domenica 22 novembre 2009

Secondo Stage nazionale Aikido multistile


"Credo che sia importante rilevare che questo stage è stato reso possibile in seguito ad un profondo cambiamento di mentalità in molti di noi [...] Come spesso avviene nella vita di tutti i giorni, le persone di buona volontà si cercano e si incontrano. [...] Desidero dirvi che vi è una forte, comune volontà di proseguire su questa strada, con la speranza che altri ancora si uniscano a noi".
[Fausto De Compadri Sensei]

Si è conclusa oggi a Marina di Massa la due giorni dedicata all'incontro interstile degli Aikidoka F.I.J.L.K.A.M.
E' la seconda volta in Italia che accade un simile evento (il primo è recensito qui)... un qualcosa di veramente importante nell'individuazione delle nuove direzioni nelle quali l'Aikido di casa nostra si sta muovendo.

Non conosciamo con precisione in numero dei praticanti che hano aderito (207 è il dato più accreditato), ma chiara era l'origine delle loro molteplici provenienze.
Sotto l'occhio attento ed affettuoso del Direttore Tecnico Nazionale, Mº Fausto De Compadri, numerosi insegnanti di alto rango si sono avvicendati a guidare le lezioni, proponendo la loro peculiare visione dell'Aikido ed invitando tutti a praticare secondo essa.

Il corpo docente è stato costituito, oltre che dal Mº De Compadri, da:

Massimo Aviotti Sensei
Renato Visentini Sensei
Francesco Verona Sensei
Aldo Gonzato Sensei
Livio Zulpo Sensei
Raffaele Adornato Sensei
Raoui Hassan Sensei (in vece del Maestro Guglielmo Masetti, impossibilitato a presenziare)
Francesco Dessì Sensei

Assente giustificato Daniel Leclerc Sensei, se avesse potuto, sarebbe stato con noi.

L'evento si è tenuto presso l'Ostello Internazionale Turimar, che ha garantito un vitto ed alloggio a prezzi realmente popolari.
A livello nazionale sempre più si afferma il binomio Aikido di qualità a prezzi popolari (9 ore a 30 Euro, con insegnanti di tutto rispetto)... che spesso non è pensabile accada presso le singole Associazioni private.

In merito ad esse, i nomi delle principali aderenti:

A.I.A.B. (Associazione Italiana Aikido & Budo)
A.S.A.I. (Associazione Sportiva Aikido Italia)
Aikikai d'Italia
Aikido Italia
Dantai
Progetto Aiki
Shumeikai Italia
T.A.A.I (Takemusu Aikido Association Italy)
Yomi Shin Tai

Se abbiamo dimenticato qualcuno non ce ne vogliate... semplicemente non conosciamo tutti di persona, ma seremo ben lieti di completare l'elenco su vostra segnalazione!

Quando tante persone, che hanno in comune una passione ed una disciplina, si incontrano... sempre qualcosa di interessante e sorprendente accade.

Ci sono nuove simpatie che nascono, amicizie e reti che prima non erano concepibili in una situazione più "recintata" di ciascuno. Ma anche nuove antipatie, invidie, critiche... tutto insomma di quanto è costituito l'essere umano in sé all'instaurarsi di una relazione.



Molti hanno visto tecniche, modi di fare, didattiche sconosciute, talvolta trovandole efficaci ed illuminanti, talvolta ribadendo la preferenza per la propria di origine... ma una possibilità di scambio è stata reale ed effettiva.

La cosa più sconvolgente che abbiamo osservato, innanzi tutto su noi stessi, è quanto sia complesso cambiare punto di vista, panni... per calzare quelli diversi di chi proponeva le sue metodologie, chiedendo temporaneamente di mettere da parte il già noto: è un'operazione realmente complicata, che richiede grosso spirito di adattamento, umiltà e curiosità per quello che ancora non si conosce.

Tralasciando cosa fosse più o meno "buono" di ciò che poteva venire proposto dai diversi Insegnanti provenienti da altrettanti diverse Scuole... il problema è che è proprio difficile "cambiare pelle"! Ci si accorge che tutto quello che "funzionava" tra le mura del proprio Dojo, potrebbe non essere più tale quando si incontra un Aikidoka proveniente da un'altra estrazione.

Questo rimette pesantemente in gioco le convinzioni consolidate di chiunque, e... crediamo... dopo un primo momento di crisi, consente realmente di crescere.

Oltre tutto, la fatica provata nel cercare di non muoverci come per anni abbiamo fatto sottolinea quanto sia facile diventare "schiavi" del metodo che utilizziamo, che dovrebbe essere un supporto piuttosto che una coercizione. Tant'è che se facciamo fatica ad abbandonarlo e poi a riprenderlo è segno che il mezzo talvolta vienen scambiato per il fine.

Alcune scuole in Italia ancora oggi pensano ancora: "io sto bene a casa mia", "quello che faccio mi piace", "funziona"... "ho ancora tanto da imparare qui"... "inutile perdere tempo e soldi in un confronto con quelli che a mio avviso hanno capito meno di me"!
E' molto comune questo tipo di atteggiamento. Non affermiamo che a volte sia del tutto errato, ma solo che esso non consente di mettersi veramente in gioco.

In fondo nel combattimento una delle qualità principali da sviluppare è l'adattabilità a chi ci sta innanzi: certo, ad uno stage multistile potremmo anche scorgere parecchie tecniche - persone giudicabili non positivamente, ma a nostro avviso l'essere presenti ha comunque un suo valore aggiunto.
I neofiti imparano a non farsi "possedere" dalla propria Scuola, ma ad utilizzarla come un supporto... mentre gli esperti hanno la possibilità di avere conferma dei risultati raggiunti "a casa" proprio confrontandosi con chi viene da altrove!

Soprattutto si capisce come esista un mondo in movimento fuori dalle mura del nostro piccolo Dojo/Associazione/Scuola... e ad essere realisti, bisogna ammettere anche che in questo inedito panorama, si possono incontrare Aikidoka veramente preparati e che lavorano sodo, esattamente come ciascuno di noi ritiene di fare già.

E' necessario quindi fare un passo indietro dall'idea di "prima donna nell'Aikido", per riscoprirsi più ranocchi che pontificano dal centro della propria pozzanghera, credendola l'oceano. Ecco, crediamo, perchè alcuni ancora fanno fatica a cambiare atteggiamento nei confronti di simili lodevoli iniziative!

Quando si convive qualche problema, attrito, conflittualità ci sarà sempre, lo vediamo in famiglia, sul lavoro... al Dojo...
Sarà così anche alla F.I.J.L.K.A.M., ma noi siamo Aikidoka ed abbiamo scelto di vivere in pace la via della conflittualità,
quindi simili esperienze non potranno che alla lunga verificare bontà e radicamento dei valori ai quali siamo convinti di aderire.

"Quel 4º Dan è più brocco di me che sono 2º!!!".
Quante volte abbiamo sentito pronuniciare frasi simili!!!
Bene: "Questo vuol dire che ho fatto un buon lavoro e che ci potrebbe essere l'occasione per aiutare qualcuno con quello che già posseggo!".. o almeno l'occasione di capire quale NON deve essere il mio prossimo passo...

Difficile trovare situazion
i, per quanto estreme, dalle quali NON è possibile imparare nulla!!!

Così anche questa volta, come già avvenne al Lido di Ostia (Roma) lo scorso anno...


un tatami adornato di sorrisi e gremito di persone che non temono di far incontrare le proprie diversità è stato per due giorni il laboratorio personale di tutti coloro che intendono procedere nella direzione di non essere più pochi e soli nella propria Arte... comprendendo quanto l'unione possa fare la forza, e conduca naturalmente alle prossime difficoltà da affrontare su proprio Cammino... fenomeno conosciuto in psicologia e sociologia come "opportunità di crescita".

L'ornamento erano i tanti e diversi loghi sul dogi, la sostanza erano le persone che li indossavano e che hanno collaborato al meglio delle loro attuali capacità.

Cambiare mentalità è un'operazione lenta, generazionale... ma siamo convinti che la direzione intrapresa sia il futuro delle nostra pratica, perciò con fiducia guardiamo in quella direzione... ora sempre più in lieta compagnia!

4 commenti:

Nikita ha detto...

e' stata davvero una bella esperienza, speriamo che si vada avanti su questa strada, anche per noi povere schiappette!
Grazie di tutto :)
Laura

ps: TROVATO! :-PP

Anonimo ha detto...

personalmente ho apprezzato molto questo raduno sia nella sua ESSENZA (la parte tecnica) che nell' ORNAMENTO (la parte umana -sociale. interscambio significa inevitabilmente crescita, ed esserci (ovvio in maniera attiva)comunica inevitabilmente voglia di crescere, di maturare di mettere da parte esperienze. capire che una scuola o uno stile può essere un'anello, ma che l'aikido è tutta la CATENA.
adattando un concetto che mi ha colpito molto direi che nella casa dell'aikido ci sono molte stanze, e uno può decidere di girarne qualcuna di vederle tutte o solo la propria, ma non deve temere perchè l'aikido è in tutta la casa!!!
ciao!!
RAMA

Mastro Di Passo ha detto...

Come sempre, parole condivisibili...

carlo

Dijego ha detto...

Dopo tanti anni ho scoperto questo post ed in me è nata una sana invidia nei confronti di chi c'era. Devono essere stati momenti di forte condivisione, condivisione che vedo sempre meno... ma forse è solo colpa della mia visione, spero.