lunedì 29 settembre 2008

Il Giappone in italiano sul Web

E' stata aperta una nuova sezione sulla della colonna destra di Aikime.

Troverete i link alle principali fonti Web che parlano in italiano del Giappone.

L'Aikido spesso è conoscibile solo sul tatami, ma altrettanto di frequente è meglio comprensibile a partire da una cultura più approfondita dei luoghi e delle tradizioni da cui proviene.

Il Giappone è una terra molto affascinate, ricca di meraviglie e contraddizioni: è necessario avere più informazioni per sfatare alcuni miti che solitamente noi abbiamo... difficoltà di lingua e comunicazione, prezzi elevati, austerità delle atmosfere.

Vi invitiamo ad intraprendere alcuni viaggi virtuali, in attesa magari di concretizzarne uno in aereo.

La Redazione, che sta già progettando il prossimo tour estivo 2009, fin d'ora offre piena disponibilità per aiutare coloro che volessero affrontare il loro "primo viaggio" nella terra del Sol Levante.

Scriveteci, saremo lieti di darvi una mano.

domenica 21 settembre 2008

Aikido e pubblicità, sketch, tango e computer graphic


Ma certo che quest'Arte appare davvero strana!!!

Marzialità, filosofia, spiritualità, pacifismo... un mix potente che non può che ispirare gli uomini più appassionati ad andare ben oltre i limiti "canonici" di Dojo, Maestro, allenamento, passaggio di grado!

Ecco che allora i più"creativi" si sono da tempo messi all'opera per miscelare con dovizia le caratteristiche dell'Aikido con la vita di tutti i giorni, con gli scherzi da fare tra amici, i videogame, le lezioni di tango...

Vi proponiamo di seguito una piccola raccolta di video "alternativi" sull'Aikido e le mille possibilità di reinterpretare la sua pratica nel nostro vissuto.

Quello che può sorprendere è l'incredibile varietà di queste forme di comunicazione, a volte divertenti, anche demenziali... ed a volte così ben realizzate da poter essere annoverate esse stesse come nuove forme d'Aiki-Arte.

Date un'occhiata voi stessi...

Steven Seagal, noto praticante di Aikido, che si presta ad uno spot televisivo di una bibita, con una parodia del suo stile "picchia duro":




Scuola di tango... fatta da due Aikidoka, che per giunta si divertono un mondo con il pubblico presente in sala:




Clip che utilizza una visione artistica dei più comuni "movimenti da tatami":




"Biiru- Waza", ovvero reinterpretazione di suburi, hanmi, nikyo, sankyo e rokkyo per bersi una birra tra amici:




Spettacolare combattimento fra un pacifico e meditativo Aikidoka e... un DRAGO!




Gran finale.
Graziosissimo video sull'Aikido durante un viaggio immaginario "in ascensore"... con la complicità degli U2:



Tutte queste forme d'Arte parallela stanno sicuramente fiorendo: chissà se in futuro potranno anch'esse ricavarsi un posto ad honorem accanto a tutto ciò che di buono si può fare con
l'Aikido!?

lunedì 15 settembre 2008

Programmi Tecnici: come e cosa è meglio imparare?

Chiunque intenda imparare qualcosa tende a darsi un metodo per farlo o, almeno, consente che qualcun altro glielo dia...

... così chi si accosta alla nostra disciplina presto si trova dinnanzi alla necessità di apprendere alcune posture, movimenti e tecniche, che poi consentiranno di sostenere un esame per testare la propria preparazione ed il livello di consapevolezza raggiunto rispetto alla pratica.

Per fare ciò si utilizzano solitamente alcune liste, definite generalmente "Programma tecnico" che uno si trova gia belle che confezionato all'atto di iscrizione al dojo. Ma da dove nascono queste liste?

Sono tutte uguali o cambiano di luogo in luogo, di scuola in scuola?... Ce ne sono alcune migliori di altre, o che è bene evitare?

Noi di Aikime abbiano fatto una piccola ricerca fra gli archivi on-line di alcuni famosi Enti che patrocinano la pratica dell'Aikido, per vedere ciascuno cosa diceva in merito, cosa proponeva ai suoi studenti in materia di "Programma Tecnico".

Ecco il risultato di questa ricerca (scaricabile cliccando su questo Link, o presente in modo stabile nella sezione DOWNLOAD NOW della colonna di destra, alla voce "Aikime Programmi Tecnici a confronto") !

Abbiamo preso alcune scuole di Aikido internazionali (Es. l'Aikikai Hombu Dojo di Tokyo, la Takemusu Aiki Intercontinental, la California Aikido Association...) e le abbiamo confrontate fra loro e poi con i rispettivi "rami nazionali" delle stesse scuole. L'intento era quello di individuare una logica che sottostesse alla scelta di una lista di tecniche da proporre ad uno studente per l'apprendimento anziché un'altra.

Generalmente i redattori di Programmi Tecnici, malgrado appartengano magari a differenti estrazioni e correnti di pratica, sono generalmente Insegnati più che accreditati a stabilire cosa è bene imparare per primo, cosa è più importante, cosa è basilare per il conseguimento di un certo grado...

... ma come si può osservare le opinioni sono quanto mai eterogenee in merito alla progressione migliore con la quale è bene apprendere l'Aikido!!!

Sono in tutto state confrontate 11 diverse Scuole (quelle storicamente contattate dagli Autori + quelle delle quali è stato agevole reperire il Programma Tecnico - per adulti, poiché alcune dispongono di una voce a parte per ragazzi e bambini -, reso pubblico sui siti Web... non ce ne vogliano le altre!)
Le liste sono state armonizzate il più possibile fra loro a livello di terminologia, poiché spesso ci si riferisce alla stessa cosa in modo diverso in contesti fra loro distanti (hantai katate dori, katate dori aihanmi o kosa dori sono la stessa presa, ad esempio).

Si sono delineate all'incirca due principali tendenze rispetto alla pura tecnica:

1) alcuni hanno ritenuto migliore un allenamento che affrontasse un solo tema, visto da molteplici punti di vista (per esempio una tecnica, studiata a partire da attacchi diversi);

2) altri hanno preferito iniziare ad introdurre un po’ parallelamente i vari argomenti, decidendo di far iniziare l’apprendimento di una tecnica dall’attacco in cui essa risultava più semplice o intuitiva.

Poi ancora, rispetto alla logica che emerge dai requisiti per il passaggio di grado:

1) alcuni Enti hanno cercato di stilare le precedenti liste per razionalizzare il lavoro da proporre agli allievi, elencando sistematicamente, in modo compilativo, “cosa bisogna sapere” per affrontare un determinato esame;

2) altri hanno preferito guidare gli allievi verso un accrescimento delle loro libertà e consapevolezze durante l’avanzamento di grado, fornendo solo alcuni vincoli da rispettare per ogni candidato, ma lasciando ad esso la possibilità, ad esempio, di mostrare una certa tecnica, o un certo principio, a partire da un attacco scelto fra alcuni disponibili, in un certo senso in modo più espressivo.

Entrambi gli approcci appaiono significativi benché diversi: l’esame in cui l’allievo può scegliere secondo la sua inclinazione personale può essere essenziale per la creazione di uno spirito critico, un’indipendenza di pensiero e di azione... mentre quello compilativo è utilissimo per spingere ciascuno ad ampliare il proprio bagaglio tecnico, quindi allargare la panoramica sotto la quale osservare l’arte praticata.

Ma le differenze spesso sono spesso anche ben più accentuate.

1) Alcuni ritengono fondamentale che lo studio dell'utilizzo delle armi venga introdotto fin dall'inizio dell'apprendimento, mentre per altri questo aspetto è tutt'altro che essenziale.

2) C'è chi ritiene che l'apprendimento di una tecnica di base solida (ki hon) debba precedere lo studio dell'armonizzazione fluida (ki no nagare), chi ritiene che quest'ultima, essendo la quint'essenza dell'Aikido, costituisca perlopiù il "piatto unico" degli allievi dal principio del loro percorso... chi, ancora, cerca di equilibrare questi aspetti.

3) Alcune scuole hanno introdotto l'utilizzo della musica durante i Test d'esame, altri richiedono ai candidati (solitamente per i gradi più elevati) di produrre uno scritto tipo "tesi" su un argomento riguardante l'Arte , altri ancora di esibire anche la propria capacità di insegnare ai compagni più giovani o di dirigere una classe su una tematica scelta dalla Commissione...

Non c'è pericolo di annoiarsi, insomma, rispetto alla fantasia adottata per redigere tali famosi "Programmi tecnici"!

Ciò che stupisce è che si rilevano variazioni sostanziali anche fra i programmi dell'Associazione Internazionale "Madre" e le Associazioni Nazionali "Figlie" alla quale si ispirano, oppure in seno a due scuole che provengono entrambe dallo stesso indirizzo/Referente!

Questo non demoralizzi però chi sta imparando: è abbastanza normale che ogni "campanile" suoni in modo differente...

Forse più semplicemente ogni Capo Scuola apporta delle modifiche a ciò che ha ricevuto in "eredità" dai propri Insegnanti sulla base della propria esperienza, nell'ottica di migliorare/facilitare ulteriormente il percorso degli studenti.

Ciò che era bene fosse evidenziato è come non esista, di fatto, un unico approccio per apprendere bene l'Aikido, ma esistano varie scuole di pensiero anche su questo.
Al solito sarà una questione di equilibri ad accreditare la bontà del Programma Tecnico che si segue per il proprio passaggio di grado.

Molti allievi saranno stati indotti a pensare da limitanti "Sensei" che il proprio metodo è il migliore, ma questo banale errore avviene, ovviamente, soltanto nei contesti che non hanno mai guardato fuori dal proprio piccolo "recinto". E' una visione della realtà rassicurante, forse, ma sperimentalmente non del tutto veritiera ("non tutti quelli differenti da noi sono sciocchi solo per questo!").

Dalle gerarchie di importanza diverse che emergono dalle varie liste d'esame, si evince che non è nemmeno univoco quello che si intende per Aikido! In un certo senso, è come se esso fosse una lingua madre perduta, di cui tutte le Scuole hanno dei frammenti di verità esprimibili nei loro dialetti locali.

Quindi? Bisogna saperle 20 forme di kotegaeshi per essere Quarto Dan?

Forse si, forse no... però sicuramente sarebbe necessario per quel grado aver sviluppato la capacità di comprendere Aiki-linguaggi diversi dal proprio, per poter incontrare l'Aiki-prossimo al di là delle differenze che dividono... proprio come forse O' Sensei si auspicava avvenisse tra i suoi "figli".

lunedì 8 settembre 2008

岩間 Iwama: culla o tomba dell’Aikido?

Raramente scrivo in prima persona… sfruttando il “potere” di Capo Redatore di Aikime, ma talvolta è bene farlo: il Post che segue perciò rappresenta le idee e riflessioni di Marco Rubatto, più che del Blog stesso… delle quali egli si assume ovviamente ogni responsabilità in prima persona.

Qualche giorno fa, Aikido Journal ha pubblicizzato un video carino di You-Tube dal titolo “Iwama City – the home-town of Aikido – noi stessi stiamo piano piano realizzando un filmato analogo, in cui sverranno condivisi video e fotografie raccolte in quella terra nel nostro peregrinare.

La riflessione in oggetto nasce però non tanto per il video di per sé, quanto per l’idea comunemente consolidata che Iwama rappresenti la culla della nostra Arte.

Chi conosce i fatti storici relativi alla vita del Fondatore sa che è così, sa che questo pensiero è un dato di fatto oggettivo ed incontrovertibile: O’ Sensei si è ritirato per decenni in quelle campagne per studiare ed affinare la sua Arte, fino a farla giungere ai livelli di cui ci piace parlare.

Alcuni poi, provenienti da un percorso particolarmente connesso con gli Insegnanti che hanno sempre operato nella Prefettura di Ibaraki (dove Iwama si trova), hanno anche sostenuto o sostengono che “quello di Iwama sia il vero Aikido”. Questa è un’affermazione più forte, non condivisibile ovviamente da tutti, pur rimanendo oggettivo il fatto che in questa area si pratichi in modo molto differente da Tokyo, con sessioni di allenamento fisicamente piuttosto impegnative e con una tecnica più “dura”, nelle quali l’etichetta marziale e la precisione rappresentano ancora un valore essenziale, in cui il lavoro con le armi è una parte integrante del quotidiano…

È abbastanza documentabile in modo certo che ciò, in effetti, sia avvenuto e continui ad avvenire. Come si diceva, chi ama questo tipo di pratica, per anni patrocinata da Morihiro Saito Sensei, talvolta arriva perciò addirittura ad affermare che questo sia “l’Aikido di serie A” o “l’Aikido originale”: non è il mio pensiero attuale, ma accettiamo che possa accadere.

Ma quanti ad oggi hanno realizzato che Iwama, oltre che la culla, rappresenta piuttosto oggi la TOMBA dell’Aikido?… cioè il luogo in cui tutto ciò che di più caro c’era al suo Fondatore attualmente viene calpestato con leggerezza e noncuranza?
Se queste parole paiono dissacranti, una riflessione doverosa è almeno da fare su come l’Aikido si possa definire: è tecnica? È etica? È sinonimo di ricerca di armonia?

Ero là quest’estate... lasciate che descriva un istante la situazione attualmente in auge fra quelle campagne.

Sicuramente si può andare ad Iwama per incontrare le atmosfere in cui visse O’ Sensei (l’ho fatto), sicuramente poi si può praticare Aikido (l’ho fatto), ed anche di ottimo livello (indipendentemente dalla propria estrazione Aikidoistica o dalle proprie credenze rispetto “all’Iwama Ryu” o il cosiddetto “Takemusu Aiki”)… ma dove?

Ci sono addirittura TRE possibilità per farlo, ma occhio a non fare delle gaffe nell’idea che l’Aikido sia l’Arte della Pace e dell’Armonia!!!

C’è l’Ibaraki Shibu Dojo: luogo storico e casa in cui operò direttamente Morihei Ueshiba, che si trova a pochi metri dall’Aiki Jinja… in cui la tradizione vuole si trovi lo “Spirito stesso dell’Aikido. Attualmente la gestione di tale struttura (che fa anche accoglienza ai visitatori che vogliono studiare full-time) è gestita dalla Fondazione Aikikai, che ha nominato Hiroshi Isoyama Shihan quale responsabile del Dojo. Questa figura storica, che ha iniziato a praticare Aikido direttamente sotto O’ Sensei, si alterna nei giorni della settimana ad altri 6 Insegnanti di altissimo livello tecnico e grado, perlopiù tutti storicamente legati al Dojo ed alla pratica secondo gli insegnamenti di Morihiro Saito Sensei.

C’è poi l’Aiki-House (che fa anche accoglienza ai visitatori che vogliono studiare full-time) di Hiroki Nemoto Sensei, anch’egli figura storica che ha iniziato a praticare Aikido direttamente sotto O’ Sensei, il quale pur facente ufficialmente parte dell’Aikikai ed invitando i suoi studenti a partecipare alle lezioni serali dell’Ibaraki Shibu Dojo, si è allontanato dall’insegnamento in quest’ultimo, a seguito di alcuni “problemi ed incomprensioni”, che lo hanno motivato ad iniziare una sua “scuola” parallela, benché non del tutto conflittuale con la gestione Aikikai.

E c’è ovviamente anche il Tanrenkan (che fa anche accoglienza ai visitatori che vogliono studiare full-time) di Hitoiro Saito Sensei, manco a dirlo, anch’esso figura storica che ha iniziato a praticare Aikido direttamente sotto O’ Sensei, che in qualità di figlio e prosecutore delle attività tecnico-didattiche di Morihiro Saito Sensei, ha preso ufficialmente distanza dalla Fondazione Aikikai ed ora opera in un suo Dojo, sempre in Iwama.

Quanto Aikido che si può fare dunque… e pure di ottima qualità!
Peccato però si debba scegliere la “fazione” alla quale aggregarsi…
anche se la guerra non è nostra.

Ho conosciuto e frequentato di persona negli anni ciascuno degli Insegnanti che fanno capo a queste tre “posizioni” sull’Aikido, che convivono (più o meno pacificamente) all’interno di un paio di chilometri quadrati… ho avuto molte impressioni positive da ciascuno di loro. Sono stato contento di allenarmi nelle lezioni di tutti loro, autentici “pilastri” della tecnica… Ma la domanda ora è: l’Aikido è solo tecnica?

Se la risposta fosse SI, trasferiamoci tutti ad Iwama, dove ce n’è da apprendere a tonnellate… se fosse NO, chiediamoci cosa stia succedendo in quel luogo.

Iwama sta offrendo, a mio giudizio ed in questo momento storico, un pessimo esempio di Aikido, nel senso più profondo del termine… mostrando quanto poco è stato capito ed interiorizzato il messaggio di costruttività e fratellanza che il Fondatore stesso ci ha lasciato. Egli voleva rendere la società migliore, ha asserito che anche i nostri nemici, in realtà non sono realmente tali.
Ha coniato un’Arte che potesse unire, anche nella conflittualità… e questi si dividono?
Non i primi venuti, che non hanno ancora avuto modo di saggiare a dovere la profondità di quanto O’ Sensei ha lasciato al mondo… no, tre suoi studenti, con, poco più, poco meno, 40 o 50 anni di esperienza in pratica ed insegnamento ciascuno, che tengono seminari internazionali in tutto il globo.

I personaggi che ho menzionato hanno tutti praticato insieme per anni, sotto lo stesso tetto, hanno appreso l’uno dall’altro, hanno condiviso sudori e conquiste.

Ma cosa possono andare a raccontare dell’Aikido adesso?! Che kotegaeshi si fa così, anziché cosà?!
Pare che essi siano stati primi a non aver saputo integrare l’Aikido nella vita di tutti i giorni e quando non si sono trovati d’accordo, si sono scissi… ed anche in una modalità poco elegante, talvolta chiedendo ad esempio ai propri allievi di non avere più rapporti con le altre “parti” (ciò avviene tutt’oggi fra Iwama Shin Shin Aiki Shuren Kai di Hitoiro Saito Sensei ed Aikikai Ibaraki Branch Dojo, per esplicita volontà di entrambi).

La pratica dovrebbe essere ciò che unisce al di là delle ideologie… il luogo di incontro autentico, diretto ed esperienziale con “il diverso”: è stato censurato!
(Miles Kessler Sensei sta favorendo un programma di incontro e scambio tra istraeliani e palestinesi sul proprio tatami, ad esempio... pur in un luogo molto meno "sacro" di Iwama!)

L’osmosi fra i vari gruppi è stata impedita o controllata strettamente sotto uno sguardo vigile e sospettoso. Questo era quanto O’ Sensei si auspicava che avvenisse?

Trovo una forte responsabilità di questi Insegnanti in ciò che sta avvenendo, al di là delle loro idee personali (non giudicabili o giudicate certamente ora) o delle ragioni che possono avere spinto ciascuno ad agire proprio come ha agito.

Quindi l’Aikido è la tecnica? La potenza e la tecnica sono così importanti per l’Aikido?
Possiamo invece affermare, in un’altra ottica, che esiste un luogo in esso è vacante sotto il punto di vista etico anche in presenza di molta tecnica? Si… per esempio, ad Iwama, adesso.

Non è facile trovare intese anche dove gli interessi divergono, punti di unione quando si manifestano contrasti ideologici e metodologici… e non si è neppure costretti ad andare d’accordo nella vita, ma ad un certo livello di consapevolezza nell’Aikido a mio dire è fondamentale provarci ad oltranza, e quindi alla fine anche riuscirci… in nome di ciò che si rappresenta e si insegna.

Per via delle politiche disgreganti che hanno favorito l’insorgere delle “fazioni” di cui sopra, ora molti degli Uchideshi che si possono incontrare facendo questo tipo di esperienza iniziano a manifestare le idee distorte dei loro rispettivi Sensei: sguardi dall’alto verso il basso “perché io sono un allievo diretto di Saito Sensei e tu no”, “perché io vivo nella casa del Fondatore e pratico nel tuo Dojo e tu no

Ma andiamo... che scemenze sono queste!

Battibecchi molto umani, ma che non fanno onore allo spirito del tempio - l’Aiki Jinja - davanti al quale magari avvengono (per ironia, l’abitazione degli Uchideshi di uno “schieramento” si trova a meno di 5 metri dall’ingresso di quella di “un’altra”!).
Ciascuno di noi, pur dovendo naturale e meritato rispetto al proprio Insegnante ed alle sue ideologie, dovrebbe anche avere rispetto per quell’ometto giapponese che arò quei campi col sudore della sua fronte, ma giunse all’opposta conclusione che essere diversi non è sinonimo di essere divisi!

Iwama ora sta essendo, secondo me, l’esempio più lampante di come un elevato grado in tecnica non sia necessariamente sinonimo di un analogo livello di maturazione personale. Perciò mentre ciascuno nella culla dell’Aikido “perde tempo” a gareggiare su chi abbia l’Arte più tradizionale, le idee più giuste, la verità più vera… viene sciupata l’enorme potenzialità che un simile luogo avrebbe qualora fosse utilizzato per mostrare con l’esempio le belle filosofie di cui amiamo riempirci la bocca… per dimostrare che le convinzioni di O’ Sensei non erano solo idee sciocche, ma una realtà costruibile con i fatti, tra le persone che ne hanno intuito l’enorme valore trasformativo.

Tornerò ad Iwama, penso incontrerò fra poco Nemoto Sensei in Italia, spero in futuro riceverò i preziosi insegnamenti di Hitoiro Saito Sensei e rispetterò i ragguagli di Isoyama Shihan e del suo valido team di Insegnanti… ma fino a quando tutti questi “grandi maestri” non si chiuderanno in un Dojo e non ne usciranno con una soluzione comune che garantisca cooperazione e costruttività… saranno per me “grandi Insegnanti tecnici” e brave persone da incontrare con gioia.

Maestro è un’altra cosa, soprattutto se lo si vuole scrivere con la lettera maiuscola anche all’interno di una frase e se ad esso si attribuisce l’autorevolezza di insegnare valori come la tolleranza, l’amicizia, l’unione e l’armonia.

Scrivo questo Post volutamente in modo provocatorio e con sofferenza, perché come molti sono stato positivamente impressionato da Iwama, amo il tipo di pratica che la caratterizza… ma ora come ora trovo molto più sano aprirmi anche alle esperienze di quei “diversi” che praticano in altro modo, ma che avranno sicuramente (proprio per questo) qualcosa di sostanzioso da scambiare con me, sia in termini di tecniche, sia di esperienze e filosofie sull’Arte che in fondo,ciascuno a modo suo, sente di amare.

Amo Iwama e la culla che anche io spero che continui a rappresentare per la nostra Arte, ma proprio per questo mi auspico che la situazione là cambi; non volere questo sarebbe per me come ammettere che O’ Sensei ci ha solo regalato l’ennesima forma di Fitness.

lunedì 1 settembre 2008

立ち戻る Siamo tornati!

Come promesso, eccoci puntualmente qui... di ritorno da un periodo particolarmente ricco di relax ed ispirazione, tutto ad utilità del cammino nell'Amata Arte.

Da quest'oggi AIKIME riprende il suo servizio regolare di informazione e scambi utili alla riflessioni sui panorami dell'Aikido: è stata aggiornata la sezione "Eventi settembre - ottobre '08" della colonna di destra, ma molto, molto altro ancora si prepara ad essere presto pubblicato...

... un primo accenno ai progetti futuri più imminenti:

- pubblicazione di album fotografici a tema (Tanabe: la casa natia di O' Sensei, il Parco dedicato a Morihei Ueshiba, la tomba di O' Sensei all'interno del Tempio Kozanji - Tokyo: l'Aikikai Hombu Dojo - Iwama: l'Aiki Jinja, l'Ibaraki Shibu Dojo);

- pubblicazione di brevi video che ripercorrono le tappe del nostro "pellegrinaggio giapponese" sulle origini e gli sviluppi dell'Aikido;

- riedizione rivista ed aggiornata dell'Aiki-Censimento (primi mesi del 2009)...

... poi ancora... articoli tematici sulle dinamiche storiche dei gruppi di praticanti, con accenni sulla situazione attuale ed i possibili panorami futuri, presto discussi nel Decimo Congresso Internazionale sull'Aikido (I.A.F.), che si terrà a Tanabe dal 4 al 13 del prossimo ottobre...

Insomma, ci saranno presto parecchi contenuti sui quali buttare un occhio!

Dal canto nostro, dopo un affascinate esperienza di vita nipponica... un allenamento quotidiano di una quindicina di giorni nei luoghi in cui l'Aikido è nato e si è maggiormente divulgato... non potremmo essere più in forma: all'opera quindi, gambattè!

Un felice rientro alla routine (e quindi anche all'Aikido) anche a ciascuno di voi!