lunedì 20 settembre 2010

Influenze e cambiamenti vicendevoli da tatami


"Fai Attenzione!

Fai attenzione ai tuoi pensieri, si trasformeranno in parole.

Fai attenzione alle tue parole, si trasformeranno in azioni.

Fai attenzione alle tue azioni, si trasformeranno in abitudini.

Fai attenzione alle tue abitudini, esse svilupperanno il tuo carattere.

Fai attenzione al tuo carattere, diverrà il tuo destino.

Queste parole scritte da un Autore sconosciuto, mi hanno fatto riflettere sui miei pensieri più recenti e qui è dove mi sono ritrovato a dirigermi.

Causa ed effetto. Niente esiste separatamente.
Niente accade senza causa. Qualsiasi cosa ha un impatto sulle altre cose.

[...]

Ciascuno di noi è nato in un giorno differente e in luoghi differenti ed il processo chiamato Vita continua.
Tutti noi abbiamo un certo numero di settimane, mesi o anni da trascorrere, mentre ci sviluppiamo su questo pianeta.

Tutti noi li spendiamo esplorando, studiando ed imparando. Noi trascorriamo anche [questo tempo] insegnando.
Fra noi siamo tutti studenti ed insegnanti vicendevoli.

Così come percorriamo le nostre diverse strade nella vita, siamo anche incoraggiati, di tanto in tanto, a fare una pausa nei nostri giorni, a guardarci indietro ed a riflettere da quanto lontano proveniamo e a quanto poco ci siamo dedicati nella nostra ricerca.

Con il trascorrere del tempo lasciamo ad altri [il compito] di giudicare nella categoria appropriata [il nostro operato]: qualche successo... un po' di insuccesso.

La mia ricerca nelle Arti Marziali è iniziata quando sono entrato nell'Esercito nel 1963.
Così sono in questo viaggio da 47 anni, imparando, insegnando, esplorando e danzando con la vita e le Vie Marziali.

Tutti noi abbiamo impatto [e ci modifichiamo] a vicenda e su ogni altra cosa viva nell'Universo, sia che ci piaccia o meno.

E tutto nell'Universo è vivo.

Niente accade in un vuoto e sicuramente non c'è nulla di simile ad un vuoto totale.

Come Insegnanti di Arti Marziali, competenze/abilità marziali sono ovviamente essenziali... ma comunque, il nostro successo non dovrebbe essere misurato da quanto altamente sviluppiamo queste abilità.

Noi siamo misurati storicamente attraverso quale impatto grande [o meno] abbiamo sugli allievi ed, in seguito, mediante quanto agevoliamo il loro sviluppo.

[Rick Berry]


Vi abbiamo oggi riportato e tradotto questo breve passaggio di questo Maestro di Arti Marziali di Wilmington (che potete leggere qui in versione originale), per commentare insieme alcuni passaggi e riflessioni che ci ha suscitato.

Innanzi tutto, l'Autore che scrisse le prime righe del Post non è sconosciuto in realtà, ma è un certo Charles Reade, scrittore e drammaturgo inglese, che coniò il brillante quartetto di frasi:

"Semina un pensiero e raccoglierai un’azione,
semina un’azione e raccoglierai un’abitudine,
semina un’abitudine e raccoglierai un carattere,
semina un carattere e raccoglierai un destino".

Ma compare un elemento in più in questa rievocazione non letterale di Rick Berry Sensei: c'è l'imperativo "FAI ATTENZIONE!".
Così come dire che ciascuno di noi ha il potere di interagire e, se vuole modificare, i suoi pensieri, le sue parole, il suo carattere... e quindi il proprio destino.

Questo non è poco!

Noi poi, praticanti o simpatizzanti dell'Aikido, abbiamo effettivamente una maggiore opportunità di comprendere e realizzare ciò in modo pratico più volte alla settimana, se realizziamo il valore grande di questo messaggio.

Esso parla di "influenza vicendevole" di quanto accade dentro ciascuno di noi... e quindi anche di come essa abbia potere/eco all'esterno nella società.

E' un insegnamento grande. Noi saliamo sul tatami per imparare, se siamo allievi. Il Maestro sale sul tatami per insegnare... ma non è così ben definito univocamente il ruolo di chi apprende e di chi stimola questo apprendimento, proprio perché ci influenziamo tutti a vicenda.

Solo un Insegnante sprovveduto non apprende nulla dai propri allievi, così solo un allievo poco presente non ha da offrire nulla al proprio insegnante (ed anche in questo caso donerebbe comunque qualcosa ad un Maestro che si definisca tale!).

Questo a sprono ed incoraggiamento a coloro che affermano. "Non imparerò mai!".
Questo semplicemente non è possibile in questo mondo, anche se ci si provasse!

E sul tatami, lo ricordiamo, si sale per cambiare se stessi e per aiutare gli altri a farlo con l'onda lunga di questo stesso processo personale.

Chi frequenta un Dojo per diventare bravo COME il suo Maestro, rammenti che non avrebbe comunque completato il suo viaggio nemmeno se ci dovesse riuscire, poiché il Maestro stesso nel frattempo dovrebbe essere già mutato in qualcosa di migliore e successivo.

Un allievo può solo raggiungere un MAESTRO MORTO, un MAESTRO VIVO non si può raggiungere, perché egli stesso sta ancora apprendendo e quindi è ancora capace di modificarsi e progredire!

Quindi tutto sta ad iniziare questo processo e a vedere dove il tempo ci porterà, lasciando alla storia il compito di giudicare la bontà del nostro operato e l'impatto che asso avrà avuto sull'ambiente circostante.

Abbiamo scritto questo articolo per la nostra storica molteplice sensazione di incontrare sul tatami Aikidoka che NON VOLIONO CAMBIARE, che fanno di tutto per rimanere aggrappati alle loro certezze, magari acquisite con anni di fatica.

Noi rispettiamo i loro sforzi e le convinzioni di ciascuno, ma ci è caro ricordare a tutti (noi in cima alla lista) di quanto sia benefica la propensione a non creare attaccamento ai nostri piccoli successi, al fine di permettere che i processi di apprendimento e crescita avvengano in modo naturale e soprattutto continuo.

Se frequentiamo, ad esempio, un seminario di una scuola di Aikido diversa da quella nella quale siamo "cresciuti", ci sentiremo nuovamente principianti, anche se fossimo terzo Dan...

In quel luogo anche il neofita più neofita forse saprebbe imitare meglio i movimenti dell'Insegnante di noi "forestieri": proprio per questo però noi avremo una nuova occasione di re-imparare a fare ciò che eravamo già convinti di conoscere, ed in questo quindi di apprendere di nuovo e di arricchire la nostra esperienza.

Non crediamo l'Aikido sia fatto per la stasi e/o per lavorare SOLO a livello individuale.

Dinamica continua dentro e fuori, interazione continua fra i diversi piani dell'essere e del rapportarsi: se così fosse Morihei Ueshiba avrebbe coniato un'Arte di importanza veramente attuale nella società in cui viviamo!

Siamo desiderosi di conoscere il vostro pensiero in merito, scriveteci!

3 commenti:

Ordnascrazy!!! ha detto...

Un altro bel post!
Anch'io sono assolutamente convinto dell'importanza delle in apparenza semplici azioni quotidiane nello scolpire il nostro modo di pensare e agire.
Sono inoltre concorde nel pensare che il miglior rapporto maestro-allievo sia quello in cui c'è uno scambio biunivoco: il maestro porta ciò che è stato raggiunto e l'esperienza; l'allievo porta l'innovazione, data intrinsecamente dallo sforzarsi a capire i dettami del maestro.
Nel contesto universitario, idealmente, si cerca di arrivare proprio a questa sinergia.
Molti vedano l'Aikido come un qualcosa di rigido e immobile, un libro già scritto che noi dobbiamo solo imparare a memoria.
Penso invece che l'Aikido è un cammino senza fine, dove si deve ricercare se stessi e la relazione con gli altri, in un contesto particolare, il dojo, dove il rispetto per il prossimo è la regola fondamentale.

Sandro Savoldelli ha detto...

Perdonerete l'intrusion di un signor nessuno qualunque...ho apprezzato l'espressione "Un allievo può solo raggiungere un MAESTRO MORTO, un MAESTRO VIVO non si può raggiungere, perché egli stesso sta ancora apprendendo e quindi è ancora capace di modificarsi e progredire!" e non posso che essere assolutamente d'accordo su tutta la linea.
MI sono permesso di pubblicarla come commento anche su FB perchè altri "MAESTRI" possano senstirsi colpiti.
Grazie

Anna Paola ha detto...

Bello, come sempre: mi fa pensare al Tao..Yin e yang, Uke e Tori..Tutti sono sul Tatami una volta Uke una volta Tori..ognuno impara dall' altro, si integra con l' atro..I due lati della propria personalità, peraltro..un po' di yin nello yang e viceversa...Scambio, comunicazione...Ho sempre pensato che è molto più interessante uno scambio di opinioni con qualcuno che non la pensi come me..si impara di più.. l' importante è essere umili..per accettare che qualcuno possa vedere le cose in modo diverso..è difficile, è più facile l' intolleranza..la presunzione..