle opinioni altrui senza averne delle proprie ma anche se non si condividono, basta che il nostro "mi piace" faccia rabbia a qualcun'altro. Facebook va bene per chattare, per farsi due risate o un saluto, per linkare foto, articoli, eventi...ma raramente si riesce a leggere un testo completo con commenti altrettanto "completi". Non è quindi in alternativa ai blog che ho aperto il Forum (anche perchè il mio blog non è morto e anzi, linka tantissimi blog ...che spesso fanno orecchie da mercante - vedi il discorso di chi crea i link e di chi li condivide appunto)ma in alternativa alle discussioni in stile SMS che si fanno su Facebook, visto che la loro presunta leggerezza risulta spesso fin troppo pesante.
Concludo rinnovandoti la mia stima, perchè anche se seguiamo strade diverse mi pare che abbiamo la stessa concezione di quello che dovrebbero essere i rapporti tra le persone e ancor di più tra budoka che interagiscono sul web. Un abbraccio,
Daniele "beno" Bevivino

Eternal Spring ha detto...

Apprezzo il voler rimarcare un concetto così importante anche quando come in questo caso non sono completamente d'accordo. Infatti non è detto che chi va in palestra non vive la sua sessione come in un dojo, e non porti fuori il senso di disciplina che apprende in palestra. Chiaro che l'etimologia di dojo è palestra è differente.

mad ha detto...

trovo molto interessante il concetto "litigare con qualità". Perchè spesso si rinuncia a non sostenere le proprie posizioni "per non litigare", dimenticando, o non avendo mai provato che la sincerità nell'esprimere il proprio punto sono la base per una discussione e non per un litigio. Direi che sul dojo è d'obbligo apprenderlo, in palestra si può avere la fortuna di sperimentarlo.