lunedì 27 luglio 2009

Aiki-Holidays '09


Il tempo vola... e siamo nuovamente giunti ad un meritato periodo di relax, nel quale non verranno caricati sul sito nuovi contenuti.

La Redazione di Aikime si trasferirà per la seconda volta in Giappone per tutto il mese di agosto, con la promessa di portare a settembre tante nuove curiosità e reportage a mandorla sull'Aikido.

Quest'anno è nostra intenzione spingerci a nord nell'Hokkaido, per visitare Shirataki, il villaggio fondato da O' Sensei... incontrare alcuni attuali affiliati all'Omoto Kyo, religione/movimento che tanto influenzò il pensiero del Fondatore stesso.

Vedremo... faremo il possibile per acquisire nuove informazioni e media da condividere on-line!

Intanto una impopolare considerazione: la tradizione non consente che una disciplina come l'Aikido venga "messa da parte" per un intero mese, come invece spesso avviene dalle nostre parti durante le vacanze estive... (i Dojo in Giappone solitamente in estate chiudono per una sola settimana, o anche meno!).

Noi ci alleneremo anche il più possibile quindi, convinti che la quintessenza dell'Arte si possa acquisire per questa Via, piuttosto che girando il mondo!

L'invito è quindi a ciascuno di voi è anche a rivolgere il pensiero alla pratica, di tanto in tanto... anche qualora non la si possa realizzare in concreto, in modo tale che pensando all'Aikido, lui non possa fare altro che pensare a noi.

A settembre, nuovamente insieme on-line ogni settimana.

BUONE AIKI-VACANZE A TUTTI!!!

domenica 19 luglio 2009

McDojo: fraintendimenti e/o imposture da Dojo


"Come osservo la società, la gente trasforma le Arti in prodotti commerciali; pensano a loro stessi come a merce ed inoltre fanno articoli da commercio dei [loro] strumenti. Distinguendo il superficiale dalla sostanza, trovo che questo atteggiamento abbia meno realtà che decoro.

Nel campo delle Arti Marziali è particolarmente comune l'abilità di attrarre [il prossimo] con [qualcosa di] appariscente, con pubblicizzazione commerciali e profitto, sia da parte di coloro che insegnano la disciplina, che di coloro che la studiano. Il risultato di ciò deve essere, come qualcuno ha detto, che quelle "Arti Marziali amatoriali sono una fonte di seria piaga"

[Miyamoto Musashi, 1643 D. C.]



Leggiamo su Wikipedia:

McDojo è un termine peggiorativo utilizzato da alcuni Artisti Marziali occidentali per descrivere una scuola di Arti Marziali nella quale l'immagine o il profitto sono tenuti in più alta considerazione rispetto ai canoni che dovrebbero contraddistinguere il cammino marziale tradizionale.

Il termine è un esempio di "McWords" applicato ai Dojo giapponesi di Arti Marziali, indipendentemente dalla disciplina in essi praticata

In questi contesti usare il termine McDojo indica soprattutto un giudizio sulle eccessive volontà di profitto economico di una scuola, ma può anche riferirsi ad un basso livello di preparazione ed attendibilità che gli Insegnanti o gli allievi scuola posso possedere rispetto ad altre scuole di Arti Marziali, o, ancora che la scuola in oggetto presenti attività non-marziali come se invece fossero tali.

Definiamo un McDojo, cioè, dove le pratiche al suo interno potrebbero essere al limite della frode.
Un altro termine solitamente usato in analogia è "Bullshido", cioè una storpiatura di "Bullshit" ("stupidaggini, sciocchezze") che rende simile il termine a "Bushido", il codice comportamentale dei Samurai.

Proprio come i McDonalds, i McDojo sembrerebbero una comunità in espansione in molte stati, anche al di fuori degli U.S.A., facendo leva sulla validità centenaria degli insegnamenti orientali in merito all'efficacia marziale, alle potenzialità educative e/o terapeutiche.

Vero o presunto questo fenomeno, sarebbe interessante comprendere se ci sono reali possibilità di cogliere i segnali dell'ingresso in un McDojo, se stessimo sfortuitamente per entrarvici!

L'Aikido, già più volte lo abbiamo ribadito, ha in sé un enorme e delicato potenziale di rischio di frode, data la sua impossibilità di confronto competitivo (non ci sono gare o tornei), per definizione di se stesso.

Quali quindi i campanelli di allarme rispetto al praticare in un luogo non serio, non professionale, se non addirittura millantatore?



Proviamo a tracciare un rapido identikit:

- una grande contributo economico richiesto da parte degli Insegnanti di un Dojo ai propri allievi per erogare il loro insegnamento nelle lezioni, seminari, stage o eventi da essi organizzati;

- in caso di comprovabili circostanze personali che obblighino un allievo ad una assenza prolungata dalla pratica (dell'ordine di mesi) un McDojo continuerà presumibilmente a richiedere il pagamento di una rata non usufruita, oppure chiederà gli arretrati al momento del ritorno sul tatami; la tradizione invece non contempla questo, poiché, se l'allievo si è posto con serietà nei confronti del Dojo e non essendo lo scopo primario di questi l'aspetto economico, non dovrebbe essere fatta pesare eccessivamente una problematica personale;

- l'istituzioni di veri e propri Club per cinture nere o alti gradi, pubblicizzando una sorta di privilegio nel farne parte, a seguito del pagamento di una speciale quota, naturalmente, o... ancora peggio... dietro alla promessa di poterne entrare a far parte dopo un certo lasso di tempo, indipendentemente dal proprio ingaggio sul tatami (leggi: "se mi paghi, in tre anni sarai cintura nera"!);

- gli alti pagamenti richiesti per sostenere gli esami di passaggio di grado da parte degli allievi; i luoghi più seri prevedono oltre tutto che essi avvengano a fronte di un reale lavoro di preparazione sul tatami. Lo scorgere un eccesso di gradi alti in assenza di tale serio ingaggio è un aspetto che deve mettere in allarme da quella che negli U.S.A. è definito "Belt Factory", ossia "Fabbrica di cinture";

- la proposta di corsi "collaterali" alla disciplina famosa vera e propria, generalmente commercializzati senza una vera e propria storia consolidata alle spalle, del tipo "Cardio - Fitness -Aikido" (o qualsiasi altra Arte Marziale), improntati eccessivamente ad un aspetto salutistico della pratica. Non affermiamo qui che le Arti Marziali siano prive di questo aspetto... anzi... ma che esso è connaturato nella disciplina, senza che sia necessario scindere le caratteristiche di quest'ultima;

- la richiesta che tutti gli studenti posseggano attrezzature per la loro pratica provenienti da un unico manufattore, generalmente scelto dall'Insegnante o dal Responsabile del Dojo. Sappiamo che esistono Ji più o meno buoni, Hakama più o meno tradizionali... e ugualmente dicasi per armi (protezioni, dove ciò dovesse necessitare) e quant altro... ma qualunque praticante sa che per iniziare un percorso la cosa più importante è che sia presente il neofita, quand'anche egli non dovesse indossare un completo Dolce&Gabbana;

- pesanti restrizioni nella pratica verso gli studenti del Dojo, ai quali viene proibito di frequentare altri Dojo o esercitarsi contemporaneamente in differenti Arti Marziali. "Non avrai altro Maestro all'infuori di Me", insomma! Questo fenomeno soventemente si accompagna alla millantante promessa di insegnamenti segreti riservati ai McComponenti di un McDojo. Nessun insegnamento ai nostri tempi può realmente essere considerato ormai segreto, poiché il tempo storico in cui ciò avveniva si è chiuso da tempo e perché ogni Fondatore di Arti Marziali (con la F maiuscola) ha affermato, scritto e dichiarato in più e più riprese che non esistono veri e propri insegnamenti segreti nel Budo... Chi ha occhi per carpire, può apprendere anche dalla lezione più nascosta, mentre chi non è in grado di farlo non imparerebbe nulla anche se gli si sottolineasse "il segreto" mille volte;

Quelli che avete letto sono solo tendenze che possono mettere in guardia da un Insegnante in malafede o da un luogo non qualitativo in cui praticare, ma non dobbiamo dimenticarci che ciascuna considerazione parte da un giudizio spesso personale, basato sulla propria esperienza.

Ci sono persone infatti che cercano realmente di approfondire la realtà che li circonda per fare una scelta giusta, ma ce ne sono altre che cerano (forse inconsciamente) solo il luogo dove potersi far frodare alla grande. Non dobbiamo infatti dimenticare che per ogni millantatore che si offre sul mercato marziale, ci sono molti più Aiki-polli che abboccano al suo amo.

La loro responsabilità è limitata dalla loro inesperienza, ma è presente in funzione dell'attenzione che essi avranno utilizzato per evitare simili situazioni!

Si vede di tutto quindi, anche solo volendo restringere la visuale all'Aikido... Arte di cui conosciamo meglio le dinamiche.

C'è chi organizza Master pluriennali privati e viene criticato per via del notevole costo di partecipazione, ma c'è chi saluta con favore una iniziativa simile, ritenendolo un opportunità qualitativa di approfondimento dell'Arte. Chi avrà ragione? Lo stabilirà forse l'esperienza personale, con il senno di poi.

Ma anche altre cose frequentemente accadono: ad esempio che vengano completamente fraintesi gli intendimenti di un Insegnante, di un video, degli insegnamenti di uno stage...

Se andiamo in giro per il mondo e per il Web a caccia dell'Aikido fraudolento, qualcosa di certo troveremo, ma la bontà di questa ricerca dipenderà dai criteri con cui abbiamo cercato.

E' importante mettere enfasi su ciò, poiché gli errori grossolani possono essere veramente enormi.
Ci permettiamo di segnalare ciò che a nostro giudizio sembra essere uno di questi, senza alcuna volontà di screditare la fonte da cui esso proviene. Guardate questo video, e soprattutto ponete attenzione alle scritte che lo precedono e che lo seguono...



Si tratta di uno svalutante giudizio operato su uno strano tipo di pratica da parte di chi non la considerava sicuramente qualcosa di degno e confacente con l'Aikido e, più in generale, con le Arti Marziali.

Pur non volendo convincre nessuno del nostro punto di vista, ci permettiamo di obbiettare che le cose stanno in un modo molto distante da quanto si è letto prima e soprattutto dopo il filmato.

Perché? Perchè noi conosciamo molto bene quel luogo, ci siamo stati ormai numerose volte e conosciamo personalmente entrambi i praticanti che compaiono nel filmato.

Precisiamo: ci troviamo a Cully, un paesino a 20 km da Montreux, nella Svizzera francese.

I due Aikidoka ripresi nel filmato stanno eseguendo un esercizio di jiyu kaeshi waza, ossia di creazione di contro-tecnica libera sulle note di una chitarra. Un simile esercizio, che ha più l'aspetto di una danza che di altro, non ha minimamente il fine di potenziare l'efficacia marziale dei praticanti... al contrario, vuole fornire uno strumento di studio della loro continua connessione. Connessione e ancora connessione, solo questo: per poter efficacemente essere in grado di applicare una contro-tecnica anche nel più marziale dei casi è impossibile prescindere da questo stato.

Entrambe le cinture nere sono fra i praticanti più determinati e, all'occorrenza, potenti che conosciamo, l'uno con quasi due anni di pratica giornaliera full-time di Aikido (il ragazzo più basso) e l'altro con circa cinque anni di esperienza uchideshi in un Dojo professionale, che gli consentono ora, di essere divenuto Insegnante di Aikido professionista a sua volta, dopo avere praticato sui tatami di due o tre continenti.

Chi guarda questo video cercando l'efficacia marziale, non la trova... ed etichetta il tutto come "Bullshido", ma per esperienza noi stessi sappiamo quanto porti all'efficacia marziale sottoporsi a simili pratiche, per quanto non si direbbe a livello superficiale.

Attenzione quindi ai giudizi: la loro presenza è essenziale per discernere la qualità dalla ciarlataneria, ma il loro eccesso e sopratutto il loro esercizio senza consapevolezza di ciò in cui si entra nel merito porta ugualmente ad errori di valutazione... e prese di posizione improduttive.

Concludiamo con un augurio:
"Nutritevi di Aikido sano, state quindi alla larga dai McDojo!"

domenica 12 luglio 2009

Ai piedi dell'Aikido: calzature infradito tradizionali


Un breve excursus sulle calzature che è possibile scorgere ai piedi degli Aikidoka, in alcune foto storiche o filmati.

Come tutto il resto dell’abbigliamento, anche ciò che si calza ai piedi ha una profonda connessione con la storia e la cultura nipponica dello scorso secolo.

L’Aikido, così come moltissime Arti Marziali tradizionali giapponesi, indiane, cinesi, vietnamite e coreane, si pratica normalmente a piedi nudi… forse a ulteriore rinforzo della grande enfasi che viene data al contatto diretto con il suolo, e quindi con la natura.

Un senso di “connessione”, quasi a simboleggiare che dal terreno possa essere tratta una fonte di energia e contemporaneamente uno scarico di tensione corporea.

Ancora oggi è di norma in ogni casa giapponese lasciare le proprie calzature fuori dall’uscio.

Gli Aikidoka tuttavia spesso fanno uso di particolari calzature per gli spostamenti dallo spogliatoio al tatami: questi tradizionali infradito provengono dal cuore della cultura nipponica.

Il loro nome è [草履] zōri (o zaori) e sono sandali tradizionali senza tacco, fatti di paglia di riso o altre fibre naturali, stoffa, legno laccato, pelle, gomma o altri materiali sintetici. Nella società vengono indossati ormai di rado con indumenti tradizionali giapponesi come il formale kimono.

Spesso è possibile vedere gli insegnanti di alto rango, o il Fondatore stesso nelle foto storiche, indossare un particolare tipo di calzini, chiamati [足袋] tabi, che non sono altro che le calzature anch’esse infradito, che è possibile utilizzare dentro gli zōri: arrivano all'altezza della caviglia e separano l'alluce dalle altre dita del piede.
I tabi risalgono al XVI secolo ed hanno raggiunto un picco di popolarità durante il periodo Edo (1603 - 1867). Vengono portati sia da uomini che dalle donne e sono inoltre essenziali con i kimono o con abiti tradizionali simili. Generalmente vengono portati soprattutto nel periodo estivo.
Sembra che la parola "tabi" derivi dal termine "tanbi", che significa "un livello di pelle". In antichità, venivano portati dai Samurai, che a differenza degli aristocratici, avevano bisogno di calzature e calzini più comodi per uno stile di vita più attivo.

Il loro colore più elegante è il bianco e tabi bianchi quindi vengono solitamente indossati in situazioni formali come le cerimonie del tè. Talvolta gli uomini indossano dei tabi blu o neri durante i viaggi, mentre i tabi con colori più sgargianti o con delle fantasie stampate vengono indossati principalmente dalle donne, anche se stanno diventando popolari anche tra gli uomini.

Le persone che usano maggiormente i tabi sono i ballerini di danze tradizionali giapponesi, gli attori giapponesi e naturalmente chi pratica Arti Marziali. Inoltre, secondo la teoria Shiatsu, indossare i tabi porta benefici alla schiena, alla colonna vertebrale e alla digestione per la presenza dei meridiani dell'agopuntura localizzati tra le due dita.
A differenza dei normali calzini, che quando indossati aderiscono perfettamente al piede perché fatti di materiale elastico, i tabi vengono creati cucendo insieme lembi di stoffa non elastica; hanno infatti un'apertura sul retro per permettere al piede di scivolare dentro e naturalmente dei bottoni per chiudere l'apertura. Tuttavia esistono anche tabi elasticizzati, più bassi di quelli tradizionali.
Gli operai, i contadini, i giardinieri e persone che svolgono lavori simili indossano spesso tabi che somigliano alle scarpe, e che vengono chiamati jika-tabi. Sono costruiti con materiali più pesanti e resistenti, spesso con una suola in gomma. Sebbene le scarpe occidentali li stiano rimpiazzando, molti lavoratori li preferiscono ancora per la morbidezza della suola e quindi per la possibilità di avere un contatto tattile con il pavimento.

Tornando agli zōri: spesso se ne trovano con la suola ricoperta di giunco, che li fa somigliare ai tatami, ma questi non vengono di solito indossati con il kimono, poiché considerati scarpe da lavoro, o abbinati ad un abbigliamento occidentale casual.

Gli zōri da donna hanno la stringa che tiene unito il piede alla calzatura, chiamata [鼻緒] hanao, solitamente di colore rosso, mentre quelli da uomo sono spesso fatti con materiali che imitano la paglia, come il polistirolo espanso e con le suole in sughero. L'hanao, per gli uomini è spesso bianco o nero.

L'hanao è posto al centro della parte finale del sandalo, non c'è quindi distinzione tra scarpa destra e scarpa sinistra e può essere di materiali come il vinile, broccato o la pelle (per gli uomini).
Come tutti i sandali tradizionali giapponesi, gli zōri permettono una libera circolazione dell'aria intorno al piede, una caratteristica che probabilmente è stata adottata a causa del clima umido che predomina in gran parte del Giappone.

Possono essere indossate e tolte molto facilmente, cosa molto importante in una cultura dove le scarpe vengono costantemente messe e tolte; inoltre, con un kimono stretto, delle scarpe con i lacci sarebbero molto difficili da allacciare. Tutto ciò spiega il perché del trionfo di questo tipo di calzature in Giappone.

Concludiamo il nostro breve viaggio con i [下駄] geta, ossia i sandali tradizionali giapponesi a metà tra gli zoccoli e le infradito. Sono un tipo di calzatura con una suola in legno rialzata da due tasselli, tenuta sul piede con una stringa che divide l'alluce dalle altre dita del piede.

Vengono indossate con gli abiti tradizionali giapponesi, come gli yukata e meno frequentemente con i kimono, ma durante l'estate vengono portate anche con abiti occidentali. Grazie alla suola fortemente rialzata, con la neve o la pioggia, vengono preferite agli zōri e generalmente vengono portati sia senza calzini che con i tabi.
Questa calzatura consta di una tavoletta legno grezzo, chiamata [台] dai (supporto), con una stringa di tessuto chiamata anche in questo caso [鼻緒] hanao, che passa tra l'alluce e il secondo dito. I due tasselli sotto la suola vengono chiamati [歯] ha (denti); anch'essi sono in legno, di solito di [桐] kiri (paulownia), ed emettono un suono particolare a contatto col suolo, che è chiamato [カランコロン] karankoron.

Questo "rumore" talvolta viene menzionato come uno dei suoni quotidiani che mancano di più ai giapponesi anziani nella vita moderna.

Il dai può variare molto: la forma può essere ovale (ritenuto più femminile) o rettangolare (ritenuto più virile), il colore può essere naturale, laccato o dipinto. Anche l'ha può variare, ad esempio, i tengu-geta hanno un tassello unico al centro della suola, mentre esiste un tipo poco comune di geta che ha tre tasselli.

I tasselli non sono separati, ovvero l'intera scarpa, di solito, viene ottenuta lavorando un solo blocco di legno; inoltre, gli ha possono avere una base di gomma, incollata alle estremità.

L'hanao può essere più o meno largo, rigido e di vari tessuti. Il cotone con stampati motivi tradizionali giapponesi è molto popolare ma esistono versioni in vinile e pelle.

All'interno dell'hanao c'è una corda (tradizionalmente di canapa, ma attualmente fatta in materiale sintetico) che viene annodata in modo particolare nei tre fori del dai e talvolta può esserci un'imbottitura. L'hanao può essere cambiato se consumato e viene posto tra le prime due dita del piede e, anche in questo caso, al centro della suola perché… se non posizionato in quel punto, i geta entrerebbero addirittura in collisione tra loro durante la camminata!

Riportiamo per curiosità la traduzione di un proverbio tradizionale giapponese che dice:

non sai fino a che non hai indossato i geta”, che significherebbe:
"non puoi tirare le somme fino a quando il gioco non finisce”.

Secondo la superstizione giapponese, inoltre, rompere l'hanao di un geta porta sfortuna.
I lottatori professionisti giapponesi di Sumo che fanno parte dei gradi più bassi della disciplina, devono indossare sempre uno yukata e i geta.

Il suono dei geta sul suolo sono infatti una delle cose che i lottatori di Sumo sperano di lasciarsi alle spalle quanto prima possibile, poiché indice del loro avanzamento in seno alla loro disciplina.

karankoron... karankoron... karankoron... karan...

sabato 11 luglio 2009

Aikido: didattica e pratica


Un breve spazio per lasciare traccia on-line di un'informazione che tanti ci hanno chiesto via e-mail, ora che è stata data anche a noi in modo chiaro e completo.

Molte persone hanno domandato come procurarsi il libro "Aikido: didattica e pratica" scritto da Marco Rubatto e pubblicato per FIJLKAM l'ottobre scorso.

Per questo testo, ed in generale per tutte le pubblicazioni FIJLKAM, ecco come fare:

- effettuare un versamento sul conto corrente postale 269019, intestato a "Banca Nazionale del Lavoro Filiale Roma 2 - FIJLKAM, Viale Tiziano, 70 - 00196 ROMA", specificando il titolo del testo desiderato;

- l'importo da versare è 10.00 €, ad esclusiva copertura delle spese di spedizione a domicilio (in quanto i volumi sono e continueranno ad essere gratuiti!);

- inviare una richiesta scritta del titolo del testo desiderato con allegata fotocopia del versamento effettuato via fax (06 56470523), via e-mail (stampa@fijlkam.it) o tramite posta a "Ufficio Stampa, Via dei Sandolini, 79 - 00122 Ostia Lido ROMA";

- il volume arriverà a domicilio a stretto giro di posta.

Ci auguriamo di esservi stati di aiuto.

domenica 5 luglio 2009

Aikime updated


Per festeggiare i nostri primi 15.000 ingressi al sito e le oltre 100 persone che hanno deciso di iscriversi e ritrovarsi nel gruppo di Aikime su Facebook, quest'oggi abbiamo ristrutturato la colonna di destra della Home Page, inserendo nuovi contenuti video e fotografici, nonché nuove risorse on-line inerenti l'Aikido.

Giunti quasi al nostro 100-mo Post, un breve riepilogo di ciò che potete trovare gratuitamente nei nostri archivi:

- 98 Post, organizzati per aree tematiche:
[Arte (3), Comunicazione (17), Cultura (25), Etichetta (8) , Eventi (15) , Iniziative (10), Luoghi (4), Maestri (16), Principi (6), Provvedimenti (1), riflessioni (42) , Update (18)];

- ["Find us on Facebook"]
ingresso diretto al nostro gruppo su Facebook (dopo aver fatto il login all'applicazione), nato con il compito di far incontrare "a volto scoperto" fra loro i nostri lettori, che vengono settimanalmente informati di ogni aggiornamento del sito, tramite newsletter;

- 3 filmati che mostrano in la città natia di O' Sensei, Tanabe... con i principali luoghi e monumenti che permangono tutt'oggi in sua memoria;

- ["Eventi"]
l'elenco di tutti gli eventi da noi conosciuti in tema di Aikido sul territorio italiano, in una fascia temporale futura di due mesi. Di ciascun evento è possibile scaricare la locandina in formato PDF, indipendentemente dalla Scuola o dall'Ente che lo organizza. Certo... non riusciamo ad assicurare di comprendere sempre TUTTI i seminari che si effettuano, ma solo perché non ne siamo informati o non reperiamo sempre facilmente on-line le risorse da pubblicizzare. Non vi è nessun elemento discriminante però nel dimenticare qualcuno! Aiutateci voi, come già del resto fate, a tenere aggiornata la nostra Redazione, segnalandoci eventi di qualsiasi tipo, che non mancheremo di mettere on-line;

- ["Downoad now"]
3 files PDF scaricabili riguardanti i seguenti temi:
una versione di "Aiki-Censimento" italiano, aggiornata a gennaio 2008... e che ora sarebbe da ri-aggiornare, ad avere il tempo! Si tratta di un documento ora forse non più del tutto veritiero nei numeri di una realtà in continua evoluzione, ma è ad ora l'unico in Italia ad essere stato reso pubblico; un glossario di oltre 900 lemmi giapponesi, con traduzione in italiano e corrispondente scritta hiragana/kanji; un confronto di numerosi programmi tecnici per il passaggio di grado che si riferiscono a scuole nazionali ed internazionali distinte e talvolta indipendenti fra loro;

- [Aikime photo]
3 gallerie fotografiche, di 50 foto ciascuna [una è completamente inedita, ed è stata appena inserita!], riguardanti screenshot restaurati ad alta definizione di Morihei Ueshiba, O' Sensei, più 100 fotografie delle cittadine di Tanabe ed Iwama, luoghi nevralgici della sua storica attività di Aikidoka;

- ["... Enti patrocinanti..."]
l'elenco aggiornato dei principali Enti italiani che si occupano del patrocinio della pratica dell'Aikido, comprendente Federazioni, Associazioni pubbliche e private, Enti Morali. Aiutateci a scovare nuovi gruppi di pratica (no singoli Dojo!) con le vostre segnalazioni;

- ["Aiki-Occhi sul Web"]
link diretto ad alcune realtà on-line a nostro giudizio particolarmente rilevanti rispetto all'Aikido ed alla sua pratica;

- ["Aikime shop"]
link diretti a 16 negozi on-line, nazionali o internazionali, che si occupano di vendita di attrezzature, equipaggiamenti per Aikido ed Arti Marziali in genere, ma anche di artigianato giapponese;

- ["Cultura giapponese sul Web"] link diretti a 10 realtà che si occupano di divulgare la cultura giapponese in rete. Si tratta di Associazioni o siti privati che offrono informazioni ad ampio raggio sull'universo "Giappone", per tutti gli appassionati che vogliono approfondire le radici da cui l'Aikido proviene;

- ["Aikime libri"]
la bibliografia pressoché completa dell'Aikido in italiano (49 volumi), con le informazioni dettagliate su ogni testo, inclusa spesso una recensione a cura dei lettori ed info sulle librerie preposte alla vendita;

- ultimo, ma non per importanza, tutte le informazioni sul Dojo da cui Aikime viene gestito, con mappa, orari delle lezioni e contatti e-mail;

A proposito di noi, ci è parso importante inserire anche due brevi video che ci mostrano direttamente in rapporto diretto con il tatami [area: "il nostro Aikido si presenta"]. L'intento ovviamente non è quello di "mostrare quanto siamo bravi" - ci mancherebbe! - quanto la pura volontà di condividere quanto ci appartiene ed appassiona, in modo tale da avere un punto di riferimento del nostro lavoro, e, speriamo anche quindi una testimonianza visibile dell'evoluzione che con il tempo sapremo compiere.

Vi proponiamo quindi il nostro ultimo video, nato dall'attività dell'anno 2008 - 2009, dentro e fuori dal Dojo, durante lezioni, seminari, dimostrazioni pubbliche. Ci auguriamo che vi piaccia!




Vi ricordiamo che Aikime è gestito in volontariato mediante risorse on-line completamente gratuite, che spesso poggiano quindi su molteplici free-source per l'hosting delle immagini, dei video e dei file scaricabili (principalmente Localhostr, Megaupload, YouTube). Dipendiamo quindi dalle erogazioni di questi servizi, per fornire i nostri: non ce ne vogliate per qualche malfunzionamento, non direttamente imputabile a nostre responsabilità.

Il sito normalmente viene aggiornato settimanalmente (ogni domenica o lunedì), da settembre a luglio.

Un grazie ai lettori per la fiducia e gli apprezzamenti positivi che ci giungono. Ne faremo stimolo per dare il massimo anche in avvenire...

Gambatte ne!