domenica 27 luglio 2008

Masahisa Goi: anche io sono l'Universo!

“Uomo e Dio (sono) come Uno” [Masahisa Goi]

Masahisa Goi (1916 - 1980) nacque il 22 novembre del 1916 a Tokyo.
Aveva otto fratelli, nati come lui in una famiglia che li supportava con mezzi semplici e modesti; egli era anche alquanto fragile fisicamente e fin dall’infanzia fu affetto da diverse malattie; si mostrò tuttavia da subito un bambino ambizioso, che già dalla tenera età di tre anni iniziò a mostrare le inclinazioni che caratterizzarono più tardi la sua vita personale e sociale.

Amava le arti ed era particolarmente affascinato da letteratura e musica, tanto che sognava diventare un insegnante o uno scrittore.
Masahisa mostrò un vivo interesse per gli studi, mantenendo un caratteristico atteggiamento allegro ed ottimista anche nei casi di circostanze sfavorevoli.

Tuttavia, a causa dei un gravoso periodo lavorativo e delle sue continue fragilità di salute, egli iniziò ad avvertire notevoli problemi sanitari che probabilmente lo hanno spinto a condurre vari studi esoterici sulla guarigione spiritica, allo yoga, alle arti marziali ed alla pratica di varie pratiche spiritiche, che comprendevano lunghe ore di meditazione.

Durante lo scoppio di Seconda Guerra Mondiale, non potendo prestare servizio militare, Masahisa Goi, dovette accontentarsi di manifestare il suo patriottismo facendo eseguire canti militari al coro aziendale della Hitachi, che lo impiegò come capo-coro e musicista.

Dopo la guerra, turbato dalla disfatta del Giappone, iniziò a frequentare prima la società Sekai Kyusei Kyo, quindi la Seicho no Ie, meditando nel frattempo sui problemi politici come impiegato di un sindacato e cercando nei rispettivi fondatori un leader per la costruzione del nuovo Giappone.
Quando egli realizzò che, a suo dire, nessuno dei due – né Mokichi Okada (1882 - 1955), né Masaharu Taniguchi (1894 - 1985) – aveva intenzione di assumere questo ruolo, si allontanò deluso e si rifugiò nelle pratiche spiritiche.

Tramite i messaggi degli spiriti e la scrittura automatica, affermò nel 1949 di avere ricevuto un insieme di dottrine sulla non realtà del mondo materiale, e postulò che il male non esistesse realmente.

Formulò una semplice concezione sui pensieri negativi della vita e delle vite passate, destinate a svanire nel nulla quando, con la guida dei suoi Spiriti Custodi, l’uomo coltiverebbe pensieri positivi e pronuncerebbe parole appropriate, ricavate anche dalla tradizionale scienza giapponese dei suoni (kototama). Goi Sensei diventò un pacifista integrale, abbandonando il suo lavoro per darsi interamente alla spiritualità: egli non propose di opporsi alla guerra con mezzi politici, ma con il pensiero positivo, l’aiuto degli spiriti e la forza di certe specifiche parole, rifiutandosi di essere pagato dai suoi sostenitori ed, a suo dire, desiderando solo di essere al servizio della società, in preghiera costante per la sua pacificazione definitiva.

Dal 1951 raccolse discepoli nella organizzazione Byakko Shinko Kai (“Società della Luce Bianca”), proponendo una semplice pratica che consiste nella ripetizione della “Preghiera per la Pace” (il cui testo è: “Che la Pace prevalga sulla Terra – Ci sia Pace nelle nostre case e nelle nostre nazioni – la nostra missione possa essere compiuta – Vi ringraziamo, divinità e spiriti custodi”).

Dopo la morte di Goi Sensei, la figlia adottiva Masami Sajonji diventò la guida del movimento.
Rispetto ad altre nuove religioni giapponesi, i membri non sono molti (ventimila in Giappone, qualche migliaio all’estero), ma la “Preghiera per la Pace” e l’erezione di “Pali della Pace” (ve ne sono oggi oltre centomila nel mondo, e l’attività si è intensificata dopo l’11 settembre 2001) hanno ultimamente ottenuto un’audience molto più vasta.

Perché mai Aikime si occupa di questa figura storica giapponese del secolo scorso?!

Il motivo è facilmente intuibile: Masahisa Goi Sensei entrò in contatto con il Fondatore dell'Aikido intorno agli anni '60... nel periodo, cioè, in cui O' Sensei stava ultimando di integrare definitivamente la dimensione spirituale nelle pratiche corporee che insegnafa... o meglio ancora, nel periodo nel quale la dimensione spirituale costituiva per Ueshiba Sensei la parte predominante della sua concezione di vita (molti allievi erano contrariati, perchè a lezione venivano da egli intrattenuti con discorsi filosofici e spirituali anziché praticare tecniche marziali!).

Di questo incontro "casuale" e fortunato pare siano state riportate le parole esatte, a quanto sembra particolarmente significative...

- O' Sensei si presentò dicendo: "Piacere, io sono l'Universo..."

- Goi Sensei replicò: "Piacere... anch'io!".

Ne nacque una solida, personale, reciproca amicizia ed un sodalizio di comprensioni sottili sulla realtà ultima delle cose, che più volte è stata rimandata in modo analogo da entrambi: Morihei Ueshiba si affiliò come membro alla Biakko Shinko Kai, a riprova della sua vicinanza con il Fondatore di questa ultima.

La conoscenza di questa figura carismatica di spicco, poco conosciuta alle nostre latitudini... può quindi gettare nuova luce sullo studio delle filosofie del Fondatore dell'Aikido.

Masami Sajonji, erede del movimento spirituale di Goi Sensei, ha affermato di aver ricevuto dallo spirito di quest'ultimo istruzione in merito alla composizione di due IN, cioè sequenze di mantra e mudra... (una sorta di kata gestuali e vocali) che faciliterebbero, se eseguiti con regolarità e determinazione, la realizzazione del piano di pace desiderato fortemente da Goi Sensei, ma anche da Ueshiba Sensei stesso.

Essi sono "Ware soku Kami nari" ("Io sono un Essere divino") , mostrato nel video sottostante e dettagliato cliccando su questo LINK



e "Jinrui soku Kami nari" ("l'Umanità è divina") , mostrato nel video sottostante e dettagliato cliccando su questo LINK



Che la pratica di questi IN effettivamente conduca ai risultati che essi si prefiggono non è ora compito del Post approfondire...

...certo è che che l'Aikido e Goi Sensei ebbero delle relazioni forti importanti fra loro, probabilmente anche influenzandosi a vicenda in qualche misura.
Il nostro compito, al solito, è di aprire nuove strade e direzioni di indagine, non di completarle o esaurirle.


Ringraziamo sentitamente la Sig.ra Sonoko Tanaka, per molti anni Aikidoka traduttrice di Morihiro Saito Sensei ai seminari in tutta Europa, ed intima amica della nostra Redazione, per averci fatto conoscere la realtà di Biakko Shinko Kai e del suo Fondatore, Goi Sensei.

In conclusione, qualche breve frammento dei discorsi che O' Sensei fece ai raduni Biakko Shinko Kai:

"...Come essere umano, ognuno deve svolgere incessantemente pratiche ascetiche in solitudine, in accordo con la missione assegnataci. In altre parole, se studiamo a fondo la nostra divinità protettrice principale e anche il nostro corpo e la nostra mente cominceremo a comprendere il lavoro che dobbiamo svolgere nella nostra vita quotidiana. Allo stesso tempo, dal punto di vista della preghiera, io stesso rispetto Goi Sensei e la Via che egli ci mostra. Anche se io non rimango costantemente in questa condizione quando io, ogni mattina e ogni sera, prego e ringrazio gli spiriti divini del Cielo e della Terra per la loro grande autorità divengo talmente chiaro e sereno nell’intermo mio corpo, come se fossi uno specchio, che non potrei esprimere una tale purezza con le parole. [...]
Goi Sensei conosce bene questa materia. Non dobbiamo parlare di argomenti difficili. Se voi (rivolgendosi alla platea del Byakko Shinko Kai) continuate a pregare senza fare domande, Goi Sensei si prenderà carico di voi. Grazie a Goi Sensei, anche l’Aikido si evolve tramite la preghiera. In altre parole, la condotta del vostro spirito verrà purificata tramite le preghiere". [Morihei Ueshiba, O' Sensei]

sabato 19 luglio 2008

悟 Satori: che cosa è successo in giardino?


"Ebbi la sensazione che l'universo improvvisamente stesse tremando e che
uno spirito d'oro, venendo su dalla terra, avvolgesse il mio corpo e lo trasformasse in un corpo d'oro. Nello stesso tempo, la mia mente ed il mio corpo divennero luminosi. Ero in grado di comprendere il cinguettio degli uccelli ed ero chiaramente cosciente della mente di Dio, il creatore di questo universo. In quel momento io fui illuminato: la fonte del Budo è l'amore di Dio; lo spirito dell'amorevole protezione di tutti gli esseri. Infinite lacrime di gioia scesero giù dalle mie guance.

Da allora mi sono sforzato di comprendere che tutta la terra è la mia casa ed il sole, la luna, le stelle, sono tutte mie proprie cose. Io mi liberai da ogni desiderio non solo per la posizione, fama e prosperità, ma anche di essere forte. Compresi che il Budo non è far cadere l'avversario con la forza; neppure è strumento per portare il mondo verso la distruzione con le armi.
Io capii che l'esercizio del Budo consiste nell'accettare lo spirito dell'universo, mantenere la pace nel mondo, produrre nella giusta misura, parlare correttamente, proteggere e valorizzare tutti i beni della natura.
Dobbiamo permeare di questa verità il nostro essere, nella sua interezza di mente e corpo, utilizzandola nella vita di tutti i giorni".


[Morihei Ueshiba, O' Sensei]

C'è chi va in giardino per raccogliere i pomodori, chi va per innaffiare il rosmarino... dalla storiografia pare che O' Sensei, nella primavera del 1925, a quarantadue anni, ci sia andato quel giorno per rinfrescarsi e scaricare la tensione di uno scontro che aveva appena terminato di avere con un ufficiale di marina, venuto poc'anzi a fare la sua conoscenza.
Costui ebbe un diverbio con Ueshiba per futili motivi (?il carattere di alcune famiglie di rose?), ma i due decisero di battersi. L'ufficiale impugnò il suo bokken e Morihei provò nuovamente la sensazione che aveva già sperimentato in Mongolia: disse cioè in seguito di essere stato cosciente dei movimenti e delle intenzioni stesse del suo avversario prima ancora che si materializzassero - sara sicuramente capitato a chiunque di noi! (^__^)
Per merito di ciò, forse fu estremamente facile per lui schivare ogni attacco senza reagire, fino al momento in cui l'ufficiale cadde a sedere stremato, dopo non averlo sfiorato nemmeno una volta.

Ma non è ora importante soffermarci su questo aneddoto, quanto su ciò che ad esso segui: IL GIARDINO.

Asciugandosi il sudore dal viso, incapace di camminare e di sedersi, in preda ad una sorta di estasi, fu preso da una sensazione mai provata fino ad allora.

Non è in queste pagine che si cercherà di CAPIRE il SATORI, ma proviamo perlomeno ad interpretare, con tutti i limiti che ciò presenta, quello che può essere successo in quegli attimi:

- un momento qualunque, si è trasformato in un momento importantissimo, fondamentale, densissimo;

- i postumi dell’avvenimento hanno modificato la visione stessa dell'esistenza di Morihei per tutto il tempo che poi è seguito;

- il significato intrinseco delle cose è divenuto istantaneamente chiaro, circolare, coerente;

- è stata sperimentata una sorta di integrazione intelligente fra tutte le cose e gli eventi che componevano la sua realtà quotidiana, attribuendo ad essa senso, valore e significato profondo;

- la sensazione di coerenza è apparsa come un "anti-caos", in cui Morihei stesso, si è sentito parte integrante e fondamentale di questo "TUTTO";

- la consapevolezza sopraggiunta non si è poi più dileguata nel tempo che è seguito.

Beh! Niente male... quasi quasi conviene andare a coltivare, a nostra volta, qualche barbabietola... sperando sempre in una occasione analoga!

Tuttavia, per quanto inspiegabile e immanente possa risultare quello che accadde, dobbiamo ammettere che è accaduto ad un UOMO, fatto di carne, ossa, sangue, pregi e difetti... un essere che storicamente aveva qualcosa di molto analogo ed attinente a noi: la condizione umana.

Sarebbe poi antistorico ed ignorante pensare che "egli fosse il prediletto!", giacché fenomeni analoghi sono accaduti e stati descritti costantemente nella storia dell'umanità, ad ogni latitudine ed in ogni epoca.

A titolo d'esempio, forniamo sull'argomento solo qualche rimando ad analoghi e ben noti casi più "nostrani".

Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi Transpersonale, nato 5 anni dopo O' Sensei ed anche scomparso 5 anni dopo di lui, ad undici anni, mentre guardava il sole al tramonto a Venezia ebbe l'intuizione della struttura della psiche, ed in seguito affermò:
"Quel giorno ricevetti lo scheletro della psicosintesi, poi, per tutta la vita, ho messo la carne intorno a quello scheletro".

Santa Teresa d'Avila con queste parole nella sua biografia ha descritto quanto le accadde:
"Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l'angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio".

San Francesco, Santa Caterina da Siena, Don Bosco hanno avuto comprovati momenti di analoga estasi, "illuminazione", misticità... tutti diversi ma comunemente legati da una sensazione di idonea collocazione nel progetto del TUTTO... un TUTTO pieno, intelligente, benevolo, onnipresente e manifesto.

Dante Alighieri, nel canto XXIII del Paradiso, dice:

Oh quanto è corto il dire e come fioco
al mio concetto! e questo, a quel ch'i' vidi,
è tanto, che non basta a dicer 'poco'.
O luce etterna che sola in te sidi,
sola t'intendi, e da te intelletta
e intendente te ami e arridi!

[…]
Qual è 'l geomètra che tutto s'affige
per misurar lo cerchio, e non ritrova,
pensando, quel principio ond' elli indige,
tal era io a quella vista nova:
veder voleva come si convenne
l'imago al cerchio e come vi s'indova;
ma non eran da ciò le proprie penne:
se non che la mia mente fu percossa
da un fulgore in che sua voglia venne.
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle."


Si parlerebbe in questo caso più propriamente di Kensho, ossia una rivelazione paragonabile al Satori, ma di carattere immediato e transitorio, ossia i cui contorni vengono in qualche modo nuovamente smussati e confusi dal tempo che trascorre in seguito. E’ il caso di Dante perciò, che in un buon italiano poetico ha scritto qualcosa che suona come: “Ho visto Dio, era così stupendo che non riesco a descriverlo, né mi ricordo bene cosa è accaduto, ma conservo il ricordo di quanto fu reale e speciale”.

In numerose culture religiose l'estasi è considerata come un dono divino che apre un canale di comunicazione tra gli uomini e gli dei o un mezzo per raggiungere verità assolute: in questo caso essa è definita "mistica".

Sotto l'aspetto fenomenologico, l'estasi mistica è assolutamente identica ad altre forme di esaltazione emotiva, ciò che cambia è il significato che un soggetto le attribuisce.

Pertanto, non ha nulla di sovrannaturale e l'aspetto divino è solo un'attribuzione di un determinato contesto culturale.

Alcuni ambienti religiosi sono in grado di creare un clima suggestivo così intenso e ricco di aspettative mistiche al punto da indurre addirittura visioni in un fervido credente.
Un'identica esperienza di estasi può essere interpretata diversamente in differenti tradizioni culturali. Un cattolico la definisce come un rapimento divino, uno sciamano indiano può considerarla come un'illuminazione determinata dagli spiriti del suo villaggio, mentre per un pastore nomade del Kenya o un capo tribù della Nuova Guinea è solo l'espressione della sua forza e della sua virilità. In quest'ultimi casi, l'estasi non assume nemmeno connotazioni religiose ma è considerata come un fenomeno del tutto naturale.

Un elemento veramente interessante è rappresentato dal fatto che ogni soggetto in stato di estasi non vede e non sente nulla che non appartenga già al suo patrimonio culturale, i cosiddetti messaggi che l'estatico riceve sono strettamente legati alla sua tradizione storica e non hanno alcun significato per altre.

In Giappone, quanto testé descritto viene chiamato appunto 悟 Satori, parola derivante dal verbo "satoru", ossia “rendersi conto”. Esso ha una connotazione duratura nel tempo, proprio come rimandato dalla vita ed opere di O’ Sensei: un evento che schiude un mondo di consapevolezze improvvise e determinanti per tutto quanto seguirà.

La tradizioni rimandano che l'illuminazione - o risveglio -, cioè la scoperta spontanea, immediata e totale dell'essere, non si possa insegnare con argomentazioni e discorsi, ma sia un evento intimo e diretto, un'esperienza pratica.

A seguito di questo se ne deduce che gli argomenti di un Post sono limitanti, quindi preferiamo la pratica, la pratica e poi, ancora la pratica…
.. a questo punto, non è poi così importante stabilire di che cosa.

Noi, per esempio, stiamo facendo un pensierino su piantare qualche zucchino, raccogliere il basilico per la pasta al pesto… e prepararci per vivere al meglio la prossima volta che saliremo sul tatami!

domenica 13 luglio 2008

La spiritualità esiste?

Ecco a voi una serie di Post, che da oggi prendono il via per farci esaminare un argomento alquanto dibattuto e controverso dell'Amata Arte... "la spiritualità dell'Aikido"!

Che paroloni! "la spiritualità" e "l'Aikido" suonano come partners necessariamente alla vigilia di un matrimonio, per alcuni... e sull'orlo del divorzio per altri.

C’è chi percepisce infatti l'Aikido come una delle Arti spirituali per eccellenza, mentre altri ritengono che affibbiare ad essa questo aggettivo dai contorni così soggettivi e poco definibili non possa che danneggiare quanto in vece di oggettivamente buono ci possa essere.

Il Fondatore è parso chiaramente sbilanciarsi su tale disputa, per abbracciare incondizionatamente la tesi della disciplina olistica, che includesse anche la dimensione spirituale nella sua realtà e pratiche, nei suoi strumenti e fini.

Quindi?! Era forse O' Sensei un pazzo?
Se non lo vogliamo considerare tale, è segno che la spiritualità deve essere una realtà piuttosto oggettiva e reale quanto il mondo dei cinque sensi, se, invece, lo fosse stato... l'Aikido andrebbe preso per buono in toto, meno che negli aspetti più sottili, tanto cari a quel vecchio "squinternato" giapponese!

La domanda che è doveroso porci quindi è: "la spiritualità esiste, ed è un dato di fatto oggettivo... esiste solo per coloro che la credono vera... o, ancora, è una comprovata bufala?".

Interessante domanda: praticamente, in soldoni, ci stiamo chiedendo: "Esiste dio?" (scritto apposta con la lettera minuscola per essere sufficientemente generici).

Poiché se esistono dio e le cose del mondo che "ad esso appartengono", ci chiederemo in che nesso possono stare con l'Aikido (che comunque è un'Arte praticata - sicuramente almeno un po' - nel nostro mondo (materiale, meccanicista, sensoriale... strutturabile secondo leggi più o meno note della fisica).
Mentre, se dio ed "il suo mondo" - cioè quello spirituale - non esistessero, non varrebbe nemmeno la pena di porsi la domanda!

Beh... non siamo esattamente i primi a chiederci se la spiritualità esista o meno... questo ci conforta, siamo in grande compagnia... ma da ricercatori quali ci riconosciamo, siamo giunti all'interessante consapevolezza che è coerente pensare che essa sia una realtà... e che esista in modo oggettivo, cioè per tutti, sia quelli che lo vogliono, sia quelli che lo rifiutano.

Questa affermazione, già da sola, potrebbe suscitare le reazioni di coloro che hanno desunto il contrario o che vogliono vivere senza porsi il problema, ma noi non siamo sprovveduti e fondiamo le nostre scoperte su solide ipotesi e dimostrazioni.

Fino a qualche tempo fa, le informazioni sulla spiritualità, sul mondo spirituale, su angeli e demoni, divinità e loro incarnazioni, potevano essere egregiamente ritrovate nei principali credo religiosi diffusi su tutto il globo (ed ancora spesso è così)... si poteva cioè fare riferimento alle importanti tradizioni spirituali, badando alle loro assonanze e dissonanze, alla ricerca di qualcosa di comune ad esse.
Questo è stato fatto: si è visto che effettivamente risulta esserci un "terreno comune" al di sotto delle posizioni, apparentemente inconciliabili, di cristiani, shintoisti, mussulmani, induisti... ma sono sempre stati punti di vista... rispettabili per alcuni, ma confutabili da altri punti di vista diversi: ce la si gioca, insomma, a chi crede di possedere maggiormente la verità!... senza che si possa mai giungere ad una posizione definitiva, comunemente accettata.

Era anche possibile appartenere a quelle minoranze umane di cosiddetti mistici, veggenti, sensitivi (in ogni tradizione queste figure sono presenti)... che hanno sempre rimandato di avere, a propria detta, un contatto personale, intimo ed esperienziale con i mondi dello spirito.
Questa via però non ha mai convinto più di tanto le masse dell'oggettività dei livelli sottili dell’esistenza
: solitamente, al contrario, ha più alienato e ghettizzato coloro che si sono detti portatori di tali doti (ed ancora spesso è così)... additati come pazzi, visionari, squilibrati... da separare dalla società "sana".

Ma a noi oggi serve uno strumento più oggettivo per indagare nei mondi dello spirito (anche solo per poi poterne parlare nei confronti dell'Aikido!!!): una cosa che sia visibile a tutti, con i cinque sensi, sperimentabile da tutti, ciascuno nel suo vissuto, esattamente come un kotegaeshi!

Fortuna nostra, la scienza... per millenni acerrima nemica della religione (che si è sempre riferita a cose non facilmente misurabili), oggi pare venirci in aiuto.

Veramente aveva già offerto un primo timido aiuto ai tempi della tanto famosa, quanto contestata, "fotografia Kirlian" (in fisica noto come "effetto corona"), che secondo alcuni dava prova dell'esistenza di un campo sottile, battezzato "Aura", che avvolge gli esseri viventi... mentre per altri era solo l'effetto del tutto naturale della ionizzazione dei gas presenti intorno all'oggetto investito da una scarica elettrica ad alto potenziale. Entrambe queste due contrastanti posizioni rispetto alla fotografia Kirlian si sono dimostrate contestabili dai pensatori dell'opposta fazione.

Ad oggi è del tutto stata provata la responsabilità della ionizzazione (anche luminosa) dei gas presenti all'intorno dell'oggetto nella formazione degli aloni colorati che compaiono di frequente nelle foto delle mani dei pranoterapeuti (incorniciate quasi a voler dimostrare ai clienti di possedere un "fluido speciale" nelle mani!).
Non è invece altrettanto stata spiegata la ragione delle specifiche conformazioni che tali gas ionizzati assumono intorno agli individui fotografati (ed brillantezza maggiore a seguito di una meditazione o di una preghiera - prova statisticamente eseguita in modo significativo -, "buchi nell'Aura" in corrispondenza di regioni del corpo umano o organi che risultano particolarmente infragiliti o affetti da patologie - altra prova statisticamente eseguita in modo significativo -).

Ma il viaggio negli ultimi anni si è realmente fatto più interessante, poiché le nuove frontiere della fisica, della matematica e della chimica sembra stiano sconfinando nel millenario campo della mistica, in seguito al tentativo di trovare leggi unificanti, valide sia in campo atomico, sia nella realtà di ogni giorno, sia contemporaneamente nelle dinamiche dei macro sistemi stellari.

Ci stiamo arrivando! Il tentativo dell'integrazione del nostro sapere ci sta riportando a conclusioni spesso analoghe a quelle già desunte, per via del tutto intuitiva, da mistici e spiritualisti di tutte le tradizioni e di tutti i tempi! L'unica differenza: loro si riferivano a "questa cosa" come a "dio", noi la chiameremmo forse oggi "leggi unificanti universali", ma i risultati non paiono tanto dissimili.

Qualche esempio...

Attualmente è possibile, tramite un dispositivo chiamato S.Q.U.I.D. (Superconducting Quantum Interference Devices), misurare debolissimi campi magnetici (può apprezzarne dell'ordine di 10^-15 Tesla), prossimi ai limiti quantistici ed è del tutto indipendente dalla frequenza. Le proprietà fisiche sono descritte dalla meccanica quantistica, mentre le caratteristiche si basano sull'effetto Josephson e sulla quantizzazione del flusso.

Questo marchingegno, attualmente costosissimo (per via di superconduttori da mantenere a bassissime temperature) ed impiegato in moltissimi campi di nicchia... è già stato ad esempio utilizzato per misurare con estrema precisione il campo elettromagnetico umano... rivelando una incredibile conferma di quanto già osservato nel fenomeno Kirlian...

E' possibile oggi attribuire un'energia (un flusso di campo) a ciascun organo umano, visualizzando così le sue frequenze modali, le sue eventuali modificazioni dovute ad una patologia.

In buona sostanza, stiamo dichiaratamente scoprendo in modo scientifico il campo energetico nel quale è immerso in nostro corpo materiale, la famosa “Aura”, potendone visualizzare i punti di criticità... esattamente come farebbe un pranoterapeuta con le mani!
Questo campo energetico può essere rappresentato, attribuendo alle varie frequenze un colore caratteristico, proprio come è stato fatto dalla tradizione indiana per i Chakra, e si può quantitativamente rilevare quali sono i punti del corpo che vibrano a frequenze simili, ricostruendo in modo sperimentale i tracciati dei meridiani energetici cinesi!

"Casualmente", i risultati paiono essere generosamente conformi a quelli traibili dalle varie tradizioni spirituali esistenti. Questo è un settore di completa avanguardia... in cui i possibili disconoscimenti sono concessi unicamente dall'ignoranza sugli attuali traguardi dello scibile umano. In futuro, man mano che la scienza ripeterà in più luoghi tali risultati notevoli, diverrà maggiormente ostico pensare che si tratti di una trappola per creduloni.

Comunque sia, è bene sempre passare da più di una strada e convergere ad un risultato analogo, per accreditare una teoria.

Portiamo quindi l'attenzione del lettore gli studi di uno scienziato giapponese, il Dott. Masaru Emoto.

Questo signore ha appurato sperimentalmente che l'acqua la proprietà di catturare la quint’essenza dell'informazione nella quale viene immersa, o meglio, permette ad essa di cambiarne la struttura molecolare.
Un bicchiere di acqua pura, distillata viene congelato e poi osservato al microscopio. La cristallizzazione si presenta con la nota forma ad esagono regolare. Fin qui...

Ciò che è notevole è il ripetere l'esperienza dopo aver fatto ascoltare allo stesso bicchiere d'acqua la musica di Bach o Beethoven... o la musica Heavy Metal! La cristallizzazione cambia, assume le proprietà armoniche o disarmoniche proprie della musica "ascoltata" dall'acqua! Basta fare nuovamente la prova al microscopio in seguito ad un nuovo congelamento.

Ma non finisce qui... se si scrive una parola sul contenitore dell'acqua distillata, essa è in grado di renderne il messaggio nei suoi cristalli! L'acqua sa anche "leggere".

Se poi si appoggia il contenitore su una fotografia di una margherita... i cristalli tenderanno ad assomigliare statisticamente ad una margherita!

Vi sembra troppo?



Non è tutto! Cosa accade se l'acqua viene immersa in un atmosfera ricca di spiritualità? Essa ne rimanderà l'effetto sui suoi cristalli, semplicemente!
Sono stati fatti numerosi esperimenti con le preghiere, i mantra ed i canti delle principali religioni attuali, che tendono a mostrare analoghi risultati... rimandanti armonia, benevolenza, pace e senso del sacro.

E' stato possibile raccogliere acqua inquinata, che non mostrava più la capacità a formare cristalli di forma regolare... pregare per essa… e constatare che in seguito l'acqua era "guarita", ossia cristallizzava in forme estremamente più complesse e ricche.
E' stata esaminata al microscopio l'acqua di Lourdes, ad esempio, scoprendo che essa sembra possedere proprietà sicuramente collegabili ad una forte presenza in essa di "informazione spirituale"… probabilmente responsabile dei noto effetti miracolistici attribuiti a questa fonte.

Le immagini a lato non sono che scarni esempi!

Ma ecco che anche in questo caso "la vibrazione" pare essere la star del palcoscenico, così come lo era stata nell'esame del campo elettromagnetico umano. L'acqua rispecchia il significato ontologico delle parole... le parole sono vibrazione... e “casualmente” il Vangelo di San Giovanni inizia con "All'inizio era il verbo, ed il verbo era presso Dio, e il verbo era Dio". Siamo nuovamente cascati, per altra strada, dalla scienza alla tradizione spirituale!

Indizzi, non prove... sulla realtà di un argomento che forse non potrà mai più di tanto essere definitivamente ed incontestabilmente oggettivato, sul quale non sarà mai forse pronunciabile un'ultima parola definitiva; tuttavia...

... cosa aveva scoperto/trovato Morihei Ueshiba nella spiritualità?
Cosa ha unito a quattrocento anni di distanza O' Sensei mentre diceva "la migliore vittoria è quella su se stessi" con Francesco di Assisi, che aveva predicato "aver vinto su te stesso, questa è la vera letizia"?

Forse Ueshiba si interessava di saggistica cristiana?! O forse è giunto per via personale alla stessa intuizione alla quale sono giunti santi e mistici di tutte le nazioni, di tutti i tempi?

E' importante chiedercelo, al termine di questo lungo Post... poiché se si crede che la spiritualità abbia un senso, è importante rivisitare la nostra pratica di Aikido anche alla luce di esso!


lunedì 7 luglio 2008

Aikimarathon: condivisione di esperienze

Quale simboli può richiamare un evento come l'Aikimarathon?

Che l'Aikido non sia un'Arte NON competitiva è risaputo... a che pro quindi fare una maratona di pratica?

L'Aikido è anche noto come pratica fisica e mentale (anche spirituale, per alcuni) densa di etica e di significato profondo.

Non è però altrettanto facile vedere vissuti questi valori, forse perché siamo uomini... che pur aspirando ad alti ideali, spesso si trovano frenati dai loro stessi limiti.

Questo però non toglie una fiduciosa speranza di oltrepassarli, come richiesto ad uno sportivo che cerca di superare se stesso ad ogni traguardo. L'Aikido, a suo modo, può essere considerato allora come una gara con se stessi, una gara a fare meglio, a dare il massimo.

Ci si incontrerà quindi il 20 luglio prossimo con appassionati di "endo-competizioni", ma si farà di più...

- si darà il senso di continuità a ciò che si pratica, con una staffetta di Insegnanti che GRATUITAMENTE si metteranno a disposizione di tutti i partecipanti;

- si utilizzerà l'Aikido per incontrarsi e si useranno gli incontri per fare Aikido, il tutto con una sensibilità particolare al mondo del Sociale, devolvendo ad esso i ricavati dell'iniziativa;

- sarà possibile mostrare (a se stessi) la propria resistenza a contatto con le proprie passioni... e verificare di persona il detto "una gioia condivisa... è una gioia moltiplicata".

La comunità dell'Aikido che si incontra al di là dei campanilismi, celebrando maggiormente l'importanza di ciò che unisce, su ciò che divide... un evento, insomma, che toccherà sicuramente il fisico e l'attitudine di chi pratica, ma in modo particolarmente etico e sano...

... varrà proprio la pena di non mancare!